Tag - Sticky

Siria del Nord-Est: escalation militare, carceri dell’ISIS a rischio e popolazione civile sotto attacco. Appello urgente all’azione
L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia lancia un appello urgente alla comunità internazionale, alle istituzioni italiane ed europee e all’opinione pubblica di fronte alla grave escalation militare in corso nella Siria del Nord-Est, che minaccia direttamente la popolazione civile, la stabilità regionale e la sicurezza internazionale. Forze affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato da Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), insieme a milizie sostenute dalla Turchia e a gruppi armati alleati, stanno portando avanti un’operazione militare coordinata contro i territori dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES). Dopo l’occupazione di Raqqa, Deir ez-Zor e Tabqa, gli attacchi proseguono su più fronti, in aperta violazione delle dichiarazioni di cessate il fuoco. Particolarmente allarmante è la situazione attorno alle prigioni e ai campi che ospitano migliaia di detenuti dell’ISIS e i loro familiari. Secondo le Forze Democratiche Siriane (SDF), sono in corso violenti scontri nelle immediate vicinanze di queste strutture, con tentativi di avvicinamento e di presa di controllo da parte di milizie armate. Un collasso del sistema di detenzione dell’ISIS aprirebbe la strada a fughe di massa, alla riorganizzazione delle cellule jihadiste e a una nuova ondata di instabilità e terrorismo che non riguarderebbe solo la Siria, ma l’intera regione e l’Europa. Le SDF, che per anni hanno garantito la custodia di questi detenuti nell’interesse della sicurezza globale, avvertono che il livello di minaccia sta aumentando in modo significativo. Parallelamente, l’offensiva militare sta colpendo direttamente i centri abitati e le infrastrutture civili. Nuove ondate di sfollati si stanno dirigendo verso Qamishlo e altre aree del Nord-Est. Sono stati segnalati saccheggi e distruzioni di strutture umanitarie e sanitarie, aggravando una situazione umanitaria già drammatica. In questo contesto, anche Kobanê, città simbolo della sconfitta dell’ISIS, torna a essere sotto pressione militare, con scontri nei pressi di Ain Issa e lungo l’asse strategico della M4. Il tentativo di isolare il Cantone dell’Eufrate si inserisce in una strategia più ampia volta a smantellare l’esperienza di autogoverno democratico costruita negli ultimi dieci anni. Di fronte a questa minaccia esistenziale, l’Amministrazione Autonoma ha proclamato la mobilitazione generale. Organizzazioni delle donne, movimenti civili e forze democratiche locali hanno espresso il loro sostegno alla difesa della regione e alla protezione delle conquiste ottenute nella lotta contro l’ISIS. L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia rivolge un appello immediato all’azione: ·      al Governo italiano e all’Unione europea, affinché intervengano politicamente per fermare l’escalation militare e imporre il rispetto del cessate il fuoco; ·      alla comunità internazionale, perché assuma la propria responsabilità diretta nella messa in sicurezza delle carceri e dei campi dell’ISIS, evitando un disastro annunciato; ·      ai media, perché rompano il silenzio e informino correttamente sull’estrema pericolosità della situazione; ·      alla società civile, ai movimenti democratici, ai sindacati e alle organizzazioni solidali, affinché si mobilitino con iniziative pubbliche, prese di posizione e azioni di pressione. Tacere oggi significa tradire il sacrificio di chi ha combattuto l’ISIS e voltare le spalle a chi da oltre un decennio dimostra che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Roma, 19 gennaio 2026 L'articolo Siria del Nord-Est: escalation militare, carceri dell’ISIS a rischio e popolazione civile sotto attacco. Appello urgente all’azione proviene da Retekurdistan.it.
