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Intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto sulle vicende del Liceo “Dini” di Pisa
Una decisione inusitata a poche ore dalla presenza nelle aule del Liceo “Dini” di Pisa dove sono passate intere generazioni: l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è ospite gradito o almeno non lo è uno dei due rappresentanti. L’intento del nodo pisano dell’Osservatorio era quello di portare dei contributi diversificati, rendere la relazione (richiesta dagli studenti e dalle studentesse) vivace e stimolante, ci avevano chiesto di parlare del riarmo e delle iniziative intraprese. L’esclusione di un attivista dell’Osservatorio dalla scuola non è accompagnata da motivazioni plausibili, per questo continueremo a chiedere una spiegazione formale al consiglio di Istituto, al Dirigente scolastico perché si tratta di una censura preventiva, frutto (vista l’esclusione anche dei Sanitari per Gaza) del clima avvelenato nelle scuole costruito in questi mesi dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In questa intervista per Radio Onda d’Urto viene analizzata la situazione nel paese inquadrando il diniego all’Osservatorio dentro una campagna politica mirante alla normalizzazione della guerra nelle scuole. In basso l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Roberta Leoni su Glomeda sulla libertà d’insegnamento
Glomeda.org ha intervistato Roberta Leoni, docente, attivista e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, sulle molteplici iniziative e campagne lanciate dall’Osservatorio insieme ad altre realtà associative, come Docenti per Gaza per dare un segnale sulla repressione che sta toccando le scuole italiane. In particolare, da un’assemblea online del 29 dicembre sono partite diverse risposte alle intimidazioni, tra cui gli Appunti resistenti per la libertà d’insegnamento ad uso di docenti, studentesse e studenti e l’Appello da firmare per la libertà d’insegnamento. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul nostro sito. Qui l’audio dell’intervista. Clicca qui per il link a glomeda.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Serena Tusini su Radio Blackout sulla schedatura dei “docenti di sinistra”
Radio Blackout ha intervistato Serena Tusini, docente e promotrice dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, sulla schedatura dei “docenti di sinistra” ad opera di Azione studentesca, associazione giovanile di destra legata a Fratelli d’Italia, insistendo sulla valenza democratica dell’art. 33 della Costituzione e sul ruolo decisivo della militarizzazione delle scuole. Di Serena Tusini è l’articolo pubblicato sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università dal titolo La schedatura dei docenti, l’antifascismo e il tarlo della scuola del ’68. Clicca qui per ascoltare l’intervista a Serena Tusini su Radio Blackout. In basso l’audio dell’intervista. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Michele Lucivero su Radio Onda d’Urto sul libro “Scuole e Università di Pace”
Con la puntata del 10 gennaio 2026 di Scuola Resistente a Radio Onda d’Urto (clicca qui), Michele Lucivero, ripercorre il lavoro svolto nell’ultimo anno dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sulla presenza dell’apparato militare e dei progetti dell’accoppiata Ministero dell’Istruzione e del merito e Ministero della Difesa, nei contesti educativi e presenta il volume Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra, Aracne, Roma 2025, che mette a frutto ciò che si è elaborato durante il secondo Convegno nazionale dell’Osservatorio a Roma nel maggio del 2025. Viene quindi analizzata e