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Anche Italia Nostra al TAR contro il progetto di Cala Finanza
una battaglia per il paesaggio sardo e per il rispetto del Piano Paesaggistico Italia Nostra scende ufficialmente in campo nella battaglia legale e ambientale di Cala Finanza. Come già anticipato, l’Associazione interverrà ad adiuvandum nel ricorso presentato presso il TAR Sardegna dalla Regione Sarda contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Struttura di Missione ZES. L’azione legale di Italia Nostra tende verso un pronunciamento del TAR sull’illegittimità dell’Autorizzazione Unica n. 74 del 6 febbraio 2026, rilasciata per la variante urbanistica e la riconversione di strutture esistenti in località Cala Finanza, nel Comune di Loiri Porto San Paolo. La procura speciale è stata conferita all’avvocato Manuela Tedde del foro di Sassari, che formalizzerà a breve la costituzione in giudizio. Italia Nostra condivide e sposa appieno la strategia giudiziaria adottata dai legali della Regione Sardegna. Nonostante il dietrofront del Governo e la revoca del provvedimento autorizzativo, la richiesta di un pronunciamento nel merito da parte del TAR è la strada corretta. L’obiettivo dell’Associazione, all’unisono con le altre sigle ambientaliste già costituite, è rendere l’azione legale ancora più incisiva. La posta in gioco supera i confini di Cala Finanza e della stessa Sardegna: investe l’intero territorio del meridione d’Italia e l’ordinamento costituzionale. Nata a livello internazionale per attrarre capitali in aree portuali e industriali depresse, la normativa sulle ZES (Zone Economiche Speciali) ha subito attraverso i passaggi parlamentari italiani una singolare metamorfosi traducendosi in un devastante strumento di deregolamentazione e saccheggio dei territori. Italia Nostra denuncia con fermezza all’opinione pubblica il tentativo in atto di scardinare l’armatura normativa posta a tutela del patrimonio culturale e ambientale, eludendo competenze e tutele sancite dal PPR, dal Codice dei BB.CC. e dallo Statute Speciale per perseguire meri obiettivi speculativi. Nel caso di Loiri Porto San Paolo, il Coordinatore della ZES, alla stregua di un novello satrapo, ha agito ignorando pareri, calpestando competenze ed emanando una delibera autorizzativa che ricalca la celebre e arrogante espressione del Marchese del Grillo e su cui, per il resto, putor vetat. Ciò che indigna profondamente è che la privatizzazione e lo sfregio paesaggistico di un sito costiero di altissimo pregio vengano spacciati come trasformazioni in “lusso e natura” (parole di CEO!), il tutto facilitato con i soldi dei contribuenti. Una vera manna per le nuove frontiere delle speculazione. La normativa ZES, se applicata in questo modo selvaggio, agisce come un cancro che rischia di mandare in metastasi l’intero territorio nazionale. Il popolo sardo – già mobilitato dall’esperienza contro la speculazione sulle energie rinnovabili – ha compreso perfettamente il pericolo, rispondendo con la straordinaria mobilitazione dello scorso 1° luglio. Una reazione netta, a differenza di altre Regioni italiane che si sono fatte passare sotto il naso un boccone mefitico, illuse dalle promesse di investimenti. Timeo Danaos et dona ferentes: un monito per quegli amministratori locali che ripongono una fiducia cieca in un capitale non avvezzo al rispetto delle regole territoriali. Italia Nostra promuove questa azione legale per impedire che uno strumento di promozione economica si trasformi nell’ennesimo scempio del territorio isolano. L’obiettivo è ottenere un pronunciamento nel merito da parte del TAR Sardegna, che risulterà importante anche per analoghi fatti avvenuti in altre Regioni, sollecitando eventualmente i giudici amministrativi a sollevare in via incidentale la questione di legittimità costituzionale della normativa ZES dinanzi alla Consulta, laddove si ravvisi il contrasto con le diverse normative regionali e in particolare con lo Statuto Speciale sardo e l’armatura costituzionale di tutela del paesaggio. Solo bloccando questa falla nel nostro ordinamento si potrà impedire una