La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi,
Nelle ultime ore, le forze del governo di transizione siriano e le milizie jihadiste alleate hanno attaccato la prigione di Al Shadadi, liberando tutti i prigionieri dell’ISIS che vi erano detenuti. La Coalizione Internazionale non ha fatto nulla per proteggere la prigione, lasciando le forze delle SDF sole a impedire l’invasione di migliaia di combattenti dell’ISIS. Le forze delle SDF hanno resistito a questi attacchi, ma sono state attaccate da ogni lato e alla fine non sono riuscite da sole a impedire che la prigione venisse conquistata. Molti combattenti delle SDF sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti. A causa dell’inazione della Coalizione Internazionale, migliaia di combattenti dell’ISIS sono ora fuggiti, per continuare a commettere atrocità contro le popolazioni della regione. Kobane assediata e sotto grave minaccia. Allo stesso tempo, le forze del Governo di Transizione Siriano di al-Sharaa – insieme ad al-Qaeda, altre milizie jihadiste e gruppi sostenuti dalla Turchia – hanno lanciato un assalto a Kobane. Kobane, luogo di una resistenza storica che ha contribuito a salvare il mondo dalla brutalità e dalle uccisioni di massa dell’ISIS nel 2015, è nuovamente sotto attacco essenzialmente dalle stesse forze, che ora operano sotto bandiere diverse. Invitiamo la comunità internazionale, i movimenti e i popoli democratici del mondo a non rimanere in silenzio e ad agire per denunciare questi attacchi genocidi. L'articolo La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi, proviene da Retekurdistan.it.
Heyva Sor lancia una campagna di aiuti d’emergenza per la popolazione del Rojava
In risposta alla terribile situazione umanitaria, Heyva Sor a Kurdistanê, insieme ad organizzazioni partner in molti paesi europei e negli Stati Uniti, sta lanciando una campagna di aiuti d’emergenza per la popolazione del Rojava. La Mezzaluna Rossa Curda Heyva Sor a Kurdistanê sta lanciando una mobilitazione generale per tutto il Rojava a causa dei recenti sviluppi. L’associazione ha recentemente avviato una campagna di soccorso per i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyah ad Aleppo. La campagna sarà ora estesa a tutto il Rojava. Dal 6 gennaio, il governo siriano e gruppi armati affiliati alla Turchia, hanno lanciato pesanti attacchi contro i quartieri curdi di Aleppo. Questi attacchi si sono estesi a molte aree, tra cui Tabqa, Raqqa, Deir ez-Zor e Tishrin, minacciando quasi tutto il Rojava e la Siria nord-orientale. Fin dal primo giorno, centinaia di civili, tra cui donne, bambini e anziani, sono stati uccisi e migliaia sono rimasti feriti. Durante queste rigide giornate invernali, centinaia di migliaia di bambini, donne e anziani sono stati sfollati e costretti a fuggire in cerca di sicurezza. Vengono utilizzati carri armati, artiglieria e ogni tipo di arma pesante, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario. Attualmente, centinaia di migliaia di curdi sono minacciati per la loro vita e la loro dignità. I gruppi jihadisti prendono di mira senza pietà istituzioni pubbliche, ospedali e abitazioni private con attacchi di artiglieria e bombe. A causa di questi attacchi, la carenza di medicinali, cibo, acqua ed elettricità è al suo apice. In risposta a questa terribile situazione umanitaria, Heyva Sor a Kurdistanê, insieme ad organizzazioni partner in molti paesi europei e negli Stati Uniti, sta lanciando una campagna di soccorso d’emergenza per la popolazione del Rojava. Grazie al sostegno della diaspora e di tutti i donatori compassionevoli, gli aiuti raccolti saranno consegnati tramite Heyva Sor a Kurd alle persone sfollate nel Rojava, rispondendo alle loro urgenti necessità di assistenza umanitaria e servizi medici. L’associazione invita tutte le persone di coscienza, in particolare la diaspora curda, a partecipare a questa campagna, affermando: “Ogni donazione oggi può salvare una vita in Rojava. Ogni donazione dà speranza di vita a decine di migliaia di bambini. Ora è il momento di aiutare e agire per il Rojava”.   