Tag - carteinregola

15.000 euro di multa  a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti di cui ignorava persino l’esistenza – Conferenza stampa 11 marzo alle 12
LA LETTERA AL SINDACO E ALL’AMMINISTRAZIONE  CAPITOLINA RIMASTA SENZA RISPOSTA 17 sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per altrettanti manifesti realizzati e affissi da ignoti, per un totale che ha raggiunto i 15000 euro, pendono  sull’associazione, ma possono costituire un inquietante precedente che incombe sull’impegno dei cittadini attivi della Capitale L’associazione Carteinregola intende portare all’attenzione pubblica di essere vittima di un’incredibile ingiustizia, in quanto la  sua Presidente è stata  chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni per fatti a cui l’associazione è completamente estranea. Ne parleremo in  una conferenza stampa on line mercoledì 11 marzo alle 12, perché riteniamo che la vicenda non riguardi solo la nostra associazione, ma possa in futuro coinvolgere molte altre realtà della società civile,  con pesanti ricadute su chi si impegna unicamente  per l’interesse pubblico. Con questo spirito  il 5 febbraio scorso abbiamo inviato una lettera al Sindaco Roberto Gualtieri, alla Presidente  dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, alle  Consigliere e ai Consiglieri capitolini,  ai Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi e per conoscenza al Comandante Mario De Sclavis, chiedendo che sulla vicenda fosse  promosso un dibattito pubblico allargato e un confronto con la Polizia di Roma Capitale, ma a oggi purtroppo non abbiamo avuto  risposte dal Campidoglio, anche se  abbiamo ricevuto segnali di interessamento e solidarietà da istituzioni del I e del II Municipio, con lettere e mozioni che sollecitano un intervento e il dibattito pubblico che abbiamo richiesto;  nei prossimi giorni andrà al voto del Consiglio municipale di Roma centro la mozione già approvata dalla Commissione Bilancio e regolamenti. Il 20 novembre scorso abbiamo avanzato opposizione davanti al giudice di pace, e confidiamo sulla possibilità di avere giustizia e di ottenere  il riconoscimento della totale estraneità dell’Associazione Carteinregola ai fatti che ci sono stati contestati.   Nella conferenza stampa spiegheremo le circostanze e perchè riteniamo di essere stati oggetto di sanzioni ingiustificate, augurandoci che si attivino  tutte le istituzioni capitoline,  per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città. CONFERENZA STAMPA ON LINE MERCOLEDÌ 11 MARZO ALLE 12 SULLE PAGINE FACEBOOK E YOUTUBE DI CARTEINREGOLA Il Direttivo di Carteinregola 6 marzo 2026 Per oservaazioni e precisazioni laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 6, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola del 27 febbraio 2026
Rispondiamo alle domande – la registrazione dell’incontro con i magistrati Cascini e Patarnello del 25 febbraio Vai alla pagina DAL 1 MARZO sarà scaricabile gratuitamente dal sito  IL LIBRO “Riforma della magistratura, risposte competenti a slogan ingannevoli” – 30 INTERVENTI PER IL NO  a cura di Carteinregola ­ Riforma della magistratura: SIAMO QUELLI DEL NO (le ragioni del NO in sintesi con il volantino stampabile) Vai alla pagina ­ Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli – tutti i video pubblicati e in programma Nell’interesse della Repubblica – l’intervento del Presidente Mattarella al CSM Leggi Vai a Riforma costituzionale della magistratura cronologia materiali -------------------------------------------------------------------------------- Dossier Mobilità di Carteinregola, 8 incontri on line Serie di webinar dedicati ai temi sollevati dal Dossier “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” sulle pagine Facebook eYoutube di Carteinregola. Il prossimo appuntamento mercoledì 11 marzo alle 18:  Piano urbano Parcheggi, attuale e prossimo venturo. > vai alla pagina con  il calendario,  la presentazione della serie e la registrazione dell’ incontro del 16 febbraio  -------------------------------------------------------------------------------- Revisione Codice dei beni culturali e del paesaggio, le osservazioni di Carteinregola in seguito all’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera sulla Proposta di Legge N. 2606 Delega al Governo per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio.  Leggi  ­ L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale Leggi  Dall’autonomia differenziata alla riforma della magistratura, la politica sta scardinando la Costituzione – Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD – vai al video   Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali ­ -------------------------------------------------------------------------------- Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia – convegno di Alleanza Verdi Sinistra Roma, Orizzonte Roma e  Perlacittàdioggiedidomani del 18 febbraio 2026 – Gli interventi  di:  Giancarlo Storto (Ass. Carteinregola)  Mirella Di Giovine (Ass. Bianchi Bandinelli), Lucio Contardi (INU),  Tommaso Amodeo (Pres. Comm. Urbanistica) , Maurizio Veloccia Assessore all’urbanistica) Leggi   ­ -------------------------------------------------------------------------------- Stadio Flaminio, la conferenza stampa della S.S. Lazio, lo spot e la realtà – il video dell’evento e un primo commeento  di Anna Maria Bianchi Missaglia  Leggi -------------------------------------------------------------------------------- Campi da padel a San Lorenzo al posto del verde, il TAR dà ragione ai cittadini Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Walter Tocci: Il Ri-conoscimento di Roma Il testo della lectio magistralis di Walter Tocci per l’inaugurazione dei dottorati del 2026 del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, al Mattatoio il 15 gennaio Leggi La rete di Carteinregola si allarga (con Il Comitato di Quartiere La Romanina e l’associazione Tavoli del Porto) Leggi -------------------------------------------------------------------------------- SEGNALAZIONI Sabato 28 febbraio 2026 – ore 14:30 Largo delle Sette Chiese Corteo cittadino “Ex Mercati Generali Liberi – un Bene Comune per la Città!” vai alla pagina FB di Ex ercati Generali Basta speculazione Sabato 28 febbraio alle ore 17.30, presso la Sala di Via Tagliamento 4, il Comitato Amici di Piazza Verbano ODV presenta le iniziative per la celebrazione del centenario del quartiere INCIS di Piazza Verbano. Parteciperà la Presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, in rappresentanza del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. Alle ore 19.30 concerto del Coro Mercato Trieste presso la Chiesa di Santa Maria Addolorata, in Piazza Buenos Aires. Il programma degli eventi è disponibile alla Pagina facebook: Facebook Lunedì 2 marzo  dalle 19 alle 21 al Teatro Monteverde, via di Monteverde 57 Roma presentazione del libro Stragi d’Italia di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato con Luigi Ligotti , partecipa Anna Maria Bianchi dell’Associazione Carteinregola  – ingresso con  tessera associativa 3 €    RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile dal febbraio 2026 presso librerie, musei e biblioteche della città. Dove trovarla:Librerie: Varie librerie di Roma, incluse le Feltrinelli di Largo Argentina.Musei: Nei principali musei cittadini.Biblioteche: Nelle biblioteche comunali di Roma. Online: È possibile consultare i contenuti anche sul sito ufficiale culture.roma.it CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Vai Sveja – La rassegna stampa su Roma che cambia ogni giorno  Carteinregola – tutte le nostre iniziative Iscriviti alla Newsletter 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 27, 2026
carteinregola
La rete di Carteinregola si allarga
(Tavoli del Porto e CDQ La Romanina) Diamo il benvenuto all’Associazione “Comitato Tavoli del Porto“, presidente David Di Bianco, da poco costituita dalle realtà dei Comitati Tavoli del Porto con cui da tempo Carteinregola collabora nella battaglia contro la variante crocieristica del progetto del Porto turistico di Fiumicino e al Comitato di Quartiere La Romanina, nel VII Municipio, di cui è presidente Maurizio Russo, già membro del direttivo di Carteinregola. In calce la presentazione dei due comitati. (AMBM) * Vai alla pagina con le associazioni e i comitati della rete di Carteinregola * Vai alla pagina con il regolamento di Carteinregola e le istruzioni per aderire alla rete L’Associazione “Comitato Tavoli del Porto“ di Fiumicino si batte da anni contro la realizzazione del porto crocieristico di Isola Sacra e per la tutela dell’ambiente del litorale romano. Dalla sua nascita, inizialmente come comitato informale, ha promosso decine di iniziative sul territorio e non solo: assemblee pubbliche, convegni, audizioni, petizioni, manifestazioni, interlocuzioni con le istituzioni e anche azioni legali. I Tavoli del Porto fanno anche parte di una rete di organizzazioni: Facciamo Respirare il Mediterraneo (Associazioni e Comitati delle Città Portuali d’Italia; GCAN, Global Cruise Network Activist Rete di attivisti delle città portuali nel mondo; Rete Diocesana per la Cura del Creato; Rete dei Numeri Pari. David Di Bianco Presidente Il Comitato di Quartiere La Romanina è nato nel 2020, sorto dopo esperienze precedenti, in un quartiere che ha due diverse conformazioni urbanistiche: una parte storica nata dal dopoguerra, con costruzioni per lo più spontanee su lotti agricoli assegnati dal comune di Frascati, e una parte recente, edificata dopo gli anni 2000 da Piano di zona 167. Il CdQ è impegnato da sempre per assicurare e migliorare i servizi in un quartiere extra Gra con tutti i problemi conseguenti. Le grandi tematiche su cui il CdQ è impegnato sono lo sversamento dei rifiuti, ingombranti e non, dai quartieri limitrofi e la mobilità/collegamento con il capolinea Anagnina della metro A che, pur distante meno di 1 km e mezzo, è difficilmente raggiungibile coi mezzi pubblici dell’Atac, le cui corse sono minimo ogni 20 minuti, e a piedi o in bici per l’ostacolo del raccordo anulare. Per questo negli ultimi mesi il CdQ è stato in prima linea per la battaglia per la ciclopedonale con scavalco sul Gra, al momento con lavori avviati ma solo con un percorso pedonale. Nei prossimi mesi il quartiere sarà al centro di importanti progetti: la riqualificazione del parco della Romanina, nell’ambito del progetto “100 Parchi”, il Polo Civico, centro di aggregazione e di socialità, un nuovo parco urbano e il Centro Sportivo con pista di atletica, campo di calcio e campi polivalenti, che risponderà alle esigenze della Romanina e anche dei quartieri limitrofi. Progetti derivanti dagli oneri a scomputo delle opere di urbanizzazione che l’amministrazione capitolina è riuscita a recuperare e per i quali il monitoraggio e lo sviluppo degli stessi avranno la logica attenzione da parte del CdQ. Maurizio Russo 19 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 19, 2026
