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Ancora su Modifiche NTA e tutela del Paesaggio della Capitale
Tra le richieste che abbiamo di nuovo inviato alle Consigliere e ai Consiglieri dell’Assemblea Capitolina riguardo la delibera delle controdeduzioni alle osservazioni sulle modifiche alle Norme Tecniche del Piano Regolatore, abbiamo aggiunto una richiesta di emendamento che riguarda sempre l’Art.16, Beni tutelati dalla Carta per la Qualità, a un comma, il 3 bis, inserito in sede di adozione della Delibera da parte dell’Assemblea Capitolina. Pur condividendo l’obiettivo di facilitare, incrementando, l’utilizzo di impianti più sostenibili dal punto di vista energetico, pensiamo che tale obiettivo debba armonizzarsi con quello, di rilievo costituzionale, della tutela del Paesaggio, un bene immateriale che è nostro dovere preservare. Il comma 3 bis recepisce la normativa per la realizzazione di pannelli solari, impianti fotovoltaici e relativi annessi. Non abbiamo obiezioni al fatto che, nel caso di edifici censiti in Carta per la qualità e nelle Morfologie, tali impianti possano essere installati anche sulle coperture in piano, purchè non visibili dall’esterno (luoghi pubblici e privati) senza acquisire il parere della Sovrintendenza: Riteniamo invece che non possa essere ammessa l’installazione di simili impianti sui tetti a falda inclinata e in particolare sui tetti in tegole e coppi che caratterizzano le coperture degli edifici storici (edifici cnsiti e morfologie) e che (ferme restando le indicazioni inserite “ad ogni buon fine” nel comma 3bis) debba essere comunque richiesto il parere preventivo della Sovrintendenza. Pena la perdita della visuale “storicizzata” dei “tetti di Roma” o lo scempio dei casali agricoli della Campagna Romana. In rosso le richieste avanzate EMENDAMENTO ART: 16 COMMA 3-bis. Con riferimento ai beni di cui al comma 1, lett. a), c) e d)*, gli interventi di nuova installazione, sostituzione totale o modifica sostanziale, di impianti solari e fotovoltaici ed eolici sono soggetti alle seguenti indicazioni: a. i pannelli, i supporti e le turbine non potranno essere installati su spazi diversi dalle coperture degli edifici, delle pertinenze degli edifici, delle tettoie, delle pensiline, dei porticati, o delle strutture e manufatti fuori terra diversi dagli edifici. b. in caso di coperture piane i pannelli, i serbatoi di stoccaggio e le turbine non dovranno essere visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici; c. in caso di coperture inclinate andrà richiesto il parere della Sovrintendenza Capitolina di cui al comma 10 del presente articolo, e comunque: – i pannelli e le turbine non dovranno essere visibili dall’esterno e dai punti di vista panoramici; – i pannelli dovranno essere installati in modalità parzialmente integrata, ovvero con la stessa inclinazione della falda, o in modalità totalmente integrata ovvero con il piano dei pannelli al di sotto del piano tegole; – i serbatoi di stoccaggio non possono essere posizionati sulle coperture; – i pannelli non potranno essere posizionati in maniera da compromettere il normale deflusso e raccolta delle acque meteoriche dal tetto; – il manto di copertura deve essere lasciato libero per almeno 1 metro in corrispondenza del colmo, della gronda e dei bordi laterali della falda del tetto; d. la realizzazione delle opere funzionali alla connessione alla rete elettrica nei già menzionati edifici o strutture e manufatti, nonché nelle relative pertinenze, compresi gli eventuali potenziamenti o adeguamenti della rete interni alle aree dei medesimi edifici, strutture e manufatti non dovranno essere visibili dall’esterno e dai punti di vista panoramici o dovranno essere opportunamente schermati. vedi anche Art.16. Beni segnalati in Carta per la qualità – Delibera controdeduzioni 12 giugno 2026 modificati comma 1 2. 3 5 lett. b) 6 8 9 10 (> Vai all’Art. 16 modificato dalla Proposta di deliberazione del 12 6 2026) Gruppo Urbanistica e Paesaggio Carteinregola Modifiche alle NTA del PRG cronologia materiali Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 16 luglio 2026 NOTE (*)Art. 16 comma 1 Lett. a), c) e d) (TESTO 85a Proposta (D.G.C. n. 50 dell’11 giugno 2026)) 1. Nell’elaborato G1. “Carta per la qualità”, e  nei connessi sistemi informativi messi a disposizione da Roma Capitale, sono individuati gli elementi che presentano particolare valore urbanistico, architettonico, archeologico e monumentale, culturale, da conservare e valorizzare. Tali elementi sono così articolati: a) morfologie degli impianti urbani; b) elementi degli spazi aperti; c) edifici con tipologia edilizia speciale; d) edifici e complessi edilizi moderni; e) preesistenze archeologico monumentali; f) deposito archeologico e naturale nel sottosuolo; g) locali e attività di interesse storico, artistico, culturale.
