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Il ritorno della leva in Italia e in Europa di Serena Tusini dell’Osservatorio contro la militarizzazione
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PROMUOVE MOMENTI DI FORMAZIONE PER DOCENTI, STUDENTESSE, STUDENTI E CITTADINANZA. NEL VIDEO L’INTERVENTO DAL TITOLO: “IL RITORNO DELLA LEVA IN EUROPA E IN ITALIA” DELLA DOCENTE SERENA TUSINI, ATTIVISTA DELL’OSSERVATORIO. Le scuole e le università stanno sempre più diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all’estero, e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che sono invece pertinenti alla società civile. Questa invasione di campo vede come protagonisti rappresentanti delle forze militari addirittura in qualità di “docenti”, che tengono lezioni su vari argomenti (dall’inglese affidato a personale NATO a tematiche inerenti la legalità e la Costituzione) e arriva a coinvolgere persino i percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) attraverso l’organizzazione di visite a basi militari o caserme. Il tutto suffragato da protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell’Esercito con il Ministero dell’Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole. Smilitarizzare le scuole e l’educazione vuol dire rendere gli spazi scolastici veri luoghi di pace e di accoglienza, opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche, allontanare dai processi educativi le derive nazionaliste, i modelli di forza e di violenza, l’irrazionale paura di un “nemico” (interno ed esterno ai confini nazionali) creato ad hoc come capro espiatorio. Smilitarizzare la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Serena Tusini su Radio Blackout sulla schedatura dei “docenti di sinistra”
Radio Blackout ha intervistato Serena Tusini, docente e promotrice dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, sulla schedatura dei “docenti di sinistra” ad opera di Azione studentesca, associazione giovanile di destra legata a Fratelli d’Italia, insistendo sulla valenza democratica dell’art. 33 della Costituzione e sul ruolo decisivo della militarizzazione delle scuole. Di Serena Tusini è l’articolo pubblicato sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo La schedatura dei docenti, l’antifascismo e il tarlo della scuola del ’68. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Serena Tusini su Radio Blackout. In basso l’audio dell’intervista. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Puntata del 27/01/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 27/01/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Giorgio Dellerba dell’esecuzione Nazionale usb sul l’affidamento a liberi professionisti da parte della Regione Lombardia delle attività di vigilanza sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro: “Ennesima e plateale umiliazione delle funzioni ispettive. In esecuzione di una Deliberazione della Giunta della Regione Lombardia risalente ad aprile 2025, i servizi PSAL delle ATS lombarde pubblicano in questi giorni i bandi per l’acquisizione di personale nell’ambito del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I profili professionali spaziano dal dirigente medico agli ingegneri, dagli statistici agli informatici fino agli infermieri. Questo personale, definito aggiuntivo, sarà impiegato in attività di ispezione sui luoghi di lavoro, indagini su infortuni, progettazione di specifiche aree di intervento per il contrasto a malattie professionali, controlli sulla sorveglianza sanitaria, consulenza per la valutazione dei rischi, verifica degli impianti e delle apparecchiature e altre attività collaterali. Ma il nuovo personale ispettivo non sarà assunto attraverso un concorso pubblico bensì a partita IVA, per soli tre anni, come consulenti esterni della Pubblica Amministrazione. In questo modo, un’attività fondamentale per la prevenzione di un fenomeno divenuto drammatico nel nostro Paese, con un ritmo di omicidi sul lavoro che anche nel 