La militarizzazione delle scuole attraverso i protocolli con la Guardia di Finanza
Nel settembre del 2024 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato un
protocollo d’intesa di valenza triennale con la Guardia di Finanza proseguendo
l’impostazione che nel 2017 l’allora ministra Valeria Fedeli (in quota PD/CGIL)
aveva tracciato in un analogo protocollo.
Oltre a ben mostrare la natura bipartisan della militarizzazione delle scuole,
questi protocolli si mostrano ben attivi e pervasivi degli spazi scolastici. I
protocolli fanno sì che la Guardia di Finanzia entri nelle scuole dalla porta
principale, nella maggior parte dei casi senza passare da nessun organo
collegiale.
Segnaliamo dunque le attività che hanno coinvolto alcune scuole negli ultimi
giorni.
All’Istituto Comprensivo Scianna – Cirincione (Palermo) il 28 gennaio 2025
circa 400 bambini e bambine delle classi IV primaria e 2° media hanno assistito
a lezioni sull’ “evasione fiscale, il contrasto alla contraffazione, la lotta
all’uso di sostanze stupefacenti”, con tanto di presentazione delle unità
cinofile, particolare che sicuramente ha destato ancor di più l’interesse dei
minori. Continuiamo a chiederci: è davvero necessario che ad affrontare questi
temi siano persone in divisa? Si tratta di temi complessi che vanno affrontati
in termini complessi e da chi conosce il lavoro di docente; per quanto ancora
i/le docenti saranno disponibili ad affidare le loro cattedre a chi di scuola
non sa nulla? Per quanto ancora si accetterà supinamente di esporre bambini e
bambine a personale in divisa? Passa anche da qui la militarizzazione della
società da cui la scuola dovrebbe tenersi molto lontana.
Guardia di Finanza in azione anche all’ IPSS Isabella Morra di Matera dove
l’incontro si è svolto nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro con i ragazzi e
le ragazze delle classi quinte; e qui l’intento delle forze dell’ordine diventa
molto più chiaro: “Durante l’incontro sono stati illustrati i compiti della
Guardia di Finanza e i percorsi di accesso al Corpo attraverso i concorsi per
ufficiali, ispettori e finanzieri”. Ecco cosa vengono principalmente a fare: a
reclutare i nostri studenti e le nostre studentesse, ammaliandoli con la
prospettiva di un lavoro sicuro a fronte della precarietà e del lavoro povero
che li aspetta; e intanto si inculcano i valori tipici del militarismo: legge,
regole, sanzioni, amore per la patria e per la divisa.
Il tour della Guardia di Finanza passa anche da Arezzo, all’Istituto di
Istruzione Secondaria Superiore di Sansepolcro dove classi di prima, seconda e
terza il 4 febbraio sono state convogliate ad assistere ad una lezione di
educazione alla legalità economica.
Si tratta dunque di azioni capillari sul territorio nazionale, frutto concreto
dei protocolli di intesa che, a differenza di altri, diventano fortemente
operativi e diffusi. Siamo certi infatti che moltissime altre situazioni di
questo tipo vengono proposte a alunni e alunne di tutto il territorio nazionale.
Ma non c’è solo la Guardia di Finanza, anche la polizia di stato infatti non
perde occasione per incontrare i giovani; ad esempio a Catanzaro nei primi
giorni di febbraio 500 studenti hanno assistito a una conferenza su economia e
legalità tenuta dal direttore della banca BCC di Calabria Ulteriore, dal
questore e dal prefetto di Catanzaro; la sfilata istituzionale si è completata
con il vicepresidente nazionale di un sindacato di polizia, con il sindaco di
Catanzaro, il direttore generale dell’US di Catanzaro e l’assessore regionale
all’ambiente.
Immaginiamo i nostri 500 studenti intenti a sbirciare sui loro telefonini mentre
i bla bla bla di politici e poliziotti… come è possibile anche solo immaginare
di sottoporre dei giovani a una sfilata di parole del genere? Come possono
pensare che queste siano le forme adatte per far arrivare questo genere di
contenuti? Eppure continuano e le scuole si adeguano.
Anche noi come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università continueremo a ribadire che l’esposizione di giovani e giovanissimi
al fascino delle divise non è affatto una cosa normale; continueremo a chiedere
ai docenti italiani di riappropriarsi della loro funzione educativa senza
appaltarla a chi non ha competenze educative e entra nelle nostre scuole con un
progetto ben preciso: diffondere la cultura della difesa nel paese a partire
dalle nostre scuole.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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