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TARANTO: SCIOPERO ALL’EX-ILVA DOPO L’ENNESIMA MORTE SUL LAVORO
La mattina di lunedì 2 marzo 2026, all’ex-Ilva di Taranto, è morto sul lavoro un operaio di 36 anni, caduto da un’altezza di 10 metri mentre effettuava operazioni di pulizia all’ex Siderurgico. La pedana sulla quale camminava ha ceduto. Si tratta del secondo infortunio mortale dall’inizio del 2026 allo stabilimento di Taranto. Per questo i sindacati hanno indetto uno sciopero di 24 ore, anche nello stabilimento di Genova. L’astensione dei lavoratori diretti è terminata all’alba di oggi, martedì 3 marzo, mentre i lavoratori dell’indotto hanno deciso di andare avanti con lo sciopero fino alle ore 15. Nei primi due mesi del 2026, 142 lavoratori e lavoratrici sono morti di lavoro in Italia. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Francesco Rizzo, di Usb Taranto. Ascolta o scarica.
March 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Basta silenzio. Restiamo umani
Ormai da qualche mese un gruppo di lavoratori di Leonardo Torino si trova accomunato dal malessere, dall’incredulità, dallo sconcerto e dall’orrore per la violenza che la popolazione civile palestinese continua a subire nonostante il 17 novembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite abbia adottato il piano americano per Gaza che, di fatto, non ha però fermato né il genocidio dei Gazawi né le dinamiche oppressive e colonialiste in Cisgiordania. I lavoratori stanno vivendo sulla loro pelle un ulteriore disagio, rappresentato dall’implicita connivenza tra l’industria tecnologica in cui lavorano e una politica globale fattasi sempre più sbilanciata dalla parte israeliana e sempre meno attenta alla vita dei palestinesi. Nei mesi scorsi hanno sottoposto queste tematiche all’attenzione delle RSU di Sito, allo scopo di sensibilizzare altri lavoratori, allo scopo di fare massa critica e di contribuire a rendere più rilevante la forza dei movimenti d’opposizione alla politica di Israele e alle lobby che la sostengono. In più occasioni come Lavoratori dipendenti Leonardo hanno subito la condanna del mondo civile, sia in contesti privati, sia nella loro stessa realtà lavorativa, dove sono arrivate manifestazioni di protesta e si sono anche verificati episodi di dileggio, insulti e di danneggiamento a mezzi privati di lavoratori. Hanno ascoltato con attenzione le parole del loro Amministratore Delegato, che si è esposto pubblicamente in alcuni interventi chiarificatori a difesa dei dipendenti e delle politiche aziendali, citando come fondamento la Legge 185 del 1990, legge che, secondo lui, affrancherebbe Leonardo da qualsiasi ombra di complicità con la politica criminale di Israele. Studiando e vagliando le fonti pubblicamente accessibili, hanno però appreso che in realtà sono molte le omissioni circa il reale coinvolgimento di Israele nelle strategie industriali Europee, Nazionali e di Leonardo stessa; in effetti le possibilità di aggirare le leggi vigenti sono piuttosto consistenti e all’ordine del giorno. In questo contesto, unitamente ai gruppi di lavoratori di Caselle, Nerviano e Grottaglie, vogliono far presenti le seguenti principali criticità: totale, immotivato, silenzio sulla questione palestinese all’interno delle sedi di lavoro; totale assenza, a questo proposito, di incontri informativi, assemblee sindacali o iniziative solidali all’interno delle stesse; totale omissione della questione etico-morale sulle continue collaborazioni con uno Stato platealmente riconosciuto come criminale dalla Corte internazionale dei diritti umani; totale mancanza di informazione (per quanto chiaramente contemplata dai vincoli sul need-to-know) su chi siano gli attori coinvolti all’interno delle forniture dei loro prodotti e non solo sul destinatario finale; netta propensione a convertire tutti i settori strategici ad esclusiva finalità militare, accantonando così la possibilità di convogliare studi e tecnologie verso un ambito civile, proprio in un’epoca dove il nostro pianeta assiste a drammatici cambiamenti ambientali. Alla luce dei molti documenti pubblici, consultabili anche online, che riportano gli accordi associativi tra Leonardo e Paesi o soggetti riconosciuti come criminali, c’è un’ulteriore punto, molto importante per gli stessi lavoratori, legato ai rischi relativi alla loro posizione legale. Per tali motivi, chiedono a gran voce che queste criticità vengano affrontate quanto prima, con serietà e autorevolezza attraverso il dialogo, attraverso assemblee indette dalle R.S.U. di Sito, attraverso incontri costruttivi e azioni concrete che possano favorire una reale comprensione reciproca e il superamento delle problematiche in modo efficace e condiviso, promuovendo soluzioni finalmente durature. LaResistenzaèlanostraforza,laGiustiziailnostroobiettivo. Torino, 12/02/2026 Gruppo Lavoratori Leonardo Torino Redazione Torino
March 2, 2026
Pressenza
Per il capitale “siamo tutti palestinesi”
E’ stato approvato nei giorni scorsi il decreto Omnibus, contenente, tra gli altri, norme sul lavoro. Uno potrebbe dire: “buona la flat tax su festivi, notturni e indennità di turno“. Così potrebbe essere, come la “partecipazione dei lavoratori ai profitti delle aziende” decisa lo scorso anno. Poi però, siccome sono […] L'articolo Per il capitale “siamo tutti palestinesi” su Contropiano.
