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La newsletter di Carteinregola del 20 aprile 2026
Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa) Leggi vai a 15.000 euro di sanzioni a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) ­ Centro Archeologico Monumentale: lo stato dell’arte raccontato in Commissione Giubileo di Paolo Gelsomini Leggi  scultura albero andrea Roggi Humanitas foto ambm 25 7 25 Il “Regolamento del Verde” resta sulla carta: tra motoseghe e potature fuori tempo di Paola Loche Leggi   ­ I rischi dell’espianto degli alberi per i lavori della metro C di Paola Loche Leggi   Metro C e alberi (le risposte dell’Assessora Alfonsi) di Anna Maria Bianchi Leggi Foto AMBM Il condono edilizio a Roma, ovvero una storia infinita di Giancarlo Storto  Leggi -------------------------------------------------------------------------------- I cittadini vincono il ricorso al TAR contro il progetto di uso temporaneo per l’area di Parco Tripoli approvato da Roma Capitale – di Anna Maria Bianchi e Thaya Passarelli Leggi ­ Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia (con una premessa sulla nostra associazione) Leggi ­ Controriforma della Corte dei conti, un altro provvedimento da rivedere di Maria Teresa Pòlito, Presidente aggiunto onorario della Corte dei conti (intervento  tratto dal libro di Carteinregola “Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli”) Leggi ­ Ricordando Bernardo di Enzo Scandurra Leggi  In ricordo di Giorgio Boldini di Giorgio Osti Leggi  Avviso:  i webinar del dossier mobilità sono stati momentaneamente sospesi, riprenderanno con un nuovo format che stiamo elaborando. Intanto si può consultare il dossier Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte”  SEGNALAZIONI Dal 23 al 26 aprile IV edizione della Festa della Resistenza: quattro giornate di cultura, dibattito, partecipazione collettiva, spettacolo e musica. Oltre 100 appuntamenti quasi totalmente a ingresso libero e gratuito fra lectio, presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi eleggendo a sede principale il rinnovato Mattatoio di Testaccio. Il palinsesto di eventi coinvolgerà anche luoghi della memoria e della storia, musei, biblioteche, cinema e teatri in tutta la città. vai al programma  venerdì 8 maggio alle ore 17:00 presso l’Auditorium della Basilica di Santa Croce al Flaminio (via G. Reni 2, Roma) la Consulta per la Tutela del Verde e del Decoro Urbano del Municipio II, in collaborazione con l’Associazione AMUSE presenta il libro “Cronache da un pianeta confuso”.Sarà presente l’autore, Francesco Ferrini, professore di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree presso l’Università di Firenze ROMA CAPITALE RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile presso librerie, musei e biblioteche della città. CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina – Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   CARTEINREGOLA Tutte le nostre iniziative  – Iscriviti alla Newsletter Carteinregola ringrazia chi vorrà sostenere l’attività dell’associazione anche tramite un’erogazione liberale  vai alla pagina con le istruzioni ­ 20 aprile 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
April 20, 2026
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Vicenda 15.000€ di sanzioni a Carteinregola, se ne è parlato nel Consiglio del II Municipio (e sulla stampa)
Al Consiglio del II Municipio il dibattito sulle sanzioni comminate a Carteinregola- la registrazione e un commento, con i ringraziamenti ai consiglieri comunali e municipali Carteinregola a inizio febbraio ha scritto al Sindaco e alle istituzioni capitoline e municipali* segnalando la vicenda delle multe ricevute per affissione abusiva di 17 manifesti, realizzati da anonimi e affissi da anonimi, a cui l’associazione è completamente estranea. La Polizia di Roma Capitale ha individuato Carteinregola come responsabile solo per un comunicato pubblicato sul sito con lo stesso titolo (senza il testo nè tantomeno le grafiche) “Siamo tutti/e sulla stessa strada” dei manifesti affissi a San Lorenzo. Comunicato che Carteinregola ha copiato dalla pagina FB di ANPI San Lorenzo, nel quale si invitavano le istituzioni capitoline, in occasione del Giubileo, a occuparsi delle persone più deboli in emergenza abitativa. Alla nostra lettera hanno risposto alcuni consiglieri del I Municipio (con una mozione poi non approvata per la mancanza del numero legale) e 4 consigliere del II Municipio, che hanno proposto al Consiglio l’ODG n. 25 dal titolo “Espressione di solidarietà e vicinanza istituzionale all’associazione Carta in regola e richiesta di chiarimenti e confronto in merito alle sanzioni comminate per presunte affissioni abusive“; l’ODG era firmato dalla consigliera Barbara Auleta (AVS) Francesca Morpurgo (Roma futura) Elisabetta Galassi (M5S) Marinella Antonia Inguscio (Azione). Anche in questo caso l’ODG non è stato approvato, ma lo riteniamo ugualmente un grande successo. Infatti l’obiettivo principale di Carteinregola era proprio quello che si aprisse un dibattito sul tema, cosa che è assolutamente avvenuta, un dibattito in Consiglio in cui la Presidente dell’associazione è intervenuta aggiungendo particolari all’esposizione della consigliera Auleta, prima firmataria dell’ODG, e rispondendo alle domande dei consiglieri, con la conseguenza, come si evince dalla registrazione (in calce il link), di uno stupore generale per quanto è accaduto. Grande soddisfazione abbiamo avuto anche per gli interventi di molti consiglieri di maggioranza e di tutte le opposizioni, che hanno dichiarato stima e apprezzamento per il lavoro di Carteinregola, manifestando la propria solidarietà. Il motivo della mancata approvazione dell’ODG, poi ritirato dalle firmatarie, è stata la formulazione del testo, che alcuni ritenevano non conforme al compito di un Consiglio municipale. Però il dibattito si è concluso con l’assicurazione, da parte di praticamente tutte le forze politiche, di sottoscrivere un altro ODG a sostegno delle richieste di Carteinregola, essenzialmente quella di un dibattito pubblico e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale sulle interpretazioni normative che possono avere, come in questo caso, gravi ripercussioni su realtà civiche incolpevoli. Rimaniamo quindi in attesa del nuovo ordine del giorno, ringraziando le consigliere promotrici, i consiglieri che hanno espresso la propria solidarietà all’associazione, e i numerosi soci di Carteinregola che si sono recati in aula per presenziare al dibattito. Solidarietà che era già stata da tempo anticipata dalla Presidente del Municipio Del Bello, con una nota inviata a Carteinregola il 25 febbraio 2026 ,che pubblichiamo in calce insieme agli altri messaggi ricevuti da consiglieri capitolini e municipali. Ringraziamo tutti, insieme alla giornalista Laura Martellini per l’articolo sul Corsera Roma del 15 aprile 2026** Carteinregola continuerà a promuovere sempre nuove iniziative per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda e scongiurare i rischi che possono riguardare tanti cittadini e associazioni romane. Carteinregola > vai a 15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di > manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) immagine dalla registrazione (il video si può vedere cliccando sul link) > Vai alla registrazione del Consiglio del II Municipio del 9 aprile 2026 > (Illustrazione ODG di Barbara Auleta (AVS) a 13’30” ca da inizio – Intervento > Anna Maria Bianchi Presidente Carteinregola a circa 25′ da inizio fino a > 36’40”, poi si succedono gli interventi dei consiglieri I MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ Pubblichiamo la nota ricevuta dalla Presidente del II Municipio Del Bello, dalla consigliera Linda Meleo del gruppo capitolino Movimento 5 Stelle 2050 e il comunicato stampa del consigliere Ferdinando Bonessio capogruppo AVS Alla Assemblea Capitolina, che si aggiungono ai messaggi di interessamento e solidarietà dei consiglieri capitolini: Tommaso Amodeo, Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, dei consiglieri municipali Lorenzo Minio Paluello Roma futura I Municipio che insieme a Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri ha promosso una mozione approvata in Commissione Bilancio del I Municipio, ma non dal Consiglio, la consigliera Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio. Hanno inviato  la propria solidarietà anche  il segretario del PD Roma Enzo Foschi  e la portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, oltre a tante realtà civiche, che intendiamo invitare a un’assemblea pubblica. La lettera della Presidente Del Bello del 25 febbraio 2026 Gentile Presidente, cara Annamaria, ho letto con attenzione la vostra missiva del 5 febbraio u.s. e quanto esposto ha destato in me stupore e preoccupazione. Garantisco che farò approfondimenti sulla vicenda, rendendomi sin d’ora disponibile per un dibattito pubblico a salvaguardia di realtà civiche come Carteinregola, da sempre a salvaguardia della cosa pubblica. Confermando la mia stima, resto a disposizione e invio i miei migliori saluti. Francesca Del Bello Gruppo Movimento 5 Stelle 2050 a La Presidente Associazione Carteinregola RQ 4933 del 9/3/2026 Oggetto: vicenda sanzione amministrativa per affissioni abusive – solidarietà e richiesta maggiori informazioni Desidero esprimere, a nome mio e del gruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, la più sincera solidarietà per la vicenda della sanzione amministrativa di 15.000 euro per presunta affissione abusiva che, da quanto si apprende, riguarderebbe manifesti della cui esistenza la stessa associazione dichiarerebbe di non essere stata nemmeno a conoscenza. La storia e l’attività di Carteinregola sono da anni un punto di riferimento nel panorama civico romano: il vostro lavoro di informazione, monitoraggio e stimolo nei confronti delle istituzioni sui temi della trasparenza amministrativa, della partecipazione dei cittadini, dell’urbanistica e della tutela del territorio rappresenta un contributo prezioso per la città di Roma. Proprio per questo motivo la vicenda della sanzione suscita attenzione e preoccupazione e quindi sarebbe utile poter comprendere più nel dettaglio come si siano svolti i fatti, quali siano le contestazioni mosse e in che modo si sia arrivati all’attribuzione di questa responsabilità all’associazione. Ritengo importante fare piena chiarezza su quanto accaduto, anche per evitare che iniziative civiche e associative, che rappresentano una ricchezza per la nostra Città, possano trovarsi esposte a situazioni analoghe senza un adeguato contraddittorio Nel rinnovare la mia vicinanza e stima per il lavoro che da anni portate avanti con competenza e spiritocivico, resto in attesa di eventuali ulteriori elementi utili a comprendere meglio la vicenda e a valutarepossibili iniziative nelle sedi istituzionali. Cordialità. Linda Meleo La lettera è stata anche diffusa come comunicato stampa ripreso da varie agenzie tra le quali Agenparl 11 3 2026 ROMA. BONESSIO (EV-AVS): SANZIONE IMMOTIVATA CONTRO ‘CARTEINREGOLA’ (DIRE) Roma, 11 mar. – “È grave e inaccettabile la sanzione di oltre 15mila euro comminata all’associazione Carteinregola per presunte affissioni abusive a San Lorenzo, basata su un collegamento del tutto indiretto con un post online sull’emergenza abitativa. Un provvedimento sproporzionato e fondato su presupposti tutt’altro che chiari”. Così in una nota Nando BONESSIO, capogruppo EV – Alleanza Verdi Sinistra in Assemblea Capitolina. “La stessa associazione ha sempre dichiarato e comprovato la propria estraneità alle affissioni contestate e la vicenda è ora all’esame del Giudice di Pace, che si pronuncerà nel febbraio 2027. Chiunque