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Francia: nuove alleanze e mobilitazioni contro la violenza patriarcale@0
A seguito della morte di Lyhanna, una bambina di 11 anni uccisa dal suo aggressore, migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia. Dopo il primo appuntamento, l’8 giugno, le mobilitazioni sono continuate: la chiamata è ogni lunedì, davanti ai tribunali. Insieme a Luge, una compagna del collettivo féministes révolutionnaires , abbiamo riflettuto come Il caso di Lyhanna sia diventato immediatamente politico: mentre il governo e il Ministro della Giustizia hanno parlato di un “disfunzionamento” del sistema giudiziario, i movimenti femministi e per i diritti dei/delle bambinx hanno denunciato questo delitto come l’ennesima espressione della violenza sistemica che lo Stato non riesce o non vuole contrastare efficacemente.  A partire dall’analisi delle piazze e dei loro contenuti, anche contraddittori e problematici come l’aumento delle pene senza guardare ad approcci e bisogni sistemici come l’educazione, Luge delinea un quadro di lotta complesso. Prima di tutto le piazze chiedono azioni concrete, culminando nella proposta di una grande manifestazione nazionale il 4 luglio e di uno sciopero generale femminista fissato per il 7 settembre. Inoltre, viene data grande enfasi alla lotta contro l’adultismo (il sistema di dominazione degli adulti sui minori) e alla creazione di nuove alleanze tra movimenti transfemministi e movimenti “enfantistes”, ovvero che mettono anche la prospettiva dei/delle bambinx al centro. Il movimento ricorda dati allarmanti: si stima che ogni anno in Francia 160.000 bambinx siano vittime di violenze sessuali, quasi uno ogni tre minuti. Un nodo centrale è quello del femminismo anti carcerario e il suo ruolo in questo contesto: emerge infatti una spaccatura tra il femminismo istituzionale, che richiede una legge quadro basata su investimenti e un femminismo intersezionale e anticarcerario che vuole avere voce in capitolo. Quest’ultimo, rappresentato da collettivi come féministes révolutionnaires , critica, ad esempio, l’approccio puramente punitivista, sottolineando come la repressione colpisca prioritariamente le popolazioni già marginalizzate e precarie. L’intervista mette in luce anche il lavoro che vogliono portare avanti con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali (2027). Mettono in guardia contro i tentativi dell’estrema destra (collettivo Némésis primo tra tutti) di strumentalizzare la lotta alla pedocriminalità per promuovere agende razziste, transfobiche o per chiedere il ripristino della pena di morte. Il movimento transfemminista risponde alla presenza della destra rivendicando pratiche di autodifesa e alleanze antifasciste per presidiare le piazze. Registrato in francese:
Francia: nuove alleanze e mobilitazioni contro la violenza patriarcale@1
A seguito della morte di Lyhanna, una bambina di 11 anni uccisa dal suo aggressore, migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Francia. Dopo il primo appuntamento, l’8 giugno, le mobilitazioni sono continuate: la chiamata è ogni lunedì, davanti ai tribunali. Insieme a Luge, una compagna del collettivo féministes révolutionnaires , abbiamo riflettuto come Il caso di Lyhanna sia diventato immediatamente politico: mentre il governo e il Ministro della Giustizia hanno parlato di un “disfunzionamento” del sistema giudiziario, i movimenti femministi e per i diritti dei/delle bambinx hanno denunciato questo delitto come l’ennesima espressione della violenza sistemica che lo Stato non riesce o non vuole contrastare efficacemente.  A partire dall’analisi delle piazze e dei loro contenuti, anche contraddittori e problematici come l’aumento delle pene senza guardare ad approcci e bisogni sistemici come l’educazione, Luge delinea un quadro di lotta complesso. Prima di tutto le piazze chiedono azioni concrete, culminando nella proposta di una grande manifestazione nazionale il 4 luglio e di uno sciopero generale femminista fissato per il 7 settembre. Inoltre, viene data grande enfasi alla lotta contro l’adultismo (il sistema di dominazione degli adulti sui minori) e alla creazione di nuove alleanze tra movimenti transfemministi e movimenti “enfantistes”, ovvero che mettono anche la prospettiva dei/delle bambinx al centro. Il movimento ricorda dati allarmanti: si stima