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La girandola delle Occupazioni di Suolo Pubblico tra Governo e Comune. E non vince la Città.
dal sito di Roma Capitale di Paolo Gelsomini Torniamo a scrivere di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) da parte di tavoli, sedie, pedane e gazebo di ristoranti, bar, alberghi e molto probabilmente anche di librerie. Cerchiamo di fare chiarezza, tra vecchio e nuovo Regolamento Osp, Legge di proroga delle Osp emergenziali Covid 19, ultimi emendamenti dell’assemblea capitolina, Memoria di Giunta capitolina per la concessione delle Osp alle librerie. Tenendo presente che nelle concessioni di occupazione suolo pubblico si sommano due tipologie di autorizzazioni: quelle ordinarie, previste dal Regolamento comunale, recentemente modificato, e quelle straordinarie, introdotte durante l’emergenza COVID per fronteggiare gli obblighi di distanziamento e la crisi economica del settore per le chiusure, inspiegabilmente prorogata per anni dai governi fino all’ultimo provvedimento, che estende l’occupazione eccezionale fino al 30 giugno 2027. Un regalo agli esercenti e una ingiustificata sottrazione di spazio pubblico ai cittadini. Alcune associazioni di categoria avrebbero voluto una proroga delle regole comunali al 30 giugno 2027, rimandando quindi anche  gli adeguamenti delle Osp ordinarie. Tuttavia le tempistiche dovranno  fare i conti con  le inevitabili difficoltà per  i Municipi, specialmente il primo, di esaminare in tempi decenti la valanga di richieste che perverranno agli uffici dagli esercenti, in gran parte a ridosso della data di scadenza del 31 marzo 2026. E poichè nelle note di chiarimento del comune (Faq) si legge che “fino al rilascio della nuova concessione di occupazione di suolo pubblico in conformità alle disposizioni del Regolamento, è consentito mantenere la concessione di occupazione di suolo pubblico già esistente“, è assai probabile che gli esercenti potranno continuare a mantenere  le Osp, sia emergenziali che ordinarie, fino al 30 giugno 2027 e forse oltre. Intanto a causa della lunghezza di esame delle migliaia di richieste si creeranno inevitabilmente situazioni di disparità che causeranno ricorsi a valanga ed inevitabili ulteriori ritardi. Si capisce che stiamo davanti ad una nuova giungla dei tavolini. La città di tutti i cittadini  non ci guadagna. I FATTI La Delibera 18 del 6 marzo 2025 Il 6 marzo 205 è stata approvata in assemblea capitolina la delibera 18 (1) sul Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, iI nuovo  Regolamento che ha aggiornato  quello pre-covid relativo alla delibera AC 91/2019 (2). Nella nuova proposta di Regolamento, gli spazi concedibili alle OSP sono calcolati in proporzione  alla superficie interna totale del locale  ottenuta sommando la superficie di somministrazione interna (quella aperta al pubblico e quella dei locali di lavorazione e delle cucine nonché quella dei servizi igienici destinati al  pubblico) (3). Le frazioni di superficie interna dei locali concedibile come OSP variano a seconda della zona nella quale è ubicata l’attività commerciale. La città è stata infatti divisa in tre zone, ognuna delle quali con più sottocategorie. Si va dalla più restrittiva del sito Unesco (4) limitatamente al Centro Archeologico Monumentale (5) e ai Tessuti da T1 a T4 (5) (1/3 della superficie interna), alla Città storica (6) escluso il sito Unesco (2/3 della superficie interna), fino al Suburbio (7) (3/3 della superficie interna). Nell’area del sito Unesco riferita all’area archeologica centrale e ai tessuti da T1 a T3 non era consentito l’uso delle pedane mentre tale uso era consentito all’interno del Tessuto T4. Tutte le concessioni di suolo pubblico esistenti avrebbero dovuto essere adeguate ai nuovi parametri della delibera AC 118 entro il 31 dicembre 2025. Usiamo il verbo al passato perché oggi qualcosa è cambiato con gli emendamenti votati in Assemblea Capitolina Che cosa è cambiato con gli emendamenti dell’Assemblea Capitolina Si legge testualmente nel sito istituzionale