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Napoli e Roma: “cultura della sicurezza” con le Forze Armate negli Istituti Comprensivi di periferia
Gli Istituti Comprensivi (IC), filiera di scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, nascono e si consolidano sul territorio nazionale dal 1994 al 1998. Sono gli anni della grande glaciazione per la scuola italiana. La sinistra e la destra si danno la mano. La riforma della Pubblica Amministrazione nella logica meritocratica, l’istituzione della Dirigenza Scolastica portano in grembo l’autonomia degli istituti scolastici e la valutazione standardizzata, molto ben agganciate fra loro. Insomma, per una breve nota in ricordo: primo governo Berlusconi, interregno di frenetico riformismo di Berlinguer, il colpo di mano del secondo premierato berlusconiano, via aperta alle signore ministre Moratti e Gelmini, del cui passaggio ancora abbiamo le ferite. Nel solito paradosso ipocrita dei governi succitati, gli IC nascono con lo scopo di venir incontro alle esigenze delle piccole comunità montane e valligiane che caratterizzano l’estesa provincia italiana, ancora fitta di paesini e contrade. Se anche wikipedia non mente (la storia veramente si può proficuamente ricavare dalla letteratura pubblicata sull’argomento, ma tant’è , andiamo veloci), leggiamo che gli IC passano attraverso tre fasi. La prima di accorpamento in sollievo delle scolaresche che vivono lontane dalle scuole, anche se quella elementare esiste dovunque, magari come pluriclasse, a mancare sono nidi, materne e medie, usando le vecchie denominazioni. La seconda di consolidamento sperimentale (sono migliaia le sperimentazioni messe su dal dopoguerra: non una con restituzione e rilancio delle ipotesi…), ovvero come costruire curricoli longitudinali 3/14 anni, cercando di far uscire dalla sua storica sofferenza di ancella la scuola media, presa fra l’incudine dei fondamenti elementari (leggere, scrivere e far di conto) e il martello del disciplinarismo delle superiori. La terza, e siamo all’oggi, è quella dei feroci dimensionamenti, degli accorpamenti che non tengono in conto nessuna distanza ma solo i numeri: bisogna fare 600 anime infantili per avere diritto a un IC. E se non è in prossimità dei luoghi di vita, pazienza, il dialogo con il territorio si farà un po’ di retorica (“l’autonomia lega la scuola alle esigenze dei territori di insediamento degli istituti” recita la vulgata). Santa Maria della Carità non è una chiesa, ma un paese (comune dal 1980) dell’enorme hinterland della città metropolitana di Napoli. Anche se la zona di raccolta di pomodori, con relativi insediamenti di immigrati, avviene più a nord, verso Caserta, la piana vesuviana non gode di ottima stampa. Ma per non ferire l’orgoglio dei sammaritani, possiamo ricordare la loro vicinanza a Pompei, gli antichi Oschi e i Sanniti di cui forse restano vestigia anche nel piccolo comune. L’IC Eduardo de Filippo propone, nell’autorevole dettato della dirigente scolastica, due giornate di incontro con la Benemerita Arma dei Carabinieri, come ormai consuetudine, in sacrificio di due mattinate di lezioni curricolari. Non sappiamo se approvato nel Piano dell’Offerta Formativa, e dunque dagli organi collegiali, ossequia il Protocollo d’Intesa firmato dal MIM con l’Arma: ubi maior minor cessat. I contenuti sono i soliti nel formato, ormai stabilizzato in tutto il territorio nazionale, di Educazione alla Legalità. A parlare con insegnanti e genitori di bullismo, versione semplice (il Franti del libro Cuore, bullo primigenio) e versione cyber, a dialogare della pericolante legalità in Italia, uomini e donne in divisa. E chissà se qualcuno nella piana si sta occupando della legalità costituzionale lesa dalla proposta di controriforma delle carriere della magistratura e del loro organo di vigilanza (temi ostici, meglio dedicarsi ai pericoli della rete). Eduardo sorride storto (clicca qui per la circolare). IC Giuseppe Bagnera di Roma, quartiere Portuense. La scuola si trova fra Monteverde e San Paolo, utenza a retroterra sociale misto, come in molti quartieri nati come popolari, edifici anni Cinquanta e Sessanta, oggetto negli ultimi decenni a fenomeni di gentrificazione turistica. Anche qui, con ripetitività inquietante, una circolare della dirigenza propone incontri con la Polizia di Stato per bambini, insegnanti, personale amministrativo, sulle tematiche della sicurezza, della riduzione del rischio. Mentre il D.lgs. 