carteinregola
Revisione codice dei beni culturali e del paesaggio, le osservazioni di Carteinregola alla Commissione parlamentare
L’Associazione Carteinregola, con  Anna Maria Bianchi e Daniela Rizzo, è stata  audita dalla  Commissione Ambiente della Camera il 4 febbraio 2026  sulla PROPOSTA DI LEGGE N. 2606 Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42[i], in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica. Pubblichiamo le Osservazioni di Carteinregola inviate alla Commissione. * Vai alla registrazione dell’intervento in Commissione Revisione codice dei beni culturali e del paesaggio – (Audizione Carteinregola a 27’30” da inizio, audizione Ass. Bianchi Bandinelli a 18’55” ) * Vai al Testo della Proposta di legge N. 2606 Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica * Vai al sito della Camera – Lavori preparatori dell’Atto Camera 2606 con tutti i materiali * Vedi anche Tutela del Paesaggio – proposte di legge 2022- 2026 cronologia e materiali PROPOSTA DI LEGGE N. 2606 DELEGA AL GOVERNO PER LA REVISIONE DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO, DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 22 GENNAIO 2004, N. 42, IN MATERIA DI PROCEDURE DI AUTORIZZAZIONE PAESAGGISTICA OSSERVAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE  CARTEINREGOLA Ringraziamo la Commissione per l’opportunità di intervenire nell’ambito dell’esame della Proposta di legge N. 2606 in discussione[ii], sperando che il contributo di Carteinregola possa offrire lo spunto per una riflessione tecnica e costruttiva delle criticità del testo in esame. Va premesso che ogni volta che si interviene sul Codice dei beni culturali e del paesaggio, si interviene su un pilastro dell’ordinamento, su un testo che il mondo ci riconosce come uno dei più avanzati, frutto di una tradizione giuridica e culturale che ha fatto dell’Italia un riferimento internazionale. È quindi essenziale farlo con prudenza, con consapevolezza e soprattutto con una visione chiara degli effetti che le modifiche produrranno sul territorio. Già lo scorso anno l’Associazione Carteinregola, con il  contributo scritto sul Disegno di Legge N. 1372 Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica aveva inviatoalle Commissioni riunite 7ª e 8ª del Senato il 17 aprile 2025[iii] aveva espresso la propria contrarietà al DL 1372 in discussione, che intendeva “rivedere”  il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica. Con la proposta di legge C. 2606 (già S. 1372, approvata dal Senato il 17 settembre 2025) attualmente in esame, si intendono modificare alcuni articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) intervenendo, in particolare, sulle procedure di autorizzazione paesaggistica. A distanza di poco meno di due anni ci ritroviamo a esaminare una Proposta  che, seppure formalmente migliorata, ripropone  molte delle incongruenze e criticità già segnalate da più Associazioni, da altre Istituzioni e da tecnici di fama internazionale, che continuano a destare non poche preoccupazioni. In particolare si ripropone ancora una volta il ridimensionamento  del Codice, sia con un allentamento  delle regole, sia con un depotenziamento delle istituzioni deputate a esprimere i pareri vincolanti sui progetti di trasformazione. Una tendenza  che riscontriamo da anni a più livelli istituzionali nelle proposte normative  riguardanti il rapporto tra governo del territorio o esigenze economiche e produttive  e la  tutela del paesaggio, ne è un esempio particolarmente emblematico la Legge regionale del Lazio 125/2025 (ex PL 171) approvata nell’agosto scorso dal Consiglio della Regione Lazio[iv]. Il rischio è sottomettere – “coordinare” –  il Codice dei Beni culturali e Del Paesaggio  ad altri strumenti di pianificazione territoriale a cui  il Codice  è sovraordinato.  Del resto il tema è ben evidenziato anche  dalla Scheda di lettura del Servizio studi di Camera e Senato del 31 ottobre 2025[v]: “Sotto altro profilo, vi è uno stretto rapporto gerarchico tra la pianificazione paesaggistica e gli altri strumenti di pianificazione territoriale. Il Codice dei beni culturali (art. 145, comma 3) sancisce espressamente il principio di prevalenza delle disposizioni dei piani paesaggistici su quelle dei piani urbanistici ed ogni altro piano territoriale (inclusi piani di settore, piani delle aree protette, etc.). La Corte costituzionale ha più volte dato attuazione a questo principio, dichiarando incostituzionali leggi regionali che violavano le prescrizioni dei piani paesaggistici o ne attenuavano la forza vincolante (da ultimo sent. n. 261/2021). Entriamo dunque nel merito degli articoli della Proposta in esame, riservando alle conclusioni alcune considerazioni generali di pari rilievo. – L’impostazione dell’art. 1 – secondo cui la tutela del Patrimonio culturale dovrebbe essere “contemperata” con la semplificazione dei procedimenti amministrativi mediante modifiche al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – non risulta condivisibile. La semplificazione vera non si ottiene modificando il Codice, che rappresenta un impianto normativo solido e riconosciuto a livello internazionale, né indebolendo la tutela, ma attuando le norme che il Codice già prevede, attraverso la piena realizzazione della pianificazione paesaggistica, a oggi l’unico strumento che consente di governare il territorio con una visione condivisa. È proprio la mancata conclusione della pianificazione in molte regioni italiane il vero nodo irrisolto. – Ci si deve soffermare sul tema del silenzio-assenso, riproposto nella Proposta in esame all’art. 2  comma 2, lett. a)[vi]: la già citata Scheda di lettura del Servizio studi di Camera e Senato del 31 ottobre 2025 ha chiarito come la Corte Costituzionale abbia “dichiarato costituzionalmente illegittime leggi regionali che avevano introdotto forme di silenzio assenso sulla domanda di autorizzazione paesaggistica, restando escluso l’assenso finale tacito e dovendo semmai l’inerzia essere ovviata tramite poteri sostitutivi, in linea con l’art. 146, comma 10, del codice (da ultimo sent. n. 160/2021)”. La Corte ha dichiarato illegittime le norme regionali che lo avevano introdotto, perché la tutela del paesaggio – qualificata come “interesse sensibile” – richiede un atto espresso, motivato e fondato su competenze tecniche e non può essere affidata a un automatismo procedurale. Peraltro, l’ordinamento già prevede strumenti per superare l’inerzia amministrativa, come i poteri sostitutivi da parte del superiore Ministero. Estendere ulteriormente il silenzio-assenso non porterebbe benefici reali, ma aumenterebbe i rischi per il territorio. – L’art. 2, comma 2 lett. c) prevede l’esclusione del parere delle Soprintendenze per interventi classificati come “di lieve entità” e che tali interventi “competano esclusivamente agli enti territoriali”, seppure “previa verifica di conformità con gli strumenti di pianificazione urbanistica conformati o adeguati alle previsioni del piano di cui all’articolo 143 del codice”. Innanzitutto va rilevato che, a differenza della Proposta N. 1372 , che si riferivaagli interventi elencati nell’allegato “A”al Regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31, la Proposta in esame  rimanda all’ elencodell’Allegato Bdi tale regolamento[vii],che contiene interventi per molti aspetti assai più impattanti sul territorio e sul Paesaggio, interventi che devono a nostro avviso essere sottoposti al parere delle Soprintendenze.  A titolo di esempio si citano alcuni interventi compresi nel citato Allegato B Interventidi lieve entità  soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato: – Incrementi di volume non superiori al 10 per cento della volumetria della costruzione originaria; –interventi puntuali di adeguamento della viabilità esistente; –realizzazione di autorimesse….compresi i percorsi di accesso e le eventuali rampe; –realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino di natura permanente; – realizzazione di opere accessorie in soprasuolo correlate alla realizzazione di reti di distribuzione locale di servizi di pubblico interesse o di fognatura, o ad interventi di allaccio alle infrastrutture a rete; – posa in opera di manufatti parzialmente o completamente interrati quali serbatoi e cisterne – interventi sulle coperture… comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti… modifiche alla inclinazione o alla configurazione delle falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca… realizzazione di finestre a tetto, lucernari, abbaini o elementi consimili; modifiche ai tetti e alle coperture anche nei centri storici sono già state introdotte dalla citata Legge regionale del Lazio 125/2025 (ex PL 171). Gli esempisopra riportati, minima parte di un elenco ben più lungo, tra l’altro sono anche direttamente connessi con la tutela archeologica del territorio, che verrebbe definitivamente compromessa se non esaminata preventivamente dalle Soprintendenze competenti. Per non parlare di tutte le opere previste nel sopracitato Allegato B che, se non sottoposte alla preventiva valutazione delle Soprintendenze, potrebbero avere un impatto devastante sull’architettura degli edifici storici, urbani e rurali, a oggi vanto identitario dei nostri territori e testimonianza materiale di una storia che non può essere compressa entro