potrebbe recuperare su internet il testo prodotto da un’associazione e poi usarlo per realizzare e affiggere manifesti abusivi: ma questo non vuol dire che l’associazione sia responsabile o correa. Nel frattempo, Carteinregola ha scritto al Sindaco, ai consiglieri capitolini e municipali per evidenziare le criticità di un accertamento che appare privo di adeguati riscontri. Esprimo piena solidarietà a Carteinregola. Episodi come questo rischiano di colpire e scoraggiare il lavoro delle associazioni civiche e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Difendere la libertà di espressione e il ruolo della società civile significa anche evitare provvedimenti punitivi non adeguatamente fondati. Mi auguro che venga fatta rapidamente chiarezza e che si riconosca il valore del lavoro che Carteinregola svolge da anni accanto alle istituzioni per promuovere partecipazione, trasparenza e diritti nella nostra città”. (Com/Buc/ Dire) 14:52 11-03-26 NNNN Per osservazioni e precisazioni scrivere a : laboratoriocarteinregola@gmail.com 18 aprile 2026 -------------------------------------------------------------------------------- NOTE (*)La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026 Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli Presidente  Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi – E pc Mario De Sclavis Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città Roma, 5 febbraio 2026 L’Associazione Carteinregola comunica di essere  vittima di  una grande  ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui l’associazione non solo è completamente estranea,  ma di cui non era nemmeno a conoscenza. La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di  17 “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi  il 12 febbraio 2025dalla Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che  non presentavano alcuna firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il ricevimento delle sanzioni, non solo non erano  stati affissi,  ma non erano  stati né ideati, né realizzati, né stampati e   nemmeno  riprodotti sul sito di Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né diretto né indiretto all’associazione. Trattandosi di una situazione davvero  paradossale, eravamo convinti che si fosse chiarito  l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe rapidamente risolta con il  ricorso al prefetto. Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto  17 ordinanze/ingiunzioni al pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la  Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che riteniamo totalmente incongrue,  e abbiamo quindi dovuto   avanzare opposizione davanti al giudice di pace. Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per  la nostra associazione, che ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio nome, ma non solo:  fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].   Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare  a conseguenze imprevedibili, in quanto  chiunque intendesse colpire l’ impegno in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche molto specifici – potrebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente  con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode. Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/ sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione. Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,   ottenendo  una sentenza  che riconosca la totale estraneità dell’Associazione Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i  documenti e le informazioni relative a quanto riportato [1] vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/ https://www.carteinregola.it/non-votare-chi-sporca-la-citta-con-manifesti-abusivi/embed/#?secret=9g72pOf2wM#?secret=QMMd2spp2M (**) Vai all’articolo del Corriere della Sera Roma del 15 aprile 2026: All’Associazione “Carteinregola” 15 mila euro di multa per manifesti abusivi: “ma non li abbiamo afffissi noi” di Laura Martellini
April 18, 2026
carteinregola
Rilanciamo una richiesta della Comunità Territoriale di Rebibbia  (con una premessa sulla nostra associazione)
Foto da FB Comunità Territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi PREMESSA L’associazione Carteinregola è diventata un punto di riferimento per tanti cittadini e tante realtà del territorio non solo di Roma. Da più di 13 anni lavoriamo, da un lato, per informare i cittadini di tanti processi in atto – trasformazioni urbane, destinazioni del patrimonio pubblico, proposte normative che riguardano leggi nazionali e regionali o delibere comunali e municipali e molto altro – dall’altro, per far conoscere le vertenze di tante realtà che fanno parte della nostra rete – anche se, lo ricordiamo, Carteinregola non è un coordinamento nè un’associazione di associazioni – ma anche di tanti comitati che ci inviano segnalazioni che riteniamo abbiamo diritto di essere conosciute, ascoltate e magari ricevere risposte dalle istituzioni. Però, come abbiamo raccontato, mesi fa abbiamo ricevuto 17 sanzioni della Polizia di Roma Capitale (1) che hanno raggiunto la cifra di 15.000 euro, per affissioni abusive di manifesti di cui non conoscevamo nemmeno l’esistenza, solo per aver pubblicato sul nostro sito un comunicato della Rete di Quartiere San Lorenzo che era stato pubblicato su Facebook da ANPI San Lorenzo, e che aveva lo stesso titolo (solo il titolo!) dei manifesti stampati e affissi da ignoti. Questo forse dovrebbe indurci a non pubblicare più nulla che non sia prodotto dalla nostra associazione, e a non rilanciare iniziative di altri, per non correre il rischio che possa succedere la stessa cosa – un  anonimo che affigge manifesti in qualche modo collegati al comunicato pubblicato – e di ricevere nuovamente multe salatissime per fatti di cui non abbiamo alcuna responsabilità. Ma non vogliamo che quella incresciosa vicenda ci intimorisca e ci spinga a ridurre il nostro impegno nel farci portatori delle tante criticità e contraddizioni di questa nostra città, dove continua a esistere una grande distanza tra centro e periferie, tra le richieste di chi invoca il decoro e quelle di chi non ha casa, servizi sanitari, collegamenti di trasporto pubblico, prospettive di lavoro e di vita. Per questo rilanciamo il comunicato ricevuto dalla Comunità territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi (2) che – lo specifichiamo – non fa parte della nostra rete e non comprende nostri soci, ma che fa richieste che ci sembrano giuste e ragionevoli, in linea con le ripetute richieste di Carteinregola affinchè quelle serie infinite di negozi chiusi e inutilizzati in palazzi pubblici nelle tante periferie romane fossero destinate a rilanciare l’occupazione e gli spazi sociali dei quartieri (3). Continuiamo quindi nel compito faticoso – e, abbiamo visto, anche rischioso – che ci siamo dati. Anna Maria Bianchi Missaglia Riceviamo dalla Comunità territoriale dei quartieri di Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal de’ Pazzi(2) e pubblichiamo: IL COMUNICATO DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE : CHIUSI DA TANTO, TROPPO TEMPO. Nella giornata di ieri [1 aprile NDR] abbiamo fatto ufficialmente richiesta al Comune di Roma per l’utilizzo di una parte dei negozietti abbandonati in via Giovanni Palombini 15. Dopo la riapertura di Villa Tiburtina e oltre 3000 firme raccolte, è arrivato il momento di far vivere quegli spazi. Non un semplice progetto, ma un sogno concreto: sportelli, aule didattiche, co-working, aula studio, laboratori e tanto altro. Ma anche servizi consultoriali, collaborazioni con il Museo di Casal De’ Pazzi e al ASL Roma 2, centro di raccordo del tavolo interistituzionale sulle politiche socio-sanitarie. In una parola: una casa di quartiere, in continua evoluzione. Un luogo di incontro e condivisione per giovani, famiglie, persone fragili, nuovi abitanti e vecchi residenti. A misura delle 25–30 mila persone che vivono tra Rebibbia, Ponte Mammolo e Casal de’ Pazzi. Basta abbandono: questi locali possono tornare a essere un cuore pulsante, al fianco delle due attività commerciali che hanno resistito in tutti questi anni. Riapriamo i negozietti insieme e ridiamo futuro al quartiere! LA PETIZIONE DELLA COMUNITA’ TERRITORIALE REBIBBIA-PONTE MAMMOLO- CASAL DE’PAZZI  Link per firmare https://chng.it/WwQwVqYp7W (4) Per osservazioni e precisazioni sull’articolo di Carteinregola e sulla pubblicazione del testo della Comunità Territoriale di Rebibbia scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 7 aprile 2026 NOTE (1) vedi 15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti) 26 marzo 2026 (2) la Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi  è composta da: Casale Alba 2, Comitato di Quartiere Mammut, Riapriamo Villa Tiburtina – Sportello socio-sanitario Mammut, Csoa La Torre, Associazione La Chiocciolina ODV, CdQ Kant-Nomentana, Rete Studenti Roma Est, Insieme per l’Aniene Onlus, Centro Anziani Ponte Mammolo, Museo di Casal De’ Pazzi, Comitato di Quartiere Rebibbia, Red Foxes, Nuova Generazione Natura a.p.s., Azzurra 86 A.s.d.p. , Roma NoProfit, Donne De Borgata, Scuola Palenco – Movimento per il diritto all’Abitare Vedi pagina FB Comunità territoriale Rebibbia-Ponte Mammolo-Casal De’ Pazzi  https://www.facebook.com/profile.php?id=61574119710356 Informazioni di contatto +39 389 431 4738 comunitaterritoriale00156@gmail.com (3) La Proposta si inserisce in una battaglia di Carteinregola che va avanti da anni affinchè i tanti locali di proprietà pubblica che giacciono abbandonati nelle periferie siano messi a disposizione delle tante realtà che si impegnano nel sociale, o anche dei cittadini di buona volontà, che vogliono riaprire spazi per attività anche commerciali che restituiscano vita e socialità alla comunità. Per questo nelle osservazioni alla Delibera adottata delle modifiche delle norme tecniche del Piano regolatore  abbiamo inserito questa proposta: Titolo I Capo 4° Criteri e modalità di perequazione Art.21 bis Edifici abbandonati e degradati        (comma 1. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le aree e gli edifici, indipendentemente dalla destinazione funzionale, individuati sulla base di verbali redatti dalle autorità preposte e approvati con apposito provvedimento della Giunta Capitolina previa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli interessati. Si considerano abbandonati e/o degradati gli edifici dismessi da più di 3 anni alla data di adozione della presente norma ovvero danneggiati da eventi imprevisti (crollo, incendio, ecc) che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità o l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana a causa di uno o più dei seguenti aspetti: salute, sicurezza idraulica, problemi strutturali che ne pregiudicano la sicurezza, inquinamento, degrado ambientale, urbanistico-edilizio e sociale.)   OSSERVAZIONE Aggiungere comma 1bis:  I locali commerciali di proprietà comunale  posti al piano terra e dismessi da più di 3 anni alla data di adozione della presente norma, sono messi a bando per finalità  sociali, start up giovanili,  iniziative di imprenditoria femminile o di categorie protette, con canone abbattuto come da Regolamento sull’utilizzo dei beni immobili di Roma Capitale per finalità di interesse generale Art. 20   MOTIVAZIONE: La riapertura di attività artigianali e di commercio di prossimità è di fondamentale importanza per la creazione di opportunità di lavoro e per la vivibilità, accessibilità e sicurezza dei quartieri in maggiore difficoltà, anche in omaggio alla politica capitolina della “Città dei quindici minuti”. (4) Avevamo già rilanciato la petizione un anno fa nell’articolo del 13 aprile 2025 Riapriamo i negozietti abbandonati di via Palombini 15: casa di quartiere e consultorio! https://www.carteinregola.it/riapriamo-i-negozietti-abbandonati-di-via-palombini-15-casa-di-quartiere-e-consultorio/