July 17, 2026
carteinregola
In Germania una cooperativa di attivisti produce energia pulita per 30.000 abitanti
Era il 2010 quando quarantasei cittadini di Heilbronn, città industriale da 126mila abitanti sul fiume Neckar nel Baden-Württemberg, decisero di fare qualcosa di concreto contro il nucleare. Non si limitarono a una petizione o un presidio, ma fondarono una cooperativa energetica, la EnerGeno Heilbronn-Franken eG, e l’anno seguente cominciarono ad installare i primi pannelli solari sui tetti degli edifici locali. Sedici anni dopo, quella cooperativa conta 2.400 soci, gestisce circa 30 milioni di euro di capitale proprio, impiega 16 persone e produce energia pulita per oltre 30mila abitanti: è diventata una delle più grandi cooperative energetiche della regione. Il modello è semplice: EnerGeno individua i tetti degli edifici – scuole, municipio, capannoni industriali, condomini, stalle – e propone ai proprietari, pubblici o privati, un accordo: il tetto in affitto, in cambio di elettricità a prezzo stabile e inferiore a quello di mercato. La cooperativa pensa al resto: progettazione, finanziamento, costruzione, assicurazione e manutenzione, e l’energia in eccesso viene rivenduta in rete. Il Comune di Heilbronn ha aderito tra i primi, cedendo i tetti degli edifici comunali. Con il tempo il rapporto si è formalizzato: oggi esiste un vero e proprio accordo di partenariato climatico ed energetico che vincola la cooperativa agli obiettivi di decarbonizzazione della città, che sarà Capitale Verde Europea nel 2027 con la cooperativa tra i partner ufficiali. I numeri attuali raccontano di 140 impianti solari operativi per un totale di 43 megawatt-picco di capacità installata su 150 siti. A questo si aggiunge la partecipazione a 10 turbine eoliche, per una produzione eolica complessiva di 50 gigawattora l’anno. Ogni socio ha diritto a un voto nelle assemblee, indipendentemente dal numero di quote possedute e una quota costa 100 euro, una soglia bassa che consente a pensionati, famiglie e persino bambini di partecipare. Ogni anno, attorno al Natale, EnerGeno lancia una campagna che porta molte famiglie a regalare quote ai figli e il risultato è una base sociale molto giovane. Intanto il progetto continua ad evolversi. Il 9 giugno 2026 è partita la costruzione del parco eolico civico di Künsbach-Etzlinsweiler, tra Kupferzell e Künzelsau, che prevede due turbine Nordex di ultima generazione, interamente in mano a cittadini: 161 soci individuali e quattro cooperative energetiche hanno messo insieme 4,5 milioni di euro di capitale proprio, senza ricorrere a operatori commerciali esterni. EnerGeno è il principale azionista: le turbine entreranno in funzione nella prima metà del 2027 e produrranno circa 22 milioni di kilowattora l’anno, abbastanza per coprire i consumi di 7mila famiglie nella regione dell’Hohenlohe. L’intera catena del valore resterà nel territorio. Quello della distribuzione del valore è il punto politicamente più rilevante del modello. Studi condotti sulle cooperative energetiche tedesche mostrano che un parco eolico in mano alla comunità locale genera un reddito per l’economia del territorio superiore rispetto a un impianto identico gestito da un operatore commerciale esterno. Uno studio del 2016 dell’Istituto per le tecnologie energetiche decentralizzate ha calcolato che un parco eolico da sette turbine da tre megawatt, sviluppato con attori locali e partecipazione comunale, genera 58 milioni di euro di reddito per il territorio nell’arco di vent’anni. Lo stesso impianto affidato a un operatore esterno ne produce appena 7 milioni: la differenza sta nei profitti che non escono dalla regione, nelle tasse che restano nei bilanci comunali, nei salari per i dipendenti e i soldi che circolano tra i negozi e i servizi locali. EnerGeno reinveste il surplus in nuovi impianti, finanzia attività ambientali collaterali come riforestazioni, parchi agrivoltaici con pascolo di pecore sotto i pannelli, piantumazione di alberi da frutto e supporta iniziative sociali nel territorio. Il Comune di Heilbronn ha adottato il modello con convinzione crescente. Inizialmente si era limitato a mettere a disposizione i tetti degli edifici pubblici, ricevendo in cambio elettricità a prezzo