che ogni anno in Francia 160.000 bambinx siano vittime di violenze sessuali, quasi uno ogni tre minuti. Un nodo centrale è quello del femminismo anti carcerario e il suo ruolo in questo contesto: emerge infatti una spaccatura tra il femminismo istituzionale, che richiede una legge quadro basata su investimenti e un femminismo intersezionale e anticarcerario che vuole avere voce in capitolo. Quest’ultimo, rappresentato da collettivi come féministes révolutionnaires , critica, ad esempio, l’approccio puramente punitivista, sottolineando come la repressione colpisca prioritariamente le popolazioni già marginalizzate e precarie. L’intervista mette in luce anche il lavoro che vogliono portare avanti con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali (2027). Mettono in guardia contro i tentativi dell’estrema destra (collettivo Némésis primo tra tutti) di strumentalizzare la lotta alla pedocriminalità per promuovere agende razziste, transfobiche o per chiedere il ripristino della pena di morte. Il movimento transfemminista risponde alla presenza della destra rivendicando pratiche di autodifesa e alleanze antifasciste per presidiare le piazze. Registrato in francese:
Teniamo aperte le finestre
Nella notte di sabato un'altra violenta aggressione si è consumata a Roma, nel quartiere Pigneto, ai danni di una donna che rincasava. L’intervento di un residente che ha aperto la finestra e ha gridato forte, ha messo in fuga l’aggressore. Sappiamo che queste aggressioni non sono casi isolati o privati. Si inseriscono in un clima politico e mediatico che incentiva la violenza lungo le linee del genere e della razza. Una situazione politica, nazionale e globale, che nega la violenza di genere, maschilista, abilista, patriarcale e razzista e parallelamente alimenta la cultura dello stupro, sdoganando comportamenti aggressivi e predatori. La spirale di odio e risentimento viaggia velocemente. Le parole di chi ci governa e dei politici di turno si traducono in azioni violente, precise e mirate nei luoghi che abitiamo ogni giorno. Ci inquieta la violenza propagata sui social e nella manosfera, strumento di legittimazione di un sistema patriarcale che discrimina, confina, odia, uccide. Il circo mediatico, che ha volutamente falsificato quanto avvenuto, contribuisce ad alimentare la dinamica razzista e violenta anche negli spazi digitali, senza mai prendere in considerazione chi queste violenze le subisce. Ci sentiamo bersagliatə negli spazi fisici e digitali, ma non accettiamo di normalizzare questa violenza patriarcale. E non accettiamo la strumentalizzazione razzista della violenza di genere, agita dalle forze politiche e dai media. Per questo torniamo in strada a portare la nostra rabbia. Torniamo in strada perché non vogliamo stare in silenzio. Torniamo in strada perché non vogliamo fare finta di niente, per tornare a gridare forte “sorella non sei solə”. Più presidi di polizia e l’istituzione di nuovi reati non sono la soluzione. Serve ricostruire trame sociali, solidarietà e cooperazione, in strada, negli spazi in cui viviamo, nei quartieri che frequentiamo. Ascoltarci, riconoscerci, tenerci per mano. Insieme. Fermarci, non girarci dall’altra parte, aprire le finestre, urlare. Urlare forte. Anche per chi non ha voce. Sorella non sei solə Per questo torniamo nelle strade Appuntamento venerdì 26 giugno alle 18:30 - Di fronte alla metro C Pigneto
June 24, 2026
Radio Onda Rossa
Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT)
presentazione dell’osservatorio e del TDOR (Transgender Day of Remembrance). Con una sitografia e filmografia. Chi siamo L’osservatorio L’Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT) in Italia di Non Una Di Meno (NUDM) monitora gli eventi, riportati dai media, che possono essere qualificati come femminicidi, lesbicidi e transcidi. Eventi cioè in cui l’uccisione di una persona avviene per motivi riconducibili a relazioni di
[Normale Follia] 25 novembre ancora NUDM in piazza
Una marea libera, interminabile, determinata e piena di idee per combattere e lottare con il popolo palestinese, contro le guerre e con tutte le persone che vogliono autodeterminare le loro scelte e la loro vita. Il 25 novembre alle h16,30 sotto il MIM, A Roma in Viale Trastevere, 76/a, per una lezione aperta capovolta sull'educazione sessuo-affettiva.
November 24, 2025
Radio Onda Rossa