2025 ha superato quota mille e con più di 600mila denunce di infortuni, viene appaltata a liberi professionisti. Funzioni di ufficiali di polizia giudiziaria vengono affidate a soggetti esterni, superando i vincoli deontologici a cui sono sottoposti i funzionari adibiti a compiti di vigilanza e determinando un intreccio pericoloso tra controllore e controllato. L’attività di ispezione sui luoghi di lavoro è sempre più penalizzata e le chiacchiere che il Governo ripropone ad ogni strage (purtroppo tragicamente ricorrente), cui fanno seguito sempre nuovi impegni e decreti, corrispondono invece al depotenziamento delle funzioni di vigilanza. Ad aggravare la situazione sicurezza sul lavoro la strategia di questi ultimi anni perseguita all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in cui le direttive assegnate hanno privilegiato, in nome del raggiungimento degli obiettivi e quindi della meritocrazia, la quantità anziché la qualità delle ispezioni, oltre a modifiche normative che appesantiscono, favori ai consulenti e alle aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co. etc…), personale amministrativo ridotto all’osso, mancanza di riconoscimento dei rischi dell’attività esterna ed enorme scarto tra il valore delle funzioni esercitate e salario riconosciuto. Un vero e proprio smantellamento delle funzioni pubbliche con una precisa strategia: indebolire i controlli e “non disturbare chi produce ricchezza. Ora la Regione Lombardia compie un passo clamoroso verso la privatizzazione delle attività di controllo.” Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della serata è stato quello della schedatura degli insegnanti di sinistra attuata dal collettivo “Azione studentesca”, tramite un questionario sottoposto a studenti e studentesse in diversi comuni d’Italia. In collegamento telefonico con Serena Tusini dell’ osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole, abbiamo commentato questa notizia e altre, riguardanti la deriva sempre più autoritaria attuata dal ministero dell’ istruzione e del merito nei confronti della libertà di insegnamento e in generale contro un modello di scuola che si impegna a formare individui che possano sviluppare un proprio pensiero personale critico. Questo modello che sembrerebbe scontato preservare è in realtà costantemente messo sotto attacco dall’ attuale Ministro Valditara, perché di fatto “figlio” delle fondamentali rivoluzioni socio culturali iniziato nel ’68, un’eredità che vorrebbe essere cancellata facendo piombare il mondo dell’ istruzione ai tempi del fascismo. Buon ascolto
January 28, 2026
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La schedatura dei docenti, l’antifascismo e il tarlo della scuola del ’68
Ha fatto, e giustamente, scalpore l’iniziativa di Azione studentesca di Pordenone che ha proposto una schedatura (nelle loro intenzioni su base nazionale, cosa che pare stia avvenendo considerato il clamore generato) dei/delle docenti di sinistra; in pratica si invitano gli studenti e le studentesse a segnalare i docenti di sinistra che fanno propaganda e a indicare qualche esempio particolarmente eclatante. Siamo riusciti a visionare direttamente il questionario, accedendo dal QRcode del volantino diffuso dalla stessa organizzazione (clicca qui per il volantino e il QRcode) e, tuttavia, anche quanto apparso sui quotidiani nazionali è sufficiente per inquadrare questa iniziativa di uno dei bracci giovanili di Fratelli d’Italia, il partito che è al governo del nostro Paese. La stessa organizzazione che ritiene che durante le lezioni di educazione civica non si debba parlare di Antifascismo, come risulta dalla locandina allegata in basso. La questione dei “docenti di sinistra” da attenzionare non è cosa solo degli ultimi mesi; già Salvini alcuni anni fa aveva tuonato contro i/le docenti e i libri scolastici di sinistra e negli ultimi mesi direttamente il Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara è intervenuto a più riprese, con atti