calmierato. Col tempo ha firmato un accordo di partenariato formale, ha integrato EnerGeno nella propria strategia climatica e ha incoraggiato i Comuni vicini a fare lo stesso. Almeno quattro amministrazioni limitrofe si sono iscritte come socie della cooperativa, aggiungendo trasparenza alla governance e accedendo agli stessi vantaggi. Non mancano gli ostacoli. Il quadro normativo federale tedesco rende la condivisione energetica tra produttori e consumatori vicini possibile solo in forma virtuale, non fisica: EnerGeno è costretta a costruire sistemi contabili complessi per vendere e riacquistare l’energia che i propri impianti generano in loco. È un paradosso burocratico che rallenta il modello e che la riforma del 2017, che ha sostituito i vecchi incentivi alle rinnovabili con aste competitive sui grandi impianti, ha ulteriormente sbilanciato il campo a favore degli operatori industriali: le procedure di gara sono troppo onerose per cooperative di volontari e piccoli staff professionali. Secondo gli analisti la transizione energetica europea ha bisogno di grandi impianti offshore, di linee ad alta tensione, di investimenti miliardari da parte di multinazionali. Ma ciò che il mercato centralizzato non riesce a fare – e che EnerGeno fa da sedici anni – è costruire consenso sociale, trattenere il valore economico dove viene prodotta l’energia e coinvolgere decine di migliaia di persone comuni nella produzione di elettricità pulita. L'Indipendente
July 2, 2026
Pressenza
Campagna Let Cuba live, raccolti oltre 700.000 dollari per pannelli solari destinati a ospedali e cliniche
Grazie all’ incredibile generosità e alla solidarietà di migliaia di persone, la campagna Let Cuba Live e il People’s Forum hanno raccolto negli Stati Uniti oltre 700.000 dollari per inviare pannelli solari e batterie a ospedali e cliniche in tutta Cuba. Volevamo condividere con voi alcuni aggiornamenti entusiasmanti sullo stato di avanzamento della spedizione dei pannelli e della campagna. Da dicembre 2025, il blocco imposto dall’amministrazione Trump ha consentito l’arrivo a Cuba di un solo carico di carburante. Il risultato? Interruzioni di corrente paralizzanti stanno devastando il sistema sanitario pubblico del Paese. Nonostante gli sforzi eroici del personale medico cubano, oltre 96.000 pazienti sono in attesa di interventi chirurgici importanti, tra cui 11.000 bambini. La mancanza di un’alimentazione elettrica affidabile, dovuta alla carenza di carburante, ne è la causa diretta. Ma noi (e migliaia di donatori) ci siamo rifiutati di accettare questa conclusione dopo aver superato enormi ostacoli creati dal governo statunitense per bloccare gli aiuti a Cuba, abbiamo acquistato: 10 kit solari autonomi (65 kW ciascuno) – da distribuire in 10 ospedali, sufficienti ad alimentare sale operatorie, unità di terapia intensiva e altre aree ospedaliere vitali. 33 kit solari più piccoli (fino a 6 kW ciascuno) – per 33 cliniche rurali nella parte orientale di Cuba. Queste forniture, di cui c’è urgente bisogno, saranno presto in viaggio verso Cuba, contribuendo alla transizione del sistema sanitario dell’isola verso le energie rinnovabili, in modo che milioni di cubani possano accedere all’assistenza sanitaria gratuita e di qualità che meritano. Ma non vogliamo fermarci qui. Potete aiutarci a portare avanti questa campagna? La generosità e l’energia messe in campo finora hanno dimostrato che le persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo comprendono l’urgenza di schierarsi al fianco del popolo cubano contro le politiche genocidarie degli Stati Uniti. Vogliamo procurarci altri pannelli solari per un numero ancora maggiore di ospedali e cliniche. Trump non può fermare il sole e non può fermare la nostra solidarietà. Donate  ora per inviare altri kit solari agli ospedali cubani! Per chi ha l’opportunità di recarsi negli States, o non teme le spese di spedizione, c’è anche la possibilità di acquistare una splendida T-shirt “Let Cuba Live”, il cui ricavato verrà interamente devoluto alla campagna per l’invio di generatori e pannelli solari agli ospedali di Cuba. Acquistatela subito! Comprate ora In solidarietà, The People’s Forum   Redazione Italia
May 14, 2026
Pressenza
