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Israelizzazione di scuole e università in Italia, scolasticidio in Palestina
La grave crisi del sistema educativo palestinese non sta solo nei 110 studenti e studentesse di Gaza vincitori e vincitrici delle borse  di studio IUPALS per l’Italia, (vedi l’appello del prof. Violante della Statale di Milano (clicca qui), che rischiano di perdere anche il secondo semestre universitario. Nell’intervista a Michele Giorgio su Radio Onda d’Urto per la rubrica settimanale Scuola Resistente, viene denunciata una forte pressione israeliana, soprattutto sull’UNRWA, riguardo ai libri di testo palestinesi, accusati da Israele di promuovere il terrorismo; ciò si traduce in una vera e propria censura con modifiche nei contenuti scolastici, inclusi cambiamenti linguistici, culturali e sui luoghi geografici. Michele Giorgio, inviato a Gerusalemme per il Manifesto è il direttore del noto sito di informazioni Pagine esteri, descrive un fenomeno da più parti definito “scolasticidio”: molte scuole sono state distrutte o danneggiate e quelle rimaste funzionano spesso come rifugi per sfollati, diventando spesso obiettivi militari con danni alle strutture gravissimi. Nei libri scolastici israeliani la storia palestinese è palesemente assente e la situazione si è aggravata dopo l’approvazione della legge fondamentale del 2018 che equipara lo Stato di Israele ad uno stato confessionale tagliando definitivamente qualsiasi Ponte culturale possibile tra ebrei e “non-ebrei”: la disumanizzazione associata alla negazione della specificità etnica palestinese, sono gli altri  tratti distintivi della pulizia etnica che va avanti da 80 anni inserendosi all’interno dei programmi scolastici israeliani.  La situazione attuale viene fatta risalire, quindi, a processi iniziati ben prima del 7 ottobre e riacceleratisi dopo gli accordi di Oslo. A Gerusalemme Est, sotto controllo israeliano, la situazione è paradigmatica: le scuole hanno dovuto adottare programmi e testi conformi al sistema educativo israeliano, mentre crescono le pressioni per estendere questo modello all’intero sistema scolastico palestinese, già colpito da forti tagli ai finanziamenti. Notevoli, inoltre, sono anche le difficoltà pratiche quotidiane: limitazioni agli spostamenti degli insegnanti, stipendi bassi e condizioni lavorative che compromettono la qualità dell’istruzione. La popolazione palestinese ha sempre fatto della qualità e del livello elevato di istruzione diffuso un punto di forza della propria capacità di resistenza alle difficoltà ma in questi ultimi due anni questo modello è seriamente messo in pericolo. Clicca qui per ascoltare la puntata su Radio Onda d’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto sulle vicende del Liceo “Dini” di Pisa
Una decisione inusitata a poche ore dalla presenza nelle aule del Liceo “Dini” di Pisa dove sono passate intere generazioni: l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è ospite gradito o almeno non lo è uno dei due rappresentanti. L’intento del nodo pisano dell’Osservatorio era quello di portare dei contributi diversificati, rendere la relazione (richiesta dagli studenti e dalle studentesse) vivace e stimolante, ci avevano chiesto di parlare del riarmo e delle iniziative intraprese. L’esclusione di un attivista dell’Osservatorio dalla scuola non è accompagnata da motivazioni plausibili, per questo continueremo a chiedere una spiegazione formale al consiglio di Istituto, al Dirigente scolastico perché si tratta di una censura preventiva, frutto (vista l’esclusione anche dei Sanitari per Gaza) del clima avvelenato nelle scuole costruito in questi mesi dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In questa intervista per Radio Onda d’Urto viene analizzata la situazione nel paese inquadrando il diniego all’Osservatorio dentro una campagna politica mirante alla normalizzazione della guerra nelle scuole. In basso l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Interviste a Roberta Leoni e Luca Alberti Archetti sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento
Pubblichiamo tre diverse interviste realizzate da attivisti e attiviste dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento, partita con l’appello da sottoscrivere e con la stesura degli Appunti Resistenti per la libertà di insegnamento. Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio, e Luca Alberti Archetti del Collettivo assenze ingiustificate spiegano come sia nata e come si sta svolgendo questa settimana di resistenza in difesa della libertà di insegnamento. Ringraziami Radio Onda Rossa, Radio Blackout e Radio Onda D’urto per lo spazio che ci hanno dato e il sostegno per queste importanti iniziative in difesa della scuola pubblica. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Raio Blackout Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda d’urto Clicca qui per ascoltare l’intervista a Roberta Leoni su Radio Onda Rossa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Michele Lucivero su Radio Onda d’Urto sul libro “Scuole e Università di Pace”
