Genova, furto nella sede di Music for Peace
Riprendiamo dalla pagina Facebook della Ong genovese Music for Peace.
Nella notte tra domenica e lunedì, qualcuno è entrato in sede. Ha rotto
materiali, ha frugato tra le cose, ha pensato di poter portare via qualcosa.
Si sbaglia.
Perché quello che siamo non sta dentro uno scaffale, e non si porta via con
brutte intenzioni. Questa non è la sede di Music for Peace: è la casa di tutti.
È il posto dove chiunque abbia bussato, di giorno o di notte, con una richiesta
d’aiuto o solo con il bisogno di essere ascoltato, ha trovato una porta aperta.
E la troverà ancora.
Il danno materiale, quello si conta e si ripara. C’è un danno che non è
nell’inventario, e fa male: è l’amarezza di sapere che qualcuno ha guardato
questo luogo e ci ha visto solo un bersaglio, un “bottino”, invece di vedere
quello che davvero è: anni di giornate e nottate passate a caricare container e
smistare materiali, di braccia tese verso chi non aveva niente, di un’idea
semplice e testarda: l’aiuto non si nega a nessuno.
Chi è entrato qui non ha capito nulla. Non ha capito che non si spegne una
comunità rubando. Non ha capito che quando si prova a spezzare qualcosa che è
tenuto insieme dalle persone, le persone si stringono ancora di più.
E infatti eccoci qui. Ancora una volta, tutte e tutti insieme. Ancora una volta,
più determinati di prima. Perché questa è casa nostra, ed è casa di chiunque ne
abbia bisogno. Nessuno, nemmeno chi è entrato di notte a rubare, potrà mai
portarci via questo.
Andiamo avanti. Come sempre. Insieme.
Redazione Italia