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[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro un veicolo dell’azienda Violanta
> Da La Nemesi, 14.04.2026 All’alba del 31 marzo abbiamo piazzato un ordigno incendiario su un furgone della società Violanta in via Baknana, nel quartiere di Neos Kosmos, come minima risposta agli omicidi delle cinque operaie nella fabbrica della Violanta. La morte delle cinque operaie e il ferimento di altri sette lavoratori, a seguito della violenta esplosione avvenuta nello stabilimento della Violanta a Trikala il 26 gennaio, si aggiunge all’enorme mosaico di omicidi padronali perpetrati dallo Stato e dal capitale. Agapi Bounova, Vasiliki Skampardoni, Elena Katsarou, Stavroula Boukouvala, Anastasia Nasiou sono state assassinate. I loro nomi devono rimanere vivi nella memoria di tutti, in quanto donne della nostra classe che sono state uccise. L’assenza delle misure di sicurezza necessarie, gli orari di lavoro estenuanti e le condizioni di lavoro disumane non sono casi isolati, ma rappresentano la realtà che i padroni consapevolmente mantengono. Ogni volta, con l’aiuto dei portavoce dello Stato, si negano le responsabilità attribuendo definizioni come “errore umano” o “incidente sfortunato” per nascondere la vera natura degli eventi. Questi sono omicidi sul lavoro e i padroni devono essere trattati come assassini. Non devono ricevere il sostegno dei lavoratori, come abbiamo dovuto con dispiacere e rabbia constatare da parte di un gruppo di lavoratori che si è radunato fuori dai tribunali. La vita umana viene sminuita e diventa sacrificabile sull’altare del profitto e degli interessi aziendali. Il tentativo di riabilitare Tziortziotis, proprietario della Violanta, è iniziato fin dal primo momento. Tuttavia, ha raggiunto il culmine appena due mesi dopo l’omicidio delle lavoratrici, quando la Violanta ha partecipato indisturbata a una delle più grandi fiere alimentari in Grecia, la FOOD EXPO, dove ha venduto e pubblicizzato i suoi prodotti macchiati di sangue. Proprio mentre lo Stato scagiona ogni padrone assassino, insabbia i propri omicidi e uno scandalo dopo l’altro viene alla luce, l’apparato repressivo mostra i denti. Criminalizza le relazioni di solidarietà, imprigiona e sfoga la sua vendetta contro chi sceglie di opporsi attivamente alla violenza del potere con ogni mezzo, etichettandolo come terrorista. Per noi, però, il terrorismo è la violenza che viviamo ogni giorno. La realtà dello sfruttamento, della miseria, della schiavitù salariale, del patriarcato, del razzismo, delle frontiere e delle carceri. I veri terroristi, però, sono lo Stato e il capitale. Sono loro a uccidere i migranti nell’Egeo, a rinchiuderli nei centri di detenzione e a relegarli ai margini della società. Sono loro i responsabili dell’enorme lista di omicidi di lavoratori. Sono loro che si arricchiscono grazie all’industria bellica e partecipano al genocidio della Palestina. Sono loro a condurre la popolazione verso una povertà sempre più grave. Infine, sull’altare del superprofitto, saccheggiano e distruggono la natura. Con questa azione intendiamo, in una certa misura, restituire la violenza dei potenti che affrontiamo quotidianamente, ponendo in primo piano il principio della controviolenza come mezzo necessario per la rottura con l’esistente, ma anche come minimo segno di solidarietà verso i compagni anarchici in carcere per il caso Ampelokipoi. La difesa della memoria rivoluzionaria dei compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale, del guerrigliero anarchico Kyriakos Xymitiris, morto in circostanze analoghe, e di tutto ciò per cui hanno lottato fino alla fine è fondamentale. Dobbiamo mantenere vivi i principi rivoluzionari dei nostri compagni, perché solo così potremo mantenere viva la loro memoria. Il loro sguardo ardente ci accompagna in ogni momento di azione diretta. Sara e Sandro, vivrete per sempre nei nostri cuori; ci ritroveremo insieme sulle strade infuocate. Kyriakos Xymitiris, uno di noi, nostro compagno per sempre sulle strade infuocate. Non dimentichiamo la memoria di Snizana Paraskevaidou, caduta in azione durante un attacco a un obiettivo capitalista, la Banca Nazionale, a Salonicco. Libertà per i compagni in carcere per il caso Ampelokipoi. Αναρχικός Πυρήνας “Φαντασία Αισιοδοξία Ρίσκο” [Gruppo Anarchico “Fantasia, Ottimismo, Rischio”]