anche molto gravi come quello delle ispezioni sul caso di Francesca Albanese. Si tratta di attacchi pesanti alla libertà di insegnamento e al pluralismo che la stessa Costituzione (memore della fascistizzazione della scuola anche attraverso il “Testo unico di Stato”) assegna alla scuola pubblica italiana. Le destre, in tutte le sue articolazioni, dal ministro giù giù fino alle sue organizzazioni giovanili, hanno dichiarato da tempo guerra a quelli che chiamano i “cattivi maestri” che avrebbero indebolito l’autorevolezza e la disciplina della scuola. Si tratta di un attacco che fa il paio con quello agli organi collegiali democratici che guidano (o dovrebbero guidare) la scuola, è lo stesso attacco che porta a fare della scuola insieme formazione del capitale umano e bacino di reclutamento anche ideologico verso la militarizzazione della società. L’intento, esplicito ed esplicitato, è farla finita con la scuola uscita dalla grande stagione del ’68, una stagione che ha democraticizzato la scuola e ha cercato di assegnarle pienamente il ruolo stabilito dalla Costituzione. Quella che è sotto attacco complessivo (e non da oggi) è la scuola come luogo di formazione del sapere critico, la scuola concepita come formazione di cittadini consapevoli perché sì, lo confessiamo, nelle scuole si continua a parlare di accoglienza e si lavora per decostruire la paura del diverso e il razzismo. Nelle scuole si parla di pace tra i popoli e non di patrie e di interessi nazionali da difendere con le armi; a scuola si parla delle guerre in corso e persino delle responsabilità delle multinazionali nel disastro climatico; nelle scuole, mentre la Lega e altre forze politiche cercano il consenso urlando contro le moschee e la loro costruzione, si continua a parlare di dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni. E informiamo il ministro e Azione studentesca che per raggiungere il loro scopo dovrebbero modificare in profondità tutte le antologie scolastiche, che sono invece tutte impostate su un taglio di vera educazione alla cittadinanza; dovrebbero poi intervenire ancora più pesantemente di quanto fatto fino ad oggi sui libri di storia, magari edulcorando il ventennio (come già hanno pesantemente semplificato e distorto altri passaggi storici). E questo ovviamente non lo possono fare. Che fanno allora? Usano l’arma dell’intimidazione e della schedatura. Dopo le ispezioni di Valditara molti e molte più docenti italiani/e avranno timore di affrontare la questione del genocidio a Gaza e lo stesso può dirsi della schedatura di Azione studentesca, che spingerà i/le docenti più timorosi/e ad astenersi dall’affrontare temi di attualità, così necessari invece per fornire agli studenti e alle studentesse strumenti di comprensione del mondo. Siccome da neofascisti di governo non possono operare in profondità sulla censura, da fascisti intimidiscono per attivare l’autocensura, molto più sostenibile politicamente e però altrettanto pericolosa. Ma, ci dispiace per lorsignori, il ’68 ha operato in profondità e molti/e sono i/le docenti che hanno ben chiara la loro funzione educativa e sociale del loro lavoro; questi/e docenti non si faranno intimidire perché sanno, avendo studiato nella scuola democratica che il ’68 ha contribuito a realizzare, che uno dei pilastri della nostra democrazia è proprio l’art. 33 della Costituzione che ci assegna piena libertà di insegnamento e che è stato scritto proprio per proteggere i docenti italiani dai tentativi di fascistizzazione della scuola. Siamo completamente protetti, anche legalmente, dall’art. 33 e lo difenderemo, continuando serenamente a svolgere nelle classi il nostro libero lavoro nella libera scuola pubblica italiana, anche per mezzo degli Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento pubblicati dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Rosia (SI), 31 gennaio: incontro pubblico “La scuola non va alla guerra”