logiche di mera efficienza amministrativa. L’inserimento di interventi invasivi, standardizzati e privi di un’adeguata valutazione paesaggistica rischia infatti di compromettere non solo la qualità architettonica dei singoli manufatti, ma l’equilibrio complessivo dei contesti in cui essi si inseriscono: borghi, centri storici, paesaggi agrari, insediamenti rurali stratificati nei secoli. Ma più in generale occorre rilevare che la valutazione dell’impatto di  un intervento sul territorio non può essere definita in astratto: essa va analizzata caso per caso da tecnici che conoscano la storia, le specificità e le fragilità di quel contesto territoriale. Un’opera apparentemente minima può avere un impatto enorme in un contesto fragile: un terrazzamento storico, un’area archeologica non ancora indagata, un tratto costiero vulnerabile, un paesaggio agrario tradizionale. Proprio per questo, l’esecuzione di lavori classificati “di lieve entità” senza un preventivo esame della Soprintendenza rischia non solo di coinvolgere aree con rilevanti incidenze paesaggistiche, che richiedono invece un’attenta verifica e adeguate misure di tutela, ma soprattutto rischiano di produrre effetti contrari alla finalità di salvaguardia del paesaggio. Inoltre è da evidenziare che gli interventi di lieve entità già oggi godono di procedure semplificate, non c’è dunque alcun bisogno di eliminarne la verifica tecnica. Quanto alla delega di  tale funzione  agli enti locali, va rilevato che in moltissimi  casi i Comuni non hanno le competenze e/o il personale per poter fare valutazioni adeguate, e oltretutto c’è il rischio che possano essere maggiormente orientati a favorire le ristrutturazioni edilizie e l’espansione urbanistica del proprio territorio  piuttosto che a garantirne una tutela rigorosa e imparziale. – Le stesse osservazioni valgono per l’art. 2, comma 2 lett. f) che riguarda  “il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica di interventi relativi ad attività di carattere stagionale e ripetitivo” poiché anche in questo caso la norma sembra presupporre che la ripetitività o la stagionalità dell’intervento ne garantiscano automaticamente la compatibilità paesaggistica. È un presupposto fragile: molte attività stagionali, se reiterate nel tempo, producono trasformazioni significative, sia per accumulo di impatti, sia per la progressiva alterazione delle percezioni visive, dell’uso dei suoli e della fruizione dei luoghi. Un esempio su tutti, che non ha bisogno di commenti puntuali: gli stabilimenti balneari che ricadono in aree di interesse archeologico e paesaggistico sottoposte a tutela ai sensi del Codice dei beni Culturali e del Paesaggio! – Non meno critica è la previsione dell’articolo 2, comma 2 lett d), che attribuisce alla Direzione Generale la competenza sulle autorizzazioni relative alle “infrastrutture strategiche”. La tutela paesaggistica è una funzione tecnica e specialistica che non può essere modulata in base alla dimensione dell’opera né sottratta alle Soprintendenze, le quali devono rimanere parte integrante del procedimento. L’accentramento presso il Ministero introduce, inoltre, un margine di valutazione politico‑discrezionale non supportata da una conoscenza specifica dei luoghi, incompatibile con la natura imparziale e tecnica della tutela, rischiando di comprometterne l’autonomia e la credibilità. – Anche nei casi previsti al comma 2 lett. e) si parla di interventi per la prevenzione dei rischi, che per la loro natura non possono che essere valutati caso per caso, così come le possibilità di ripristino di infrastrutture danneggiate, mentre si prefigura la possibilità di  “individuare le tipologie di intervento di prevenzione e di ripristino” alle quali applicare “una specifica disciplina procedimentale semplificata”, cioè modalità di intervento da utilizzare in ogni situazione,  che quindi superano – o aggirano – le normali procedure di intervento,  adottate proprio a tutela di quella “natura storica, architettonica o paesaggistica” che a parole si vorrebbe preservare – “ove possibile” – “nel pieno rispetto dell’articolo 9 della Costituzione”. – Quanto all’art. 2, comma 2 lett.  g), che prevede “nel rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali, ulteriori forme di coordinamento volte ad assicurare la redazione, l’aggiornamento periodico e l’effettiva attuazione dei piani paesaggistici…”, si tratta di un punto ampiamente condivisibile, poiché quando una Regione non provvede alla redazione o all’adeguamento del piano paesaggistico, si crea una situazione di vuoto che mette a rischio la salvaguardia dei valori identitari del territorio e genera incertezza amministrativa, contenzioso e disparità di trattamento tra cittadini. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, agli artt. 135 e 156, stabilisce l’obbligo per le Regioni di redigere il piano paesaggistico insieme al Ministero della Cultura e prevede, in caso di inerzia, l’attivazione graduale dei poteri sostitutivi da parte del Ministero con l’obiettivo di non esporre i territori a pressioni trasformative incontrollate e di non indebolire la capacità delle amministrazioni locali di operare scelte coerenti che potrebbero, altrimenti,  compromettere la qualità dello sviluppo del territorio stesso. La Corte costituzionale ha ribadito più volte (con sentenze n. 182/2006, n. 367/2007, n. 235/2010 e n. 66/2018) che, quando la Regione non adempie ai propri obblighi, lo Stato può intervenire in via sostitutiva, senza operare una compressione dell’autonomia regionale ma assicurando l’effettività della tutela paesaggistica, qualificata dalla Corte come “valore primario e assoluto” (sent. n. 367/2007). Le norme, dunque, già esistono, basterebbe solo pretenderne il rispetto! – Con il comma 5 dell’art. 2 e con l’Art. 3 è demandato  alle possibilità del  Governo, “nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e secondo la procedura previsti dal presente articolo”  di “adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi medesimi nonché recanti le ulteriori norme eventualmente occorrenti per il coordinamento formale e sostanziale con le altre disposizioni vigenti e  di provvedere alle modificazioni e alle abrogazioni delle disposizioni del codice dei Beni culturali e del paesaggio e delle altre disposizioni vigenti, in contrasto con le norme recate dai decreti legislativi medesimi” Quindi “il coordinamento  normativo” più volte citato  assumerà poi la forma che deciderà di dare il Governo al Codice dei beni culturali, con modifiche che possono cambiarne profondamente la natura di norma sovraordinata a tutte le altre.  In conclusione, una considerazione di carattere più generale. Ancora una volta si tende a individuare nelle Soprintendenze il principale ostacolo alla crescita del territorio e allo sviluppo economico del Paese, proseguendo, dunque, in una narrazione scorretta e fuorviante. Le Soprintendenze sono le sole istituzioni chiamate, per mandato costituzionale, a tutelare il Paesaggio e il Patrimonio storico della Nazione. Esse rappresentano l’ultimo presidio a difesa di un territorio sempre più vulnerabile e, grazie al lavoro quotidiano dei loro tecnici – spesso svolto in condizioni estremamente difficili,  con organici ridotti e carichi amministrativi crescenti – riescono a conciliare le legittime esigenze di sviluppo con l’altrettanto imprescindibile salvaguardia del patrimonio che la Storia ha consegnato alla collettività. Le continue aggressioni al paesaggio degli ultimi decenni dimostrano come la tutela territoriale sia stata progressivamente subordinata a logiche urbanistiche e di investimenti produttivi, nonostante l’esistenza di un Codice che il mondo intero riconosce come modello avanzato di protezione: non è un caso che i tecnici delle Soprintendenze siano spesso chiamati a formare colleghi di Paesi meno dotati di strumenti normativi altrettanto efficaci. Va inoltre ricordato che molte delle più importanti scoperte archeologiche recenti, di straordinario valore storico, sono state possibili proprio grazie all’applicazione rigorosa delle norme del Codice, dall’archeologia preventiva agli scavi mirati di tutela: tali scoperte, oltre ad arricchire l’identità e  il patrimonio collettivo della Nazione,  costituiscono oggi uno dei principali attrattori turistici del Paese, un asset economico strategico che verrebbe messo a rischio da un indebolimento dell’azione di tutela che ne è all’origine. Le modifiche prospettate al Codice dei beni culturali e del paesaggio rischiano di compromettere profondamente la tradizione italiana di tutela che le Soprintendenze continuano a garantire con responsabilità e competenza, nonostante la cronica carenza di personale e l’aumento costante degli adempimenti amministrativi:  se davvero si vuole semplificare, occorre intervenire su questi adempimenti, rendendo le procedure più snelle e meno onerose, non indebolendo gli strumenti di tutela. Per tutte queste ragioni, l’Associazione esprime piena contrarietà a revisioni del Codice che non siano orientate a rafforzare – e non a ridurre – l’efficacia della tutela e della gestione del patrimonio culturale, in attuazione dell’articolo 9 della nostra Costituzione. Daniela Rizzo Anna Maria Bianchi Associazione Carteinregola Nella foto Daniela Rizzo durante l’audizione -------------------------------------------------------------------------------- 10 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE [i] Vedi DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137. note: Entrata in vigore del decreto: 01-05-2004. Il presente Decreto Legislativo è stato erroneamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con numero di inserzione in Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana “41”. (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 03/12/2025) (GU n.45 del 24-02-2004 – Suppl. Ordinario n. 28) [ii] Vedi La Proposta di Legge che vuole modificare il Codice dei Beni culturali (riducendo le tutele paesaggistiche) Il testo proposta di legge N. 2606 Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica firmata da senatori della Lega e già approvato dal Senato il 17 settembre 