[Atene, Grecia] Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone
> Da La Nemesi, 06.04.2026 All’alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l’abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un’immagine quantomeno commovente. Tsanakas non è solo lo scagnozzo di Chatjigeorgiou (rettore del Politecnico di Atene): come coronamento della sua “carriera” accademica, ha denunciato senza alcuna vergogna alla polizia uno studente che aveva scritto slogan a favore del popolo palestinese nei locali dell’università. Ha però un ruolo più profondo e sostanziale nel mostruoso sistema poliziesco di Chatjigeorgiou: un rettorato che permette e impone la presenza quotidiana di pattuglie di poliziotti all’interno del campus, in piena conformità e obbedienza alle imposizioni del dogma di Nea Dimokratia per il controllo assoluto e, in sostanza, la soppressione delle lotte studentesche e rivoluzionarie negli spazi universitari. Un rettorato che ci ha fatto perdere il conto delle volte in cui ha ordinato l’irruzione delle forze di repressione nei locali dell’università, con una particolare “sensibilità” quando si tratta di chi solidarizza con la lotta del popolo palestinese. Chatjigeorgiou, ovviamente, ha un motivo in più per desiderare la presenza della polizia nei locali del Politecnico di Atene, oltre a voler assecondare i piani del governo. Li usa come buttafuori e gorilla a guardia del “negozietto” che si è costruito in vista di future collaborazioni con la NATO e le industrie belliche ebraiche. Il giorno dopo l’attacco, leggiamo che è stato trovato un modo, attraverso procedure opache e pareri individuali di consulenti legali, per rendere incostituzionale l’articolo 2 della Guida al finanziamento e alla gestione del Conto speciale dei fondi di ricerca (ELKE), che riguarda il Politecnico di Atene e stabilisce espressamente: «[…]La storia del Politecnico di Atene è legata alle lotte per la libertà e la pace. Per questo motivo, presso l’EMP non è consentito condurre o partecipare a ricerche a fini bellici di qualsiasi tipo, ad eccezione della ricerca per le esigenze di difesa del Paese, e non vengono intraprese ricerche finanziate da coalizioni militari internazionali». Ricordiamo che quanto sopra costituisce una conquista del movimento contro la guerra dell’epoca dei bombardamenti della Jugoslavia da parte delle forze della NATO nel 1999. Già dall’ottobre 2023, nel bel mezzo del genocidio dei palestinesi di Gaza da parte dell’esercito israeliano, con le firme di Chatjigeorgiou e del decano Panayiotis Tsanakas, è stato firmato un memorandum di collaborazione tra il Politecnico di Atene e Intracom Telecom. È quindi evidente (a meno che non si sia lobotomizzati) che i risultati della ricerca universitaria nell’ambito di questa collaborazione vengano convogliati verso due filiali di Intracom Telecom: Intracom Defense e Intracom Aviator, che collaborano attivamente con l’esercito israeliano e con le sue attività genocidarie in tutto il Medio Oriente. È evidente, quindi, che oltre a essere un miserabile spione, Tsanakas si dimostra, con azioni come quella sopra citata, un attivo sostenitore del genocidio dei popoli del Medio Oriente e, in quanto tale, deve essere affrontato dalle forze radicali. L’attacco incendiario alla sua abitazione è stato solo un avvertimento. Conosciamo bene la sua vita quotidiana e, in base alle sue azioni future, sarà preso di mira di conseguenza. L’altro inquilino esercita l’infame mestiere di poliziotto antisommossa. Questo discendente di Pantelis Petrou [ndt. vicedirettore della polizia antisommossa (MAT) ucciso nel 1980 dall’organizzazione rivoluzionaria 17 Novembre] e di Ioannis Georgakopoulos [ndt. agente ucciso da una bomba piazzata vicino a un autobus dei reparti MAT nel 1986] è per noi il simbolo degli attacchi omicidi delle forze dell’ordine durante le manifestazioni del movimento studentesco radicale, dei gravi ferimenti subiti dai nostri compagni e dalle nostre compagne durante i cortei in memoria del rivoluzionario Kyriakos Xymitiris e del 6 dicembre, nonché del lungo braccio dello Stato che crede di poter colpire impunemente. Vogliamo salutare ogni azione di intensificazione contro i bastardi della polizia antisommossa che si è verificata negli ultimi tempi. Lasceremo da parte le tante parole e daremo spazio all’azione, nella speranza che possa chiarire che questo “braccio