Tag - matteo salvini

Lavoricidio: 10 morti in due giorni
Articoli e analisi di Carlo Soricelli (*). A seguire una poesia di Yuleisy Cruz Lezcano per ricordare Andrea Di Risio. Il bollettino di questa guerra silenziosa continua ad aggiornarsi con una frequenza spaventosa. In sole 48 ore abbiamo registrato altri 10 lavoratori che non sono tornati a casa. LE TRAGEDIE DI IERI (5 VITTIME) Ayoub Abourabil (31 anni): operaio di
October 16, 2026
La Bottega del Barbieri
Stanze segrete per trattenere i migranti: la mappa…
… esclusiva dei «luoghi idonei». Inchiesta di Natalie Sclippa, ripresa dalla rivista «La via libera» (*)   Negli ultimi tre anni 2.500 cittadini stranieri, prima di essere rimpatriati, sono stati trattenuti dalla polizia nei cosiddetti “luoghi idonei”, di cui nessuno vuole parlare. Ecco in quali città si trovano e cosa succede all’interno Una persona va in questura per rinnovare il
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
Medici perquisiti con l’accusa di aver evitato i CPR a vari migranti
Un’operazione giudiziaria di vaste proporzioni ha investito il mondo sanitario italiano, diventando in fretta il terreno per dare nutrimento alla retorica della “remigrazione”. Il 16 settembre 2026, la Polizia di Stato ha eseguito perquisizioni domiciliari, personali e informatiche nei confronti di 23 medici in tutta la penisola. I provvedimenti sono […] L'articolo Medici perquisiti con l’accusa di aver evitato i CPR a vari migranti su Contropiano.
September 20, 2026
Contropiano
Nella Lega ora è scontro aperto: i nordisti puntano a cacciare Salvini
Da settimane, ormai, la leadership di Salvini alla Lega è messa in discussione all’interno del suo stesso partito. A guidare il fronte anti-salviniano sono i vertici lombardi, con il governatore Attilio Fontana e il segretario Massimiliano Romeo, che sembrano raccogliere il consenso di altri esponenti di peso del Carroccio. Alla base del malcontento c’è innanzitutto il calo dei consensi, che ha portato la Lega dal 34% ottenuto alle europee del 2019 a circa il 5% attribuito dalle principali piattaforme di sondaggio italiane. A questo si aggiungono divisioni ideologiche e valutazioni strategiche: i nordisti della Lega puntano a un ritorno alle tradizionali istanze federaliste e contestano quello che considerano un appiattimento del partito su temi genericamente di destra, sui quali altri partiti, primo fra tutti il secessionista Futuro Nazionale, sarebbero più credibili. Mentre nel Nord si valuta la costituzione di un’associazione culturale, sul modello di quella fondata da Vannacci, “Il Mondo al Contrario”, la Lega guarda alla tradizionale riunione di Pontida, che potrebbe rappresentare il banco di prova decisivo per la tenuta interna del partito. Oggi la Lega si ritrova con meno del 6%: Winpoll e Piepoli danno il partito al 5,7%, SWG al 5,5%, BiDiMedia al 5,2%, Ipsos al 5,1% e YouTrend al 4,9%. I dati, provenienti dall’archivio dei sondaggi della Presidenza del Consiglio e relativi alle intenzioni di voto rilevate tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, restituiscono un quadro di forte ridimensionamento. Secondo molti, tra cui diversi esponenti dello stesso partito, la ragione di tale tracollo avrebbe un nome e un cognome: Matteo Salvini. A essere contestate sono alcune scelte strategiche, come quella di dare fiducia e spazio a Vannacci, che ha sfruttato l’occasione per fondare un proprio partito, e la virata ideologica verso i temi della sicurezza e dell’immigrazione, sui quali lo stesso Futuro Nazionale è considerato più forte. Allo stesso modo, viene contestato il progressivo accantonamento delle istanze federaliste, che per decenni hanno rappresentato il tratto distintivo della Lega. Il malcontento verso l’attuale leadership è stato raccolto dalla dirigenza lombarda del partito, tradizionale roccaforte della Lega. Il 7 agosto, lo stesso Salvini ha convocato una riunione con i vertici lombardi nella sede della Lega di via Bellerio, a Milano. Secondo le ricostruzioni dei media, su 31 interventi almeno un terzo avrebbe espresso critiche nei confronti del segretario, mentre cinque esponenti gli avrebbero chiesto direttamente di farsi da parte. Tra i contestatori figurerebbero diversi esponenti di peso della regione: Daniele Belotti, storico presentatore del raduno di Pontida ed ex deputato leghista; Massimo Sertori, assessore regionale lombardo; Giovanmaria Flocchini, sindaco di