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USB: sabato 23 maggio torniamo in piazza
Com’era facilmente prevedibile anche questa volta la Flotilla è stata intercettata. Mentre scriviamo, diverse barche sono ancora in navigazione e stanno cercando di correre verso Gaza: a fare il tifo per loro c’è una umanità intera, che ha affidato a quel piccolo gruppo di attivisti il compito di consegnare un messaggio di solidarietà e di speranza alla popolazione palestinese sotto assedio. Lunedì 18 maggio c’è stato in Italia uno sciopero generale che ha favorito una mobilitazione diffusa in tutto il Paese, proprio a sostegno di questa impresa coraggiosa e che è servito a denunciare ancora una volta le tante complicità del governo Meloni con lo Stato terrorista di Israele. Uno sciopero che ha ribadito la necessità di spostare risorse sui salari e per tenere a freno il rialzo dei prezzi, fermando la corsa al riarmo. Il governo Meloni è preoccupato. Non prende nessun provvedimento serio, continua a giocare con la comunicazione come ha fatto il Primo maggio con la fantasiosa definizione di salario giusto, ma si capisce che si sente chiuso all’angolo. Ci fosse un’opposizione seria e veramente alternativa, avrebbero già fatto le valigie da un pezzo. Il ministro Tajani ha chiesto il rilascio degli attivisti! Ora la Meloni avverte che non è realistico l’aumento al 5% del Pil degli impegni per la Nato! Il Presidente Mattarella aveva contestato al suo omologo israeliano solo pochi giorni fa che Israele viola ripetutamente il diritto internazionale! Parole che non cambiano di una virgola la situazione, ma che segnalano una crescente sofferenza dell’establishment a fronte di un dissenso sempre più esplicito. E che ci dicono che lo sciopero di ieri, le manifestazioni in tante piazze e l’azione della Flotilla stanno mettendo in difficoltà le destre e sottolineando come sia afona l’opposizione. La lotta è lunga, questo lo sappiamo, ma quello che si sta realizzando non è poco. Così come non dobbiamo sopravvalutare le nostre forze, nemmeno dobbiamo trascurare gli effetti sempre più visibili di quello che stiamo facendo. Sabato 23 maggio abbiamo un nuovo appuntamento sul quale stiamo lavorando da tempo: far irrompere la questione sociale dentro l’agenda politica, affidando ai settori operai il compito di portare in piazza la piattaforma di un cambiamento vero. Al centro ci saranno ancora una volta salari e carovita e lotta al riarmo. Appuntamento a Roma alle ore 14 da piazza della Repubblica. Unione Sindacale di Base
May 19, 2026
Pressenza
COSA PENSANO L3 GIOVAN3 DELLA GUERRA?
I saperi maledetti tornano con una nuova puntata, che mette il focus sulla guerra.  Una compagna di Stop Riarmo ci ha illustrato il loro lavoro di mappatura delle aziende belliche a Torino, in questa fase di riconversione verso città dell’aereospazio, con lo scopo di fornire e produrre informazioni per conoscere il territorio, e agire politicamente su di esso. Per avere uno sguardo non solo sui luoghi direttamente colpiti dalla guerra ma anche su quei luoghi dove la guerra viene preparata. In questa puntata abbiamo usato il metodo dell’intervista ai giovani universitari, chiedendo loro che percezione hanno della guerra, se hanno consapevolezza della presenza di basi statunitensi su suolo italiano, cosa ne pensano delle spese investite sulla guerra, e se credono che il sistema istituzionale e i partiti politici siano in grado di gestire la crisi geopolitica globale.