April 7, 2026
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In ricordo di Giorgio Boldini
Abbiamo saputo solo pochi giorni fa con grande dispiacere che il 2 gennaio scorso è mancato il nostro socio Giorgio Boldini. Pubblichiamo un ricordo di Giorgio Osti, a cui ci uniamo nelle condoglianze a chi gli era vicino e ne apprezzava l’impegno. C’è da restare sconfortati dal vacuo chiacchericcio social in cui siamo immersi e sommersi ogni giorno, quando vediamo l’assenza di una funzione comunicativa preziosa come in questa circostanza. Ci son voluti tre mesi per apprendere la scomparsa di Giorgio. Persona mite e riservata, aveva fatto forza a se stesso combattendo una strenua battaglia per portare all’approvazione la legge n. 10/2013 sullo Sviluppo degli Spazi Verdi urbani, alla cui redazione aveva molto contribuito, insieme a Vittorio Emiliani. Entrambi erano stati poi criticati da qualche smemorato perdigiorno per essere stati nominati dal MATTM nel Comitato per lo sviluppo del Verde Pubblico istituito in forza della stessa L. 10/2013. Si rimproverava loro di non essere “tecnici del verde” in senso stretto. Ma chi, se non loro, aveva testardamente lavorato, fin dal primo momento, per far conoscere i rilevanti obiettivi che quella stessa legge proponeva a cittadini e ad amministrazioni pubbliche? Tutela delle aree urbane “monumentali” pubbliche; sviluppo delle infrastrutture urbane, pubbliche e private, per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici; affermazione del concetto di vivibilità delle aree urbane a fronte del degrado ambientale e dell’inquinamento. Sono i temi da loro più frequentemente richiamati e tutti terribilmente attuali nelle vicende di questi giorni. Partecipò con discrezione e assiduità ai molti incontri di preparazione del nostro Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano di Roma Capitale (Assessore: Marino, Montanari e Fiorini), contribuendo espressamente alla stesura dell’art. 23 – Verde architettonico e dell’Allegato 6 – Verde architettonico e di Pertinenza, temi che ha curato per lungo tempo nell’ambito della sua attività professionale (https://www.wehelpgreen.it/). Abbiamo il rammarico di non essere riusciti a promuovere degnamente la diffusione delle infrastrutture verdi urbane da lui caldeggiata, soprattutto l’inverdimento delle superfici, cioè non solo di tetti e terrazze, ma anche di pareti, muretti e recinzioni. Coperture verdi “leggere”, niente a che vedere coi boschi verticali delle archistar. Gli avevamo chiesto di pazientare, perché avremmo lanciato tutti insieme una campagna ad hoc di sensibilizzazione pubblica, non appena avessimo stabilito un dialogante rapporto con l’Amministrazione capitolina. Ma dopo oltre 4 anni, vedete bene a che punto siamo. Onore a Giorgio Boldini! Giorgio Osti Per osservazioni e precisaazioni scrivere a: laboraatoriocarteinregola@gmail.com 2 aprile 2026
April 2, 2026
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La newsletter di Carteinregola del 29 marzo 2026
REFERENDUM Abbiamo salvato la Costituzione, ora continuiamo nell’impegno per attuarla Leggi  Il Comunicato congiunto dei 4 comitati del NO per il voto fuori sede e per risorse alla giustizia  Leggi  Gli altri interventi normativi sul diritto penale – di Stefano Pesci Leggi  Vai a Riforma costituzionale della magistratura cronologia materiali ­ -------------------------------------------------------------------------------- L’altra riforma costituzionale (di cui non si parla) Il DDL della riforma di Roma Capitale approvato dalla Commissione Affari Costituzionali approda alla Camera la Riforma costituzionale su Roma Capitale Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Modifiche alle NTA del PRG, a che punto siamo (con un intervento dell’Assessore Veloccia)la trascrizione dell’intervento dell’Assessore Veloccia al convegno di AVS del 18 febbraio scorso sulle modifiche alle Norme Tecniche,  con un commento su alcuni ripensamenti annunciati  dall’Assessore.Leggi -------------------------------------------------------------------------------- Dente Cariato”, la prova del nove dell’Amministrazione Gualtieri L’Assemblea del Polo Civico Esquilino e le risposte dell’Assessore al patrimonio Zevi Leggi  -------------------------------------------------------------------------------- Metro C: il progetto raccontato alle Commissioni del I Municipio (e una richiesta di Carteinregola alle istituzioni) La registrazione della riunione delle Commissioni municipali ccn la Presentazione progetto metro C tratta T2 da Venezia a Mazzini/Clodio e T1 Mazzini/Clodio – Farnesina.Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Navi da crociera a Fiumicino insostenibili secondo Fodor’s Travel Nella “No Travel List” 2026, la lista dei viaggi da evitare, dell’autorevole guida statunitense del turismo mondiale, c’è anche il progetto del Porto turistico crocieristico di Fiumicino Isola Sacra  Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Niscemi ben rappresenta la prima parte di una trilogia della catastrofe – di Roberto De Marco Fare prevenzione significa rispettare le rigide esigenze della gestione e manutenzione. Significa quindi anche la tutela dei lavoratori e degli utenti. Insomma, la prevenzione merita l’elogio ma costa molto e non solo in termini economici Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Quartieri al buio: Cittadinanzattiva Lazio lancia un sondaggio Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- SEGNALAZIONI Lunedì  30 marzo 2026 ore 19:00, fondazione Opera Lucifero, Cappella  Orsini via di Grotta Pinta 21- Roma amoR (Bene Comune chi sei?) Dibattiti-salotto per immaginare una  Roma più giusta,viva e condivisa a cura  di Roberto Lucifero D’Aprigliano e Lorenzo Minio Paluello – con Anna Maria Bianchi presidente Carteinregola, Paolo Gelsomini presidente Progetto Celio, Daniela Patti presidente Eutropian,  Anna Uttaro,  Urban Learning specialist Mercoledì 1 aprile, ore 14,30 ROMA, IL VALORE DEL FERRO – Seminario sulle reti di trasportorapido di massa e l’integrazione con le trasformazioni urbane Metropolitano – Urban Center – Viale Manzoni, 34 RomaIncontro organizzato dall’ AIIT (Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti), CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e Diario Diac -Infrastrutture e Trasporti.Intervengono: Paolo Aielli, Emma Amiconi, Pier Paolo Balbo, Umberto Cao, Claudio Cipollini,Giovanni Costa, Enrico Dolfi, Fabrizio Ghera, Umberto Lebruto,Giovanni Mantovani, Eugenio Patanè, Maurizio Rotondo, Giorgio Santilli,Vittorio Sebastiani, Gianpiero Strisciuglio, Michele Talia, Walter Tocci,Maurizio Veloccia. Mercoledì 1 aprile ore 18:45, via Galilei 53 sede di CSV Le parole per fare pace – Partecipazione e Comunità a cura del Polo dell’Esquilino per l’innovazione sociale e CSV Lazio Centro Servizi per il Volontariato ETS Approfondiamo la parola Partecipazione- La Pace ha bisogno di testa e  di gambe, solo così possiamo entrare nella storia ed abitarla con passione e competenza, realismo, capacità di guardare il futuro. Introducono Mons.Francesco Pesce, Direttore Ufficio per la Pastorale Sociale – Diocesi di Roma – Olivero Bettinelli  vice  direttore Ufficio per la Pastorale Sociale. Intervengono Carlo Cellamare, Università La Sapienza di Roma Laboratorio Studi Urbani territori dell’abitare – Riccardo Troisi Università Tor vergata Next Nuova economia – coordina Monica De Sisto, giornalista economista Fairwatch Sabato 11 aprile ore 9:30 – 13 Seconda conferenza Urbanistica Civica Ex Mercati Generali: rotto il patto con i cittadini – speculazione finanziaria VS urbanistica- Dov’è l’interesse pubblico?  al Caffè Letterario via Ostiense 95 organizzato dal Comitato civico per la tutela dell’area degli Ex Mercati -partecipa Carteinregola (vai alla pagina FB del comitato) *  *  * RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile dal febbraio 2026 presso librerie, musei e biblioteche della città. Dove trovarla:Librerie: Varie librerie di Roma, incluse le Feltrinelli di Largo Argentina.Musei: Nei principali musei cittadini.Biblioteche: Nelle biblioteche comunali di Roma. Online: È possibile consultare i contenuti anche sul sito ufficiale culture.roma.it CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Carteinregola – tutte le nostre iniziative Iscriviti alla Newsletter Associazione CARTEinREGOLA www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.it Cell. 3356930035 carteinregola@casellapec.com  29 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 29, 2026
carteinregola
15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti)
Ci si può trovare, per aver copiato  sul proprio sito un breve testo che invita la politica a occuparsi, per il Giubileo della Chiesa Cattolica, di chi non ha casa, a dover pagare multe  per più di 15.000 euro? Pubblichiamo la ricostruzione della vicenda accaduta a Carteinregola con tutti i documenti e gli atti , a partire da una sentenza della Cassazione del 2012 che riguarda affissioni abusive, citata incongruamente dalla Polizia di Roma Capitale nel procedimento che ci riguarda. Una sentenza di condanna di un partito politico, proprietario dei manifesti e naturale beneficiario della propaganda diffusa fuori dagli spazi autorizzati. Mentre la nostra associazione, completamente estranea alla ideazione, alla proprietà e all’affissione di manifesti del tutto anonimi, di cui ignorava persino l’esistenza, non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dalle affissioni abusive. Ma la vicenda in realtà non riguarda solo Carteinregola, dato che potrebbero trovarsi nella stessa situazione tante altre realtà civiche impegnate nei territori, che come noi potrebbero essere accusate di affissione abusiva a loro insaputa. > «Con l’inizio del Giubileo, le grandi contraddizioni di Roma diventano ancora > più evidenti, soprattutto per quanto riguarda il problema delle case. Si > nasconde tutto ciò che non si vuole far vedere a turisti e pellegrini. Ma il > Giubileo è solo l’ultimo capitolo di un processo che da sempre sfrutta la > ricchezza immobiliare e turistica di Roma, spesso a nostro danno. > Siamo tuttə sulla stessa strada perché sempre più persone non hanno una casa: > senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə > ancora. > La casa in questo quartiere è diventata un lusso. > Pensiamo che il problema di chi vive per strada non possa essere affrontato > solo come un’emergenza, come con lo sgombero di Castro Pretorio o con la > tensostruttura a Porta San Lorenzo. Poche decine di posti letto infatti non > risolvono i bisogni delle centinaia di persone che si trovano tra la Stazione > Termini e il nostro quartiere. > E poi? Che ne sarà di queste persone e della tensostruttura quando il Giubileo > sarà finito? > La Politica deve prendersi la responsabilità di pianificare risorse e > strategie concrete per rispondere a tutte le richieste di aiuto che rimangono > ignorate. Non possiamo accettare il continuo rimpallo di responsabilità tra > Municipio, Comune e Governo, che non ascoltano chi lotta per il diritto alla > casa e ai servizi. > Un altro problema è il mercato degli affitti, lasciato senza regole e dominato > da multinazionali e piattaforme che fanno salire i prezzi e riducono le case > disponibili. > Noi, abitanti di San Lorenzo, non accettiamo che il nostro quartiere e la > nostra città diventino terreno di conquista per fondi immobiliari e > piattaforme. > Vogliamo servizi per tuttə, compresi quelli che oggi sono lasciatə ai margini > della società» Questo il testo del comunicato, a  firma «Rete di quartiere San Lorenzo»,   pubblicato dal profilo Facebook di ANPI San Lorenzo il 29 dicembre 2024 corredato da varie grafiche colorate.  