Contro l’abbattimento indiscriminato degli alberi, un appello da Palermo
E’ stato presentato due giorni fa, durante in sit in in via Spicuzza, a Palermo,
il manifesto di lancio del Movimento cittadine/i in difesa degli alberi.
> Partiremo da una affermazione morale.
> Sul nostro pianeta ogni forma di vita ha pari dignità e va rispettata.
> Va superato il concetto delle superiorità del genere umano sulle altre forme
> di vita animale e vegetale.
> Il suprematismo biologico e lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali
> sono figli di una cultura che ha provocato le peggiori nefandezze della
> storia.
> Siamo ad un passo dal collasso del pianeta e di questo il genere umano, unica
> specie che accumula, invece di riciclare e riutilizzare, ha grande
> responsabilità.
> Noi tutte/i ne paghiamo le conseguenze.
> Ma una nuova consapevolezza si fa strada.
> E’ di ieri la notizia che un piccolo comune canadese ha deciso che gli alberi
> hanno diritti.
> Il consiglio comunale ha detto basta a trattare gli alberi come semplice
> “arredo urbano”.
> Con una risoluzione approvata all’unanimità, gli alberi sono stati
> riconosciuti come esseri viventi con il diritto di vivere, crescere e
> rigenerarsi.
> Il Comune rivedrà ora i regolamenti per proteggerli davvero, e chi vorrà potrà
> ricevere alberi gratis da piantare.
> Questo piccolo comune canadese è la prima municipalità al mondo ad aver
> formalizzato l’adesione alla Dichiarazione universale dei diritti dell’albero.
> Il futuro della lotta al cambiamento climatico passa anche da qui.
> Il problema non è semplicemente la giusta difesa, prima di tutto morale, della
> vita biologica non umana degli alberi, ma, partendo da questo, la rimessa in
> discussione del modello di città attuale: tossico e mortifico.
> Ciò è ancor più indispensabile per le evidenti modifiche del clima in atto.
> Le sempre più frequenti e prolungate ondate di calore che si verificano,
> soprattutto in Europa, il continente nel quale il cambio climatico si
> manifesta in tempi più rapidi, ci impongono, per la nostra sopravvivenza, un
> cambio di paradigma, a partire dalle forme dei luoghi nei quali viviamo.
> Dobbiamo imporre anche da noi il modello Medellin [metropoli colombiana], dove
> con la piantumazione di 880mila alberi, la temperatura urbana si è ridotta di
> 2°C.
> Dobbiamo chiedere che si riorganizzi la nostra città secondo metodiche che
> dimostrano l’efficacia della riforestazione urbana e della depavimentazione
> nel ridurre le isole di calore.
> Si è provato che il verde urbano, può abbassare le temperature cittadine fino
> a 4° C.
> Questa nostra manifestazione di oggi vuole inserirsi, dunque, in questo filone
> di nuova consapevolezza biologica.
> Non è né marginale né settoriale.
> La difesa della vita degli alberi è una scelta di civiltà e di responsabilità
> individuale e collettiva.
> Significa essere pienamente responsabili della cura di sé, delle persone che
> amiamo, degli altri.
> E’ anche un modo di riappropriarci del nostro destino, di no delegare a
> nessuno l’interesse collettivo.
> Ci riempiono la testa della parola democrazia… ma spesso ne svuotano il
> significato originale.
> Andiamo all’etimologia greca… demos [popolo], e cratos [potere]: potere del
> popolo.
> Noi lo traduciamo in:
> Controllo popolare sul funzionamento dei luoghi nei quali viviamo.
> Oggi siamo in questo luogo che abbiamo assunto a simbolo.
> Il taglio degli alberi di Via Spinuzza è solo l’ultimo di un processo di
> distruzione.
> Dal Gennaio di quest’anno sarebbero stati segati 156 alberi che potrebbero
> diventare il doppio, secondo una stima per difetto, entro la fine dell’anno.
> E a proposito di verde e di alberi tagliati…
> L’altro ieri, la sera del 14 luglio, al Festino di Santa Rosalia, finalmente
> il verde è tornato di gran moda a Palermo… sul carro sacro della Santuzza.
> L’ amministrazione comunale preferisce il verde come scenografia: molto più
> comodo, non fa ombra, non sporca e soprattutto non va difeso.
> Ci sembra uno squallido spettacolo di propaganda che denuncia una coda di
> paglia.
> Sino a pochi mesi fa, secondo il quotidiano La Repubblica, edizione Palermo,
> il Comune non sapeva nemmeno quanti alberi ci fossero in città.
> Pensava fossero 31 mila, ma erano il doppio.
> Questo dà la misura dell’approssimazione e della scarsa considerazione in cui
> si teneva il verde urbano.
> Eppure Palermo, dopo Milano, è la città più inquinata d’Italia ed il combinato
> disposto di ciò con il surriscaldamento globale, sempre più, tende a
> trasformare le città in fornaci di cemento ed asfalto, ci dà la misura della
> drammatica condizione nella quale viviamo che, letteralmente, mette a rischio
> le nostre vite.
> Si deve are un’importanza centrale alla difesa del verde pubblico esistente e
> battersi per la sua implementazione, opponendosi al suo depauperamento.
> Abbiamo assistito, specie in questi ultimi mesi, all’esatto contrario.
> Tagli massicci e capitozzature indiscriminate, giustificate, in gran parte,
> dallo “stato di salute precario degli alberi” .
> Ma ammesso e non concesso che fosse così, le cause, secondo l’ammissione di La
> Monica, Direttore del Settore Verde del Comune, sono da attribuire ad “errori
> di pianificazione del passato, errate scelte di specie, urbanizzazione
> selvaggia, scavi per sottoreti che hanno indebolito le radici, potature non
> svolte correttamente”.
> A breve si prospetta, il progetto inaccettabile di tagliare il lungo filare di
> ficus di via Basile, per far posto alla corsia della linea C del Tram, che
> potrebbe essere posizionata al posto del marciapiede.
> Tutto questo progetto passa, ovviamente, sopra le teste della comunità che
> vive in quel territorio.
> Non possiamo consentire che continui così.
> Basta con questo biocidio.
> Con oggi lanciamo un messaggio chiaro a chi amministra.
> Non consentiremo questo scempio.
> Ci opporremo in tutte le forme possibili e ricorrendo a tutti gli strumenti
> democratici: accesso agli atti per verificare la correttezza
> tecnico-scientifica che giustifichi i singoli tagli; denunce alla Procura
> della Repubblica per danni arrecati alla salute pubblica; azione di
> monitoraggio e resistenza non violenta ai tagli ingiustificati.
> Per far ciò vi proponiamo di costituirci a partire da questo incontro in un
> movimento che vorremmo chiamare:
> Cittadine/i in difesa degli alberi.
> Gli alberi ci danno una protezione continua, in termini di purificazione
> dell’aria, di riduzione dell’inquinamento e del calore eccessivo.
> Ora tocca a noi difendere le loro vite.
Redazione Palermo