stigmatizzata la penetrazione di narrazioni, pratiche e interessi militari negli ambienti scolastici e accademici, denunciando il rischio che l’istruzione diventi veicolo di legittimazione/normalizzazione dei conflitti armati che da più parti vengono presentati come inevitabili, a partire da quello che dovrebbe concernere il territorio europeo dal 2030 con protagonista il nuovo “nemico” e male assoluto, ovvero la Russia spalleggiata più o meno sottobanco dalla Cina. Michele Lucivero, tra i promotori “storici” dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, mette in discussione l’assuefazione alla guerra e l’impiego distorto del concetto di “sicurezza” all’interno della formazione. La puntata denuncia, quindi, la normalizzazione della guerra attraverso l’uso strumentale e mistificante di termini come “prevenzione”, che vengono fatti passare per sinonimi di educazione e tutela ma che in realtà mascherano dispositivi di pura deterrenza e repressione, come quando, in tema di violenza di genere viene, i vari progetti, pensati e organizzati in nome di una sedicente prevenzione, agiscono solo ex-post, senza incidere sulle cause culturali e strutturali della violenza stessa. L’intervista con Lucivero è stata anche l’occasione per una presentazione del libro, frutto del lavoro collettivo dell’Osservatorio e di tutti i suoi collaboratori e collaboratrici. Il volume raccoglie interventi che contestano le politiche governative e il clima bellicista dominante, denunciando la subordinazione di scuola e università agli interessi militari e industriali e rivendicando un’educazione apertamente antagonista alla guerra, alla repressione e alla loro normalizzazione istituzionale. Un fenomeno, quest’ultimo, che purtroppo sta avvenendo in modo sempre più esplicito anche all’esterno della scuola con tagli alla spesa in welfare e sanità. Clicca qui per l’intervista a Michele Lucivero su Radio Onda d’Urto. Oppure scolta qui l’audio. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Roberta Leoni su Radio Onda Rossa sulle iniziative contro la repressione nelle scuole
Radio Onda Rossa, nella trasmissione La scuola reagisce alla repressione, ha intervistato Roberta Leoni, docente, attivista e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, sulle molteplici iniziative e campagne lanciate dall’Osservatorio insieme ad altre realtà associative, come Docenti per Gaza per dare un segnale sulla repressione che sta toccando le scuole italiane. In particolare, da un’assemblea online del 29 dicembre sono partite due diverse risposte alle intimidazioni: un vademecum contro la repressione ad uso di docenti, studentesse e studenti; una lettera indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che inviterà il 27 gennaio alla riflessione sulla libertà di espressione, insieme ad un’unità didattica sulla figura di Primo Levi. Tutti gli aggiornamenti saranno presto disponibili sul nostro sito. Qui l’audio dell’intervista. Clicca qui per l’intervista su Radio Onda Rossa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Intervista a Serena Tusini per Radio Rogna sulle mobilitazioni e il Convegno del 4 novembre
Serena Tusini, docente e promotrice dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, interviene a Radio Rogna, emittente radiofonica indipendente, presentando la giornata di mobilitazione del 4 novembre con il Convegno nazionale “La scuola non si arruola” e le mobilitazioni in tutta Italia. L’intervista è anche un’occasione per riflettere sulle mobilitazioni che si sono prodotte nel Paese a partire dal 22 settembre a sostegno del popolo palestinese e contro le politiche di riarmo. Di seguito il file audio dell’intervista.