Germania Heyva Sor a Kurdistanê e. V. Kreissparkasse Köln IBAN: DE49 3705 0299 0004 0104 81 BIC/SWIFT: COKSDE33XXX Paypal : heyvasorakurdistan@gmail.com Paypal lînk: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=ST5BWWFB7FPGS www.heyvasor.com   *** Francia Association Humanitaire Soleil Rouge – RojaSor CIC TROYES HOTEL DE VILLE IBAN: FR7630087335000002074770150 BIC/ SWIFT:  CMCIFRPP  www.rojasorfrance.com *** Svizzera Kurdistan Rote Halbmond Schweiz (Croissant Rouge Kurdistan Suisse) Alternative Bank Schweiz AG IBAN: CH39 3012 3040 7234 1000 5 BIC: ABSOCH22XXX www.heyvasor.ch *** Italia Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ETS (Heyva Sor a Kurdistanê) Banca Etica IBAN: IT53 R050 1802 8000 0001 6990 236 BIC/ SWIFT: ETICIT22XXX www.mezzalunarossakurdistan.org *** Paesi bassi Stichting Koerdische Rode Halve Maan (Heyva Sor a Kurdistanê) IBAN: NL67BUNQ2060346371 BIC : BUNQNL2A www.stichtingkrhm.nl *** Stati Uniti d’America Mesopotamia Aid Foundation (Weqfa Alîkariya Mezopotamya) Citizens Bank Hesab: 297 920 88 Routing: 011 500 120 BIC/SWIFT: CTZIUS33XXX *** Norvegia Kurdiske Røde Halvmåne Norge (Heyva Sor a Kurdistanê) VIPPS: 21957 DNB BANK ASA OSLO IBAN: NO 15 1503 4052 953 BIC/ SWIFT: DNBANOKKXXX *** Belgio SOLEIL ROUGE DE BELGIQUE (ROJA SOR A BELÇÎKA) BNP PARIBAS FORTIS IBAN: BE93 1431 3135 4067 BIC: GEBABEBBXXX     L'articolo Heyva Sor lancia una campagna di aiuti d’emergenza per la popolazione del Rojava proviene da Retekurdistan.it.
Sotto attacco il governo dall’Amministrazione autonoma in Rojava, nord della Siria
L’associazione Verso il Kurdistan odv esprime tutta la sua preoccupazione per quanto sta accadendo nel Rojava, dove governa l’Amministrazione Autonoma del Nord-Est della Siria. Da giorni ci sono scontri violentissumi tra i jihadisti al governo della Siria e le Sdf (Forze democratiche della Siria), quest’ultime costituite da formazioni di diversa provenienza etnica e religiosa e la cui leadership è curda. Nei giorni scorsi ad Aleppo è stata compiuta una pulizia etnica nei confronti della popolazione curda. Il governo di Damasco vuole lo scioglimento delle Sdf e il controllo amministrativo e delle ricche risorse del Rojava. Dietro i jihadisti del presidente al-Jolani, nuovo alleato di Trump e Von der Leyen, c’è la Turchia che vuole porre fine all’esperienza dell’Amministrazione Autonoma, forma di democrazia radicale dal basso basata sul confederalismo democratico che non piace a Ankara. Non dimentichiamo la resistenza delle donne curde a Kobane più di dieci anni fa contro l’Isis mentre la Turchia permetteva il passaggio dei foreign fighters che si univano all’organizzazione terroristica che massacrava la popolazione del Rojava e non solo! Siamo al fianco dell’Amministrazione Autonoma del Nord-Est della Siria e con la resistenza delle Sdf per una Siria democratica e plurale, che riconosca le diverse provenienze culturali e religiose e che vuole la pace per i popoli di quel territorio che hanno sofferto enormemente a causa degli appetiti delle potenze regionali e internazionali   Associazione Verso il Kurdistan  ODV L'articolo Sotto attacco il governo dall’Amministrazione autonoma in Rojava, nord della Siria proviene da Retekurdistan.it.