Con la puntata del 10 gennaio 2026 di Scuola Resistente a Radio Onda d’Urto (clicca qui), Michele Lucivero, ripercorre il lavoro svolto nell’ultimo anno dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla presenza dell’apparato militare e dei progetti dell’accoppiata Ministero dell’Istruzione e del merito e Ministero della Difesa, nei contesti educativi e presenta il volume Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Aracne, Roma 2025, che mette a frutto ciò che si è elaborato durante il secondo Convegno nazionale dell’Osservatorio a Roma nel maggio del 2025. Viene quindi analizzata e stigmatizzata la penetrazione di narrazioni, pratiche e interessi militari negli ambienti scolastici e accademici, denunciando il rischio che l’istruzione diventi veicolo di legittimazione/normalizzazione dei conflitti armati che da più parti vengono presentati come inevitabili, a partire da quello che dovrebbe concernere il territorio europeo dal 2030 con protagonista il nuovo “nemico” e male assoluto, ovvero la Russia spalleggiata più o meno sottobanco dalla Cina. Michele Lucivero, tra i promotori “storici” dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, mette in discussione l’assuefazione alla guerra e l’impiego distorto del concetto di “sicurezza” all’interno della formazione. La puntata denuncia, quindi, la normalizzazione della guerra attraverso l’uso strumentale e mistificante di termini come “prevenzione”, che vengono fatti passare per sinonimi di educazione e tutela ma che in realtà mascherano dispositivi di pura deterrenza e repressione, come quando, in tema di violenza di genere viene, i vari progetti, pensati e organizzati in nome di una sedicente prevenzione, agiscono solo ex-post, senza incidere sulle cause culturali e strutturali della violenza stessa. L’intervista con Lucivero è stata anche l’occasione per una presentazione del libro, frutto del lavoro collettivo dell’Osservatorio e di tutti i suoi collaboratori e collaboratrici. Il volume raccoglie interventi che contestano le politiche governative e il clima bellicista dominante, denunciando la subordinazione di scuola e università agli interessi militari e industriali e rivendicando un’educazione apertamente antagonista alla guerra, alla repressione e alla loro normalizzazione istituzionale. Un fenomeno, quest’ultimo, che purtroppo sta avvenendo in modo sempre più esplicito anche all’esterno della scuola con tagli alla spesa in welfare e sanità. Clicca qui per l’intervista a Michele Lucivero su Radio Onda d’Urto. Oppure scolta qui l’audio. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Scuole in movimento contro la guerra. Intervista a studenti e studentesse su Radio Onda d’Urto
La Global Sumud Flotilla è stata una miccia che ha scatenato energie a lungo represse, una voglia irrefrenabile di protestare contro le violenze sistemiche di un modello che distrugge scuola e sanità per riversare risorse in armi e distruzione per poi, paradossalmente ricostruire tutto come a Gaza, ma secondo le regole dei carnefici: USA e la sua colonia sionista in Medio oriente. La cosiddetta generazione “Z” di cui Fabio, dell’IIS “Santorre di Santarosa” di Torino è espressione, rappresenta in Italia, come in tante altre parti del mondo, una fascia di età culturalmente preparata, con aspirazioni analoghe e frustrate da un futuro lavorativo e climatico deprimente. Tuttavia è sufficientemente consapevole da non restare con le mani in mano contrariamente allo stereotipo che li vuole invece inebetiti davanti a un cellulare. In questo servizio di Radio Onda d’Urto si raccolgono le voci sia del “Santorre di Santarosa” sia del noto liceo “Galileo Ferraris” anch’esso entrato in agitazione come tante altre scuole in quasi tutte le città italiane e di cui avevamo già parlato in questo articolo. Tra queste c’è nuovamente il prestigioso liceo scientifico “Augusto Righi” di Roma, dove gli studenti sono in protesta e occupano la scuola dopo lo stop inspiegabile ad un dibattito cui doveva partecipare anche il noto storico dissidente israeliano, Ilan Pappè: e forse è proprio questa voce dissidente soprattutto verso il cosiddetto modello dei due popoli due stati che da anni acerrimo accusatore del governo israeliano autore, per 80 anni, di un regime di apartheid e di un colonialismo di insediamento arrivato fino al livello di genocidio per farsi largo tra le macerie, dove sono seppellite senza dignità alcune, un numero imprecisato di vittime in gran parte civili, donne e bambini. Ascolta qui l’intervista per Radio Onda d’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Intervista a Francesco Schettino su Radio Onda d’Urto su spese militari: l’economista cita l’Osservatorio
Francesco Schettino, docente di economia all’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli nel commento che vi proponiamo, basato su analisi qualitative dell’ultima scelta della NATO sugli investimenti in armi fino al 5%del PIL delle singola nazioni, cita esplicitamente l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Nell’intervista ai microfoni di Radio Onda d’Urto (clicca qui per ascoltare sul sito) possiamo ascoltare questo passaggio: «C’è chi fa analisi sulla militarizzazione come il lavoro pregevole dell’Osservatorio – spiega Schettino – che ci mette in guardia su questo fenomeno, ma mi chiedo se i genitori dei compagni di scuola dei miei figli e in generale nella società c’è questa consapevolezza che saranno loro ad essere obbligatati ad indossare una divisa».