Cameri: manifestazione contro Leonardo e le fabbriche di morte del governo italiano
Il Coordinamento Novara per la Palestina e altre realtà locali hanno organizzato per sabato 15 novembre una manifestazione che partirà dal centro città di Cameri per poi giungere sino alla base militare di Cameri in provincia di Novara composta dall’aeroporto militare e da due stabilimenti Leonardo. E’ interessante ritracciare la storia di questo territorio e degli sviluppi che hanno portato alla costruzione di nuovi stabilimenti per ampliarne la produzione. Riprendiamo dal comunicato del Coordinamento Biellesi per la Palestina Libera alcuni dati importanti: lo stabilimento FACO di Cameri, tra i principali siti italiani di produzione militare, Leonardo Spa assembla i velivoli F-35 destinati all’Italia e all’Olanda. FACO si distingue anche in quanto centro europeo di manutenzione della flotta di F-35 e fornitrice di cassoni alari per questi stessi caccia usati in diversi teatri di guerra che insanguinano il pianeta. La decisione del governo italiano di acquistare 25 nuovi F-35 (al momento sono 90) è una delle voci che incideranno sull’aumento della spesa militare (34 miliardi per il 2026) a discapito della sicurezza sanitaria e sociale proprio in una fase storica di stridenti disuguaglianze. Ne abbiamo parlato con un’attivista del coordinamento di Novara Di seguito pubblichiamo il Comunicato del Coordinamento Novara per la Palestina IL 15 NOVEMBRE 2025  A CAMERI MANIFESTAZIONE PER LA RICONVERSIONE  DELLE “FABBRICHE DI MORTE” IN FUCINE DI PACE Sabato 15 novembre 2025, a Cameri (NO), cittadini e gruppi di attivisti antimilitaristi e solidali con la Palestina, il Sudan e tutti i popoli oppressi, scenderanno in piazza per denunciare il ruolo dello stabilimento FACO — gestito da Leonardo Spa. — nella produzione e manutenzione dei cacciabombardieri F-35, strumenti di guerra utilizzati in teatri di conflitto che insanguinano il pianeta, tra cui Gaza.  L’iniziativa, promossa dal Coordinamento Novara per la Palestina, prevede un presidio a Cameri in Piazza Alighieri alle ore 13.00, seguito da un corteo fino ai cancelli dello stabilimento FACO, situato all’interno della base militare di Cameri.  La popolazione e i lavoratori di Cameri sono invitati a scendere in piazza per supportare la richiesta di riconversione dello stabilimento e per rigettare il ricatto di chi impone alle persone oneste di produrre strumenti di morte di cui non hanno nemmeno contezza, in violazione ai principi etici espressi nella Costituzione italiana e dalla Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo. Presso lo stabilimento FACO (Final Assembly and Check Out), tra i principali poli europei di produzione bellica, si assemblano gli F-35 per l’Italia e l’Olanda, si effettua manutenzione per tutta la flotta europea e si producono cassoni alari utilizzati in missioni di guerra. Nonostante la narrazione ufficiale parli di “sicurezza” e “innovazione”, indagini indipendenti hanno documentato il coinvolgimento di Leonardo Spa — controllata per il 30% dallo Stato italiano — in:  * forniture di componenti per bombardamenti su Gaza, * esportazioni triangolate che aggirano la legge 185/1990 sul controllo delle armi, * vendita, nel 2012, a Israele di 30 aerei M-346 usati per addestrare piloti a colpire obiettivi nei territori occupati. Il governo italiano ha recentemente annunciato l’acquisto di ulteriori 25 F-35, portando il totale a 90 unità, e un aumento della spesa militare a 34 miliardi nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere i 100 miliardi nei prossimi anni. Queste risorse vengono sottratte a sanità, scuola, welfare e transizione ecologica, in un paese già segnato da disuguaglianze stridenti.  Perciò il Coordinamento chiede: * il boicottaggio delle aziende coinvolte in genocidi ed ecocidi,  * la riconversione civile delle fabbriche belliche,  * la costruzione di un modello di difesa non armata, basato su diritti, solidarietà e giustizia globale.      A Cameri come a Gaza, si gioca la stessa battaglia: quella per la dignità umana contro la macchina della guerra.  PROGRAMMA DELLA GIORNATA * 13.00 – Ritrovo in Piazza Alighieri * 13.40 – Momento musicale con il gruppo Farfahiina * 14.00 – Intervento in differita di Antonio Mazzeo su Leonardo Spa * 14.30 – Partenza del corteo verso i cancelli dello stabilimento * 15.00 – Arrivo ai cancelli: momento di raccoglimento per le vittime di tutte le guerre e flash mob Chiediamo a tutti di portare cartelli, strumenti musicali, oggetti per fare rumore. Sono sconsigliati fumogeni, petardi e bandiere di partito. Lo stabilimento è all’interno di una base militare: il corteo sarà pacifico e vigilato da volontari per la sicurezza. Coordinamento Novara per la Palestina prochannel@protonmail.com
November 14, 2025
Radio Blackout - Info