del Comune di Roma del 15 dicembre scorso (8) che “è stato approvato in Assemblea Capitolina l’emendamento che recepisce l’impegno assunto dal Sindaco e dall’Assessorato alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti con le categorie economiche: i tempi per presentare la domanda di adeguamento alle nuove regole sull’occupazione di suolo pubblico vengono fissati al 31 marzo 2026, mentre i piani di massima occupabilità comunali saranno disapplicati dal 1° gennaio 2026”. Continua poi Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti: “La disapplicazione dei piani di massima occupabilità comunali dal 1° gennaio 2026 va nella stessa direzione. Permette di superare strumenti non più attuali e che, in alcuni casi, rischiavano di facilitare rendite di posizione. Restano naturalmente salvi i piani della Sovrintendenza del 2006, che tutelano il patrimonio storico e monumentale”. Riguardo ai Piani di massima occupabilità introdotti dal vecchio regolamento,  rimarranno in vigore solo i piani contenuti nella delibera del 2006 dell’allora sindaco Veltroni, dove sono state individuate 54 piazze e aree del centro storico del primo Municipio. Inoltre l’Assemblea Capitolina ha recepito i contenuti della sentenza del Tar del Lazio n. 18344/2025 (9) che dava la possibilità di installare pedane anche all’interno del sito Unesco, cosa inizialmente vietata dal regolamento comunale della del 118/25. Per poter installare le pedane serviranno i pareri delle Soprintendenze e della Polizia Locale. La memoria di Giunta per concedere le OSP anche alle librerie Nel frattempo, tra emendamenti dell’assemblea capitolina e proroghe governative alle situazioni dettate dall’emergenza Covid 19, si registra una Memoria di Giunta capitolina, la n. 98 del 17 novembre 2025 (10), avente come oggetto “Misure per il sostegno e la valorizzazione delle librerie presenti sul territorio di Roma Capitale”. In questa memoria è contenuta la possibilità di rilasciare alle librerie con somministrazione di alimenti e bevande che hanno superficie di vendita di libri non inferiore a 100 mq una concessione di occupazione di suolo pubblico nel rispetto delle prescrizioni contenute nel Regolamento della delibera AC 118/2025. C’è inoltre la possibilità per le librerie già esistenti sul territorio che abbiano una superficie di vendita di libri inferiore a 100 mq ma pari ad almeno 50 mq di svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e individuando, comunque, un limite massimo di superficie da destinare alla somministrazione. Al momento in cui scriviamo non ci risulta che questa memoria di Giunta abbia ancora avuto un esito deliberativo. La legge di proroga alle autorizzazioni delle OSP emergenziali istituite per il Covid 19 E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 2 dicembre 2025 n.182 (11) sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi che ha prorogato fino al 30 giugno 2027 la validità delle autorizzazioni per i dehors (tavolini, pedane, ecc.) di bar, ristoranti ed alberghi, estendendo le deroghe concesse durante la pandemia e dando più tempo al Governo per emanare una normativa nazionale definitiva sul riordino del settore. Questa proroga inizialmente scadeva a fine 2025. Conclusioni Mettendo insieme tutte queste vicende sopra sintetizzate si evince quanto segue: 1. Resta il fatto che illustrammo e dimostrammo dettagliatamente con esempi di calcolo che una Osp concessa con la nuova delibera AC 118/25 permette di avere più metri quadrati dell’Osp concessa allo stesso locale con la vecchia delibera AC 91/2019. Naturalmente occupa meno spazio della OSP emergenziale, ma questo non conta perché il confronto si fa tra regolamenti ordinari e non straordinari. * Non è ancora chiaro se il 31 marzo 2026 manda a scadenza tutte le concessioni OSP, sia quelle del vecchio regolamento che quelle ottenute con gli ampliamenti Covid, o impone l’adeguamento ai parametri del nuovo regolamento della AC 118/25 soltanto alle prime, lasciando quelle emergenziali prorogate fino al 30 giugno 2027 secondo la deroga concessa dalla Legge 2 dicembre 2025 n.182 sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi.                                                                   