Intervista a Michele Lucivero su Radio Onda D’Urto su Convegno Osservatorio 16 maggio Roma
In questa puntata speciale di Scuola Resistente, Michele Lucivero spiega, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, le tematiche affrontate nel secondo Convegno Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Non poteva mancare, quindi, un riferimento, di carattere generale e di scenario geo-politico, all’escalation bellica in atto un po’ in tutto il mondo ma soprattutto al genocidio in atto in Palestina che osserviamo impotenti in diretta tutti i giorni. A tre anni dal nascita dell’Osservatorio, l’invito a partecipare è rivolto anche a quei docenti e cittadini che ancora non hanno ancora acquisito la piena consapevolezza su questa deriva che ha inondato anche i banchi di scuola. Oltre alle divise mimetiche (o mimetizzate!) e alle stellette negli istituti scolastici, nell’intervista si è voluto sottolineare la cultura militarista che è entrata a gamba tesa nella società tutta e dunque anche nelle scuole che ne sono la cartina al tornasole. Clicca qui per l’intervista su Radio Onda D’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Intervista CambiareRotta “La Sapienza” a Radio Onda d’Urto su collaborazioni con Israele
Proseguono, a tutt’oggi, gli accordi di ricerca con immediate ricadute belliche tra università italiane, in questo caso La Sapienza di Roma ed atenei israeliani. “Altro che dual use o Food for Gaza!” “Entrambe, infatti – urla a gran voce Bartolomeo, rappresentante degli studenti di Scienze per il movimento CambiareRotta – sono due foglie di fico che secondo tutti noi, studenti di matematica e fisica dell’ateneo capitolino, nascondono connivenze che, diremmo noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, dopo oltre 15 mesi di massacri e di pulizia etnica si configurano, come “concorso in crimini contro l’umanità” e “crimini di guerra”. In questi due crimini la diretta responsabile è la rettrice Polimeni che da oltre 15 mesi di fronte alle proteste degli studenti, le “acampade” non fa altro che tergiversare e prendere tempo ma senza riuscire a nascondere più di tanto la realtà dei fatti che ci raccontano gli studenti anche sul piano tecnico. Nell’intervista rilasciata a Radio Onda d’Urto (clicca qui per l’intervista) da Bartolomeo, si racconta di studi e ricerche applicate che non hanno “eventualmente” anche una qualche ricaduta civile ma di tecnologie direttamente utilizzabili nei teatri di guerra come ad esempio sensori ottici di precisione ed altre strumentazioni che paradossalmente servono all’esercito israeliano per evitare di incappare nelle mine o bombe inesplose che loro stessi hanno lanciato in questi 15 mesi di massacri contro una popolazione inerme, spesso su donne e bambini, o addirittura su ospedali, ambulanze e mercati affollati. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Intervista a Gianmarco Pisa su Radio Onda D’Urto sulla didattica di pace nelle scuole
In questa ultima intervista rilasciata a Radio Onda d’Urto per la trasmissione Scuola Resistente, Gianmarco Pisa illustra quali sono i parametri e i paradigmi da seguire per intavolare anche a livello trasversale in varie materie, compresa storia dell’arte, il tema della pace. Gianmarco Pisa, scrittore e formatore esperto in tematiche riguardanti la pedagogia della pace, affronta un tema cruciale come la prevenzione, colpevolmente abusato e banalizzato dalle forze dell’ordine e dai militari che intendono questo concetto non come un lungo lavoro di conoscenza storica e geopolitica o di studio di complesse relazioni sociali e culturali conflittuali, ma come “vademecum” per l’individuazione del nemico per evitarlo oppure punirlo o contenerlo. Nell’intervista questi temi si affrontano non in maniera astratta, ma con l’intento di destrutturarne stereotipi, pregiudizi e semplificazioni. Le problematiche metodologiche e didattiche che devono affrontare tutti i/le colleghi/e insegnanti, in questo momento storico in cui siamo circondati da guerre nel fare passare tra i giovani il valore della pace, sono tante e prima fra tutte è proprio il tranello banalizzante che si avvale di concetti sintetici, ma dalla forte presa, della dinamica “inevitabile ed antica quanto l’uomo”, dell’aggredito e dell’aggressore, della vittima e del carnefice. Il punto di partenza è, tra gli altri, quello della semplificazione riassunta nella frase esclamativa “che male c’è?”, a proposito della discutibile presenza militare, o di forze dell’ordine, a scuola che qualsiasi insegnante avrà sentito pronunciare, almeno una volta nella propria carriera, da un* collega sprovvedut* o peggio, in malafede. Clicca qui per il link su Radio Onda D’Urto. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università