Tag - reato di femminicidio

Noi uomini a Palermo contro la violenza sulle donne
Come Associazione “NOI UOMINI A PALERMO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE ETS ” – realtà attiva nella nostra Regione da oltre 10 anni per sensibilizzare l’universo maschile sulla violenza perpetrata nei confronti delle donne – sentiamo l’urgenza di prendere una posizione netta a difesa dell’articolo 577-bis del codice penale. L’avere inserito nel nostro ordinamento una norma specificamente dedicata al reato di femminicidio è un risultato di portata storica, che non può essere sminuito o derubricato a inutile doppione. Molti si chiedono se serva davvero una nuova fattispecie, visto che l’omicidio volontario e le aggravanti legate ai rapporti familiari esistono già. La risposta è sì: ostinarsi a non riconoscere la natura di questo crimine, arrivando a negare di fatto l’esistenza stessa del femminicidio, equivale a offendere e calpestare la memoria delle centinaia di donne che ogni anno vengono brutalmente strappate alla vita. Chi critica questa prospettiva, sostenendo che le leggi in vigore siano sufficienti, chiude gli occhi davanti all’evidenza che quasi mai ci si trova di fronte ad un delitto d’impeto o a un raptus inspiegabile, quanto piuttosto alla terribile conclusione di un percorso fatto di “prevaricazioni, di controllo o possesso o dominio ed annientamento dell’identità dell’altra persona in quanto donna”. Sostenere questa norma significa pretendere uno Stato capace di tutelare la società con leggi adeguate, mettendo da parte un’impostazione meramente codicistica che troppo spesso fatica a isolare la vera natura della violenza contro le donne, per fornire finalmente alla giustizia uno strumento preciso e affilato. Per chi volesse contattarci o avere maggiori informazioni sulle nostre iniziative: noiuominiapalermo@gmail.com Redazione Palermo
June 20, 2026
Pressenza
25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Milano non manca all’appello
Milano non resta a guardare. Il 25 novembre da Porta Venezia fino alla fermata della metro di Lodi, migliaia di persone hanno riempito le strade rispondendo all’appello di Non Una di Meno, trasformando la giornata contro la violenza sulle donne in una potente mobilitazione. Tra cartelli e tamburi, risuonavano slogan come: “La notte ci piace, lasciateci uscire in pace. Ci piace pure il giorno, levatevi di torno” e l’ormai celebre “Non una, Non una, Non una di Meno “, che hanno ribadito un messaggio semplice e urgente: la libertà e la sicurezza non devono essere negoziabili, né di notte né di giorno. La manifestazione ha attraversato le vie milanesi con energia, portando al centro del dibattito i dati sempre più allarmanti: secondo le rilevazioni più recenti, nel 2025 in Italia sono già state uccise oltre ottanta donne, nella maggior parte dei casi da partner o ex partner. Un numero che dimostra come la violenza di genere continui a rappresentare un’emergenza strutturale e sistemica. Accanto alle rivendicazioni contro la violenza maschile sulle donne, erano presenti anche numerosi slogan e cartelli a sostegno della Palestina, richiamando la dimensione intersezionale della lotta. Molte manifestanti hanno ribadito che non può esserci liberazione per alcune senza giustizia per tutte, collegando battaglie diverse ma unite dalla stessa richiesta di diritti, autodeterminazione e fine delle oppressioni. Molti interventi hanno sottolineato anche la necessità di un riconoscimento giuridico più chiaro e incisivo: in Italia, infatti, il femminicidio non costituisce ancora un reato autonomo, ma viene inquadrato all’interno dell’omicidio aggravato. Da qui la richiesta di misure più efficaci, sia sul piano legislativo sia nel sostegno concreto ai centri antiviolenza. Rivendicazioni che, almeno in parte, sembrano aver trovato ascolto. Il 25 novembre, proprio in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità un disegno di legge volto a introdurre nel Codice penale il reato di femminicidio, tipizzando in maniera autonoma l’omicidio di una donna in quanto tale e prevedendo un aggravamento specifico delle pene. Il disegno di legge non è ancora stato approvato in via definitiva, ma rappresenta un importante passo verso il riconoscimento di una fattispecie di reato spesso rimasta invisibile agli occhi della giustizia.   Giulia Camuffo
November 26, 2025
Pressenza