2025. (vai all’articolo) [iii] Vedi DDL Paesaggio, le Osservazioni di Carteinregola 17 aprile 2025 > DDL Paesaggio, le Osservazioni di Carteinregola [iv] Vedi La Legge regionale del Lazio 125/2025 (ex PL 171) > La Legge regionale del Lazio 125/2025 (ex PL 171) [v]  vedi scheda di lettura 31 10 25  https://www.carteinregola.it/wp-content/uploads/2026/02/scheda-di-lettura-delega-revisione-codice-dei-beni-culturali-31-10-2025.pdf [vi]Art. 2 comma 2 lett a) garantire, al fine di superare incertezze applicative, il coordinamento normativo con la legge 7 agosto 1990, n. 241, anche con riferimento al silenzio assenso nell’ambito del procedimento di cui all’articolo 146, comma 5, primo periodo, del codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, per il rilascio del parere da parte delle Soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio, secondo quanto disposto dall’articolo 17-bis della citata legge n. 241 del 1990]; [vii] ’Allegato A al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 febbraio 2017, n. 31 Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata. (17G00042)  note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/04/2017 (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 30/07/2021) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2017;31:a Allegato B  (di cui all’art. 3, comma 1) Elenco interventi di lieve entità soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato B.1. Incrementi di volume non superiori al 10 per cento della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiori a 100 mc, eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti. Ogni ulteriore incremento sullo stesso immobile da eseguirsi nei cinque anni successivi all’ultimazione lavori è sottoposto a procedimento autorizzatorio ordinario; B.2. realizzazione o modifica di aperture esterne o finestre a tetto riguardanti beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici, purché tali interventi siano eseguiti nel rispetto delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti; B.3. interventi sui prospetti, diversi da quelli di cui alla voce B.2, comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti, quali: modifica delle facciate mediante realizzazione o riconfigurazione di aperture esterne, ivi comprese vetrine e dispositivi di protezione delle attività economiche, o di manufatti quali cornicioni, ringhiere, parapetti; interventi sulle finiture esterne, con rifacimento di intonaci, tinteggiature o rivestimenti esterni, modificativi di quelli preesistenti; realizzazione, modifica o chiusura di balconi o terrazze; realizzazione o modifica sostanziale di scale esterne; B.4. interventi sulle coperture, diversi da quelli di cui alla voce B.2, comportanti alterazione dell’aspetto esteriore degli edifici mediante modifica delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali o delle finiture esistenti, quali: rifacimento del manto del tetto con materiali diversi; modifiche alle coperture finalizzate all’installazione di impianti tecnologici; modifiche alla inclinazione o alla configurazione delle falde; realizzazione di lastrici solari o terrazze a tasca; inserimento di canne fumarie o comignoli; realizzazione di finestre a tetto, lucernari, abbaini o elementi consimili; B.5. interventi di adeguamento alla normativa antisismica ovvero finalizzati al contenimento dei consumi energetici degli edifici, laddove comportanti innovazioni nelle caratteristiche morfotipologiche, ovvero nei materiali di finitura o di rivestimento preesistenti; B.6. interventi necessari per il superamento di barriere architettoniche, laddove comportanti la realizzazione di rampe per il superamento di dislivelli superiori a 60 cm, ovvero la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti consimili che alterino la sagoma dell’edificio e siano visibili dallo spazio pubblico; B.7. installazione di impianti tecnologici esterni a servizio di singoli edifici, quali condizionatori e impianti di climatizzazione dotati di unità esterna, caldaie, parabole, antenne, su prospetti prospicienti la pubblica via o in posizioni comunque visibili dallo spazio pubblico, o laddove si tratti di impianti non integrati nella configurazione esterna degli edifici oppure qualora tali installazioni riguardino beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; B.8. installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici, purché integrati nella configurazione delle coperture, o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda degli edifici ricadenti fra quelli di cui all’art. 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; installazione di pannelli solari (termici o fotovoltaici) a servizio di singoli edifici su coperture piane in posizioni visibili dagli spazi pubblici esterni; B.9. installazione di micro generatori eolici con altezza complessiva non superiore a ml 1,50 e diametro non superiore a ml 1,00, qualora tali interventi interessino i beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; ((B.10. Installazione di cabine per impianti tecnologici a rete, fatta salva la fattispecie dell’installazione delle stesse all’interno di siti recintati già attrezzati con apparati di rete che, non superando l’altezza della recinzione del sito, non comporti un impatto paesaggistico ulteriore del sito nel suo complesso, da intendersi ricompresa e disciplinata dalla voce A.8 dell’allegato A, o colonnine modulari ovvero sostituzione delle medesime con altre diverse per tipologia, dimensioni e localizzazione)); B.11. interventi puntuali di adeguamento della viabilità esistente, quali: sistemazioni di rotatorie, riconfigurazione di incroci stradali, realizzazione di banchine, pensiline, marciapiedi e percorsi ciclabili, manufatti necessari per la sicurezza della circolazione, realizzazione di parcheggi a raso con fondo drenante o che assicuri adeguata permeabilità del suolo; B.12. interventi sistematici di arredo urbano comportanti l’installazione di manufatti e componenti, compresi gli impianti di pubblica illuminazione; B.13. opere di urbanizzazione primaria previste in piani attuativi già valutati ai fini paesaggistici, ove non siano oggetto di accordi di collaborazione tra il Ministero, le regioni e gli enti locali o di specifica disciplina contenuta nel piano paesaggistico approvato ai sensi dell’art. 143 del codice; B.14. interventi di cui alla voce A.12 dell’Allegato «A», da eseguirsi nelle aree di pertinenza degli edifici, ove si tratti di beni vincolati ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettera b) del Codice; B.15. interventi di demolizione senza ricostruzione di edifici, e manufatti edilizi in genere, privi di interesse architettonico, storico o testimoniale; B.16. realizzazione di autorimesse, collocate fuori terra ovvero parzialmente interrate, con volume emergente fuori terra non superiore a 50 mc, compresi i percorsi di accesso e le eventuali rampe; B.17. realizzazione di tettoie, porticati, chioschi da giardino di natura permanente e manufatti consimili aperti su più lati, aventi una superficie non superiore a 30 mq o di manufatti accessori o volumi tecnici con volume emergente fuori terra non superiore a 30 mc; B.18. interventi sistematici di configurazione delle aree di pertinenza di edifici esistenti, diversi da quelli di cui alla voce B.14, quali: nuove pavimentazioni, accessi pedonali e carrabili, modellazioni del suolo incidenti sulla morfologia del terreno, realizzazione di rampe, opere fisse di arredo, modifiche degli assetti vegetazionali; B.19. installazione di tettoie aperte di servizio a capannoni destinati ad attività produttive, o di collegamento tra i capannoni stessi, entro il limite del 10 per cento della superficie coperta preesistente; B.20. impianti tecnici esterni al servizio di edifici esistenti a destinazione produttiva, quali strutture per lo stoccaggio dei prodotti ovvero per la canalizzazione dei fluidi o dei fumi mediante tubazioni esterne; B.21. realizzazione di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno, inserimento di elementi antintrusione sui cancelli, le recinzioni e sui muri di cinta, interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento dei medesimi manufatti, se eseguiti con caratteristiche morfo-tipologiche, materiali o finiture diversi da quelle preesistenti e, comunque, ove interessino beni vincolati ai sensi del Codice, art. 136, comma 1, lettere a), b) e c) limitatamente, per quest’ultima, agli immobili di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale, ivi compresa l’edilizia rurale tradizionale, isolati o ricompresi nei centri o nuclei storici; B.22. taglio, senza sostituzione, di alberi, ferma l’autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista; sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti nelle aree, pubbliche o private, vincolate ai sensi dell’art. 136, comma 1, lettere a) e b) del Codice, ferma l’autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista; B.23. realizzazione di opere accessorie in soprasuolo correlate alla realizzazione di reti di distribuzione locale di servizi di pubblico interesse o di fognatura, o ad interventi di allaccio alle infrastrutture a rete; B.24. posa in opera di manufatti parzialmente o completamente interrati quali serbatoi e cisterne, ove comportanti la modifica permanente della morfologia del terreno o degli assetti vegetazionali, comprese le opere di recinzione o sistemazione correlate; posa in opera in soprasuolo dei medesimi manufatti, con dimensioni non superiori a 15 mc, e relative opere di recinzione o sistemazione; B.25. occupazione temporanea di suolo privato, pubblico, o di uso pubblico, mediante installazione di strutture o di manufatti semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie o di fondazione per manifestazioni, spettacoli, eventi, o per esposizioni e vendita di merci, per un periodo superiore a 120 e non superiore a 180 giorni nell’anno solare; B.26. verande e strutture in genere poste all’esterno (dehors), tali da configurare spazi chiusi funzionali ad attività economiche quali esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, attività commerciali, turistico-ricettive, sportive