catastrofe nazionale. Italia Nostra, che ha già fatto sentire la propria voce in Puglia e che continuerà a vigilare su ogni fronte nazionale, prosegue il suo impegno in Sardegna a difesa degli interessi collettivi e dei valori storici e ambientali sanciti nel proprio statuto sin dalla fondazione. L’iniziativa odierna si inserisce nel solco delle storiche battaglie condotte dall’Associazione per la salvaguardia dei beni culturali e del paesaggio. Al centro di questa mobilitazione vi è il Piano Paesaggistico Regionale, strumento cardine contro le numerose speculazioni che affliggono l’isola. Eppure, dopo oltre vent’anni dalla sua approvazione, il Piano rimane sistematicamente disatteso, sostanzialmente inapplicato e costantemente esposto a reiterati tentativi di revisione, tutti volti a svuotarne la portata e a minare le fondamenta stesse delle tutele del nostro territorio. Comunicato di Italia Nostra Redazione Cagliari
July 13, 2026
Pressenza
Porto crocieristico di Isola Sacra: il TAR annulla la VIA
Da anni Carteinregola segue l’iter del progetto della realizzazione di un porto turistico crocieristico per grandi navi a Fiumicino, lanciando allarmi per gli insostenibili impatti che la mega struttura avrebbe sull’ambiente, sul Paesaggio, sui beni culturali, sulla mobilità, sulla qualità della vita degli abitanti dell”Isola Sacra e su quella dei cittadini romani, per la moltiplicazione degli afflussi turistici nella Capitale(si parla di un “potenziale passaggio nell’area portuale di circa 1,3 milioni turisti”.”. E soprattutto per il pericoloso precedente di un porto per grandi navi privato, oltretutto in concorrenza con il porto crocieristico pubblico di Civitavecchia. Per questo Cartenregola, insieme ad altre associazioni aveva inviato ripetute osservazioni nell’ambito del procedimento VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) (1) La richiesta di integrazioni da parte della Soprintendenza Speciale per il PNRR nell’ambito della VIA (2) avevano tracciato un quadro della normativa vincolistica che insiste sull’area, in particolare del PTPR, volta alla tutela del paesaggio,  che ci era apparso difficilmente superabile. Invece, a sorpresa, nel parere del 3 ottobre 2025 la Soprintendenza Speciale aveva dichiarato che tutte le criticità denunciate  nel primo parere erano superate dalle integrazioni inserite nel progetto dal proponente, e aveva rilasciato un parere favorevole (3) precisando tuttavia che in quella sede non poteva essere rilasciato anche il parere ai fini dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’art.146 del D.lgs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del paesaggio). L’Associazione Comitato Tavoli del Porto, della Rete di Carteinregola, con Unione Inquilini Fiumicino, Associazione SAIFO e Lipu-BirdLife Italia aveva quindi presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a cui si erano aggiunti ad adiuvandum Italia Nostra, FILT CGIL e ANCIP. Ora abbiamo appreso che il TAR ha accolto il ricorso presentato dai comitati cittadini e dalle associazioni annullando il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Così il comunicato dei ricorrenti: “L’esito del giudizio rappresenta una conferma fondamentale delle ragioni tecniche, ambientali e legali sostenute in questi anni dalle associazioni e comitati.La decisione del tribunale blocca un’opera dall’impatto critico per l’ecosistema della foce del Tevere e per la salute dei cittadini del litorale. La sentenza restituisce centralità alla partecipazione dei cittadini e alla salvaguardia del territorio“. I comitati esprimono anche un “sincero ringraziamento ai legali che hanno curato e difeso le ragioni delle associazioni con professionalità e rigore: gli avvocati Di Matteo, Teofilatto, Terracciano e Pierantozzi“, che hanno svolto un “lavoro che è stato determinante per l’ottenimento di questo risultato” così come “Fondamentale è stato il contributo delle associazioni del mondo del lavoro portuale che intervenendo a tutela della L. 84/94 hanno vista accolta dal tribunale l’incompatibilità della vocazione turistica della concessione come rifugio per accessori