February 27, 2026
Contropiano
Telecontact, sotto Tim, non è come a Sanremo
Siamo le lavoratrici e i lavoratori di Telecontact Center con sedi sparse sul territorio nazionale,  da Aosta ad Ivrea,  passando per L’Aquila,  Roma, Napoli,  Catanzaro a finire a Caltanissetta.  Realtà territoriali differenti ma tutte accomunate dalla volontà di non cedere all’attacco frontale che la capogruppo Tim, così preoccupata a mostrare […] L'articolo Telecontact, sotto Tim, non è come a Sanremo su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano
Studenti con i lavoratori. Dov’è il problema?
1. Haji è una studentessa del Liceo Machiavelli Capponi di Firenze. È stata segnalata ai Servizi Sociali per aver partecipato alla protesta degli operai de L’Alba davanti al negozio di Patrizia Pepe in piazza Duomo a Firenze. 2. Siamo di fronte a un atto intimidatorio. Prima la convocazione insieme ai […] L'articolo Studenti con i lavoratori. Dov’è il problema? su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano
Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza
Abbiamo partecipato giovedì 19 febbraio al Tavolo nazionale sul caporalato, portando per la prima volta la necessità di estendere il ragionamento sul caporalato ad altri settori, a partire da quello dei rider e del lavoro tramite piattaforme digitali. Dopo aver denunciato la grave dissipazione di risorse pubbliche legate ai fondi del […] L'articolo Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano
L’AI ci fa davvero lavorare di meno?
È successo il contrario, in un’azienda che l’aveva messa a disposizione dei dipendenti senza obbligarli a usarla Tra aprile e dicembre del 2025 due ricercatrici dell’università della California Berkeley hanno condotto uno studio in un’azienda tecnologica californiana di circa 200 dipendenti. Volevano valutare se e come la progressiva diffusione di strumenti popolari basati sull’intelligenza artificiale generativa, come i chatbot, avrebbe cambiato le abitudini di lavoro. Dai primi risultati, parte di una ricerca ancora in corso, è emerso che usare l’AI aveva semplificato e velocizzato molti compiti dei dipendenti, ma nel complesso aveva aumentato il tempo che dedicavano al lavoro senza nemmeno accorgersene. E questo aveva avuto ripercussioni sulle loro condizioni psicofisiche. In sostanza, durante gli otto mesi di osservazione, le persone avevano lavorato a un ritmo più veloce, avevano svolto da sole più compiti e avevano lavorato per più ore, rispetto a prima dell’introduzione degli strumenti di intelligenza artificiale. E lo avevano fatto senza che nessuno glielo avesse chiesto: l’azienda non le aveva obbligate a usare l’AI, ma aveva fornito loro abbonamenti aziendali a strumenti popolari disponibili in commercio e destinati ai clienti individuali (B2C), come per esempio ChatGPT o Gemini. Leggi l'articolo
February 19, 2026
Pillole di info digitale
A lavoratrici e lavoratori pubblici serve un contratto che sposti in avanti diritti e salari
La bozza presentata da ARAN martedì 17 febbraio, su alcuni aspetti normativi, ha presentato qualche passo in avanti rispetto alla IA accogliendo la nostra richiesta di inserire il tema in contrattazione, seppure in modo ancora troppo generico. Per questo abbiamo chiesto che le ricadute dell’introduzione dell’IA sul rapporto di lavoro […] L'articolo A lavoratrici e lavoratori pubblici serve un contratto che sposti in avanti diritti e salari su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
La lezione dei rider parla a milioni di lavoratori delle piattaforme
Lunedì 9 febbraio è stata resa pubblica un’indagine della Procura di Milano secondo la quale i rider della piattaforma di food delivery Glovo, trattati fino ad oggi come lavoratori autonomi a partita IVA, sarebbero in realtà a tutti gli effetti lavoratori subordinati. Se confermati, i contenuti dell’inchiesta potrebbero avere un […] L'articolo La lezione dei rider parla a milioni di lavoratori delle piattaforme su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano
Riconciliare la sinistra
Se accettiamo la lezione di Rodrigo Nunes sulla melanconia e quella dell'ex presidente Mujica sulla concretezza, la risposta è chiara: l’unità non nasce dal culto della sinistra antifascista, nasce dalla sua funzione. Quando la sinistra torna a essere utile ai bisogni materiali del popolo, allora smette di essere una definizione e torna a essere un fatto. Continua a leggere→
February 14, 2026
Rizomatica