o del tempo libero; installazione di manufatti amovibili o di facile rimozione, consistenti in opere di carattere non stagionale e a servizio della balneazione, quali, ad esempio, chioschi, servizi igienici e cabine; prima collocazione ed installazione dei predetti manufatti amovibili o di facile rimozione aventi carattere stagionale; B.27. manufatti in soprasuolo correlati alla realizzazione di pozzi ed opere di presa e prelievo da falda per uso domestico; B.28. realizzazione di ponticelli di attraversamento di corsi d’acqua, o tombinamento parziale dei medesimi, limitatamente al tratto necessario per dare accesso ad edifici esistenti o a fondi agricoli interclusi; riapertura di tratti tombinati di corsi d’acqua; B.29. manufatti per ricovero attrezzi agricoli, realizzati con opere murarie o di fondazione, con superficie non superiore a dieci metri quadrati; B.30. realizzazione di nuove strutture relative all’esercizio dell’attività ittica con superficie non superiore a 30 mq; B.31. interventi di adeguamento della viabilità vicinale e poderale eseguiti nel rispetto della normativa di settore; B.32. interventi di ripristino delle attività agricole e pastorali nelle aree rurali invase da formazioni di vegetazione arbustiva o arborea, previo accertamento del preesistente uso agricolo o pastorale da parte delle autorità competenti, ove eseguiti in assenza di piano paesaggistico regionale che individui tali aree; B.33. interventi di diradamento boschivo con inserimento di colture agricole di radura; B.34. riduzione di superfici boscate in aree di pertinenza di immobili esistenti, per superfici non superiori a 2.000 mq, purché preventivamente assentita dalle amministrazioni competenti; B.35. interventi di realizzazione o adeguamento della viabilità forestale in assenza di piani o strumenti di gestione forestale approvati dalla Regione previo parere favorevole del Soprintendente per la parte inerente la realizzazione o adeguamento della viabilità forestale; B.36. posa in opera di cartelli e altri mezzi pubblicitari non temporanei di cui all’art. 153, comma 1, del Codice, di dimensioni inferiori a 18 mq, ivi compresi le insegne e i mezzi pubblicitari a messaggio o luminosità variabile, nonché l’installazione di insegne fuori dagli spazi vetrina o da altre collocazioni consimili a ciò preordinate; B.37. installazione di linee elettriche e telefoniche su palo a servizio di singole utenze di altezza non superiore, rispettivamente, a metri 10 e a metri 6,30; B.38. installazione di impianti delle reti di comunicazione elettronica o di impianti radioelettrici, diversi da quelli di cui all’art. 6, comma 4, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, che comportino la realizzazione di supporti di antenne non superiori a 6 metri se collocati su edifici esistenti, e/o la realizzazione di sopralzi di infrastrutture esistenti come pali o tralicci, non superiori a 6 metri, e/o la realizzazione di apparati di telecomunicazioni a servizio delle antenne, costituenti volumi tecnici, tali comunque da non superare l’altezza di metri 3 se collocati su edifici esistenti e di metri 4 se posati direttamente a terra; B.39. interventi di modifica di manufatti di difesa dalle acque delle sponde dei corsi d’acqua e dei laghi per adeguamento funzionale; B.40. interventi sistematici di ingegneria naturalistica diretti alla regimazione delle acque, alla conservazione del suolo o alla difesa dei versanti da frane e slavine; B.41. interventi di demolizione e ricostruzione di edifici e manufatti, ivi compresi gli impianti tecnologici, con volumetria, sagoma ed area di sedime corrispondenti a quelle preesistenti, diversi dagli interventi necessitati di ricostruzione di edifici e manufatti in tutto o in parte crollati o demoliti in conseguenza di calamità naturali o catastrofi. Sono esclusi dal procedimento semplificato gli interventi di demolizione e ricostruzione che interessino i beni di cui all’art. 136, comma 1, lettere a) e b) del Codice; B.42. interventi di ripascimento circoscritti di tratti di arenile in erosione, manutenzione di dune artificiali in funzione antierosiva, ripristino di opere di difesa esistenti sulla costa.
February 10, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola dell’8 febbraio 2026
Referendum Riforma magistratura, i video – Appello Riforma poteri Roma Capitale – Incontri sulla Mobilità di Roma – segnalazioni Referendum sulla riforma della magistratura, Carteinregola organizza un incontro on line per rispondere alle domande mercoledì 25 febbraio alle 18 sulla pagina FB di Carteinregolacon i magistrati Giuseppe Cascini e Marco Patarnello – vai alla pagina  I video – Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli  da lunedì 9 febbraio alle 19 Sulle pagine Facebook e Youtube e sul sito di Carteinregola Riforma della magistratura, quali rischi per la lotta alle mafie e alla corruzione? risponde Gianpiero Cioffredi, Libera contro le mafie del Lazio, con Daniela Rizzo Vai a Riforma costituzionale della magistratura, cronologia e materiali I VIDEO Come la Costituzione garantisce la separazione dei poteri, l’autonomia della magistratura e i diritti dei cittadini – Francesco Pallante  La Riforma costituzionale affronta i problemi della giustizia?risponde Emilio Ricci avvocato penalista, vicepresidente ANPI nazionale Con la riforma i giudici dipenderanno dalla politica? Necessario fermare l’invadenza della magistratura? risponde Enrico Grosso Presidente del Comitato Giusto dire No Con la separazione delle carriere finalmente difensore e PM saranno uguali davanti al Giudice?risponde Giovanni Salvi già Procuratore generale della Repubblica Il sorteggio dei membri del CSM metterà fine alle correnti della magistratura? I gruppi associativi della magistratura sono il male? risponde Silvia Albano, magistrata, Presidente di Magistratura Democratica Una nuova Alta Corte Disciplinare che sostituisce le funzioni disciplinari dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, garantirà più rigore e trasparenza? risponde Alfredo M. Bonagura, Consigliere Corte d’Appello di Roma  La crisi della democrazia e gli effetti sull’autonomia del potere giudiziarioGaetano Azzariti, costituzionalista con Pietro Spirito Riforma della magistratura, quali rischi per la tutela dell’ambiente?risponde Enrico Fontana,Segretario di Legambiente nazionale con Daniela Rizzo Vai alla pagina con i video e il programma dei prossimi appuntamenti  L’Appello: Poteri di Roma Capitale, l’altra riforma costituzionale che avanza senza nessun coinvolgimento dei cittadini  Trenta associazioni e comitati e decine di esponenti del mondo civico, accademico, culturale chiedono al Sindaco di Roma Capitale e della Città Metropolitana Gualtieri,  al Presidente della Regione Lazio Rocca,  ai Presidenti dei Municipi e a tutte le istituzioni e le forze politiche,  di impegnarsi perché la riforma di Roma Capitale sia messa finalmente al centro di un dibattito con le cittadine e i cittadini romani Leggi Dossier Mobilità di Carteinregola, 8 incontri on line Carteinregola organizza una serie di webinar dedicati all’approfondimento dei temi sollevati dal Dossier “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” a partire dal 16 febbraio alle 18 sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola. Leggi la presentazione  Vai al Dossier Appello del Coordinamento CERS (Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali ) Roma e Lazio contro il dirottamento dei fondi regionali ( chi vuole può firmare al link indicato) Vai alla pagina  Segnalazioni Sabato 28 febbraio 2026 – ore 10:30 Largo delle Sette Chiese Corteo cittadino “Ex Mercati Generali Liberi – un Bene Comune per la Città!” vai alla pagina FB di Ex ercati Generali Basta speculazione CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Ogni settimana Roma Capitale racconta le decisioni assunte per dare attuazione agli impegni del programma di mandato. Pillole video e audio che illustrano, in 60 secondi, un provvedimento e i suoi effetti concreti sulla città e sulla vita deli cittadini: dai servizi educativi alla mobilità, dall’ambiente all’innovazione. Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Vai Sveja – La rassegna stampa su Roma che cambia ogni giorno  Carteinregola – tutte le nostre iniziative Iscriviti alla Newsletter Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 8 febbraio 2026
February 7, 2026
carteinregola
Referendum sulla riforma della magistratura, Carteinregola organizza un incontro on line per rispondere alle domande
Mercoledì 25 febbraio alle 18 sulla pagina FB di Carteinregola un incontro con esperti per rispondere a dubbi e domande sul referendum della riforma costituzionale della magistratura. Stiamo prendendo molto a cuore il referendum sulla riforma della magistratura, perchè siamo convinti che la vittoria del SI avrebbe pesanti ripercussioni sul Paese e sulle nostre vite. Non solo perchè l’autonomia della magistratura riguarda soprattutto i cittadini, e i cittadini più deboli, ma anche perché questa riforma si aggiunge ad altri provvedimenti che intaccano profondamente la nostra Costituzione e i diritti delle persone, come l’Autonomia regionale differenziata e il cosiddetto premierato, ma anche il decreto sicurezza, che incide sulla nostra possibilità di manifestare liberamente, la riforma della Corte dei conti, che riduce la possibilità per i magistrati contabili di tutelare l’interesse pubblico. Sono in gioco persino  la libertà di stampa e la libertà di opinione, basti l’esempio del prof. Barbero, accusato di false informazioni e silenziato da Facebook, mentre nelle tv, sui social e nelle strade imperversa  la propaganda a favore di una riforma che viene falsamente definita “della giustizia” e “per la separazione delle carriere”. Su questi e su altri slogan fuorvianti Carteinregola ha lanciato una serie di video, Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli, dove vengono spiegati i veri contenuti della riforma.  Tuttavia,  poichè è importante che chi deve decidere come votare al referendum possa anche interrogare persone competenti sugli aspetti della riforma che gli sono meno chiari, Carteinregola organizza una riunione on line trasmessa in diretta sulla pagina Facebook, a cui partecipano i magistrati Giuseppe Cascini e Marco Patarnello, che risponderanno alle domande dei soci di Carteinregola e dei membri dei Comitati della nostra rete che partecipano al webinar, ma anche a quelle di chi vorrà inviarci prima una email (a laboratoriocarteinregola@gmail.com con OGGETTO WEBINAR REFERENDUM) o scrivendo direttamente le domande nei commenti su FB.  La nostra Costituzione è uno dei tesori più preziosi che ci hanno lasciato le donne e gli uomini del passato, a noi il compito e la responsabilità di tramandarne i valori e i principi alle generazioni future. Vi aspettiamo! Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 6 febbraio 2026