crocieristici“. “Un pronunciamento che segna un punto fermo nella tutela della salute pubblica e dell’ambiente di Isola Sacra in un contesto territoriale completamente inadatto a questo tipo di progettualità“. Concludono i comitati ricordando che si tratta “anche una vittoria di portata nazionale, con ripercussioni importanti sulla portualità e sulla gestione del territorio del nostro paese” e che “Il Comitato, le associazioni e i cittadini continueranno a vigilare sui successivi sviluppi della pianificazione costiera. Oggi Isola Sacra respira. Oggi Fiumicino festeggia la democrazia, la partecipazione e la salvaguardia del proprio patrimonio ambientale. La lotta per un futuro sostenibile non si ferma qui, ma da oggi siamo più forti“. Carteinregola si unisce alla soddisfazione di Associazione Comitato Tavoli del Porto, Unione Inquilini Fiumicino, Associazione SAIFO, Italia Nostra Litorale Romano, Lipu-BirdLife Italia, augurandosi che questa sentenza, che a breve pubblicheremo e commenteremo, sia confermata anche nell’eventuale grado successivo. Non ci stancheremo di ribadire la pericolosità di un precedente istituzionale che potrebbe determinare un danno grave nell’assetto della portualità nazionale. La realizzazione di porti privati fuori dal sistema di pianificazione nazionale può determinare un danno di competitività anche nella concorrenza internazionale. Oggi Civitavecchia è il secondo porto europeo per le crociere. Una competizione distruttiva su poche decine di chilometri di distanza può provocare danni irreversibili. Una prima vittoria di una battaglia fondamentale, per Fiumicino, per Roma, per tutta l’Italia. Per la difesa delle ragioni pubbliche e collettive, per la tutela di un patrimonio paesaggistico e naturalistico, per la tutela della qualità della vita delle persone, che non hanno prezzo. vedi Progetto Porto turistico – crocieristico di Fiumicino – cronologia e materiali (AMBM) Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@admin-25 luglio 2026 vedi anche Porto crocieristico di Isola Sacra: il TAR annulla la VIA La soddisfazione di Italia Nostra (1) Vedi: 17 dicembre 2023 Carteinregola invia le sue osservazioni al MITE nell’ambito della procedura VIA (> Vai alle osservazioni) 26 giugno 2024 Porto Fiumicino: le nuove osservazioni inviate da Carteinegola alla VIA 1- 3 luglio 2024 Sul sito della procedura VIA sono pubblicate le osservazioni del pubblico e le osservazioni del pubblico inviate oltre ai termini 31 maggio 2025 Carteinregola invia le osservazioni sulle integrazioni (> vai a Porto Fiumicino, le ultime osservazioni di Carteinregola) (2) 8- 9 febbraio 2024 sul sito del Ministero dell’Ambiente, sezione della Valutazione di Impatto Ambientale sono pubblicate le Richieste di integrazioni della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC e del MIC scarica Richiesta di integrazioni della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, scarica Richiesta di integrazioni del MIC > Vai alle pagina con la pubblicazione delle osservazioni pervenute nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (pag.1 – pag. 2) (vedi anche Shippingitaly 14 2 24 Mase e Mic fanno le pulci al nuovo terminal di Royal Caribbean a Fiumicino (3) 12 novembre 2025 Il 12 novembre 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il decreto VIA che autorizza il progetto del porto turistico–crocieristico privato di Fiumicino. Il MASE ha pubblicato il decreto VIA che autorizza il porto privato a Fiumicino. Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura Decreto del Ministero dell’Ambiente – Progetto per la realizzazione del Porto turistico-crocieristico di Fiumicino – Isola Sacra Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura 12/11/2025 Scarica il documento Allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente – Parere della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC del 10/10/2024Parere_n_431_Plenaria_del_10_10_24-ID_VIP_10397.pdfDecreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura         PRR 43112/11/2025 Scarica il documento Allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente – Parere MIC del 03/10/2025MASE_2025-0182344.pdf Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concerto con il Ministero della Cultura    PRR 26972 12/11/2025Scarica il documento