In questo secondo caso, che sembra il più attendibile perché legittimato da una norma sovraordinata, il vantaggio di una Osp maggiorata rispetto a quella ottenuta con il vecchio regolamento si sommerebbe al vantaggio scaturito dall’ampliamento della superficie dovuto ai provvedimenti emergenziali Covid 19 prorogati al 30 giugno 2027. * L’installazione delle pedane, vietata dalla del. AC 118/25 nell’area Unesco e negli ambiti T1,T2 e T3, in seguito alla sentenza del TAR ora sarà trattata con maggiore flessibilità previa parere delle Sovrintendenze e della Polizia Locale. Quindi si ritorna a forme di valutazioni che creeranno nuove incomprensioni e nuovi conflitti tra gli stessi esercenti. Questo pericolo, cacciato a torto o a ragione dalla porta con l’abolizione dei PMO, rientra dalla finestra con la concessione o non concessione delle pedane in zona Unesco e negli altri Ambiti di pregio. * La possibile concessione di OSP alle librerie, aldilà delle dichiarate nobili intenzioni del titolo della memoria di Giunta, consumerà ulteriore spazio pubblico sottraendolo ai pedoni. Insomma, sarà forse stato fatto un po’ d’ordine nella giungla delle Osp ma alla fine una cosa è certa: lo spazio pubblico occupato da sedie, tavoli, pedane, ombrelloni è aumentato a scapito della funzione del camminare e passeggiare. E questa non appare una vittoria della Città Pubblica che è di tutti. Paolo Gelsomini Vai alla pagina del sito di Roma Capitale Occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande: Linee Guida – Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico per attività di somministrazione di alimenti e bevande e FAQ Occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 31 dicembre 2025 Vedi anche Nuovo regolamento per pedane e tavolini sugli spazi pubblici: le osservazioni di Carteinregola di Paolo Gelsomini 20 gennaio 2025 Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di Gualtieri di Anna Maria Bianchi 6 marzo 2025 Roma città aperta ai tavolini e chiusa ai pedoni (abbiamo fatto i conteggi) di Paolo Gelsomini 25 marzo 2025 Proroga OSP Covid: l`audace colpo dei soliti noti   di Stefano Fabi 19 settembre 2025 NOTE (1) scarica Delibera 118/2025 (2) scarica Delibera 91/2019 (3)Roma città aperta ai tavolini e chiusa ai pedoni (abbiamo fatto i conteggi) di Paolo Gelsomini 25 marzo 2025 (4)Sito UNESCO: Il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale che comprende l’intero Centro Storico della città compreso all’interno della cerchia delle Mura aureliane, nella loro estensione nel diciassettesimo secolo, nonché il complesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’area include specificatamente tutti i rioni storici  con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati (5)C.A.M. Centro Archeologico Monumentale complesso di elementi architettonici e urbani che assumono valore fondante della forma urbana di Roma. La zona si impernia sul sistema dei Fori e dei Colli relativi all’antico insediamento e si estende fino al tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla. (6) I Tessuti della Città Storica secondo il PRG di Roma (7) Città Storica: l’art. 24 delle Norme Tecniche d’ Attuazione  del Piano regolatore di Roma definisce la “Città Storica” come “insieme integrato costituito dall’area storica centrale interna alle mura, dalle parti urbane dell’espansione otto-novecentesca consolidata, interne ed esterne alle mura, e dai singoli siti e manufatti localizzati nell’intero territorio comunale, che presentano una identità storico-culturale (8) vedi sito Roma Capitale 15 dicembre 2025 OSP, adeguamento entro il 31 marzo 2026 (9) Scarica la sentenza del TAR del 22 ottobre 2025 (10) scarica Memoria di Giunta capitolina, la n.98 del 17 novembre 2025 (9), avente come oggetto “Misure per il sostegno e la valorizzazione delle librerie presenti sul territorio di Roma Capitale” (11) LEGGE 2 dicembre 2025, n. 182  Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in mat eria di attivita’ economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese. (25G00190) (GU Serie Generale n.281 del 03-12-2025) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/12/2025  Vai alla legge