Pertica Alta, nel bresciano, e presidente della Comunità montana della Valle Sabbia; Fabrizio Sala, segretario provinciale della Lega a Bergamo; e Renato Pasinetti, sindaco di Travagliato, in provincia di Brescia. Bergamo, Brescia e Varese si sono schierate contro Salvini: le tre province, da sole, rappresentano oltre il 70% degli iscritti lombardi. A guidare il fronte lombardo sono il presidente della Regione Attilio Fontana e il segretario regionale del partito, nonché capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. Proprio nei giorni attorno alla riunione, i due hanno avanzato l’ipotesi di costituire un’associazione, formalmente di natura «culturale», che raccolga le istanze del fronte nordista. Secondo le ricostruzioni dei media, l’iniziativa sarebbe stata accolta con favore anche da esponenti di peso del partito, come l’ex governatore del Veneto Luca Zaia e il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Nelle ultime settimane, il movimento nordista avrebbe iniziato a raccogliere alcune proposte da portare al prossimo raduno della Lega. Tra queste c’è quella avanzata dallo stesso Romeo: «La Lega nazionale dovrebbe essere una Confederazione composta da Lega Nord, Lega Centro e Lega Sud». Tre soggetti fortemente identitari, ma uniti da posizioni comuni su temi come immigrazione, sicurezza e politica internazionale ed europea. Un modello che richiama quello tedesco della divisione tra CSU e CDU, con la convivenza tra una componente territoriale e una formazione nazionale. Al momento, il movimento nordista non sembra proporre un nome alternativo alla leadership di Salvini, piuttosto un diverso modello di guida del partito. Intervistato dalla Repubblica, lo stesso Romeo ha ipotizzato di presentare la Lega alle urne come «squadra», così da «valorizzare di più le figure che in questo momento hanno maggiore credibilità agli occhi dell’opinione pubblica e un feeling forte con gli elettori, ovvero i nostri governatori». La «squadra» non implicherebbe necessariamente l’esclusione di Salvini, ma, stando alle parole di Romeo, un ridisegno del partito attorno a una leadership più diffusa e maggiormente legata ai territori. «Penso a una squadra che coinvolga Zaia e i governatori che in questo momento sono le persone che hanno maggior appeal nei confronti degli elettori», ha aggiunto Romeo intervenendo al Caffè della Versiliana, la tradizionale kermesse ospitata a Villa La Versiliana, a Marina di Pietrasanta; «Io aggiungo qualche sindaco», gli ha fatto eco Fontana. Lo stesso Fontana ha descritto la mobilitazione nordista come «una lotta che va nella direzione di ridare alla Lega quella capacità che l’ha sempre portata a essere un partito determinante nel nostro Paese», e non come «una lotta contro Salvini». Intervistato dal Corriere, tuttavia, ha detto di non escludere neppure l’ipotesi di chiedere a Salvini di dimettersi. I prossimi giorni saranno determinanti per la Lega. Lo ha lasciato intendere lo stesso Romeo: «Noi la proposta a Salvini l’abbiamo fatta, stiamo aspettando che la colga». Il segretario regionale lombardo ha ribadito la necessità che il partito trovi una sintesi prima della riunione di Pontida, in programma il prossimo 20 settembre. Prima dell’appuntamento sul pratone, è previsto un primo confronto a Roma, l’8 e il 9 settembre, alle Officine Farneto. The post Nella Lega ora è scontro aperto: i nordisti puntano a cacciare Salvini appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 21, 2026
L'INDIPENDENTE
La fabbrica dei giustizieri
di Francesco Piccioni* La campagna per la grazia a Mario Roggero non riguarda la giustizia, ma la costruzione di un modello culturale che legittima la violenza privata, alimenta il giustizialismo …
Morti lavoro: «Siamo a 650 vittime con gli…
… autotrasportatori ridotti a bombe umane per colpa di sfruttamento e appalti a cascata» comunicato di Carlo Soricelli (*) «La strage di Amendolara deve segnare una svolta nelle coscienze di tutti. Ad oggi contiamo 476 morti sui luoghi di lavoro, che superano i 650 con i decessi in itinere. Una strage continua che vede nell’autotrasporto la sua punta più drammatica».
Furundulla 324 – Demo Crazia
…la nostra DEMO ha dimostrato che questo tipo di CRAZIA non funziona, non regge il mercato. Torniamo alla sana e collaudata ARISTO-CRAZIA di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) ——————————- more ———————– Quorum Il baro Basta TG!! Prima vennero… “Il male