February 6, 2026
carteinregola
Dossier Mobilità di Carteinregola, 8 incontri on line
Carteinregola organizza una serie di webinar dedicati all’approfondimento dei temi sollevati dal Dossier “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” a partire dal 16 febbraio alle 18 sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola. La mobilità in una area metropolitana è fattore strategico di competitività. L’emergenza climatica e i costi della congestione inducono a ritenere necessario un serio programma di sviluppo della connettività pubblica. Roma si trova invece ancora nel mezzo di una crisi dettata dalla prevalenza del trasporto individuale Il 4 dicembre l’associazione  Carteinregola ha presentato e pubblicato il  dossier  Mobilità: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte che intendeva fare il punto su 7 temi della mobilità di Roma Capitale: nodi intermodali, tram e ferrovie, metropolitane, bus turistici, ciclabilità, piano parcheggi, isole ambientali*. Ciascun capitolo presentava  la situazione sulla base delle informazioni disponibili e avanzava delle domande all’assessore alla mobilità e alle istituzioni.  La principale richiesta era quella di una maggiore trasparenza, e di  informazioni accessibili, precise  e tempestive ai cittadini,  per un maggiore  coinvolgimento della cittadinanza e della realtà dei territori nelle trasformazioni urbane,  comprese quelle della mobilità.  A oggi, a parte alcune risposte fornite dal presidente della commissione mobilità Giovanni Zannola e dall’Ing. Alessandro Fuschiotto di Roma Servizi Mobilità nel corso della presentazione del dossier, non sono giunti riscontri  alle  tante domande che abbiamo avanzato.  Abbiamo quindi ripreso in mano il nostro dossier, per aggiornarlo  con le notizie di stampa e le dichiarazioni istituzionali su quanto è avvenuto in questi due mesi, e abbiamo deciso di riaprire il dibattito, inviando di nuovo le domande all’assessore e alle istituzioni, e soprattutto rilanciando il nostro lavoro con una serie di webinar, ciascuno dedicato a uno dei temi del dossier,.  A cominciare dal 16 febbraio, quindi, ogni 15 giorni circa sui canali social di Carteinregola  si svolgerà  una serie di incontri nei quali daremo le informazioni disponibili (o quantomeno quelle che noi abbiamo reperito)  e riproporremo le principali domande/questioni/richieste che a nostro avviso dovrebbero essere affrontate da chi governa la città.cominciando con un  incontro che affronta  alcune problematiche generali della mobilità della capitale**.  Ci vediamo quindi il 16 febbraio alle 18 sulle pagine Facebook e Youtube per parlare  della mobilità di area vasta, di mobilità e pianificazione urbanistica, di infrastrutture per la mobilità e verde urbano, di Zone 30, di trasparenza e di partecipazione dei cittadini, degli  impatti del turismo  sulla mobilità, anche in vista di alcuni interventi programmati che avranno conseguenze sulla mobilità della città, come  la variante crocieristica del Progetto del Porto turistico – crocieristico di Fiumicino e come l’ampliamento dell’aeroporto.  Ne parleranno Anna Maria Bianchi, Paolo Gelsomini, Pietro Spirito, Giancarlo Storto, Paola Loche, Clarice Marsano. Seguirà una puntata dedicata al Piano Urbano Parcheggi, di cui da tempo è in ballo il rinnovamento (e l’adeguamento normativo a norme vigenti da ormai più di vent’anni), più volte rimandato dalle  varie giunte  che si sono susseguite dal 2008 ad oggi, e che quindi è ancora  fermo al 2008 , con tutti  i suoi  nodi irrisolti. Con il permanere di parcheggi interrati  che incombono (o atterrano) sul territorio, ereditati dal passato e di dubbia utilità pubblica, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza. Ne sono casi esemplari il progetto del Parcheggio Lungotevere Castello I Municipio e il parcheggio di Largo Capponi/Via Porcari nel I Municipio, ma la situazione dei parcheggi riguarda un po’ tutta Roma. Pubblichiamo qui  il capitolo sui parcheggi*** Si possono inviare domande e segnalazioni a laboratoriocarteinregola@gmail.com 5 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com (*) Vai alla prima parte dell Dossier  Vai ai Capitoli della seconda parte (**) Chi volesse segnalarci problematiche (che non sono già contenute nel dossier!)  può inviare le domande per email a laboratoriocarteinregola@gmail.com (si potranno postare le domande anche  sotto la diretta Facebook o YouTube): i temi rimasti in sospeso saranno  inseriti in un’ulteriore appendice del dossier,  che sarà nostra cura inviare all’assessore Patanè alla fine del ciclo di incontri. – *** Invitiamo gli interessati alla situazione del PUP  a mandare domande e segnalazioni a laboratoriocarteinregola@gmail.com ( con oggetto Piano Urbano Parcheggi) 
February 5, 2026
carteinregola
Con la riforma i giudici dipenderanno dalla politica? risponde Enrico Grosso
Necessario fermare l’invadenza della magistratura? risponde Enrico Grosso Presidente del Comitato Giusto dire No – (trascrizione dell’intervento in video pubblicato il 30 gennaio 2026 – in calce) ANNA MARIA BIANCHI MISSAGLIA: Professore Enrico Grosso, Presidente del Comitato Giusto Dire No, le chiediamo subito un commento sul famoso slogan che appare sui manifesti del comitato Giusto dire NO che sono stati affissi, in particolare nelle stazioni italiane: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?” Uno slogan che ha sollevato le contestazioni del fronte del SI,  addirittura con  iniziative legali, perché molti sostengono che la  riforma non tocca l’autonomia della magistratura, che resta  scritta a caratteri cubitali nella Costituzione, e che quindi quello slogan è una fake news dei Comitati del NO. Ma è veramente una fake news? PROF. ENRICO GROSSO: Provo a spiegarlo con le parole più semplici di cui sono capace. E’ ovvio che la Costituzione continuerà a proclamare in astratto “la magistratura è un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere“. Ma questo di per sè non è sufficiente a garantire che lo sia davvero. Perché, vedete, le Costituzioni sono meccanismi complessi, sono impasti di principi e regole. Vengono proclamati dei principi, poi a questi principi si affiancano delle regole che servono a renderli effettivi, perché i principi, finché sono lasciati soli, restano scritti sulla carta. Ai miei studenti faccio sempre questo esempio: durante la Rivoluzione francese, la prima cosa che scrissero gli autori della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 era che la libertà personale doveva essere inviolabile, che nessuno poteva essere arbitrariamente arrestato in mezzo alla strada. Dopodiché, durante il Terrore giacobino, la gente veniva appunto arrestata indiscriminatamente e ghigliottinata il giorno dopo. Mancava un corpo di regole che rendesse effettivo quel principio così solennemente proclamato, e così il potere, di quel principio, poteva farsi beffe allegramente. Che cosa ci insegna tutto ciò? Che i principi non basta proclamarli, bisogna poi garantirne l’effettività con un sistema di regole che li inverino e li difendano nel quotidiano. Allora che cosa ha fatto il Costituente nel 1947? Dopo aver proclamato il principio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, cioè della separazione e dell’equilibrio dei poteri, ha introdotto una serie di regole che rendessero effettivo quel principio, che scongiurassero il rischio che esso restasse scritto solo sulla carta. La principale di queste regole è stata l’istituzione di un organo costituzionale, che si chiama Consiglio Superiore della Magistratura, al quale è stato affidato il delicatissimo compito di sottrarre alla politica, al potere politico, tutta una serie di decisioni concernenti lo status giuridico (e anche la vita personale) del magistrato che, se assunte da chi è titolare di potere politico, rischiano inevitabilmente di condizionare le decisioni giudiziarie che quel magistrato si troverà ad assumere. I magistrati devono essere liberi di assumere le loro decisioni, in applicazione del diritto, senza timore delle conseguenze che ne potranno derivare. Il giudice davvero “terzo e imparziale” è il giudice che non ha paura, non ha paura di subire un arbitrario trasferimento ad altra sede, di avere un ritardo ingiustificato nella sua progressione in carriera, di vedersi incolpato disciplinarmente senza ragione, e così via. Tutti i provvedimenti amministrativi e disciplinari concernenti i magistrati devono essere assunti senza alcun condizionamento, neppure solo potenziale, da parte della politica. Perché tale condizionamento rischia inevitabilmente di “ricondurre”, per usare un verbo che forse piace ai membri del nostro attuale governo, i magistrati, inducendoli magari a non assumere quelle decisioni scomode e sgradite. E allora che cosa fece il saggio Costituente nel 1947? Disse: tutte queste decisioni – le assunzioni, le assegnazioni, le promozioni, i trasferimenti, i provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati – devono essere assunte da un organo che garantisca piena indipendenza dalla politica. Questo organo si chiama Consiglio Superiore della Magistratura, che non a caso è composto in maggioranza di magistrati eletti dai loro colleghi – ed è importante che siano “eletti” – e da una parte minoritaria di professori universitari in materie giuridiche e avvocati, eletti dal Parlamento in seduta comune. Per inciso, l’idea dei Costituenti era che