Intervista ad Alessandra Alberti e Cristina Ronchieri dell’Osservatorio su “Il Paese delle donne”
RILANCIAMO LA VIDEO-INTERVISTA AD ALESSANDRA ALBERTI E CRISTINA RONCHIERI, DOCENTI E REFERENTI PER I CONTATTI CON LE ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALI PER L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, DA PARTE DI MARIA PAOLA FIORENSOLI DE IL PAESE DELLE DONNE. L’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e nelle Università collabora a livello nazionale e internazionale con soggetti impegnati sui temi della democrazia, dell’educazione alla pace, del contrasto alla cultura armista e militarista che in Europa, nelle Americhe e altrove si sta diffondendo capillarmente specie nei luoghi elitari della istruzione e della socialità delle generazioni più giovani.  Delle recenti iniziative dell’Osservatorio – compreso il VADEMECUM proposto a insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado – e del GLOBAL WOMEN FOR PEACE – UNITED AGAINST NATO, rete nata nel 2023 a Bruxelles e che in occasione del 75° anniversario della NATO (2024), ha organizzato a Washington DC una serie di iniziative contro il modello culturale della “sicurezza” articolato solo al militare, profittevole per il mercato delle armi, ostacolante lo sviluppo di società inclusive, che valorizzino le relazioni pacifiche e diplomatiche, ne parlano CRISTINA RONCHIERI (docente di lingue straniere nella scuola secondaria di II° grado, attivista nel Sindacato Sociale di Base), e ALESSANDRA ALBERTI (docente di lingua e letteratura inglese nella scuola secondaria di II° grado, del sindacato di base della scuola CUB SUR). Roncheri parla dell’opera di monitoraggio e di denuncia dei tanti e sempre più pervasivi programmi specifici del “Comitato per lo sviluppo e la valorizzazione della difesa” istituito dal ministro Crosetto l’indomani della sua nomina: iniziativa governativa in linea con quanto sta accadendo in Europa e non solo, con preoccupante gradualità nelle forme e nell’imposizione. Lo scorso WEBINAR del GLOBAL WOMEN (disponibile sul sito del network womenagainstnato.org), partecipato da centinaia di soggetti di vecchia (es. WILPF) e nuova costituzione, uniti nel contrastare la “cultura della difesa” e contro la NATO, ha accompagnato la preoccupazione per la diffusione di politiche militariste e di riarmo alla proposta di modelli sociali inclusivi che valorizzano le relazioni pacifiche e la risoluzione diplomatica dei conflitti e sostengano le organizzazioni internazionali a rischio di delegittimazione nello scenario mondiale. In merito, Alberti cita alcuni interventi: quello di Vera Zalka, esponente del “Sistema della società critica dell’Ungheria”, a contrasto della “fortissima militarizzazione della società ungherese dove, in un clima sempre più oppressivo e autoritario, nel 2024 sono state introdotte lezioni di militarismo nei programmi scolastici e dove gli/le insegnanti scioperando per rivendicare l’indipendenza della scuola dal mondo militare e proteggere la libertà d’insegnamento a oggi molto limitata. Quello della bielorussa Olga Karach, fondatrice e presidente dell’organizzazione per i diritti umani OUR HOUSE (condannata l’11 luglio dal regime di Lukashenko a 12 anni di carcere), attivista anche della WILPF (la più antica delle associazioni di donne per la pace, nata ai primi del Novecento e tra le maggiori sostenitrici del GLOBAL WOMEN). Olga K. ha denunciato la militarizzazione in atto dell’infanzia sotto il titolo di “educazione patriottica, con lezioni di coraggio effettuate da militari assegnati alle scuole che nel tempo costruiscono stabili relazioni anche con le famiglie e la scuola.” Altro intervento molto interessante, quello di Karin Utat Karson (Svezia) “Promuovere una cultura di pace insegnando la prevenzione dei conflitti e la risoluzione dei conflitti” con citazione di John Burton (teoria dei bisogni umani, vedi “piramide di Maslow”), che ha coniato la parola “provention” che combina “prevention” (prevenzione) con “promotion” (promozione), dove “prevenire” non significa prevenire un attacco armandosi ma prevenire la costruzione dell’immagine di un nemico, funzionale alle politiche di riarmo, e promuovere una società in cui vogliamo vivere e che non può esistere se non nel bene comune.” Gli scorsi appuntamenti del controvertice europeo NO NATO WAR SUMMIT, all’Aja (Paesi Bassi) e la manifestazione del 26 giugno a Roma con adesione di circa 500 tra associazioni, sindacati e movimenti politici, sono stati momenti di grande esposizione e presa di parola di movimenti sempre più diffusi contro politiche liberticide collegate alla “cultura della difesa”, alla corsa al riarmo e al rafforzamento della NATO. A chiusura dell’intervista, Roncheri ricorda la condanna dell’Osservatorio e la mobilitazione della scuola a sostegno della popolazione civile palestinese. Fonte: Il Paese delle Donne.