July 6, 2026
carteinregola
No all’abbattimento dei pini monumentali di Galla Placidia e San Vitale
Mercoledì 24 giugno il presidio davanti alle sedi dell’Arcidiocesi e dell’Opera di Religione e al complesso di San Vitale. Inviata una diffida alla Diocesi e una segnalazione all’UNESCO e a Papa Leone XIV. Il gruppo “Salviamo i pini di Lido di Classe e Ravenna” e la sezione ravvenate di Italia Nostra sollecitano l’attenzione sulla necessità di impedire la distruzione del patrimonio arboreo: > Nonostante un accesso atti, nulla trapela sul destino dei pini monumentali del > complesso UNESCO Basilica di San Vitale e Mausoleo di Galla Placidia e sulla > prevista chiusura del sito giovedì 25 giugno. > > Intanto, sulla strada appaiono i ben noti cartelli posizionati dal Comune di > chiusura strada e su un anonimo cartello la rassicurante scritta “potatura”, > mentre nell’ordinanza firmata dal Comune di Ravenna, in maniera irregolare, > non è minimamente segnato lo scopo della chiusura strada. > > Si tratterà di una “potatura”, come dichiarato dal Comune di Ravenna sui > cartelli anonimi, o della messa a morte dei nostri pini più belli ed illustri, > simbolo di eternità e della nostra amata Ravenna? > > Alla luce delle strategie truffaldine messe in piedi a Lido di Savio per > nascondere l’obiettivo di abbattere quanti più alberi possibile, c’è poco da > stare tranquilli. > > Azioni che vengono spacciate come servizio pubblico a tutela dei cittadini > vengono occultate con vergogna anche nella democraticissima Ravenna: perché? > Dunque, per i pini di San Vitale, che hanno accolto per quasi un secolo con > sublime bellezza, ombra ed eleganza i pensieri raccolti e stupiti dei > visitatori di ogni parte del Pianeta, è giunta la fine? > > Nessuno si pronuncia, ma le premesse sembrano le peggiori, grazie anche agli > strepiti di tutti coloro che, in preda a panico ed intolleranza, invocano > violenza su ogni essere vivente, alberi compresi. Tra gli altri, dobbiamo > ringraziare un architetto di Milano giunto come turista a Ravenna e poi subito > attivatosi in ogni dove per chiedere il loro immediato abbattimento > preventivo. > > Le proposte dei cittadini di collaborazione con tecnici di fama internazionale > per giungere ad una soluzione di tutela globale di un sito unico al mondo non > sono mai state degnate di risposta. > > Riteniamo che un sito del genere non vada valutato sull’onda di > antiscientifiche paure preventive, ma sottoposto all’analisi dei migliori > specialisti, con le migliori e soluzioni tecniche che non siano quelle più > economiche, sbrigative e devastanti. Dopo aver aiutato a rimpinguare > direttamente ed indirettamente per quasi un secolo le casse ravennati dei vari > soggetti coinvolti, per i pini arriva il ringraziamento della motosega? > > Il gruppo di cittadini Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna e Italia > Nostra sezione di Ravenna hanno inviato una diffida alla Diocesi, in attesa di > conoscere gli atti mai pubblicati sul destino dei pini. Inviata anche una > dettagliata segnalazione all’UNESCO ed un appello a Papa Leone XIV affinché > sappia come i suoi costanti appelli al rispetto della natura vengano applicati > dalla Chiesa di Ravenna. Mercoledì 24 giugno alle 14:30 i cittadini si raduneranno a Ravenna in via Canneti 3 e in piazza Arcivescovado e con una camminata raggiungeranno la Basilica di San Vitale e Mausoleo di Galla Placidia, dove sosteranno fino alle ore 16:00. Redazione Romagna
June 23, 2026
Pressenza
Firenze, 16 maggio: fermare l’aeroporto
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE In un momento così delicato per il futuro della Piana e della nostra regione, crediamo sia necessario fare un passo in avanti, tutti insieme. • Per bloccare il progetto (insensato e insostenibile) del nuovo aeroporto di Firenze. • Per salvare il territorio della Piana Firenze-Prato-Pistoia e le aree rurali e verdi distrutte dal nuovo aeroporto, per una