Cuba e l’alternativa ecosostenibile: l’inventiva cubana contro il bloqueo petrolifero
Premesse All’inizio di febbraio, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che il suo governo stava preparando un piano per far fronte a una “grave carenza di carburante” in risposta alle pressioni degli Stati Uniti. Di conseguenza, le partenze degli autobus interprovinciali sono state ridotte a un quarto del numero abituale e il trasporto pubblico locale è stato quasi completamente bloccato. Da parte sua, il Ministro dei Trasporti, Eduardo Rodríguez, ha annunciato il 18 marzo che sono state incentivate le opzioni di trasporto in taxi o tricicli elettrici anche per i pazienti sottoposti a emodialisi. Il 31 marzo 2026 Cuba ha ricevuto la petroliera russa Anatoly Kolodkin, che trasportava circa 100.000 tonnellate di petrolio greggio. La raffinazione del petrolio ha fornito alla nazione caraibica carburante sufficiente solo per 15 giorni. La precedente petroliera straniera era arrivata il 9 gennaio. D’altro canto, grazie alle misure adottate da Cuba e dagli Stati Uniti, il carburante importato dal settore privato dell’isola ha iniziato ad arrivare nel paese (circa 30.000 barili fino a febbraio); tuttavia, gli esperti ritengono che ciò rappresenti solo un piccolo sollievo per le esigenze del paese. Cuba necessita di circa 100.000 barili di petrolio greggio al giorno per soddisfare il proprio fabbisogno energetico e attualmente ne ricava circa 40.000 dalla produzione interna. Tuttavia, questa materia prima non viene attualmente raffinata su larga scala, quindi l’isola ha bisogno di importare petrolio greggio raffinabile o suoi derivati (benzina, gasolio, olio combustibile, cherosene…) per soddisfare il proprio fabbisogno.   Tricicli elettrici, con pannelli solari La cronica carenza di carburante nel Paese si è aggravata da gennaio con l’embargo petrolifero statunitense. I distributori di benzina hanno smesso di vendere carburante, l’industria è paralizzata e i veicoli a motore scarseggiano per le strade dell’Avana. Negli ultimi mesi la capitale cubana è stata dominata da diversi e creativi veicoli elettrici, come i tricicli, che ora sono dotati anche di pannelli solari sui tetti. Questo giovane dell’Avana ha iniziato a installare pannelli solari poco meno di un mese fa, insieme a suo padre, tre fratelli e un amico, ad Arroyo Naranjo, un comune alla periferia della capitale cubana. Da allora, hanno installato più di quindici pannelli con una potenza compresa tra 550 e 650 watt. Il suo obiettivo è quello di aumentare l’autonomia dei tricicli elettrici sfruttando l’energia fotovoltaica: un’alternativa a quelli a benzina, nel contesto della grave crisi energetica che sta attraversando l’isola.   Yadán Pablo Espinosa, 21 anni, lavora all’installazione di un pannello su un’ape-car   Espinosa e il suo team offrono ai clienti un servizio di installazione completo con tutti gli strumenti necessari, oltre a realizzare i supporti in ferro che sorreggono i pannelli solari, trasformandoli in utili coperture per i tricicli. “L’impianto che realizziamo permette al pannello di fornire energia costante e diretta al motore del triciclo mentre è in movimento, grazie alla batteria. Una volta che il veicolo si ferma, l’energia ricevuta dal pannello ricarica la batteria”, ha spiegato a EFE Yadán Pablo Espinosa, 21 anni . Il pannello solare sul veicolo è “ottimo, perché aiuta con la ricarica”, dice Yoandis Castro, una cliente, all’agenzia EFE mentre aspetta nell’officina di Espinosa che il pannello venga installato sul suo triciclo.   Alcune persone stanno lavorando all’installazione di un pannello per un triciclo elettrico   A OnCubaNews, una donna di 47 anni, originaria dell’Avana, spiega di dedicarsi al trasporto di merci per i mercati e sottolinea di voler ampliare la flotta di veicoli elettrici della sua attività, sui quali intende anche installare pannelli solari. La stessa opinione è condivisa da Orlando Muñoz, 62 anni, che lavora come trasportatore di passeggeri nel trafficato incrocio tra la 100esima e la via Boyeros all’Avana e possiede un triciclo elettrico con pannello solare. Grazie all’energia solare, afferma, il suo veicolo “ha prestazioni migliori”. “Aiuta a evitare che la batteria si scarichi e fa sì che la carica duri più a lungo mentre lavoro”, spiega all’agenzia EFE.   