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Poesia e resistenza: «Voglio raccontarti una storia»
Renée Nicole Good e Facundo Jones Huala: versi di fuoco. di Valentina Fabbri Valenzuela Come Sirio e Procione: stelle che bruciano nella notte Introduzione — Leggenda yagan: stelle di fuoco Ogni popolo ha le sue fiabe della buonanotte, i suoi racconti originari. Spesso nascono guardando il cielo, tra paure, speranze, freddo e silenzio. In questo tempo buio segnato da guerre
Minneapolis come laboratorio della post-verità
Tra deepfake, propaganda e narrazioni ufficiali che negano l’evidenza, il caso di Minneapolis è il simbolo di una guerra alla realtà in cui… L'articolo Minneapolis come laboratorio della post-verità sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
Renée Nicole Good e Facundo Jones Huala: due poeti di fuoco
Come Sirio e Procione: stelle che bruciano nella notte Introduzione — Leggenda yagan: stelle di fuoco Ogni popolo ha le sue fiabe della buonanotte, i suoi racconti originari. Spesso nascono guardando il cielo, tra paure, speranze, freddo e silenzio. In questo tempo buio segnato da guerre e devastazione ambientale, torniamo alle stelle per orientarci: tra le notizie di cronaca brillano due assenze che chiedono giustizia. Secondo una leggenda del popolo Yagán, dopo aver dato nome agli elementi e ai luoghi, agli esseri mobili e immobili, i fratelli Yoalosh, esseri senza tempo creatori della Terra, decisero di ascendere al cielo e trasformarsi in Sirio e Procione. Prima di allora tutto era eterno. Con la fine della creazione, nacque anche la morte. I due fratelli, lasciando il loro corpo materiale, ascendono in cielo. Da allora la loro luce continua a orientare il popolo nell’oscurità. ¹ Mentre il fuoco del sole scalda, quello delle stelle da sempre serve per orientare i naviganti. A questo serve la poesia incendiaria: a scaldare gli animi e a rendere visibile ciò che altri vorrebbero lasciare nell’ombra. Oggi Sirio e Procione hanno due nomi: Renée e Facundo. Lei uccisa. Lui in carcere. Due poeti le cui vite incendiano la risposta sociale e le proteste dei difensori dei diritti umani in questo inizio 2026. Renée — poetessa che incendia le proteste Renée Nicole Good, 37 anni, madre di tre figli, poetessa, è stata uccisa il 7 gennaio 2026 a Minneapolis da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) durante un’operazione di controllo migratorio. Era in auto, in un quartiere residenziale, quando l’agente le ha sparato tre volte. ² Le versioni ufficiali cercano di accusarla di azioni violente, ma i materiali video parlano da soli. Le sue armi erano penna e fischietti, suoni, non armi: strumenti di allerta comunitaria contro gli abusi dei federali. La sua morte ha incendiato proteste diffuse negli Stati Uniti: Minneapolis, Chicago, New York, Washington D.C. Migliaia di persone hanno chiesto verità e giustizia, responsabilità e la fine delle pratiche violente dell’ICE. la vita è mero ovulo e sperma e dove i due si incontrano e quanto spesso e quanto bene e ciò che muore lì. ³   Facundo — poesia incendiaria contro il colonialismo Facundo Jones Huala è poeta e lonko, autorità politica del popolo mapuche ⁴. Per il popolo mapuche la difesa della Mapu Ñuke (Madre Terra) non è ambientalismo, ma identità, cura dell’anima e relazione sacra. La parola non è separata dall’azione: raccontare è resistere. Dare la parola è un atto sacro. Il 2 febbraio 2025 ha presentato il libro Entre rejas. Antipoesía incendiaria in una biblioteca di Bariloche. Subito dopo è stato incarcerato. Le sue poesie sono diventate capi d’accusa. Anche lui, come Renée, è accusato di atti violenti: le sue parole scatenano incendi. Mentre a prendere fuoco sono le orecchie di coloro che ascoltano la sua poesia, il suo libro denuncia il colonialismo, l’espropriazione delle terre ancestrali, la violenza delle forze dell’ordine, delle multinazionali — tra cui Benetton — e dei latifondisti coloni. ⁵ Dal carcere Facundo ha lanciato una chiamata spirituale internazionale per la difesa della Madre Terra. ⁶ La sua detenzione rivela la paura dello Stato di una parola potente, che non si piega, che accende e sveglia: Tu, mio riposo, mio conforto Libero e luminoso Uccello di fuoco Portami sulle tue ali, fondimi nei tuoi sogni.