Tale testo è stato pubblicato dall’Associazione Carteinregola sul suo sito il 2 gennaio 2025,  con il titolo  SIAMO TUTTƎ SULLA STESSA STRADA, senza riprodurre le grafiche, ma aggiungendo una premessa per motivare  la pubblicazione sul sito di un contenuto non prodotto direttamente da Carteinregola: > Pubblichiamo un comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo, di cui fanno > parte nostri soci e comitati della nostra rete, che si batte per una città a > misura di persone, di tutte le persone, chiedendo soluzioni strutturali per > quella che continua a chiamarsi impropriamente “emergenza abitativa” , ma che > è una condizione sempre più radicata e generalizzata che riguarda migliaia di > abitanti della Capitale. Alcuni soci di Carteinregola fanno parte sia della rete di Quartiere San Lorenzo (che non fa parte della Rete di Carteinregola) sia di ANPI San Lorenzo In calce all’articolo, come in calce a ognuno delle migliaia di articoli e pagine pubblicate sul nostro sito, per poter ricevere segnalazioni di inesattezze o errori era stata inserita la frase :  «per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com» Il 12 febbraio 2025, un mese e mezzo dopo la pubblicazione sul sito, due appartenenti al corpo di Polizia di Roma Capitale hanno accertato l’affissione abusiva di 17 manifesti, su cui erano stampate le citate grafiche, affissione rilevata per tutti alla stessa ora, le 11:30,  in due luoghi del Quartiere San Lorenzo di Roma: Piazza dell’Immacolata/Via degli Aurunci (14 manifesti) e Via dei Sabelli (3 manifesti) Come abbiamo appreso dopo il ricevimento dei verbali, i manifesti non recavano alcuna indicazione della tipografia presso cui erano stati stampati, né nomi, loghi o simboli che permettessero di individuarne gli autori, e non recavano neanche il testo del comunicato da noi pubblicato, con cui avevano in comune solo il titolo ( il verbale tipo dei 17 recapitati all’associazione) Il 26 maggio 2025 Anna Maria Bianchi, Presidente dell’Associazione Carteinregola di Roma, ha ricevuto 17 verbali di violazione del Codice della Strada, ciascuno con una sanzione di 316,40 € (se corrisposta entro 5 giorni) o di 445€ (se corrisposta entro 60 giorni) che si riferivano all’affissione abusiva di “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti”. Il 28 maggio 2025 la Presidente e il segretario dell’associazione hanno avuto un colloquio con i verbalizzanti presso il Gruppo Sapienza della Polizia di Roma Capitale, nel corso del quale  hanno appreso le circostanze delle sanzioni, che erano state comminate a Carteinregola in quanto era stato trovato sul sito dell’associazione il comunicato con lo stesso titolo dei manifesti affissi abusivamente. Presidente e Segretario hanno  subito spiegato la totale estraneità di Carteinregola alle affissioni di manifesti che non erano  stati ideati, né erano  di proprietà, né tantomeno erano stati affissi dall’associazione. Nel colloquio, i verbalizzanti hanno  mostrato lo screeenshot del sito di Carteinregola con l’articolo del comunicato e le foto dei manifesti affissi a San Lorenzo, da cui risultava  evidente che si trattava  di grafiche non presenti sul sito di Carteinregola, e che con il comunicato pubblicato aveva  in comune con i manifesti  SOLO IL TITOLO, visto che le grafiche/manifesti recavano ciascuno un testo diverso,  ricostruzioni di  storie immaginarie di persone in emergenza abitativa sopra: in BN le immagini delle affissioni abusive scattate dalla Polizia di Roma Capitale, a colori le grafiche presenti su diversi profili FB NON presenti nè sul sito nè sui profili social (FB e altri) di Carteinregola -------------------------------------------------------------------------------- Il  colloquio si era concluso apparentemente con un chiarimento dell’equivoco e l’invito da parte dei verbalizzanti a promuovere ricorso presso il Prefetto. Ricorso che è stato inviato il 4 giugno 2025. Il 21 ottobre 2025 sono giunte alla Presidente dell’Associazione le 17 sanzioni, maggiorate, raggiungendo la cifra di  888, 50 euro ciascuna, per un totale di circa 15.000 euro. (l’ingiunzione del Prefetto identica per ognuna delle 17 sanzioni) La Prefettura aveva infatti  bocciato il ricorso sulla base delle controdeduzioni della Polizia di Roma Capitale,  che a fine luglio/inizio agosto 2025 aveva  argomentato, con lo stesso testo per ciascuna sanzione,  la «conferma di quanto a suo tempo redatto». -------------------------------------------------------------------------------- LE MOTIVAZIONI DELLE CONTRODEDUZIONI DELLA POLIZIA LOCALE APPAIONO INCONGRUE PER VARI MOTIVI. Sotto: le controdeduzioni inviate al Prefetto dalla Polizia di Roma Capitale (identiche per i 17 ricorsi contro le 17 sanzioni) Nelle controdeduzioni infatti si sostiene che  anche se la Presidente di Carteinregola non è la materiale esecutrice delle affissioni abusive, è chiamata a risponderne,  citando – a sproposito – una sentenza della Cassazione del 2012 (che si riporta integralmente in calce*): “È tenuto al pagamento della sanzione in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda,tenuto conto che la legge individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e  nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l’interesse, ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della solidarietà del proprietario con l’autore della violazione, indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso materialmente la violazione“. Carteinregola non è il proprietario dei manifesti, e nemmeno un partito politico che fa propaganda, e non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dall’affissione dei manifesti,  che non recavano alcun simbolo o logo dell’associazione e che recavano testi che non avevano nulla a che fare con l’associazione e la sua attività. Appare altrettanto incongrua  la motivazione  che si riferisce a presunte responsabilità della Presidente dell’Associazione riguardo l’operato dei propri soci: in primis, laddove si riporta che la Corte aveva confermato un decisione del giudice di pace , con la quale si era ritenuto che «il partito politico che aveva proposto opposizione… fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva  dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l’abusiva affissione di detti manifesti».  Appare evidente che i dirigenti o responsabili di un partito possano essere chiamati a rispondere delle affissioni di manifesti stampati dal proprio partito, in quanto in condizione di dare precise indicazioni agli incaricati delle affissioni o ai propri militanti, mentre la presidente di un’associazione non possa  rispondere della stampa e dell’affissione abusiva di manifesti  che non sono stati né ideati, né realizzati, né diffusi, né stampati,  né firmati, né acquistati dalla Associazione di cui è responsabile. Ma nelle controdeduzioni della Polizia locale ci sono anche altre  motivazioni a nostro avviso incongrue: Si  parla  di «organizzazione che promuoveva la manifestazione», ma non è stata indetta alcuna manifestazione, e come abbiamo visto, neanche sui manifesti era pubblicizzato alcun evento o manifestazione, ma si invocava solo maggiore attenzione per le persone in emergenza abitativa. Si  parla di «comunicato emesso su Facebook» da Carteinregola , ma, come abbiamo visto, Carteinregola non ha emesso alcun comunicato, ma solo ripodotto il comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo pubblicato da ANPI San Lorenzo, né ha pubblicato il comunicato su Facebook, ma solo sul proprio sito e ha pubblicato solo un testo, senza le grafiche poi riprodotte sui manifesti Si ammette che l’associazione sia «estranea alla stampa e all’affissione dei  manifesti» ma  si ribadisce la promozione di un fantomatico  «evento»,  che in quanto «promosso dai soci» comporterebbe che  il Presidente dell’associazione  sia   “responsabile di tutto quello che accade nell’associazione a livello civile penale ed economico ed è obbligato in solido con l’autore della violazione”. Ma Carteinregola ha attribuito a propri soci solo il comunicato copiato da Facebook,  non certo la stampa e l’affissione dei manifesti, con cui non esiste alcun collegamento, visto che i manifesti non sono firmati e  che chiunque avrebbe potuto scaricare le grafiche dai social (presenti da giorni prima della pubblicazione del comunicato sul nostro sito), stamparle e affiggerle abusivamente. In ogni caso è evidente che l’associazione non può rispondere di azioni e violazioni ad opera di altri soggetti promosse a sua insaputa, a maggior ragione se non riguardano, come in questo caso,  attività dell’associazione Carteinregola ha quindi avanzato ricorso presso il giudice di pace il 19  novembre 2025, con un consistente esborso, già solo   per le spese legali, per un’associazione che ha  come unico introito la quota di iscrizione dei propri  120 soci di  20€ l’anno.  L’udienza è stata fissata il 15 marzo 2027 In ogni caso, riteniamo che non possano essere considerati responsabili delle affissioni abusive né ANPI San Lorenzo, né gli autori del comunicato o chiunque abbia  rilanciato il comunicato e le grafiche sulle proprie pagine Facebook. L’affissione cartacea è cosa ben diversa dalla pubblicazione virtuale sui social e, come detto, chiunque poteva stampare le grafiche e affiggerle a insaputa degli autori del comunicato, trattandosi di manifesti anonimi. Inoltre, essendo appunto manifesti anonimi e non trattandosi della pubblicità di alcuna iniziativa, come Carteinregola,  nemmeno ANPI San Lorenzo né altri potevano ricavare alcun vantaggio dalle affissioni. A meno che si voglia indicare come “beneficiari delle affissioni” e quindi corresponsabili degli abusi coloro che il testo del comunicato e delle grafiche intendevano tutelare : «senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə ancora». Per questi motivi il 5 febbraio 2026 Carteinregola ha scritto  una lettera al Sindaco  Gualtieri (in calce**), alla Presidente e ai Consiglieri dell’Assemblea Capitolina, ai Presidenti dei Municipi e per conoscenza al Comandante  del Corpo di Polizia Municipale. Nella lettera manifestavamo la preoccupazione, oltre che per il nostro caso specifico,  per le conseguenze che tale precedente potrebbe avere per tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, e le sentenze richiamate in modo abnorme, potrebbero infatti offrire a chiunque la possibilità di colpire l’ impegno dei cittadini in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in conflitto  con interessi privati anche molto specifici. Con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode,  basterebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni le locandine che pubblicizzano eventi promossi dalle associazioni e affiggerle abusivamente  per causare danni economici assai consistenti a realtà civiche come la nostra. Nella lettera abbiamo fatto un esempio concreto e recente di tale rischio: «Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dai siti dei comitati aderenti sono scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione». (foto AMBM) La nostra lettera si concludeva con la richiesta  al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventasse  oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. A oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta dal Sindaco, né dalla maggioranza dei destinatari della nostra lettera (***). In tempi di «decreti sicurezza» che comprimono la libertà di espressione e di manifestazione, sembra incredibile che proprio nella Capitale, guidata da un Sindaco che appartiene a una forza politica che osteggia le misure governative, si possa