Santa Clara (Villa Clara), nasce una centrale solare con scopi solidali e comunitari Il 5 aprile 2026, il Gomate Local Development Project (PDL) (1) ha inaugurato presso il Virginia People’s Council di Santa Clara il primo impianto solare della provincia, una struttura che genera elettricità da fonti rinnovabili per uso collettivo e che opera in modo indipendente dalla rete elettrica nazionale (SEN). Julio Ernesto Gomate Morales, direttore del PDL, ha dichiarato che l’iniziativa consiste nell’utilizzo di energia solare per fornire servizi di cottura dei cibi e per ricaricare diversi tipi di computer portatili e veicoli destinati al trasporto della popolazione.  “Nello specifico, a Gomate abbiamo installato 30 kilowatt di potenza con 60 kilowatt di accumulo, provenienti da 56 pannelli che conferiscono autonomia all’impianto solare, progettato anche per far fronte a situazioni di crisi come uragani e altre emergenze che generalmente causano blackout prolungati” – ha riferito.  “Oggi abbiamo inaugurato questa solinera con grande impegno e sacrificio in tempi record, dato che ci sono voluti solo nove giorni per costruirla e assemblarla da zero, perché abbiamo iniziato i lavori dal terreno nudo” – ha spiegato.    La struttura dispone di un’area per la ricarica di ciclomotori, tricicli e ogni tipo di dispositivo a batteria, nonché di uno spazio per la preparazione dei cibi con pentole, fornelli e altri elettrodomestici.  Gomate Morales ha spiegato che la stazione di rifornimento ha una capacità simultanea per sei veicoli e 26 prese doppie che consentono il collegamento di 52 apparecchi di cottura. Ha specificato che il servizio di preparazione dei pasti sarà gratuito per tutta la popolazione, mentre il costo del trasporto sarà ancora da definire, ma verrà comunque mantenuto il più basso possibile, in quanto necessario per rendere il sito autosufficiente.  “Sono orgoglioso di aver reso possibile questa alternativa per tutta Santa Clara e che serva da incentivo per esperienze simili in tutto il paese”, ha affermato.  Zoraima Escobar Poveda, presidente del Virginia People’s Council, ha descritto la solinera come un punto di forza per la comunità.  L’iniziativa contribuisce all’indipendenza energetica locale, sia per i trasporti a breve e medio raggio che per la cottura dei cibi; rappresenta un’ottima opportunità per far fronte alle prolungate interruzioni di corrente nella zona, dimostrando al contempo l’efficacia del collegamento tra l’impresa statale socialista e i metodi di gestione privati, ha osservato.  Reinaldo Andino González, socio fondatore di Eléctrica Total, un gruppo con sede nel comune di Ranchuelo dedicato all’installazione di energie rinnovabili (2), ha dichiarato: “Questo impianto rappresenta un’esperienza senza precedenti che ci ha richiesto di innovare, pensando sempre al benessere delle persone attraverso fonti di energia pulita e l’automazione dei processi di carico”.  Andino González ha spiegato che tra le innovazioni promosse dalla sua azienda figurano l’installazione di pannelli solari su tricicli elettrici per una fornitura continua di energia e l’installazione di inverter fotovoltaici che generano corrente sia all’interno che all’esterno della rete SEN.  L’impianto solare di Gomate è la prima esperienza di questo tipo a Villa Clara e costituisce un precedente per la replicazione di progetti simili in altri comuni del territorio e del Paese.   (1) PDL Gomate, fondata circa dieci anni fa, opera nel commercio all’ingrosso di elettrodomestici, pneumatici, lubrificanti e batterie, con un mercato costituito principalmente da enti statali.  (2) Eléctrica Total ha partecipato a iniziative destinate a località remote e rurali, tra cui la refrigerazione di serbatoi per il latte per lo stoccaggio e la conservazione, e l’installazione di pompe idrauliche per l’irrigazione.    Fonti: > Triciclos eléctricos con panel solar: la inventiva cubana se afila en el > bloqueo petrolero https://www.granma.cu/cuba/2026-04-05/inauguran-en-villa-clara-la-primera-solinera-para-uso-comunitario-05-04-2026-08-04-06 Lorenzo Poli
April 30, 2026
Pressenza
Riflessioni sulla crisi energetica