SABATO, 31 GENNAIO 2026, ORE 17:00 ROSIA (SI), CIRCOLO ARCI Il 31 gennaio 2026 alle ore 17:00 l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università parteciperà a un incontro a Rosia, in provincia di Siena presso il Circolo Arci con Serena Tusini, docente e promotrice dell’Osservatorio. Durante la serata si tornerà a parlare di militarizzazione delle scuole in una fase in cui la scuola è di nuovo sotto attacco con la proposta del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara che, anziché proporre soluzioni per rimediare allo sfacelo della scuola pubblica, propone i metal detector in quella stessa logica securitaria che pensa di risolvere il problema del disagio giovanile con la reintroduzione della leva. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Corso di Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace
CORSO DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA, APERTO ALLA CITTADINANZA L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in collaborazione con Scuola e Società, ente di formazione riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha messo a punto una proposta di formazione e aggiornamento gratuita e online di 12 ore in totale. Finalità del percorso di formazione è quella di fornire un aggiornamento e strumenti didattici per una scuola culturalmente smilitarizzata. Il corso si svolgerà nel periodo gennaio-maggio 2026. La scelta degli argomenti è in linea con quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università porta avanti da anni per opporsi alla “cultura della difesa”, alla “cultura della sicurezza”, alla normalizzazione della guerra e alla crescente deriva militarista. I temi prescelti vertono su: 1. Diserzione come rifiuto della guerra contro la visione di tradimento della Patria; 2. Leva le nuove norme europee sul reclutamento e la nuova concezione del servizio civile come parte integrante del sistema difesa; 3. Il colonialismo dal punto di vista di chi lo ha subito; 4. La Palestina come laboratorio di negazione dei diritti;  5. Per una didattica della pace: 4 ore di attività laboratoriale. Ad ogni tema saranno dedicate 2 ore da svolgere con un/una esperto/a.  All’analisi dei temi seguiranno 4 ore di laboratorio volte a preparare insieme percorsi, materiali e pratiche attraverso un momento di confronto tra i/le docenti che parteciperanno. Il laboratorio partirà da esperienze già svolte a cui segue una condivisione di esperienze su base volontaria e preparazione di percorsi didattici che saranno pubblicati sul sito come materiale da mettere a disposizione per altre/i docenti. Anche l’eventuale realizzazione in classe dei percorsi potrebbe essere pubblicata come condivisione di “buone pratiche”.  La proposta è rivolta anche all’assolvimento delle possibili ore di formazione “obbligatorie”  (vd. obbligo formativo del CCNL). PROGRAMMA Mercoledì 21 gennaio 2026, ore 17:00-19:00 Marco Rossi, Libero ricercatore e autore di lavori sulla I guerra mondiale La diserzione come forma di resistenza alla guerra            Mercoledì 18 febbraio 2026, ore 17:00-19:00 Serena Tusini, Docente di scuola superiore, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università La nuova leva in Europa e in Italia Venerdì 13 marzo 2026, ore 17:00-19:00 Miguel Mellino, Antropologia culturale, Università di Napoli “Orientale” Colonialismo. La storia del colonialismo visto dai colonizzati Mercoledì 8 aprile 2026, ore 17:00-19:00 Rosita Di Peri, Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino Palestina, storia e diritti negati Mercoledì 29 aprile e lunedì 4 maggio 2026, ore 17:00-19:00 Laboratori a cura dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Per una didattica della pace  PER ISCRIZIONE FINO AD ESAURIMENTO POSTI CLICCA QUI (MAX 100). AL CORSO DI FORMAZIONE SI POTRÀ PARTECIPARE DA REMOTO CLICCANDO SU QUESTO LINK. IL CORSO DI AGGIORNAMENTO È COMPLETAMENTE GRATUITO E I/LE RELATORI/TRICI ACCETTANO DI FARE FORMAZIONE A TITOLO GRATUITO, TUTTAVIA PER UN CONTRIBUTO VOLONTARIO ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SI POSSONO USARE L’IBAN E IL MODULO DI DONAZIONE IN BASSO. GRAZIE A CHI VORRÀ CONTRIBUIRE! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La commovente debolezza del ministro Guido Crosetto