consumare una simile vicenda. Noi continueremo a impegnarci per portarla a conoscenza dell’opinione pubblica, perchè siamo convinti che non riguardi solo la nostra associazione, ma tante altre realtà che esercitano il proprio diritto di critica nel rispetto delle regole. Associazione Carteinregola Post scriptum: Teniamo a sottolineare che riteniamo particolarmente offensivo che la nostra associazione venga accusata di affissioni abusive, visto che il rispetto delle  Regole è sempre stato al centro della nostra identità, addirittura nel nome, e anche relativamente  alle affissioni abusive:  ad esempio quando  abbiamo promosso  (fin dal 2016) la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e quando abbiamo sottoscritto  la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca” vai alla pagina con la registrazione della Conferenza stampa dell’11 marzo 2026 26 marzo 2026 PER OSSERVAZIONI E PRECISAZIONI scrivere a: laboraatoriocarteinregola@gmail.com NOTE (*)8. Sentenza Cassazione 1040/2012– motivi della decisione Svolgimento del processo – Motivi della decisione 1. Con sentenza n. 7905 del 2006 il Giudice di pace di Roma, decidendo sull’opposizione proposta dalla Federazione di Roma del Partito della Rifondazione Comunista avverso l’ordinanza-ingiunzione n. 27 del 2005 emessa dalla Prefettura di Roma in relazione all’accertamento di violazioni amministrative in materia di affissioni abusiva di manifesti, la rigettava. A sostegno della decisione il suddetto giudice rilevava che, quanto all’omessa audizione, la P.A. opposta aveva prodotto il relativo avviso di convocazione e che, con riferimento al merito, la modifica apportata alla Legge finanziaria del 2005, atteneva solo fi all’affissione abusiva di manifesti a contenuto politico avvenuta in periodo elettorale, considerando, in ogni caso, che la ricorrente non aveva dato prova dell’insussistenza della i sua responsabilità. Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione Federazione di Roma del Partito della Rifondazione Comunista basato su tre motivi, avverso il quale l’intimato Ufficio territoriale del Governo di Roma si è costituito con controricorso. Il collegio ha deliberato l’adozione della motivazione della sentenza in forma semplificata. 2. Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., con riferimento all’omessa pronuncia, da parte del giudice di merito, sulla doglianza relativa alla prospettata esclusione della responsabilità solidale di essa ricorrente, dovendo rispondere dell’illecito amministrativo il solo esecutore materiale dell’affissione abusiva. 2.1. Con il secondo motivo la ricorrente ha denunciato la supposta violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 6 sul presupposto che, nella specie, non sarebbe stata configurabile la responsabilità solidale di essa ricorrente non emergendo che l’attività illecita fosse stata posta in essere nel suo interesse. 2.2. Con il terzo motivo la ricorrente ha censurato la sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1, comma 481, della cd. Legge Finanziaria 2005 (che aveva introdotto il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 23, comma 13 quinquies), nella parte in cui escludeva, in ogni caso, la responsabilità solidale dei committenti dell’affissione di manifesti relativi ad attività politiche da chiunque realizzate. 3. Il primo e terzo motivo, che possono essere esaminati congiuntamente perchè strettamente connessi, sono infondati e devono, pertanto, essere rigettati. In primo luogo il collegio rileva l’insussistenza della supposta violazione dell’art. 112 c.p.c.. Infatti, il giudice di pace di Roma, nella motivazione della sentenza impugnata, ha preso in piena considerazione il motivo dedotto con l’originario ricorso attinente alla supposta operatività dell’esclusione della responsabilità dell’eventuale soggetto committente, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 23 (e, in particolare, del comma 13 quinquies, come inserito dalla L. 30 dicembre 2004, n. 311), respingendolo sul presupposto che la modifica di detta norma, alla quale aveva posto riferimento la ricorrente, riguardava l’affissione abusiva di manifesti a contenuto politico avvenuta solo in periodo elettorale (circostanza, questa, che – come verificato dallo stesso giudice di pace – non ricorreva nella fattispecie). Quanto alla dedotta violazione di legge se ne ravvisa ugualmente l’infondatezza, poichè – al di là della verosimile correttezza dell’interpretazione data dal giudice di pace di Roma circa l’ambito oggettivo e temporale del disposto di cui all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies (nel quale si poneva riferimento all’attività dei soggetti elencati nel D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 20) con riguardo all’applicabilità della causa esoneratrice della responsabilità del committente – deve sottolinearsi, in modo risolutivo, che l’ordinanza- ingiunzione impugnata (come evincibile dallo stesso ricorso) ineriva un verbale di accertamento del (OMISSIS) e, quindi, la constatazione della violazione del citato art. 23 C.d.S. nel testo ancora non integrato dal successivo inserimento del richiamato comma 13 quinquies, intervenuto solo per effetto dell’entrata in vigore della L. 30 dicembre 2004, n. 311 (cd. Legge finanziaria 2005), poi, peraltro, abrogato dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 176. Pertanto, al momento dell’effettuato accertamento della violazione in questione, la disposizione derogativa di cui all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies non era ancora entrata in vigore e, perciò, era, in ogni caso, inapplicabile nel caso in esame in virtù dell’operatività del principio generale stabilito dalla L. n. 689 del 1981, art. 1. 4. Anche il secondo motivo è destituito di fondamento e deve, perciò, essere respinto. Essendo rimasta esclusa l’applicabilità della predetta disposizione speciale, la responsabilità del committente rimaneva, quindi, disciplinata dalla L. n. 689 del 1981, art. 6 al quale ha posto comunque riferimento il giudice di pace nella sentenza impugnata, evidenziando che l’opponente non aveva, in ogni caso, idoneamente comprovato la sussistenza dei presupposti per pervenire all’esclusione della sua responsabilità quale committente. A tal proposito deve, infatti, trovare conferma l’orientamento della giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 15000 del 2006) secondo il quale, in tema di violazione dell’ari. 23 del codice della strada, che sanziona l’affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari lungo le strade, è tenuto al pagamento della sanzione, in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda, tenuto conto che la L. n. 689 del 1981, art. 6, commi 1 e 3 individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l’interesse ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della solidarietà del proprietario o di detti enti con l’autore della violazione, indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso materialmente la violazione (nella fattispecie esaminata la S.C. aveva confermato proprio una decisione del giudice di pace con la quale si era ritenuto in via presuntiva che il partito politico che aveva proposto opposizione avverso numerosi verbali di contestazione di violazioni dell’art. 23 C.d.S. per affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari in suo favore fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva) dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l’abusiva affissione di detti manifesti). Alla stregua di questo indirizzo giurisprudenziale (su cui v., anche, Cass. n. 3630 del 2004 e Cass. n. 27796 del 2005), al quale si aderisce, anche la seconda doglianza non è meritevole di accoglimento. 5. In definitiva, in virtù delle ragioni complessivamente esposte, il ricorso deve essere integralmente rigettato con conseguente condanna della parte ricorrente al pagamento dei compensi del giudizio, liquidati come in dispositivo, oltre che delle spese vive prenotate e prenotande a debito. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento dei compensi del presente giudizio, liquidati in complessivi Euro 600,00, oltre spese prenotate e prenotande a debito. Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale. 9. Sentenza Cassazione 15000/2006 del 20 6 2006 (**) La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026 Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli Presidente  Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi – E pc Mario De Sclavis Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città Roma, 5 febbraio 2026 L’Associazione Carteinregola comunica di essere  vittima di  una grande  ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui l’associazione non solo è completamente estranea,  ma di cui non era nemmeno a conoscenza. La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di  17 “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi  il 12 febbraio 2025dalla Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che  non presentavano alcuna firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il ricevimento delle sanzioni, non solo non erano  stati affissi,  ma non erano  stati né ideati, né realizzati, né stampati e   nemmeno  riprodotti sul sito di Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né diretto né indiretto all’associazione. Trattandosi di una situazione davvero  paradossale, eravamo convinti che si fosse chiarito  l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe rapidamente risolta con il  ricorso al prefetto. Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto  17 ordinanze/ingiunzioni al pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la  Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che riteniamo totalmente incongrue,  e abbiamo quindi dovuto   avanzare opposizione davanti al giudice di pace. Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per  la nostra associazione, che ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio nome, ma non solo:  fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].   Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare  a conseguenze imprevedibili, in quanto  chiunque intendesse colpire l’ impegno in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche molto specifici – potrebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente  con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode. Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/ sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione. Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,   ottenendo  una sentenza  che riconosca la totale estraneità dell’Associazione Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i  documenti e le informazioni relative a quanto riportato [1] vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/ > Non votare chi sporca la città con manifesti abusivi (***) Abbiamo ricevuto messaggi di interessamento e solidarietà da  alcuni consiglieri capitolini: Ferdinando Bonessio, Europa Verde, Tommaso Amodeo, Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, Linda Meleo M5S, dalla Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, da Barbara Auleta, capogruppo AVS II Municipio, da Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio, da Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri I Municipio. Lorenzo Minio Paluello di Roma Futura ha promosso una mozione, approvata in Commissione Bilancio del I Municipio, che tuttavia non è stata poi approvata dal Consiglio per  la non partecipazione al voto della maggioranza dei consiglieri presenti. Hanno inviato  la propria solidarietà anche  il segretario del PD Roma Enzo Foschi  e tante realtà civiche, che si stanno man mano aggiungendo.