articoli di Nicolas Lozito, Gianluca Ruggieri, Stefania Del Bianco e delle redazioni di Kenergia e QualEnergia. A seguire notizie sulle conseguenze del blocco di Hormuz.   In questa piccola rassegna di articoli non troverete necessariamente posizioni politiche; tuttavia ci sono contenuti utili per farsi un quadro dello stato dell’arte e qualche esempio sul quale riflettere.   Miracolo spagnolo? di Nicolas
Raccolta fondi “Let Cuba Live”
Il blocco del carburante imposto da Trump sta privando Cuba di energia, paralizzando ospedali e scuole e tentando di provocare una carestia. Da qualche giorno è partita la raccolta fondi “Let Cuba Live”, che ha l’obiettivo di sostenere il Paese caraibico nell’acquisto di generatori e pannelli a energia solare. L’iniziativa è a cura di diverse realtà statunitensi che negli ultimi anni si sono distinte nel contrasto alle politiche imperialistiche dei vari governi succedutisi nel Paese e nella difesa della democrazia dai feroci attacchi dell’ultimo. Tra i primi firmatari compaiono organizzazioni come Codepink, Jewish Voice for Peace, Veterans for Peace, People’s Forum e Democratic Socialists of America, gli attori Jane Fonda, Mark Ruffalo, Ed Harris, Kal Penn e Susan Sarandon, il musicista Roger Waters, l’attivista nativo americano Leonard Peltier e molti altri. Il People’s Forum, tra i promotori della campagna, scrive in un breve comunicato che è responsabilità del popolo americano aiutare i vicini a mantenere le luci accese negli ospedali. Cuba dista dalla Florida solo 145 kilometri. Tra le mille difficoltà di un embargo attivo da quasi settant’anni il Paese è sempre riuscito a sopravvivere e conservare la sua sovranità, ma l’attuale crisi è stata creata ad arte per farlo crollare; sono scelte politiche criminali che abbiamo imparato a conoscere come “guerra ibrida”; proprio come ogni conflitto provocano danni economici e psicologici all’intera popolazione e uccidono in modo più subdolo delle bombe. Tutti ci chiediamo quale minaccia rappresenti il piccolo Stato caraibico per una potenza nucleare come gli Stati Uniti… In tempo di crisi pandemica, quando l’Italia da sola non riusciva a soddisfare le richieste d’intervento per infezione da Covid 19 e gli ospedali erano in difficoltà, Cuba inviò in nostro aiuto personale medico specializzato e in varie città si aprirono presidi sanitari diretti da dottori cubani. A quei tempi eravamo noi in una crisi umanitaria e lo Stato socialista, fedele al principio di solidarietà fra le genti, venne in nostro soccorso. Inutile sperare in qualche forma di riconoscenza da parte delle nostre istituzioni, ma dal momento che anche il popolo italiano è debitore a Cuba e ai suoi bravi medici, forse a qualcuno farà piacere contribuire a questa particolare raccolta fondi, anche se non siamo vicini di casa. “Particolare” perché l’idea di investire in energia solare potrebbe, lo speriamo tutti, essere vincente e assicurare al Paese caraibico l’autonomia per la quale lotta e soffre da anni. Cuba, che diversamente da Venezuela e Messico non possiede giacimenti di petrolio, lo ha capito da tempo e con l’aiuto cinese sta sostenendo le proprie strutture civili (ospedali per primi) con sistemi energetici alternativi ai carburanti fossili.  E allora vuoi vedere che diventerà il primo vero Stato a impatto 0? L’Avana finirà col far da modello alle presuntuose smart city europee? Oggi, mentre il mondo più fortunato litiga su transizione energetica si, transizione energetica no o ni – perché ogni decisione per il bene comune deve sempre portare un tornaconto economico –, i cubani affrontano ogni giorno sfide vitali e trovano soluzioni creative. Aiutiamoli. https://www.letcubalive.info https://www.letcubalive.info/donate     Marina Serina
February 15, 2026
Pressenza
Europa-clima: 10 anni dopo Parigi, il passo indietro che…
… ci allontana dal futuro.  di Luca Graziano (*) (un’automobile Porsche elettrica del 1898: l’Europa era più avanti nel XIX secolo)   L’Europa ingrana la retromarcia sotto la spinta della ”brown economy”. Manca una visione sistemica che integri la giustizia climatica, la partecipazione democratica e la riduzione delle disuguaglianze. La transizione resta centralizzata, affidata a grandi attori industriali, mentre le
January 10, 2026
La Bottega del Barbieri