questi componenti “laici” (ossia individuati tra professori e avvocati e non tra magistrati) sarebbero stati scelti tra i migliori giuristi del Paese, i quali, in perfetta autonomia come dovrebbe garantire il loro status, insieme ai componenti eletti dai magistrati avrebbero garantito un vero “autogoverno” della magistratura. Il che non è avvenuto, da quando la politica ha cominciato a designare al CSM persone che assicurassero il massimo grado di fedeltà alle linee politiche dei partiti che li esprimevano. Che cosa fa la riforma? Smonta il CSM, lo smonta in tre mosse. Primo: lo divide in due, e tutte le volte che tu dividi un organo in due lo indebolisci, perché secondo il noto principio “divide et impera” due consigli tenderanno a confliggere l’uno con l’altro, a prendere decisioni magari in contrasto reciproco, a delegittimarsi a vicenda. In ogni caso i due CSM non rappresenteranno più il complesso della magistratura italiana, ma due corpi separati (che si vorrebbero pure antagonistici) e già solo per questa ragione risulteranno indeboliti. Secondo: si sorteggiano i membri che provengono dalla magistratura. Non è una banalità, perché il sorteggio, oltre a essere umiliante in sé in quanto sembra presupporre che chiunque possa indifferentemente esercitare quella funzione senza badare a competenza, attitudine, carisma, credibilità personale e così via, impedisce che si realizzi quel necessario nesso di responsabilità e fiducia che solo l’elezione produce. Se io eleggo alcuni miei colleghi a svolgere un compito così delicato, quelle persone, che sono state investite con un mandato elettivo, si sentiranno particolarmente responsabili nell’esercitare quel delicatissimo ruolo. Invece si vuole sorteggiarli per sminuirne il ruolo, per banalizzarlo, quasi a dire “tu conti poco, ti sorteggio perché tanto potevo scegliere te come chiunque altro“. In un contesto in cui, invece, i membri laici non sono affatto sorteggiati, ma accuratamente scelti, dalla politica, tra i più fedeli, tra coloro che assicurino che gli interessi politici di coloro che li hanno scelti siano puntualmente perseguiti e realizzati. Una componente organizzata, da un lato, che si fronteggerà con una componente deliberatamente disarticolata, dall’altro. Terzo: si sottrae al Consiglio Superiore la più delicata delle funzioni attualmente svolte dal CSM, e cioè la funzione disciplinare, quella che concerne il controllo deontologico sul corretto esercizio della funzione giurisdizionale, che può costituire la leva più potente per il condizionamento delle decisioni giudiziarie. E questa funzione a chi la si conferisce? La si conferisce a una fantomatica Alta Corte Disciplinare, che solo il nome sembra inventato apposta per intimorire i magistrati, la quale sarà a sua volta composta da magistrati e professori (o avvocati), naturalmente sorteggiati i primi, e invece accuratamente scelti i secondi, con i medesimi meccanismi sopra descritti. Tutto ciò che cosa produce? Produce un aumento del timore da parte dei giudici delle conseguenze che potranno derivare dall’assunzione di determinate decisioni. Essi cominceranno di nuovo a pensare, come avveniva prima che la Costituzione istituisse quel CSM elettivo e autorevole: “ma se io prendo decisioni scomode, che cosa mi succede?” Oggi questo non avviene perché il CSM funge da scudo, da barriera, e difende i magistrati contro i tentativi della politica di condizionarne le decisioni. Il risultato è molto semplice: la Riforma abbassa in concreto le garanzie di indipendenza, che pure continuano ad essere proclamate in astratto. ANNA MARIA BIANCHI MISSAGLIA: Le motivazioni del Sì, che sono anche  in contraddizione tra garantismo e deriva securitaria, parlano di “invadenza della magistratura nelle decisioni della politica“.  PROF. ENRICO GROSSO Questa è una storia veramente curiosa, perché qui dobbiamo metterci d’accordo. I fautori del sì sviluppano due argomenti che sono tra di loro in aperta contraddizione. Da un lato sento dire che i magistrati devono essere ricondotti a un sistema in cui un giudice davvero “terzo” valuti con maggiore imparzialità le richieste del pubblico ministero, così da evitare che vi siano eccessi nella privazione della libertà personale, o che i cittadini siano perseguiti penalmente anche quando non dovrebbero esserlo. Insomma, il sì servirebbe a limitare il potere eccessivo che oggi avrebbero i pubblici ministeri di pregiudicare i diritti dei cittadini innocenti. Si tratta di una narrazione garantistica e liberale, attraverso la quale si vorrebbe far passare il messaggio che la riforma serva a difendere gli individui dalle ingerenze arbitrarie da parte della magistratura sulla loro libertà. Circola però anche la narrazione opposta. Quella secondo cui oggi i magistrati si ribellerebbero alle politiche securitarie del governo, e dunque sarebbe per colpa dei magistrati se circolano nel paese così tanti criminali e così tanti immigrati irregolari, mentre il governo vorrebbe tanto difenderci dai criminali ma non riuscirebbe a farlo per colpa dei giudici che “si mettono di traverso”. Ora, si devono mettere d’accordo tra di loro: il sistema attuale è sbagliato perché è troppo repressivo o è sbagliato perché è troppo liberale e garantista? La verità è che sono erronee entrambe le narrazioni. Ciò che davvero disturba il potere, il potere politico, è una magistratura che si sottragga ai suoi condizionamenti, che assuma decisioni libere, applicando la legge e – soprattutto – la Costituzione senza guardare in faccia a nessuno, anche contro il volere di chi sta al governo, qualunque sia il colore politico di quel governo. Ma vogliamo ricordare quello che è successo nell’ultimo anno? Il Governo è riuscito a litigare con la Corte di Cassazione, con la Corte Costituzionale, con la Corte dei Conti, con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la Corte Europea dei diritti dell’uomo, financo con la Corte Penale Internazionale (vi ricordate il caso Almasri?). Allora, quando un governo comincia a litigare con tutte le massime corti giudiziarie, interne e sovranazionali, c’è qualcosa che non va. Ciò significa che in realtà è il potere politico ad essere sempre più insofferente nei confronti di qualsiasi forma di controllo. Ed è proprio questo lo spirito della riforma: abbassare di fatto l’indipendenza e l’autonomia della magistratura per sottrarre la politica ai controlli cui oggi è per fortuna sottoposta. Questa riforma è figlia dell’insofferenza nei confronti di qualsiasi attività di controllo e di tutela della legalità, che è l’attività tipica di ogni organo di garanzia nello Stato di diritto. Del resto, tutto ciò è stato ampiamente confermato dal Ministro Nordio nel suo libro recentemente pubblicato, quando ha scritto, in un passo che cito sempre, a pagina 122 – ormai mi ricordo pure la pagina – “non vedo perché l’opposizione dovrebbe contrastare questa riforma, in fondo anche l’opposizione quando tornerà al governo con questa riforma recupererà la sua libertà d’azione“. Ecco, è proprio questo che vogliono i sedicenti riformatori, ed è proprio questo che non voglio io. Cioè che la politica abbia una completa libertà d’azione dai controlli giudiziari. La politica non può pretendere, in uno stato costituzionale, di sottrarsi ai controlli giudiziari che qualificano lo Stato, appunto, come Stato costituzionale di diritto. ANNA MARIA BIANCHI MISSAGLIA  Questa riforma della magistratura non finisce qui, se sarà confermata dal  referendum ci saranno ulteriori  sviluppi, forse ancora peggiori.  Il ministro Tajani proprio recentemente ha dichiarato: “Dobbiamo andare avanti, non basta la separazione delle carriere, penso alla responsabilità dei magistrati, penso ad aprire un dibattito se è giusto o meno conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei magistrati, discutiamone...” PROF. ENRICO GROSSO : Forse quest’ultimo particolare, rivelato in un impeto di sincerità, dovrebbe far riflettere ancora di più tutti gli italiani sul possibile futuro che ci aspetta se questa riforma dovesse passare. Mi chiedo veramente se quella che hanno lanciato non cominci ad avere l’aspetto di una vera e propria crociata nei confronti del potere giudiziario, additato di tutte le colpe, e al quale si vorrebbe ora addirittura sottrarre la possibilità di disporre della polizia giudiziaria. Vorrei fare presente che oggi, per fortuna, la polizia è sotto il controllo della magistratura, cioè la polizia, nel momento in cui svolge attività di indagine e di controllo sulla commissione di reati, obbedisce agli ordini dei magistrati e non dei politici. Sapete qual è oggi, tra i tanti, il principale Paese in cui organi di polizia rispondono e obbediscono direttamente agli ordini del governo, e sono espressamente sottratti al controllo da parte della magistratura, tanto che quest’ultima non riesce più neppure a incriminare singoli agenti per i loro eccessi di violenza a danno dei cittadini? Sono gli Stati Uniti d’America: a Minneapolis il corpo dell’Immigration and Customs Enforcement, ormai famigerato in tutto il mondo civile, agisce fuori da qualsiasi controllo giudiziario preventivo, e si è messo a sparare per le strade ai cittadini americani inermi. Ovviamente io non sto dicendo che domani in Italia la polizia sparerà sui cittadini italiani inermi, ci mancherebbe! Ma quella è la possibile deriva di una polizia sottratta al controllo dell’autorità giudiziaria e direttamente rispondente ai governi: quando le autorità di polizia non sono più sotto il controllo dei magistrati, ma sono direttamente sotto il controllo del governo, il rischio è che il governo finisca per utilizzare la polizia per i suoi scopi, che oggi magari sono scopi perfettamente compatibili con le regole dello Stato di diritto e con l’amministrazione imparziale della giustizia, ma che non sappiamo se e fino a quando continueranno ad essere intesi nello stesso modo. Ricordiamoci che le leggi (e le costituzioni) sono scritte nei momenti di saggezza, per potersene servire nei momenti di follia. Le leggi (e le costituzioni) sono le corde che legano Ulisse all’albero maestro, per impedirgli di saltare in acqua e inseguire le sirene che lo perderanno. Teniamoci stretta, per favore, almeno la garanzia che l’attività di polizia sia controllata rigorosamente e quotidianamente dall’autorità giudiziaria. Questa è una delle grandi conquiste che il costituzionalismo ha saputo infine realizzare, e che la Costituzione italiana ha voluto prevedere proprio allo scopo di superare definitivamente una fase storica, nella quale credo nessuno di noi vorrebbe essere ricacciato. Quel periodo buio della storia d’Italia, quando la polizia era a disposizione, e a discrezione, del governo. Era il ventennio fascista. Spero che nessuno rimpianga quei tempi. 1 febbraio 2026 vai a I video – Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli con gli altri video della serie e il calendario vedi anche Riforma costituzionale della magistratura, cronologia e materiali Per osservazioni e precisazioni: laboraatoriocarteinregola@gmail.com