March 26, 2026
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Dossier Mobilità – 25 marzo terzo incontro: Metropolitane
Proseguono gli incontri sui capitoli del Dossier mobilità di Carteinregola presentato il 4 dicembre 2025, con il punto della situazione sugli interventi e i progetti della mobilità della Capitale, e le domande inviate all’Assessore Patanè mercoledì 25 marzo alle 18  sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola parleremo delle Metropolitane  Queste le domande inviata all’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè LE DOMANDE DI CARTEINREGOLA PER LE METROPOLITANE 1. Si è parlato spesso della incompatibilità della co-presenza dei cantieri della metropolitana e del tram ma ci risulta che siano state progettate e presentate nella conferenza dei servizi  della tratta T2 della metro C soluzioni di convivenza del tram durante la cantierizzazione per la realizzazione della stazione della metropolitana Chiesa Nuova. Chiediamo conferma sulla inesistenza di incompatibilità tra cantieri della metro C e delle linee tranviarie. In particolare, possono essere messi in opera contemporaneamente i cantieri della stazione metro C Chiesa Nuova e della  TVA a Corso Vittorio Emanuele? E, parimenti, può essere messo in opera contemporaneamente nell’0area di via Barletta il cantiere della stazione metro C Ottaviano e quello dei due rami tramviari verso Ponte della Musica-Auditorium e piazzale Clodio? 2. La tratta T1 della metro C, finanziata in extremis nel 2025 con l’intervento della Regione, ha visto approvato il progetto definitivo ma, secondo notizie ufficiose, con un definanziamento di alcune opere accessorie sia per il materiale rotabile che avrebbe dovuto essere implementato per l’allungamento della linea fino a Farnesina, sia per il parcheggio di scambio multipiano della Farnesina, sia per la prevista croce di inversione dei treni dopo piazzale Clodio (variante della tratta T2). Chiediamo una conferma di questi definanziamenti e se sono state previste strategie per fare fronte alle conseguenze che potranno avere sull’efficacia del nodo di scambio, sulle frequenze dei passaggi della linea nelle ore di punta, sulla possibilità di mantenere la linea elastica in caso di guasto senza interrompere l’intera tratta Farnesina-Venezia. 3. Fu redatto un progetto di prolungamento della Metro A oltre Anagnina verso Romanina ed uno studio di fattibilità (ultime informazioni desunte da Roma Metropolitane) ma a questo non seguirono approfondimenti progettuali né affidamenti in appalto. Con l’ultimo PUMS è stato abbandonato il progetto di una metro in favore di una versione più leggera di metrotramvia. E’ stata così approfondita una soluzione alternativa sul tracciato Anagnina-Torre Angela. E’ definitivo il perseguimento della soluzione alternativa della metrotramvia? Quale è lo stato attuale della progettazione? C’è la copertura finanziaria? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 4. E’ in atto un progetto di prolungamento della Metro A oltre Battistini verso Torrevecchia. Secondo gli ultimi dati presi da Roma Metropolitane è stata prevista la realizzazione di un tratto di linea per uno sviluppo di circa 2 km con 2 stazioni e la realizzazione di 2 nodi di scambio a Bembo e Torrevecchia. Quale è lo stato del progetto di prolungamento della Metro A di Roma oltre Battistini verso Torrevecchia? Resta valida l’idea del prolungamento oltre Torrevecchia fino a Casa Selce con tecnologia funiviaria? C’è la copertura finanziaria? Quali sono i tempi previsti per progettazione-conferenza servizi-cantierizzazione-messa in esercizio? 5. E’ in atto un progetto di prolungamento della Metro B  dopo Rebibbia. Il prolungamento della Linea B è previsto nel vigente Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), approvato con Delibera n. 79 del 13.12.2024 dal Consiglio della Città Metropolitana di Roma Capitale. Lo scenario progettuale del DOCFAP approvato prevede due tratte funzionali: Rebibbia – Casal Monastero e Casal Monastero – Setteville). Si prevede di redigere il PFTE (Progetto di fattibilità tecnico economica) della prima tratta funzionale prevista nel PUMS nel biennio 2026-2027. Il tracciato della prima tratta funzionale definita dal DOCFAP è lungo circa 3,5 km e interessa il territorio del Municipio IV. Si snoda lungo via Tiburtina a partire dal tronchino terminale della stazione Rebibbia, all’altezza del Carcere omonimo, e prosegue attraverso i quartieri S. Basilio e Torraccia fino all’abitato di Casal Monastero, oltre il Grande Raccordo Anulare. Sono previste 3 stazioni, un nodo di scambio terminale di livello metropolitano per il trasporto pubblico e privato e un tronchino terminale per la sosta notturna dei treni. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione di queste due tratte funzionali? Dai dati presi da Roma Metropolitane i tempi stimati dei lavori ammontano a 7 anni. Visti i tempi previsti per le fasi progettuali e le incertezze dei finanziamenti l’opera appare di difficile realizzazione. 6. E’ nelle previsioni il prolungamento della linea dal capolinea Laurentina alla frazione Trigoria, oltre il GRA con la realizzazione di un tratto di linea per uno sviluppo di circa 6 km con 4 stazioni e la creazione di un nodo di interscambio in un’area prossima all’abitato di Trigoria. Fu redatto uno studio di fattibilità (ultime informazioni desunte da Roma Metropolitane) ma a questo non seguirono approfondimenti progettuali né affidamenti in appalto. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 7. Il progetto di prolungamento del ramo B1 della Metro B dopo Jonio verso Bufalotta e lo scambiatore A1 nord ha come obiettivo il collegamento delle zone di via Monte Cervialto, Serpentara e Colle Salario. Secondo il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), i treni della linea B1 saranno estesi per servire queste aree densamente popolate. Quale è lo stato attuale della progettazione? Quali sono le prospettive della realizzazione dell’opera? 8. Tutte le stazioni ferroviarie sono potenziali hub della mobilità sostenibile. La redazione del PUMS sia del Comune di Roma che della Città Metropolitana hanno rappresentato una occasione di collaborazione tra le Ferrovie dello Stato (FS) e l’Amministrazione Comunale per ridefinire il ruolo delle stazioni ferroviarie nel contesto territoriale, focalizzando su di esse un’ampia serie di progetti mirati allo sviluppo di sistemi integrati di mobilità sostenibile, con particolare riferimento a:  TPL, Mobilità ciclistica, Mobilità pedonale, Shared mobility, Parcheggi di scambio e aree di sosta, Colonnine di ricarica per mezzi elettrici, Infomobilità. Quale è la situazione per la trasformazione delle stazioni ferroviarie in hub multimediali al fine di favorire lo scambio gomma-ferro? 9. ll raddoppio della tratta ferroviaria tra Valle Aurelia e Vigna Clara è la penultima tratta del cosiddetto “Gra ferroviario” della Capitale. Quali sono le reali prospettive di realizzazione dell’Anello Ferroviario e della sua completa utilizzazione sia per il trasporto passeggeri che per il trasporto merci? Si possono inviare domande sul tema scrivendo a: laboratoriocarteinregola@gmail.com Vedi anche Metro C: il progetto raccontato alle Commissioni del I Municipio (e una richiesta di Carteinregola alle istituzioni) * Vai alla presentazione della serie di webinar con la registrazione dell’incontro introduttivo del 16 febbraio 2026 * vai alla registrazione dell’incontro sul cap. 7 Piano Urbano Parcheggi (e le modiffiche alle NTA per i parcheggi degli impianti sportivi)dell’11 marzo 2026 * Vai al Capitolo 4 del Dossier Mobilità Capitolo 4 Metropolitane  e Ferrovie Regionali I PROSSIMI INCONTRI * mercoledì 8 aprile alle 18 Tram * mercoledì 22 aprile alle 18 Nodi Intermodali  e Parcheggi di Scambio * mercoledì 6 maggio alle 18 Ciclabilità * mercoledì 20 maggio alle 18 Aree Pedonalizzate – Z 30 e Isole Ambientali * mercoledì 3 giugno 2026 alle 18 Bus Turistici 18 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 18, 2026
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Gli altri interventi normativi sul diritto penale – Stefano Pesci
Pubblichiamo l’ultimo intervento inserito nel libro di Carteinregola Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli – 30 interventi per il NO (> vai alla pagina con l’indice) Scarica il LIBRO vai alla pagina con i video delle interviste Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli GLI ALTRI INTERVENTI NORMATIVI SUL DIRITTO PENALE di Stefano Pesci, Procuratore aggiunto della Procura di Roma Anna Maria Bianchi A Stefano Pesci, Procuratore aggiunto della Procura di Roma, chiediamo di introdurre un ultimo tassello, che riguarda molti interventi dell’attuale governo che influiscono sul diritto penale, che evidenziano un doppio binario: da una parte vengono introdotti nuovi reati o aggravate le pene di quelli già esistenti che destano più allarme sociale, dall’altra sono stati alleggeriti o addirittura cancellati alcuni reati che riguardano i cosiddetti “colletti bianchi”.  E poi c’è l’ennesimo pacchetto sicurezza, che interviene pesantemente anche sui diritti dei cittadini. Stefano Pesci  Se noi guardiamo agli indirizzi che ha assunto la legislazione penale in questi ultimi due o tre anni è agevole registrare una tendenza, che è quella che è stata chiamata, per l’appunto del “doppio binario”, con alcune caratteristiche rilevanti che dovrebbero interessare tutti. Cosa intendo per doppio binario? Che da un lato appunto si considera il tema del diritto penale come uno strumento per acquisire consenso, mandando contestualmente alla pubblica opinione il messaggio insistito di una generale insicurezza, della necessità di intervenire per garantire al cittadino che diminuiscano i piccoli furti, i danneggiamenti, le aggressioni di strada ed enfatizzando peraltro i dati relativi a questi fenomeni criminali.  Sia chiaro: non si può negare che il fenomeno della criminalità da strada vada preso in carico, perché il cittadino vive un forte disagio quando è vittima di reati di questo tipo, ma altrettanto certamente va considerato che, purtroppo, una certa quota di criminalità è legata in generale al mondo contemporaneo. Comportamenti criminali di questo genere si manifestano in tutti i Paesi, ed anzi l’Italia da questo punto di vista è uno dei paesi più sicuri. Fatto che non ci deve indurre ovviamente a sottovalutare l’impatto della micro-criminalità, ma a dimensionarla correttamente e soprattutto a comprendere che lo strumento penale non è la strada maestra per fronteggiare queste manifestazioni di disagio e marginalità sociale. Nella gran parte dei casi queste situazioni scaturiscono infatti dal disagio sociale, da disoccupazione, emarginazione, anomia[1] e, se così è, mettere in campo una seria prevenzione risulta certamente più efficace rispetto alla pura repressione, che, in effetti, a livello di macrofenomeno, non funziona. Esistono tanti studi che evidenziano come un intervento esclusivamente repressivo non serve ad aumentare la sicurezza mentre si sono spesso rivelati utili sia interventi preventivi di bonifica delle aree di degrado o di riqualificazione della vita quotidiana di queste persone, sia interventi successivi di reinserimento sociale post-reato. Nello stesso tempo, però a fronte di questo massiccio intervento sul penale “di strada” (e, va detto anche sulla “criminalità professionale”, rapine ecc.), abbiamo una evidente riduzione dell’intervento penale volto a fronteggiare la criminalità delle classi dirigenti e dei colletti bianchi. L’intervento più evidente da questo punto di vista è quello che ha rimosso il reato di abuso d’ufficio, normato nell’articolo 323  del codice penale[2], a proposito del quale vi è stato un lungo dibattito nel paese. Il reato prevedeva di punire il pubblico dipendente che nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole previste dalla legge “procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto….”