Oltre 5.000 cittadini lombardi costretti a ricorrere agli Sportelli Salute per far valere i propri diritti: l’85% dei ricorsi accolti
Negli ultimi due anni gli Sportelli Salute della Lombardia hanno registrato un dato allarmante: 5.378 cittadini sono stati costretti a presentare un ricorso per vedere rispettati i propri diritti LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Un segnale chiaro di come il sistema sanitario regionale in troppi casi non riesca a garantire nei tempi e nei modi previsti dalla legge le prestazioni sanitarie dovute. Dei 5.378 ricorsi complessivamente gestiti: * 583 hanno avuto esito positivo, pari all’85,21% del totale; * 249 ricorsi sono in attesa di risposta * 546 ricorsi hanno avuto esito negativo. Il dato più rilevante riguarda proprio l’elevato tasso di successi: nel 85% dei casi lo Sportello ha permesso ai cittadini di ottenere cure, visite ed esami nei tempi stabiliti dalla normativa vigente. Questo conferma la funzione essenziale degli Sportelli Salute come presidio di tutela dei diritti e come punto di riferimento per chi si trova a fronteggiare ritardi o disservizi. Alla raccolta e analisi di questi dati hanno aderito 55 dei 69 Sportelli Salute attivi sul territorio lombardo, a conferma della diffusione capillare e del valore del lavoro svolto quotidianamente. Il Coordinamento Lombardo Sportelli Salute evidenzia come il ricorso agli sportelli non dovrebbe rappresentare un passaggio obbligato, ma un’eccezione. Invece, i numeri mostrano una realtà diversa: migliaia di cittadini ogni anno sono costretti a far intervenire gruppi di volontari, quali sono gli Sportelli, per ottenere ciò che spetterebbe loro di diritto. È tuttavia importante sottolineare che questi dati rappresentano solo una parte del fenomeno: le oltre 5.000 persone che si sono rivolte agli sportelli del Coordinamento sono soltanto la punta dell’iceberg. Molti altri cittadini cercano supporto presso altri soggetti, mentre una quota significativa rinuncia del tutto a far valere i propri diritti o sceglie di pagare di tasca propria. Una realtà sommersa che rende ancora più evidente la portata strutturale del problema. Gli Sportelli Salute della Lombardia continueranno a monitorare la situazione, a supportare i cittadini e a contrastare ogni violazione del diritto alla salute, senza ostacoli né ritardi. Coordinamento Lombardo Sportelli Salute Per informazioni: Ufficio Stampa – Coordinamento Lombardo Sportelli Salute Info@sportellisalute.lo.it https://www.sportellisalute.lo.it/   Redazione Milano
Prima Udienza TAR Brescia sui ricorsi contro i depuratori gardesani nel Fiume Chiese
Pubblichiamo il comunicato stampa della Federazione del Chiese sulla Prima Udienza del TAR Brescia sui vari ricorsi contro i depuratori gardesani nel Fiume Chiese. Giovedì 4 dicembre 2025 al TAR Brescia ha avuto luogo la prima Udienza sui ricorsi presentati, in fasi separate, dalla scrivente Federazione del Chiese, dai vari Comuni bresciani ricorrenti e dai quattro Comuni mantovani ricorrenti per opporsi al progetto dei due Mega depuratori gardesani che varie volontà gardesane ed altre più nell’ombra, ma neanche troppo, vorrebbero realizzare a Gavardo e Montichiari oppure a Esenta di Lonato per sversare il 40% della depurazione gardesana nel corpo idrico del Chiese; l’udienza iniziata alle ore 12:15, molto lunga, è terminata alle ore 13:30 e finalmente ha portato in chiaro, in particolare, due aspetti che dimostrano che queste intenzioni di trasferire “nell’estraneo” corpo idrico del Chiese, rispetto al bacino “Sarca-Garda-Mincio” non sono motivate da ragioni “tecniche e trasparenti”, ma nascondono finalità recondite, che vengono portate avanti con una tale malizia di sfregio dell’etica sulla gestione della spesa pubblica che rasenta la presa in