Il povero ministro della Difesa Giodo Crosetto, che sa benissimo di essere seduto su uno scranno da cui dovranno essere presi dei provvedimenti profondamente antipopolari, ha cominciato a costruire la sua immagine di buon padre di famiglia della Nazione, rivisitazione contemporanea del fu Ottaviano Augusto, un padre “della famiglia della difesa” come ha avuto modo di dichiarare. Ci riferiamo all’incredibile intervista andata in onda il 18 dicembre su RAI 2 all’interno di un contenitore tipicamente nazionalpopolare: “Ore14-sera”, trasmesso subito dopo TG2 Post alle 21.20, dunque in orario di punta (clicca qui il video). Importante sottolineare il contenitore, un programma, come ben il pubblico sapeva anticipatamente, che si sarebbe occupato del caso Garlasco e di quello della “casa nel bosco”, due dei maggiori argomenti distrattori di massa dell’attualità e che attraggono e interessano uno specifico segmento di spettatori, nazionalpopolari appunto. Ebbene, un ministro della Repubblica, ha valutato opportuno presenziare a una trasmissione di questo taglio; ma aldilà della presenza, ciò che veramente ha dell’incredibile è il “come” il ministro Crosetto ha deciso di entrare nelle case di quel preciso segmento della società italiana appoggiato sulla spalla di un giornalista che nient’altro era chiamato a fare che le domande prestabilite. La questione di Gaza è stata liquidata con l’intervento dei carabinieri italiani, al solito portatori di pace, e dalla negazione del termine genocidio (il giornalista si è guardato bene dal ricordare al pubblico che la definizione è giuridicamente sostenuta dalle istituzioni internazionali); ma il peggio doveva ancora venire: pur di innescare empatia, utile per i futuri provvedimenti antipopolari che comporteranno anche il ritorno della leva, non si sono peritati di chiamare in causa gli stessi figli minori del ministro, bambini costretti a subire una scorta, dovuta alla colpa morale e politica che, senza giri di parole, viene attribuita alle manifestazioni dei “Propal”, novelli “autonomi” da agitare come spauracchio dell’ordine pubblico davanti agli occhi e alle orecchie del solito pubblico nazionalpopolare. Uno spettacolo veramente pietoso, segno della debolezza di cui un ministro (capace e intelligente come Crosetto) si rende perfettamente conto: una propaganda contro tutto l’imponente movimento che ha conquistato la maggioranza del Paese e della sua opinione pubblica, una propaganda tutta volta ad esaltare i valori militaristi di difesa della patria, con tanto di caduti su cui versare lacrime, anch’esse nazionalpopolari. E che dire sulle domande del giornalista Milo Infante che esorta il ministro a spiegare le motivazioni concrete che stanno alla base delle enormi spese per la difesa che anche il popolo italiano deve capire bene di dover sopportare? Certamente per difendere le nostre pensioni, i nostri conti bancari, i nostri collegamenti internet dagli attacchi hacker o addirittura le nostre città costiere colpite a morte da petroliere lanciate “sopra i continenti come fossero cosa viva”, con pazzi pronti a sbucare dietro ogni angolo a minacciare la nostra sicurezza, come se non fossimo dentro a una crisi geopolitica mondiale nella quale i singoli “pazzi” davvero non giocano un grande ruolo. Ma insomma dov’era la notizia, Milo Infante? Quali le notizie del giorno che questo giornalista ha voluto affrontare? Ma dov’era il contradditorio, così evocato dal ministro Valditara e puntualmente omesso dalla stragrande maggioranza della stampa italiana? Povero Crosetto… che prima parla dell’Ucraina come le “forze armate più forti d’Europa” in grado di difendersi da sola (rassicurando perciò che i militari italiani non andranno al fronte) e cinque minuti dopo parla dell’Ucraina che “ha