. Anna Maria Bianchi Può fare qualche  esempio?. Stefano Pesci  Facciamo il caso dell’affidamento delle gare e quello dei concorsi. Il sindaco di un paese, nell’affidamento di una gara per le pulizie della scuola, fa partecipare e vincere l’appalto alla società di un parente: è un atto in palese conflitto di interesse che in precedenza risultava punibile in base all’articolo 323. Oppure i casi di favoritismi nell’ambito di concorsi pubblici: in assenza di una norma come l’abuso d’ufficio si faticherà a individuare un reato applicabile. Molti possono essere gli esempi di quello che è qualcosa di più di un malcostume: è un abuso di un ufficio pubblico. Per anni nel dibattito giuridico e politico si era sviluppata discussione perché si sosteneva che la norma fosse scritta in modo da ricomprendere troppe situazioni diverse e che pertanto si determinava incertezza applicativa. Per questo, si sosteneva, il pubblico amministratore, temendo che la propria scelta potesse essere soggetta al sindacato del giudice penale, era paralizzato. In gergo si parlava di “paura della firma”. Come ricorderete, però, molti sottolineavano un altro aspetto: le denunce per questo tipo di abusi erano molte, ma la magistratura applicava con grande cautela questa norma, per cui a fronte di tante denunce, le condanne erano veramente poche. Questa paura della firma era, quindi, più legata a possibili denunce che alla prospettiva concreta di condanne nei processi. Sta di fatto che eliminare questa previsione, senza sostituirla con qualcosa di più preciso o di più raffinato per tutelare gli importanti interessi in gioco, impedisce ora di fronteggiare varie situazioni obiettivamente abusive che meriterebbero un intervento. Si è inoltre chiusa una strada di accertamento, una valvola di accesso a fenomeni criminali più gravi, perché in molti casi le attività di indagine finalizzate a verificare un possibile abuso di ufficio, rappresentavano il passaggio necessario per scoprire possibili corruzioni o concussioni, condotte che difficilmente affiorano in prima battuta. In qualche modo, quindi, l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ha determinato una scopertura di tutela in riferimento all’interesse che abbiamo tutti noi ad una Pubblica Amministrazione che operi in modo trasparente e corretto. Abbiamo dovuto registrare anche altri interventi in materia di crimini dei colletti bianchi, che segnalano un’attenuazione dell’attenzione a questi profili. Per esempio, ricordo interventi normativi assai complessi, che in questa sede sarebbe impossibile illustrare, in materia di reati tributari, interventi che hanno determinato una riduzione significativa dell’intervento penale in materia di evasione fiscale, (già di per sé residuale perché riguarda solo i casi estremamente gravi). In sintesi, si verifica una tendenza ad una diminuzione dell’efficacia degli strumenti di tutela quando in gioco è l’interesse della collettività a una pubblica amministrazione corretta, al contrasto agli abusi fiscali, corruzione, concussione, che sono i reati commessi dalla parte ricca della società e dalla parte apicale dell’amministrazione e viceversa si punta molto a interventi repressivi verso la criminalità di strada, un po’ declamati e un po’ anche attuati. L’ultimo passaggio di questo indirizzo è rappresentato dal “Decreto sicurezza”, emanato di recente, nel quale sono previsti vari aggravamenti di pena per reati già esistenti, l’introduzione di alcuni nuovi reati e ulteriori due aspetti che meritano una qualche attenzione. Il primo è rappresentato da una serie di interventi che estendono i poteri della polizia e che comprimono le libertà del cittadino, senza passare per il controllo del giudice o del pubblico ministero. Questo tipo di interventi è piuttosto borderline rispetto ai principi costituzionali e bisognerà vedere poi se la Corte costituzionale interverrà per censurare le scelte del legislatore. Si prevede ad esempio una sorta di fermo preventivo nel caso di pubbliche manifestazioni, cioè la possibilità che la polizia intervenga, per impedire che persone specifiche (individuate sulla base di premesse non sempre rigorose) partecipino alle manifestazioni. Ci sono molto dubbi su questa norma e soprattutto, sul fatto che si prescinda da una necessaria verifica dell’autorità giudiziaria. Il secondo aspetto che merita attenzione riguarda la previsione di, una serie di pene accessorie e di sanzioni amministrative accessorie, alcune delle quali paiono discutibili nelle modalità e nelle premesse. Si pensi ai casi in cui si comprimono i diritti del cittadino in riferimento ad aspetti non collegati strumentalmente al reato commesso, come nel caso di confisca dell’autovettura nei confronti del piccolo spacciatore. Oppure alle sanzioni amministrative previste nei confronti dei genitori dei minori che vengano sorpresi, ad esempio, con coltelli dalla lama superiore a 8 cm. Si tratta di un profilo afflittivo nuovo e discutibile, specie quando il minore è diciassettenne o sedicenne. Perché in questi casi la sanzione finisce per colpire una persona (il genitore) che non è scontato abbia la possibilità di impedire al minore di commettere questo reato o addirittura che potrebbe esser stato totalmente all’oscuro del porto del coltello da parte del figlio.  Così come sono previste sanzioni abbastanza asimmetriche, come ad esempio la sospensione della patente nei confronti di chi porti coltelli di un certo tipo fuori dalla propria abitazione: non si capisce per quale motivo si debba prevedere una sanzione di questo tipo che non ha alcuna relazione con il  portare il coltello, perché non c’è una relazione immediata con l’uso di un’autovettura. Tutti gli interventi che mirano a una pura repressione, anche un po’ cieca, anche un po’ a 360°, mentre non si vede alcun intervento per aumentare veramente la sicurezza riducendo il disagio delle fasce giovanili Sono interventi certamente costosi, ma investire sulla qualità della vita dei minori delle nostre periferie probabilmente sarebbe molto più efficace se lo scopo fosse quello di ridurre i reati, di aumentare la sicurezza. Cosa temo che accada? Avremo molti più processi del tutto inutili, un po’ più di carcere per soggetti problematici per i quali il passaggio di due mesi o due anni in un istituto di pena non farà altro che aumentare la situazione di disagio, di estraneità al consesso sociale, di marginalizzazione, piuttosto che il reinserimento sociale, generando potenzialmente per il futuro ancora più insicurezza. Anche perché, sempre sotto questo profilo, non si investe minimamente sul delicato passaggio dal carcere alla vita ordinaria, cosicché l’uscita dal carcere significa semplicemente la ricollocazione all’interno di quello stesso mondo che aveva generato la commissione di quei reati. Quindi anche l’intervento repressivo, per la parte in cui è veramente ora efficace, sarà solo una norma-manifesto, un intervento repressivo nella sostanza inefficace che non finirà per ridurre la criminalità di strada. Anna Maria Bianchi  Un’ultima domanda sugli interventi normativi che sono intervenuti sulla fase delle indagini, in particolare  sia rispetto le intercettazioni, sia rispetto alla previsione dell’interrogatorio dell’indagato prima dell’arresto Stefano Pesci  Sì, sono argomenti tecnicamente abbastanza complessi che non è possibile illustrare in un tempo limitato. Da un lato abbiamo una riduzione della concreta possibilità di effettuare intercettazioni, sia per i presupposti richiesti sia per le modalità nuove che vengono imposte. Spiegarlo in questa sede non è possibile; diciamo, però, che lo strumento delle intercettazioni, essenziale per certe tipologie d’indagine, viene per molti versi limitato (ad esempio non si possono fare intercettazione oltre i 45 giorni per quasi tutti i reati tranne un numero limitato di essi). Queste limitazioni finiscono per ridurre l’uso di questo importante strumento che opera fondamentalmente in due casi, in due categorie di reati: la grande criminalità mafiosa o comunque la criminalità organizzata seria (e questa sfera non è stata toccata) e  i reati dei colletti bianchi, come ad esempio i reati di infedeltà fiscale, che per effetto della nuova disciplina rimangono sostanzialmente al di fuori della sfera della concreta possibilità d’intercettare. Poi vi sono norme che disciplinano in maniera più restrittiva la richiesta di custodia cautelare in carcere perché si prevede che, prima di emettere un’ordinanza di custodia cautelare, il giudice interroghi la persona che dovrebbe essere raggiunta dalla misura per consentirgli di difendersi; questo è previsto, in particolare, per i casi in cui le esigenze cautelari, che giustificano la misura cautelare, non siano il pericolo di fuga o l’inquinamento probatorio: in questi ultimi casi casi, ovviamente, non avrebbe senso consentire alla persona indagata di sapere in anticipo della misura, consentendogli di fuggire o di alterare le prove; negli altri casi, invece, la legge impone che il soggetto sia interrogato preventivamente. Questo crea una situazione ambigua: pensate alla situazione di un soggetto il quale viene raggiunto a casa da una notifica Nella quale dice “Guarda, tu devi essere interrogato, se vuoi, fra tre giorni perché così potrò decidere se mandati in carcere o meno, in quanto sei accusato di questo e questo e questo”. Il messaggio che arriva all’indagato è: o ti giustifichi o ti metto in carcere. Da un lato questa procedura consente a chi ne ha la possibilità di adottare delle contromisure di inquinare le prove. Certo, la legge prevede che non si procede all’interrogatorio preventivo nei casi in cui vi sia pericolo di inquinamento, ma, in questo caso sei tupubblico ministero  che devi poter dimostrare in anticipo il concreto pericolo di questa alterazione delle prove, e se non lo puoi dimostrare in anticipo, l’inquinamento probatorio sarà possibile. Inoltre, e forse soprattutto, quest’obbligo crea paradossalmente una situazione difficilissima anche per lo stesso accusato