giro di talune istituzioni verso la cittadinanza nel complesso e in particolare verso l’uso parsimonioso dei sacrifici dei contribuenti. Questa la sintesi di quello che è successo ieri mattina all’Udienza del TAR: 1. a domanda precisa del Consigliere relatore, del Collegio del TAR, se la dichiarazione prefettizia di “superamento” del progetto degli impianti a “Gavardo e Montichiari” fosse da prendere come abbandono definitivo del progetto stesso, la risposta dell’avvocato dello Stato è stata al condizionale, evasiva. Poi l’Avvocatessa di Acque Bresciane ha ammesso che al nuovo “piano” di Esenta di Lonato ci stanno lavorando ma per ora non ci sono ancora atti ufficiali. Quindi il Presidente del TAR ha proposto una sospensiva fino a giugno-luglio 2026 per vedere cosa matura in merito al “progetto del nuovo mega impianto a Esenta di Lonato”. Ma i due Avvocati di cui sopra hanno insistentemente chiesto che il TAR si pronunci sulla inammissibilità ricorsi, asserendo che il “progetto Gavardo-Montichiari” è stato abbandonato e che quindi non ci sono più i motivi per voler andare verso un pronunciamento. A questo punto, visto che le parti in sostanza sono in disaccordo, il TAR verbalizza il tutto e si esprimerà nei prossimi giorni. L’avvocato dei Comuni ricorrenti ha lamentato con forza il mancato coinvolgimento delle Amministrazioni, chiedendo che il TAR nel sentenziare “obbligasse” in qualche modo Acque Bresciane a fare ciò. Con toni concilianti il Presidente ha chiesto all’Avvocatessa di Acque Bresciane se da parte loro ci fossero problemi ad avere “osservatori “ dei ricorrenti, parte in causa nella fase di elaborazione del nuovo progetto dell’impianto a Esenta di Lonato. Ma l’Avvocatessa di Acque Bresciane, visibilmente innervosita, ha reagito sostenendo che non è possibile fare questo e che Acque bresciane sta procedendo nella progettazione e che quando ci saranno degli step concreti verranno resi noti; sostanzialmente ha mostrato fastidio all’ipotesi che le fasi progettuali potessero avere degli osservatori delle controparti. Il nostro Avvocato ha argomentato sulla linea di cui la scrivente Federazione è convintissima: finché non ci sono “atti” precisi che devono scaturire da nuova conferenza di servizi, l’unico progetto che rimane in piedi è quello di due impianti a “Gavardo e Montichiari”, per i quali hanno già preparato un progetto con una spesa di 5,3 milioni di euro di Denaro pubblico; quindi il nostro Avvocato s’è espresso pienamente d’accordo con proposta di sospensiva del giudizio fino a che non saranno “chiare” le intenzioni di Acque Bresciane e di tutti coloro che stanno da anni inventando varie motivazioni per riuscire a sversare nel corpo idrico del Chiese il 40% della depurazione gardesana. 2. tra l’altro, oltre a questi primi passaggi presso il TAR, la nostra Federazione del Chiese ha compiuto un accesso agli atti nel Comune di Lonato, ed abbiamo scoperto che a tutt’oggi NON c’è neanche una riga di alcun genere che faccia riferimento all’ipotesi di un mega depuratore gardesano a Esenta di Lonato. 3. pertanto, da questi primi passaggi in Tribunale emerge che il nostro sospetto che Acque bresciane e coloro che collaborano per riuscire a scaricare “nell’estraneo corpo idrico del Chiese” quella depurazione dei reflui gardesani stiano “giocando col denaro pubblico e con il rispetto dei cittadini, tenendo i piedi in varie scarpe per cercare di riuscire a realizzare quel trasferimento di opere primarie che invece sono una competenza e quindi un dovere morale e concreto dei Comuni gardesani dove quei reflui vengono prodotti. La strada sarà lunga, lo sapevamo e lo sappiamo ancora meglio, e noi Federazione del Chiese siamo fermamente determinati a difendere la salute e la dignità dell’intero corpo idrico del Chiese. E ieri, in Tribunale, s’è dimostrato che i 21 Comuni bresciani ricorrenti, insieme alla scrivente Federazione ed ai quattro Comuni mantovani del Chiese sono uniti nell’opposizione a questa assurda intenzione gardesana. Federazione del Fiume Chiese Redazione Sebino Franciacorta