Monte Sole: con lo sguardo di Marco in cammino
In cammino tra memoria e nonviolenza: il ricordo di Marco Frigerio
Nella terza tappa della prima parte del Cammino per la Pace e il Disarmo 2026,
una targa commemora il compagno scomparso sul Monte Salvaro e rinnova l’impegno
per una memoria attiva e critica.
L’installazione della targa è stata l’occasione per condividere pensieri e
ricordi insieme alla famiglia e a diversi compagni. Tra questi, Lorenzo
Guadagnucci ha aiutato i partecipanti più recenti a ricostruire le motivazioni e
le scelte fondanti del gruppo.
Nel corso dell’incontro sono stati ripercorsi la nascita e i primi anni del
cammino, caratterizzati dalla scelta significativa di non limitarsi a visitare i
luoghi dei partigiani — un approccio fino a quel momento consueto —, ma di
analizzare i luoghi e la storia dal punto di vista più umano: quello delle
conseguenze del disastro della guerra su donne, uomini, anziani e bambini, nella
consapevolezza che la stessa Resistenza è stata una conseguenza della guerra.
Sulle orme delle riflessioni di Ercole Ongaro, il gruppo ha cercato di
recuperare e analizzare le forme di resistenza nonviolenta: la capacità delle
popolazioni e dei singoli individui di trovare modalità di opposizione, di
resilienza, di preparazione del nuovo e di immaginazione di ciò che sarebbe
venuto dopo. Si tratta di un approccio oggi ancora più necessario.
Un’impostazione fondativa che sceglie di mettersi dalla parte di chi sta sotto,
di chi le guerre le subisce, fornendo un punto di vista più realistico sulla
guerra stessa. Della guerra si parla infatti spesso in termini astratti — di
geopolitica o di equilibri di interesse (aspetti comunque importanti da
analizzare) —, fino ad arrivare alle narrazioni sulle “guerre giuste”,
“necessarie”, “democratiche”, “umanitarie” o “preventive”.
Collocarsi dalla parte di chi subisce il conflitto immunizza dalla retorica
bellica e dai riti che rischiano di rimanere gusci vuoti: cerimoniali che non
aiutano a comprendere quanto è accaduto nel passato né servono a interpretare la
storia di oggi.
In questo percorso si è inserito il contributo fondamentale di Marco Frigerio,
fino a maturare una profonda insofferenza — e talvolta un aperto contrasto — nei
confronti di intere costruzioni ideologiche legate alla memoria e, a volte, alla
stessa Resistenza. Così è stato il 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema, dove da
tempo il gruppo elabora e costruisce strategie per uscire dal “disagio della
ritualità” infarcita di militarismo, proponendo modalità più sintoniche con il
proprio sentire.
Tra queste iniziative si ricordano l’incontro della mattina dell’11 agosto con
un gruppo di ragazzi tedeschi, quello della mattina del 12 alla Vaccareccia e il
momento pomeridiano di approfondimento, volti a proporre riflessioni distanti
dai discorsi ufficiali. Per tutto questo Marco è stato un pilastro: entrato nei
cammini da semplice partecipante, è diventato nel tempo un punto di riferimento
per tutti grazie alla sua capacità d’ascolto, alla sua disponibilità e al suo
impegno. Un impegno che, sulle orme di Aldo Capitini, si è incanalato nell’alveo
del movimento nonviolento e del rifiuto del militarismo, orientandosi verso la
costruzione di una nonviolenza attiva, radicale e conflittuale, in aperto
contrasto con il potere.
Marco è riuscito a incarnare la nonviolenza dentro di sé, facendola diventare
una vera e propria postura esistenziale capace di investire ogni ambito della
vita: dalle relazioni interpersonali al rifiuto della violenza nella
comunicazione, dagli aspetti personali a quelli della lotta politica e pubblica,
fino al rapporto con la natura, le piante e le pietre che ci circondano.
Una delle caratteristiche principali di chi abbraccia la nonviolenza è la
vocazione alla comunità: la capacità di creare e coltivare reti di relazioni
improntate a una crescita comune, in cui l’avanzamento non è mai puramente
individuale. Marco ha svolto questo ruolo al massimo livello all’interno del
gruppo dei camminatori, diventandone guida, sponda, interlocutore e spalla su
cui appoggiarsi. Univa a una non comune capacità di analisi una straordinaria
attitudine relazionale, fatta di empatia e comunicazione autentica.
Non è comodo vivere una relazione dialettica, e talvolta conflittuale (in senso
costruttivo), con contesti a noi affini: parliamo delle cerimonie di Sant’Anna o
delle retoriche sulla Resistenza e sul pacifismo che appartengono alla nostra
stessa cultura di riferimento. Non è facile farsi comprendere dagli
interlocutori, ed è un dialogo che si può vivere con sofferenza quando si
riscontrano diffidenza e incomprensioni. In questi frangenti occorre un’immensa
capacità empatica: non per smussare o annullare il conflitto, ma per renderlo
possibile e fecondo. Marco possedeva questa straordinaria dote, ed è questa
l’eredità più preziosa che lascia al gruppo. Da questo percorso condiviso è nato
anche il libro “Un’altra memoria” di Lorenzo Guadagnucci.
In questo testimone c’è anche la voglia di guardare avanti senza perdere la
fiducia e il sorriso, volgendo lo sguardo al passato per attualizzare la storia
e orientare le azioni del presente. Questo è il nostro compito.
La Camminata si ritroverà per la seconda parte del percorso, che condurrà il
gruppo a Sant’Anna di Stazzema il prossimo 12 agosto con azioni di dissenso
silenzioso e nonviolento, volantinaggi e momenti di informazione, sempre nel
segno del massimo rispetto e del sostegno ai familiari delle vittime della
strage.
Gruppo In cammino per la pace e il disarmo Gruppo In cammino per la pace e il
disarmo - Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per
Marco Isabella - Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo -
Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per Marco
Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per Marco Targa per Marco
Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per Marco Gruppo In cammino
per la pace e il disarmo - Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il
disarmo - Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per
Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa per Marco Gruppo In
cammino per la pace e il disarmo - Targa per Marco Federica - Targa per Marco
Federica - Targa per Marco Gruppo In cammino per la pace e il disarmo - Targa
per Marco
Foto Paolo Mazzinghi
Paolo Mazzinghi