il quale, a fronte delle prove che vengono contestate, se vuole evitare il carcere molte volte avrà come via maestra, sostanzialmente, quella di ammettere i fatti, perché nella vita concreta dei processi, quando il PM  formula, se hai delle prove a carico, o hai molti elementi per giustificarti oppure rimanere silente vuol dire consegnarti alla misura, quindi al carcere. Questa nuova normativa, quindi, ha effettivamente una seria incidenza pratica, perché da un lato stiamo verificando una significativa riduzione delle misure cautelari, ma dall’altro lato quando si effettuano gli interrogatori, paradossalmente sono delle pistole puntate nei confronti degli indagati. Anna Maria Bianchi: C’è anche il rischio che si possano intimidire i testimoni o i denuncianti? Stefano Pesci: Se c’è il pericolo di possibili intimidazioni nei confronti dei testimoni, la norma prevede che non si proceda ad interrogatorio preventivo; tuttavia, come dicevo, in molti casi non è possibile provare in anticipo un concreto pericolo di intimidazione. Più in generale diciamo che, se pure in molti casi è possibile adottare cautele per evitare i danni peggiori, questa nuova disciplina rappresenta innegabilmente un segnale molto chiaro perché scoraggia gli interventi di natura cautelare nei confronti dei “colletti bianchi”. E questo perché? perché questo tipo di meccanismo, per come è congegnato, fatalmente non opera nei confronti del criminale di strada, perché in quel caso è possibile trovare prove del fatto che sia un violento, che sia un prevaricatore, e quindi si può affermare l’esistenza di un concreto  rischio di inquinamento della prove; con il “colletto bianco”, viceversa, non puoi ragionevolmente affermare che il previo interrogatorio determini il rischio di intimidazione dei testimoni, perché l’indagato è una persona tra virgolette “per bene”, è una persona educata, colta (il commercialista, l’imprenditore), perché non ha una storia di minacce e violenze, non ha una figura da intimidatore. In sintesi: nei fatti anche quei pochi procedimenti che vedevano richieste di misura cautelare nei confronti di “colletti bianchi” si vanno riducendo moltissimo e la tutela degli interessi pubblici, in questi casi, è estremamente ridotta. (intervista registrata il 7 marzo 2026) Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratorioccarteinregola@gmail.com 16 marzo 2026 -------------------------------------------------------------------------------- [1] Anomia, in sociologia, è una situazione di assenza o indebolimento delle norme sociali, che porta disorientamento e perdita di punti di riferimento (concetto reso celebre da Durkheim e Merton) [2] Articolo 323 Codice Penale -Abuso d’ufficio [ABROGATO]Articolo abrogato dall’art. 1, comma 1, lettera b) della L. 9 agosto 2024, n. 114. [Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato(1), il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio(2) che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio(3), in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità(4), ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale(5) ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni(6). La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di rilevante gravità(7)(8).] NOTE (1) La clausola di riserva fa soccombere la norma nel concorso apparente rispetto ai reati più gravi, a prescindere dal principio di specialità (v. art. 15 del c.p.) (2) Si tratta di un reato proprio, che può essere commesso tanto dal p.u. quanto dall’i.p.s., figura inserita dalla legge 26 aprile 1990, n.86, al fine di non lasciare impunita la condotta di distrazione di danaro o altra cosa mobile effettuata a vantaggio del privato da parte dell’incaricato di un pubblico servizio. (3) La condotta deve essere compita nello svolgimento delle funzioni o del servizio, non rileva dunque il compimento di atti in occasione dell’ufficio e il mero abuso di qualità, cioè l’agire al di fuori dell’esercizio della funzione o del servizio. (4) Il comma 1 è stato modificato dall’art. 23 comma 1 del D.L. 16 luglio 2020, n. 76. (5) Il riferimento al vantaggio patrimoniale fa sì che venga dato rilievo al complesso dei rapporti giuridici a carattere patrimoniale conseguenti all’atto antidoveroso dell’agente, senza dunque ricomprendere vantaggi di tipo morale o politico. (6) L’art. 1 della l. 6 novembre 2012, n. 190 ha comportato un aggravamento di pena, prima prevista nei limiti edittali di sei mesi e tre anni. (7) Si tratta di una circostanza aggravante speciale ad effetto comune, connessa ad una rilevante gravità. (8) Articolo abrogato dall’art. 1, comma 1, lett. b), L. n. 114 del 9 agosto 2024.
March 16, 2026
carteinregola
Carteinregola ripubblica il “comunicato delle multe” e chiede di rilanciarlo per solidarietà
L’Associazione Carteinregola chiede a tutti coloro, comitati, associazioni, realtà del terzo settore, esponenti di partiti e movimenti, semplici cittadini, che vogliono manifestare la propria solidarietà per la vicenda dei 15000 euro di sanzioni per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza, di condividere sui propri siti, blog e pagine social il comunicato in calce. Il testo era stato copiato e pubblicato da Carteinregola sul suo sito il 2 gennaio 2025, con l’incredibile conseguenza che la nostra associazione è stata ritenuta responsabile di affissioni abusive a opera di ignoti di 17 manifesti , con testi e grafiche non presenti sul nostro sito, che avevano in comune con il testo rilanciato da Carteinregola solo il titolo: “Siamo tutte/i sulla stessa strada”. Ritenevamo e continuiamo a ritenere che il testo sia condivisibile a sempre attuale, anche dopo la fine del Giubileo 2025, in una città dove la cosiddetta ““emergenza abitativa” continua ad essere una condizione radicata e generalizzata che riguarda migliaia di abitanti della Capitale. A chi vorrà condividere il testo chiediamo di inviarcene comunicazione a : laboratoriocarteinregola@gmail.com > Vai al comunicato con la sintesi della vicenda e alla ricostruzione puntuale > della conferenza stampa 15.000 euro di multe a Carteinregola, il comunicato, > la conferenza stampa e le slides In calce il video della conferenza stampa Il comunicato pubblicato da Carteinregola il 2 gennnaio 2025 SIAMO TUTTƎ SULLA STESSA STRADA   Con l’inizio del Giubileo, le grandi contraddizioni di Roma diventano ancora più evidenti, soprattutto per quanto riguarda il problema delle case. Si nasconde tutto ciò che non si vuole far vedere a turisti e pellegrini. Ma il Giubileo è solo l’ultimo capitolo di un processo che da sempre sfrutta la ricchezza immobiliare e turistica di Roma, spesso a nostro danno.   Siamo tuttə sulla stessa strada perché sempre più persone non hanno una casa: senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə ancora. La casa in questo quartiere è diventata un lusso.   Pensiamo che il problema di chi vive per strada non possa essere affrontato solo come un’emergenza, come con lo sgombero di Castro Pretorio o con la tensostruttura a Porta San Lorenzo. Poche decine di posti letto infatti non risolvono i bisogni delle centinaia di persone che si trovano tra la Stazione Termini e il nostro quartiere. E poi? Che ne sarà di queste persone e della tensostruttura quando il Giubileo sarà finito?   La Politica deve prendersi la responsabilità di pianificare risorse e strategie concrete per rispondere a tutte le richieste di aiuto che rimangono ignorate. Non possiamo accettare il continuo rimpallo di responsabilità tra Municipio, Comune e Governo, che non ascoltano chi lotta per il diritto alla casa e ai servizi.   Un altro problema è il mercato degli affitti, lasciato senza regole e dominato da multinazionali e piattaforme che fanno salire i prezzi e riducono le case disponibili.   Noi, abitanti di San Lorenzo, non accettiamo che il nostro quartiere e la nostra città diventino terreno di conquista per fondi immobiliari e piattaforme. Vogliamo servizi per tuttə, compresi quelli che oggi sono lasciatə ai margini della società   Rete di quartiere San Lorenzo* Il video della Conferenza stampa dell’11 marzo 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a : laboratoriocarteinregola@gmail.com 23 marzo 2026
March 13, 2026
carteinregola
15.000 euro di multa  a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti di cui ignorava persino l’esistenza – Conferenza stampa 11 marzo alle 12
LA LETTERA AL SINDACO E ALL’AMMINISTRAZIONE  CAPITOLINA RIMASTA SENZA RISPOSTA 17 sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per altrettanti manifesti realizzati e affissi da ignoti, per un totale che ha raggiunto i 15000 euro, pendono  sull’associazione, ma possono costituire un inquietante precedente che incombe sull’impegno dei cittadini attivi della Capitale L’associazione Carteinregola intende portare all’attenzione pubblica di essere vittima di un’incredibile ingiustizia, in quanto la  sua Presidente è stata  chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni per fatti a cui l’associazione è completamente estranea. Ne parleremo in  una conferenza stampa on line mercoledì 11 marzo alle 12, perché riteniamo che la vicenda non riguardi solo la nostra associazione, ma possa in futuro coinvolgere molte altre realtà della società civile,  con pesanti ricadute su chi si impegna unicamente  per l’interesse pubblico. Con questo spirito  il 5 febbraio scorso abbiamo inviato una lettera al Sindaco Roberto Gualtieri, alla Presidente  dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, alle  Consigliere e ai Consiglieri capitolini,  ai Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi e per conoscenza al Comandante Mario De Sclavis, chiedendo che sulla vicenda fosse  promosso un dibattito pubblico allargato e un confronto con la Polizia di Roma Capitale, ma a oggi purtroppo non abbiamo avuto  risposte dal Campidoglio, anche se  abbiamo ricevuto segnali di interessamento e solidarietà da istituzioni del I e del II Municipio, con lettere e mozioni che sollecitano un intervento e il dibattito pubblico che abbiamo richiesto;  nei prossimi giorni andrà al voto del Consiglio municipale di Roma centro la mozione già approvata dalla Commissione Bilancio e regolamenti. Il 20 novembre scorso abbiamo avanzato opposizione davanti al giudice di pace, e confidiamo sulla possibilità di avere giustizia e di ottenere  il riconoscimento della totale estraneità dell’Associazione Carteinregola ai fatti che ci sono stati contestati.   Nella conferenza stampa spiegheremo le circostanze e perchè riteniamo di essere stati oggetto di sanzioni ingiustificate, augurandoci che si attivino  tutte le istituzioni capitoline,  per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città. CONFERENZA STAMPA ON LINE MERCOLEDÌ 11 MARZO ALLE 12 SULLE PAGINE FACEBOOK E YOUTUBE DI CARTEINREGOLA Il Direttivo di Carteinregola 6 marzo 2026 Per oservaazioni e precisazioni laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 6, 2026
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