⁷ Sirio e Procione — stelle che bruciano Due poeti, dal Nord al Sud America, armati di penna, parlano a cuore aperto. Le loro parole innescano scintille di pace e richiamano diritti umani e ambientali a chi ha sete di giustizia. Apparati repressivi che cercano di soffocare la protesta sociale finiscono per alimentare il fuoco, trasformando vite di artisti in martiri che accendono, anziché spegnere, il conflitto sociale. Due poeti: lei uccisa, lui privato della libertà. Come Sirio e Procione, le loro vite ricordano che il fuoco non è solo distruzione: è luce, trasformazione, dignità, amore, resistenza. Arte, parola e poesia illuminano ciò che altri vogliono censurare. Forse è questo il compito delle stelle oggi: non rassicurare, ma orientare le coscienze. Non spegnere l’incendio, ma farlo divampare.⁸   Note e approfondimenti 1. La leggenda dei fratelli Yoalosh, appartenente alla tradizione orale del popolo Yagán e raccolta da nonna Cristina Calderón. Tra le sue pubblicazioni troviamo anche un libro di leggende e storie del popolo yagán, intitolato “Hai Kur Mamašu Shis” (Voglio raccontarti una storia). – Info in italiano: https://www.labottegadelbarbieri.org/america-latina-la-difesa-delle-lingue-native/ – Info in spagnolo: https://www.guinnessworldrecords.es/news/2022/3/la-lengua-menos-comun-del-mundo-el-yagan-se-extingue-por-completo 2. Uccisione di Renée Nicole Good a Minneapolis il 7 gennaio 2026 e inchieste in corso sull’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE): https://www.hrw.org/news/2026/01/09/us-minneapolis-killing-by-ice-unjustified 3. Renée Nicole Good, On Learning to Dissect Fetal Pigs, Academy of American Poets Prize 2020: https://radurapoetica.com/2026/01/08/una-poesia-di-renee-nicole-good/ 4. Il popolo mapuche, storia e identità del “popolo della terra”, a cura dell’antropologa Olivia Casagrande: https://www.gfbv.it/3dossier/ind-voelker/mapu.html 5. Il mondo (dei Benetton) alla fine del mondo, libro-inchiesta disponibile in versione digitale gratuita: https://www.heraldo.it/2020/07/08/il-mondo-dei-benetton-alla-fine-del-mondo/ 6. Facundo Jones Huala, messaggio dal carcere di Rawson sulla difesa della Mapu Ñuke / Madre Terra: https://mapucheit.wordpress.com/2025/12/15/il-messaggio-del-lonko-facundo-jones-huala-dal-carcere-di-rawson/ 7. Il libro inedito in italiano è disponibile in spagnolo: Facundo Jones Huala, Entre rejas. Antipoesía incendiaria; contatti dei traduttori in cerca di una casa editrice italiana: ecomapuche@gmail.com 8. Sherrie Rabinowitz, manifesto sul ruolo dell’arte di fronte alla distruzione sociale: https://www.ecafe.com/museum/about_festo/84manifesto.html Redazione Italia
Polveriera americana
USA. Dopo l’omicidio di Renee Good un’escalation di violenza degli agenti federali. Annunciati rinforzi per sedare le proteste. Intanto si organizzano gruppi di autodifesa e sorveglianza. di Luca Celada (*) I giorni seguiti all’esecuzione di Renee Nicole Good sono stati saturi di lutto, rabbia e impotenza. Poi, nel fine settimana proteste e manifestazioni in tutta America, centinaia di città, da
Veglia per Renee Nicole Good a New York