perso il 90% della capacità energetica, il 90% della luce, il 90% del gas”; forse, ministro, c’è qualcosa da rivedere nelle capacità di comunicazione della cultura della difesa? È insomma partita l’OPA del ministro Crosetto sul pubblico generalista; non dubitiamo che la strategia sarà implementata e che a poco a poco il ministro tornerà sul Grande Fratello a parlarci della necessità di arruolare i nostri giovani e i nostri figli. LA DIAMO NOI LA NOTIZIA, SIG. MILO INFANTE: IL POTERE MANIPOLATORIO CHE AVEVATE FINO A POCHI ANNI FA È AL TRAMONTO, PERCHÉ IL POPOLO ITALIANO SI È RISVEGLIATO, HA LUOGHI DI CONFRONTO E DI SCAMBIO NEI QUALI LE VOSTRE SCENEGGIATE VENGONO QUOTIDIANAMENTE SMONTATE; NON SARÀ FACILE PER VOI SMONTARE LA REALTÀ DI UN TERRIBILE GENOCIDIO E CONVINCERE I GIOVANI ITALIANI E LE LORO MADRI CHE È GIUSTO MORIRE PER VOI. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Intervista di Serena Tusini dell’Osservatorio a Radio Onda Rossa sul ritorno della leva
PUBBLICHIAMO IL PODCAST DI SERENA TUSINI, DOCENTE E ATTIVISTA DELL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SUL RITORNO DELLA LEVA OBBLIGATORIA IN TUTTA EUROPA, SEGNO DI UN INESORABILE CORSA VERSO LA GUERRA, CHE SARÀ, PURTROPPO, COMBATTUTA DAI RAGAZZI E DALLA RAGAZZE, ANCHE COME RIMEDIO AD UNA TERRIBILE DISOCCUPAZIONE DILAGANTE. L’INTERVISTA, RILASCIATA A RADIO ONDA ROSSA IL 5 DICEMBRE, È DISPONIBILE A QUESTO INDIRIZZO. Mentre Crosetto, ministro della Difesa, torna a parlare della “necessità” di aumentare il numero delle persone che si arruolano nel nostro Paese, si sollevano le voci contrarie alla guerra e al ripristino della leva obbligatoria, come quella degli studenti e delle studentesse di Cambiare Rotta e OSA. C’è, infatti, un quadro europeo che vede, dietro al cambiamento della tipologia di guerre, la volontà di tornare a forme di arruolamento più ampie, per cui, sul modello scandinavo, si usa l’ossimoro “leva volontaria”. In Germania, mentre nel Bundestag si vota la nuova legge, manifestazioni studentesche si sono svolte contro la leva in 60 città e su questo Serena Tusini, attivista dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università, si è soffermata nella sua intervista a Radio Onda Rossa. Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ottime notizie dalla Germania: sciopero studenti e studentesse contro la militarizzazione
Gli studenti e le studentesse tedesche si stanno preparando a uno sciopero della scuola per venerdì 5 dicembre, in contemporanea con il voto al Bundestag sulla riforma della leva. Sarà uno sciopero capillare con manifestazioni previste in ben 60 città della Germania (clicca qui per la notizia). La Germania punta a realizzare l’esercito più forte d’Europa e questo significa anche rinforzare in modo significativo il numero dei propri soldati; la legge che sarà discussa punta direttamente a questo e ciò che ha mobilitato i giovani tedeschi è la possibilità di procedere con una lotteria se non saranno sufficienti gli arruolamenti volontari. Il sistema della lotteria non è nuovo: oltre ad essere attualmente impiegato di Danimarca, è stato utilizzato anche dagli USA per la guerra del Vietnam, addirittura con diretta televisiva. I ministri tedeschi si sono affrettati a dichiarare che la lotteria non sarà presa in considerazione e sarà solamente l’ultima ratio di fronte a scenari bellici molto impegnativi, ma intanto si apprestano ad approvare il dispositivo legislativo che la renderà possibile. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università solidarizza con gli studenti e le studentesse tedesche e auspica che sappiano trovare, da subito, la forza per bloccare il loro governo e dare un esempio a tutti i giovani del continente; ci auguriamo che gli studenti non siano lasciati soli dalla società civile tedesca che deve capire come la loro lotta sia decisiva per allontanare la guerra dal loro paese e dall’Europa tutta. Serena Tusini, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università