81/2008 e le sue svariate successive integrazioni hanno istituito nel mondo del lavoro e nelle scuole l’obbligo alla sorveglianza, alla vigilanza sanitaria, a quella strutturale (gli edifici e i suoli di ubicazione), la figura dei responsabili in capo a tutti questi settori, qui i pericoli sono ancora i cattivi soggetti (clicca qui per la circolare). Il progetto, citato nella segnalazione inviata all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, è inserito nel curricolo di Educazione Civica, di cui, insieme al testo delle Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo dell’Istruzione, rimandiamo: la radice del civismo e della democrazia sono da cercare in Occidente, fra Atene e Roma, magari passando per Gerusalemme (sic, nel testo delle nuove indicazioni). Sempre per allevare qualche speranza, forse ancora possibile in un tempo appiattito sul presente, la scuola organizza per gli alunni del terzo anno delle medie il concorso di eccellenza in matematica (con l’assegnazione di 5 borse di studio), in onore di Giuseppe Bagnera, scienziato e matematico degli inizi del Novecento, a cui è intitolata la scuola. Certo, sempre gare con vincitori e vinti, ma non vogliamo fare le pulci a tutto. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dati Eurostat: la questione meridionale è la questione della periferia UE
Avere i dati è fondamentale, ma perché abbiamo un qualche valore è necessario che siano analizzati come risultati di processi, non come semplici fotografie dell’oggi. È così che emerge che i dati Eurostat sul rischio di povertà nella UE reinscrivono la tradizionale questione meridionale italiana nella dinamica centro produttivo-periferia sfruttata […] L'articolo Dati Eurostat: la questione meridionale è la questione della periferia UE su Contropiano.
November 27, 2025
Contropiano
Convegno | Anni di guerra: menzogne, verità, scintille – di Effimera
Effimera.org organizza per il 15 novembre 2025, al C.S. Cantiere a Milano, Viale Monterosa, 84, un convegno dal titolo: ANNI DI GUERRA: MENZOGNE, VERITÀ, SCINTILLE. L’incontro si terrà a partire dalle 10 sino alle 19. Pubblichiamo il documento di indizione che illustra i temi che verranno trattati e i nomi dei relatori e delle [...]
October 15, 2025
Effimera
Le Piagge. Un libro racconta la Comunità insorgente
Alle Piagge, periferia nord-ovest di Firenze, non c’era una piazza. Non c’erano negozi, servizi, spazi di socialità. Solo palazzi costruiti in fretta negli anni ’80 per rispondere all’emergenza abitativa, una lingua di cemento tra ferrovia, tangenziale e Arno. Un nonluogo … Leggi tutto L'articolo Le Piagge. Un libro racconta la Comunità insorgente sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
MILANO: LOTTA, AUTODETERMINAZIONE E COMUNITÀ. L’INIZIATIVA DELLE SECONDE GENERAZIONI AL CENTRO SOCIALE LAMBRETTA
Il prossimo 3 maggio 2025, il Centro Sociale Lambretta di Milano (Via Angelo Rizzola 13A) organizza un’iniziativa dedicata alle esperienze e alle lotte delle seconde generazioni in Italia. L’appuntamento è alle 14.30 con un grigliata sociale e a seguire dibattito e confronto. La collaborazione tra Immigrital – gruppo di giovani di origine migrante e operaia – e il Centro Sociale Lambretta per l’iniziativa di sabato 3 maggio nasce dalla ricerca di ambiti comuni dove potersi confrontare e analizzare la situazione delle seconde generazioni, un fenomeno ancora relativamente nuovo in Italia. Si tratta di una generazione che sconta ancora il prezzo di non veder riconosciuti i propri diritti. L’evento, fanno sapere gli organizzatori, mira a creare uno spazio di confronto, autocoscienza e, soprattutto, lotta. La “lotta” è ritenuto un concetto centrale – come spiegano ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Raja del Lambretta e Elon di Immigrital – “sono anche le lotte quotidiane per essere accettati senza snaturarsi, per sfuggire allo sfruttamento nei lavori irregolari, per avere una casa in un paese dove la precarietà abitativa colpisce duramente, e nella continua costruzione della propria identità sociale e personale”. Accanto alla lotta, la “comunità” è vista come l’elemento necessario perché “l’emancipazione dalle microaggressioni quotidiane e dalla discriminazione passa necessariamente attraverso la costruzione di processi comunitari”. Presentiamo l’iniziativa ai microfoni di Radio Onda d’Urto con Raja del Centro Sociale Lambretta e Elon di Immigrital. Ascolta o scarica
April 29, 2025
Radio Onda d`Urto