È l’imbrunire di domenica 11 gennaio, una giornata densa di emozioni. Esco da una stazione della metropolitana che sta a due passi dal luogo dell’appuntamento per ricordare Renee Nicole Good, uccisa a sangue freddo da Jonathan Ross, agente dell’ICE.  L’aria è cambiata, è pungente e non riesco più a stare senza guanti, li recupero nello zainetto e mi infagotto nella kefiah. Devo raggiungere il grande arco di pietra che sta sul lato corto di Grand Army Plaza, progettato da John H. Duncan per dare a Prospect Park un ingresso scenografico. Mentre cammino, lasciandomi alle spalle le luci della strada, mi pare di entrare in un bosco; mi chiedo dove saranno gli altri e scruto ansiosa nel buio; ormai è sera. Intravedo fioche lucine che vanno e vengono. Mi avvicino e appaiono sagome di esseri umani. Si sono raccolti in un angolo della struttura di pietra, dove hanno deposto fiori e candele attorno alle fotografie di Renee e della sua famiglia. Su un pezzo di cartone qualcuno ha scritto “Ricordando Renee Good e tutte le mamme”. Da ogni direzione della piazza, che per buona parte è costituita  da un prato e da alberi non illuminati, vedo figure sbucare dal buio e camminare in direzione della luce.  Poco dopo le 18 un buon numero di persone si è radunato in silenzio, formando un semicerchio per rendere omaggio a Renee, una donna coraggiosa, una mamma e una libera cittadina che ha saputo onorare il senso del vivere, amare e proteggere la comunità. Renee amava scrivere, soprattutto poesie. Una giovane donna nera, con grande compostezza, ne legge alcune. È emozionata, le trema il megafono tra le mani gelate, ma va avanti accorata. L’aria si riempie dello spirito ribelle di Renee e quasi mi sembra faccia meno freddo. Renee parla di libertà. Non sopporta la stupidità, la meschinità e l’ipocrisia; dice No all’arroganza del potere e al suo strumento, la polizia. A che serve? Solo a schiacciarci e impaurirci. Scrive che anela al divino, ma lo cerca nelle stelle, non più nei libri religiosi, che l’hanno delusa. A volte le sue parole sono dure e suonano come incontrovertibili sentenze, ma poi sfumano in elegie quando vuole parlare di un fiore, del mare o di un bambino.  Renee rappresenta tutti i sognatori del pianeta, anime belle che troppo spesso finiscono vittime della banalità del male. Solo nel 2025 l’ICE ha ucciso trentadue persone. Ne vengono letti i nomi, il Paese di origine e l’età. La strage ha interessato l’Asia e l’Europa, dalle Filippine all’Ucraina, ha colpito il Centro-Sud America e l’Africa e non risparmia nemmeno il suolo natio, con vari errori e sviste. La vittima più giovane è un ragazzo di ventidue anni, la più anziana una donna di ottanta. Queste persone, che il governo Trump liquida come immigrati clandestini, hanno famiglie che li piangono. Con la voce rotta un ragazzo legge messaggi arrivati dai parenti. Una donna statunitense ricorda l’amato: era una persona gentile. Visto che non erano sposati, le sono state negate le informazioni durante la detenzione di lui e persino un ultimo saluto alla salma (rimpatriata in un sacco). Una zia ricorda il nipote che lavorava tanto per farli vivere un po’ meglio. Dei bambini che, nella semplicità di chi forse non ha ancora capito tutto, ringraziano il loro papà per le caramelle e i doni che spediva loro. Per ogni vittima rispondiamo in coro “Riposi in pace”. Al termine della lettura un pensiero comune viene declamato: “Cari fratelli e sorelle e cara Renee, non siete morti invano.  Renee, hai agito come una cittadina modello; sappi che ci ispireremo a te”. È la nostra preghiera, di uomini e donne qualunque che oggi, unendoci, cerchiamo di resistere alla barbarie, a qualcosa di cui avevamo letto nei libri di storia e che pensavamo non sarebbe mai più tornato.     Marina Serina
“ICE, out for good!” Gli USA attraversati dalle proteste
Una nazione in fiamme, travolta da un’ondata di indignazione che dalle strade innevate del Midwest ha raggiunto le principali metropoli della costa est e ovest. Gli Stati Uniti sono teatro di una mobilitazione massiccia dopo l’omicidio di Renee Nicole Good, la donna di 37 anni colpita a morte mercoledì scorso […] L'articolo “ICE, out for good!” Gli USA attraversati dalle proteste su Contropiano.