February 1, 2026
carteinregola
I video – Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli
Serie di video per comprendere cosa c‘è in gioco nel Referendum sulla riforma della magistratura. Ogni martedì e venerdì alle 19 una nuova puntata sulle pagine Facebook e Youtube di Carteinregola Cominciamo il 23 gennaio con un’intervento del costituzionalista Francesco Pallante: Come la Costituzione garantisce la separazione dei poteri e  l’autonomia della magistratura. Tra poche settimane si voterà per il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura e nonostante lo straordinario risultato delle 500.000 firme raccolte in poche settimane per la richiesta di referendum popolare, le forze del SI continuano ad essere in vantaggio,  seppure con una progressiva riduzione della distanza dal fronte del NO. Il motivo principale è il disinteresse di molti cittadini, che pensano che la riforma non li riguardi, e soprattutto la disinformazione, favorita anche dalla  complessità dell’argomento, che  premia  gli  slogan di facile presa su chi – i più – non ha occasione di informarsi o di essere informato, e penalizza chi vuole  spiegare seriamente le tante ragioni  per opporsi. L’ impegno è quindi, come sempre, sul fronte della comunicazione, per  moltiplicare le occasioni di incontro e di dibattito e per  realizzare e diffondere materiali accessibili a tutti, che facciano comprendere che non si tratta di difendere i magistrati, ma i principi della nostra Costituzione e l’autonomia della magistratura, che sola può tutelare i cittadini – soprattutto i più deboli – dalla prepotenza dei più forti. L’Associazione Carteinregola, come già durante l’iter di approvazione dell’Autonomia regionale differenziata, intende lanciare una serie di puntate di approfondimento dei motivi del NO, con video di 10’ circa, ciascuno dedicato a uno slogan dei sostenitori della riforma trasformato in FAQ (domande frequenti) a cui risponde un esperto/a sul tema, rivelando la realtà che si cela  dietro le trombe della propaganda.  Interventi che possono riguardare gli aspetti giuridici della riforma e le loro ricadute, soprattutto sui diritti dei cittadini, o interventi dei protagonisti di tante realtà della società civile che hanno aderito ai comitati del NO, ciascuna con le motivazioni che scaturiscono dalla storia e dall’identità dell’organizzazione. Sono invitati a intervenire i presidenti dei Comitati del NO, giuristi, magistrati, avvocati, insieme a rappresentanti di tante organizzazioni della società civile che si stanno impegnando nella campagna. Hanno già dato la disponibilità: Silvia Albano, segretaria di Magistratura Democratica, Gaetano Azzariti, costituzionalista, Alfredo M. Bonagura, Consigliere Corte d’appello di Roma, Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD, Christian Ferrari, Cgil nazionale, Enrico Fontana, Segretario di Legambiente nazionale, Elena Granaglia, Forum Disuguaglianze Diversità, Enrico Grosso, Presidente Comitato Giusto Dire NO, Rocco Maruotti segretario dell’associazione nazionale Magistrati, Francesco Pallante, costituzionalista, Maria Teresa Polito, magistrata della Corte dei conti, Emilio Ricci vicepresidente ANPI, Giovanni Salvi, già Procuratore generale della Repubblica. La  serie si aprirà venerdì 23 gennaio dalle 19, con un’intervento del costituzionalista Francesco Pallante sulle basi costituzionali della nostra democrazia, con la separazione dei poteri e l’ordinamento che ha garantito dal 1948 a oggi l’autonomia della magistratura e da alcuni interventi che affrontano  lo scenario  generale delle riforme in atto che si collocano, insieme a quella della magistratura, in un quadro di smantellamento di molti fondamenti e diritti costituzionali: dall’autonomia differenziata al premierato, dal Decreto sicurezza alla riforma della Corte dei Conti, alla riforma della legge elettorale, tutti  indici di un disegno inteso a rafforzare l’esecutivo. Quindi la serie passa in rassegna, in ogni puntata, un argomento specifico delle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, per rispondere alle principali argomentazioni del SI, indicando per ciascun argomento le ricadute sui cittadini. Di seguito alcuni esempi: Una riforma della giustizia?  (Una giustizia più  efficiente,  più rapida,  più giusta per il cittadino?) Una riforma della separazione delle carriere? (Un giudice più imparziale e indipendente dal PM? Difensore e PM uguali davanti al Giudice? Il cittadino sarà più o  meno tutelato dal nuovo  PM?) La magistratura sarà meno “politicizzata”? (La scelta del sorteggio libererà il Consiglio Superiore della Magistratura dalle correnti ?Le correnti dei magistrati sono un male da eliminare?) L’autonomia della magistratura sarà garantita?  (Il pubblico ministero sarà sottoposto all’esecutivo?  La nuova  speciale corte disciplinare funzionerà meglio dell’attuale CSM? ) Ecc. In  parallelo sono proposte le testimonianze e le ragioni delle tante realtà della società civile che si stanno impegnando per la campagna referendaria Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 21 gennaio 2026
January 22, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola del 12 gennaio 2026
Carteinregola aderisce al Comitato Società Civile per il NO al Referendum costituzionale (e promuove la raccolta firme) Leggi  Vai alle istruzioni per firmare  Perché al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura bisogna convintamente votare e far votare NO di Alfredo M. Bonagura,   Leggi la sintesi Leggi il documento  Vai a Riforma costituzionale della magistratura, cronologia e materiali Dossier Mobilità di Carteinregola: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte Vai al Dossier Vai alla registrazione del convegno di presentazione del 4 dicembre con  Anna Maria Bianchi, Paolo Gelsomini, Giancarlo Storto, con gli interventi di Giovanni Zannola Presidente della Commissione capitolina Mobilità e l’Ing. Alessandro Fuschiotto Roma Servizi per la Mobilità Il porto crocieristico di Fiumicino, implicazioni per il sistema di mobilità di Roma di Pietro Spirito Leggi Demolizione e ricostruzione di immobili, il Consiglio di Stato fa chiarezza di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi La controriforma della Corte dei Conti, una “Salva Milano” generalizzata  di Anna Maria Bianchi Missaglia LeggiSalva Milano, cronologia materialiI nuovi poteri speciali per la trasformazione degli stadi possono derogare al Codice dei Beni culturali di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 La girandola delle Occupazioni di Suolo Pubblico tra Governo e Comune. E non vince la Città di Paolo Gelsomini  Leggi   Con la Fontana di Trevi a pagamento un altro pezzo di città pubblica diventa una merce per i turisti di Anna Maria Bianchi Missaglia Leggi   Trasformazioni delle città occidentali: dalla Polis greca, da cui tutto è nato, alla dissolvenza dell’oggi di Paolo Gelsomini di Paolo Gelsomini Leggi   13 anni di Carteinregola E un nuovo sito ­ Da molto tempo la nostra associazione era al lavoro per  rinnovare quello che è il nostro principale strumento di comunicazione, il megafono delle nostre battaglie e proposte. Volevamo migliorare la grafica e la struttura,  mantenendo però quello che è diventato  il marchio di Carteinregola,  un’impostazione che dal 2016 a oggi  è stata premiata da decine di migliaia di visualizzazioni ogni anno. ­ Leggi tutto Segnalazioni 14 gennaio 2026 dalle ore 16:00 alle 19:00 confronto aperto con l’Assessorato e il Dipartimento Ambiente per parlare della gestione e della cura del verde pubblico di Roma Capitale si terrà nella  Casa della Città in Piazza Giovanni da Verrazzano,7 organizzato dal   Coordinamento delle Associazioni per il Regolamento del Verde e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale 19 gennaio 2026 ore 18:00 20 via Pelago 3  Roma mobilità al terzo saluti Francesca Falchi, vicepres  Consiglio municipal,  introduce Martina Testa capogruppo di Roma Futura,  interventi Giovanni Caudo Roma Futura presidente Commissione PNRR,  Eugenio Patanè assessore alla mobilità, Paolo Marchionne, presidente del III Municipio CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Ogni settimana Roma Capitale racconta le decisioni assunte per dare attuazione agli impegni del programma di mandato. Pillole video e audio che illustrano, in 60 secondi, un provvedimento e i suoi effetti concreti sulla città e sulla vita deli cittadini: dai servizi educativi alla mobilità, dall’ambiente all’innovazione. Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, inaugurato lo scorso dicembre, si presenta con un primo programma di incontri, eventi e laboratori.  Si comincia con la presentazione del progetto CArMe, per il rilancio e la fruibilità dell’area archeologica monumentale centrale, con un ciclo di incontri a partire dal 16 gennaio alla presenza di Assessori capitolini e Presidenti dei municipi.Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività  Vai Sveja – La rassegna stampa su Roma che cambia ogni giorno Delibere di Giunta e Assemblea Capitolina Come trovare le Proposte di Deliberazione sul sito di Roma Capitale  TUTTE LE INIZIATIVE DI CARTEINREGOLA  Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com 12 gennaio 2026
January 12, 2026
carteinregola