lungo” inizierà a spezzarsi letteralmente. Per ora, che informi i suoi colleghi: le case di alcuni di loro sono a nostra portata, così come quelle di altre organizzazioni in lotta, e saranno presi di mira in base all’intensità dell’attacco repressivo che subiamo. Dedichiamo la nostra azione ai compagni anarchici italiani Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, che hanno perso la vita in seguito all’esplosione accidentale di un ordigno artigianale. Per onorare la loro memoria, abbiamo intitolato a loro il nucleo che ha compiuto l’attacco. Sara, Alessandro, Kyriakos e centinaia di altri combattenti per la libertà sono un monito per tutti noi. Per tutti coloro che parlano di lotta radicale contro il sistema cannibale che distrugge le nostre vite. Un invito affinché ognuno di noi faccia un piccolo passo in più. Aumentare i rischi e gli impegni. Rafforzare la propria determinazione e armarsi. Onoriamo la memoria e le scelte dei nostri compagni e delle nostre compagne caduti, moltiplicando i focolai di resistenza attiva. In un’epoca in cui è necessario lottare con tutte le nostre forze per essere presenti all’appuntamento con la storia e con chi tiene le nostre vite in gabbie soffocanti. Sconfiggiamo coloro che brandiscono la frusta, distruggiamo la cultura della paura e della sottomissione volontaria e non trasformiamoci in reperti museali o in favole per cullare i nostri sogni rivoluzionari perduti. La delusione, il brontolio e la “politica” dei bar e dei caffè devono lasciare il posto alla propaganda delle azioni cospirative. DEDICHIAMO IL NOSTRO ATTACCO AI POPOLI IN LOTTA DEL MEDIO ORIENTE CHE COMBATTONO IL MOSTRO DELL’IMPERIALISMO CON LE ARMI IN MANO SOLIDARIETÀ CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE DEL CASO AMPELOKIPOI ALESSANDRO MERCOGLIANO, SARA ARDIZZONE, KYRIAKOS XYMITIRIS: SEMPRE PRESENTI NELLE NOSTRE LOTTE CHE LA PAURA CAMBI CAMPO Nuclei di Azione Diretta Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone
Il caso di Ambelokipoi e la demonizzazione delle resistenze
Una corrispondenza dalla Grecia di Michalis Mavropulos. «Per quanto riguarda il mio italiano, il testo sarà sicuramente pieno di errori, vi prego di perdonarmi in anticipo». Nikos Romanos – Νίκος Ρωμανός QUI il blog di Mikis Mavropulos Il 31/10/24, a seguito di un’esplosione in un appartamento ad Ampelokipi, il compagno anarchico Kyriakos Xymitiris è rimasto ucciso, mentre la compagna anarchica Marianna Manoura,
Voto, sorteggio o dinamite?
La “sorte” della politica: da Atene e Marte a Roma. E ritorno. di Saverio Pipitone «Sono stato presidente di Atene per 24 ore, ma non di più» affermava nel V-IV secolo a.C. il cittadino che, a turno per un giorno, era sorteggiato a presiedere l’assemblea popolare e il consiglio del governo per la gestione degli affari pubblici. Nell’antica democrazia greca,
Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone (Atene, Grecia, 25 marzo 2026)
Rivendicazione dell’attacco incendiario contro l’abitazione del preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e di un agente della polizia antisommossa da parte di Nuclei di Azione Diretta – Nucleo Alessandro…
April 6, 2026
La Nemesi
CHIAMATA PER UNA SETTIMANA DI AZIONI IN SOLIDARIETÀ (24-31 MARZO) CON X PRIGIONIERX DEL CASO DI AMPELOKIPI ED IN MEMORIA DEL COMBATTENTE ANARCHICO KIRIAKOS XIMITIRIS
> Da Act for freedom now!, 16.03.26 Nei giorni che precedono l’inizio del processo, previsto per il 1° aprile presso la Corte d’Appello di Atene, invitiamo x compagnx di tutto il mondo a partecipare, per lottare collettivamente per i nostri compagni Marianna Manoura, Dimitra Zarafeta, Dimitris, Nikos Romanos e per il rilascio di A.K., nonché per difendere la memoria del nostro compagno Kyriakos Xymitiris. Il nostro sostegno e la nostra solidarietà non sono negoziabili e nella battaglia che stanno affrontando – questa volta in tribunale – saremo al loro fianco. Manifestazione di solidarietà venerdì 27/3, ore 19:00 in Piazza Syntagma (Atene, Grecia) Manifestazione di solidarietà (inizio del processo) mercoledì 1/4, ore 8:30, Corte d’Appello di Atene LIBERTÀ PER X COMPAGNX MARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, DIMITRIS, NIKOS ROMANOS AND A.K. KYRIAKOS XIMITIRIS SEMPRE PRESENTE GLI STATI GLI UNICI TERRORISTI Assemblea solidale con x prigionieri, x latitantx e x combattentx perseguitatx synelallil@riseup.net