Minneapolis. La Casa Bianca impone la militarizzazione della città
A Minneapolis, dove continuano le manifestazioni contro l’omicidio di una donna da parte degli agenti federali, sono state chiuse alcune scuole pubbliche perché i gendarmi dell’ICE e del Border Patrol sono entrati in un campus scolastico, arrestando alcuni membri del personale e terrorizzando gli studenti. Poche ore dopo che un […] L'articolo Minneapolis. La Casa Bianca impone la militarizzazione della città su Contropiano.
Minneapolis, omicidio di un’attivista durante un raid anti-migranti. Le reazioni
Renee Nicole Good, un’attivista di 37 anni, è stata uccisa a sangue freddo dagli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) a Minneapolis (Minnesota), durante uno dei tristemente famosi raid anti migranti. Il luogo si trova a poco più di un chilometro dal punto in cui nel 2020 un poliziotto bianco uccise George Floyd, un omicidio che scatenò proteste in tutto il Paese e rafforzò il movimento Black Lives Matter. La ministra della sicurezza interna Kristi Noem e lo stesso Trump hanno difeso l’operato degli agenti dell’ICE, parlando di un “atto di terrorismo interno”, ma un video smentisce questa versione: si vede un agente mascherato che spara a bruciapelo tre colpi attraverso il finestrino dell’auto di Renee Nicole Good, mentre un altro le intima di “lasciare la sua fottuta auto”. Oltre alle proteste che da Minneapolis stanno coinvolgendo diverse città degli Stati Uniti, tra cui Seattle, Boston, Detroit e New York, si sono registrate durissime prese di posizione a livello politico. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha definito “crudeli e disumani” i raid contro i migranti e annunciato che la città non collaborerà con l’ICE nelle sue persecuzioni razziali. “Quando gli agenti dell’ICE attaccano gli immigrati, stanno attaccando ognuno di noi, in tutto il Paese. Questa è una città che è e sarà sempre una città che difende gli immigrati, in tutti e cinque i distretti. Non siamo qui per assistere gli agenti dell’ICE nel loro lavoro. Siamo qui per rispettare le leggi della città di New York”. Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha tenuto un discorso durissimo, invitando l’ICE a lasciare la città: “Non c’è molto che possa dire di nuovo che possa migliorare questa situazione, ma ho un messaggio per la nostra comunità, per la nostra città e ho un messaggio per l’ICE: ‘Fuori dai co****ni da Minneapolis!”. La ragione dichiarata per cui siete in questa città è creare qualche tipo di sicurezza e state facendo esattamente l’opposto. Le persone vengono ferite, le famiglie distrutte. I residenti di lunga data di Minneapolis che hanno contribuito così tanto alla nostra città, alla nostra cultura, alla nostra economia, ora vengono terrorizzati. E ora qualcuno è morto. La responsabilità è  vostra. E tocca anche a voi andarvene. Spetta a voi assicurarvi che non ci siano ulteriori danni, feriti o perdite di vite umane. State sobillando il caos sulle nostre strade e in questo caso uccidete letteralmente la gente. E ora osate pure parlare di ‘legittima difesa’. Andatavene da Minneapolis, non vi vogliamo!” Il governatore democratico del Minnesota Tim Walz ha allertato la Guardia Nazionale del suo Stato per fermare, contenere e arginare le azioni anti-migranti dell’ICE federale sul proprio territorio.   Redazione Italia