L’Amministrazione Autonoma dichiara la mobilitazione
L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale ha dichiarato la mobilitazione. L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale (DAANES) ha dichiarato la mobilitazione in seguito agli attacchi di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e di gruppi paramilitari affiliati alla Turchia. La dichiarazione delle SDF recita quanto segue: “I gruppi affiliati al governo di transizione di Damasco che hanno violato l’accordo da ieri mattina stanno attaccando le nostre forze da più direzioni. Nonostante gli sforzi per trovare soluzioni pacifiche e le dichiarazioni di buona volontà, compresi i ritiri da alcune aree, Damasco insiste sulla guerra e sull’opzione militare. In questo contesto, invitiamo il nostro popolo a essere preparato, ad abbracciare il principio dell’autodifesa, a stringersi attorno alle proprie forze militari, a difendere le proprie città e a unirsi alla lotta per proteggere la propria dignità. L’obiettivo di questi attacchi è distruggere la fratellanza e l’amicizia che sono cresciute attraverso il sangue dei figli di questa regione. Allo stesso tempo, cercano di diffondere discordia e violenza tra le componenti della Siria settentrionale e orientale, di colpire le diverse componenti della Siria e di imporre una struttura uniforme a tutte le altre. Stiamo affrontando un momento critico: o resistiamo e viviamo con dignità, o saremo sottoposti a ogni forma di oppressione e umiliazione. In questo contesto, dichiariamo una mobilitazione generale e invitiamo il nostro popolo a rispondere a questo appello e a sostenere le SDF e le YPJ. Facciamo appello a tutte le fasce del nostro popolo, e in particolare ai giovani, affinché prendano le armi e si oppongano a possibili attacchi nelle regioni di Jazira e Kobane. Dobbiamo riconoscere che stiamo affrontando una guerra esistenziale. C’è una sola opzione per proteggere le conquiste della nostra rivoluzione e la nostra identità: la resistenza popolare rivoluzionaria. Invitiamo il nostro popolo a unirsi attorno alle proprie forze, a resistere insieme e a essere preparato contro questi attacchi spietati. Come gesto di buona volontà verso l’attuazione dell’accordo del 10 marzo e in linea con le iniziative delle forze di mediazione internazionali, le Forze democratiche siriane (SDF) avevano deciso di ritirarsi da Deir Hafir e Maskanah. Prima che il processo di ritiro fosse completato, gruppi armati sono entrati in queste città e hanno dato inizio a scontri. Dopo Deir Hafir e Maskanah, i gruppi sono avanzati verso il fronte di Tabqa e, da ieri, hanno effettuato intensi attacchi lungo le linee di Tabqa, Raqqa, Deir ez-Zor e Tishreen. Le SDF, le YPJ e le Forze di Sicurezza Interna hanno risposto con forza agli attacchi, infliggendo pesanti perdite ai gruppi armati. Mentre gli intensi scontri continuano in tutta la regione, l’Amministrazione Autonoma ha annunciato che è stata dichiarata una mobilitazione generale in tutta l’area. L'articolo L’Amministrazione Autonoma dichiara la mobilitazione proviene da Retekurdistan.it.
Il KNK chiede una mobilitazione generale per il Rojava
Il Congresso nazionale del Kurdistan ha affermato in una dichiarazione che il popolo curdo resta determinato nella sua lotta e ha sollecitato il sostegno alla decisione di mobilitazione generale dell’Amministrazione autonoma. Il Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) ha rilasciato una dichiarazione scritta in seguito a una riunione convocata per valutare gli ultimi sviluppi nella Siria settentrionale e orientale, nonché le minacce e le crisi che minacciano le conquiste curde nella regione. Il KNK ha dichiarato di ritenere appropriata la decisione dell’Amministrazione autonoma di mobilitare la popolazione in modo generale e ha aggiunto: “Il KNK offre il suo pieno sostegno alla decisione di mobilitare la popolazione in modo generale per le conquiste del Rojava Kurdistan. Invita tutti i partiti, le organizzazioni, le istituzioni sociali e i popoli del Kurdistan, nel Paese e nella diaspora curda, a partecipare attivamente alla mobilitazione nazionale generale”. La dichiarazione sottolinea che il popolo curdo ha pagato un prezzo elevato nella sua lotta per la libertà e l’indipendenza e crede solo nella propria volontà. “È chiaro che le potenze internazionali perseguono ancora una volta una politica che agisce esclusivamente in linea con i propri interessi e non adempie al proprio dovere morale e politico nei confronti dei curdi. Il popolo del Kurdistan possiede la determinazione e la volontà di continuare la lotta per la libertà e l’indipendenza senza alcun dubbio o esitazione”. La dichiarazione aggiunge: “Sappiamo benissimo che la guerra contro le conquiste del Rojava Kurdistan è stata lanciata e continua con gruppi jihadisti e mercenari dello Stato Islamico, insieme a tutto il potere politico, diplomatico, economico e tecnico-militare dello Stato turco. Allo stesso tempo, lo Stato turco, insieme ai suoi alleati in questo campo, sta conducendo attivamente la guerra anche attraverso la comunicazione. Facciamo appello a tutto il popolo del Kurdistan e a chiunque abbia una coscienza a difendere la propria esistenza e a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità in questo periodo. Oggi è il giorno di difendere il Kurdistan del Rojava. Oggi è il giorno di difendere l’onore del Kurdistan e del popolo curdo”. L'articolo Il KNK chiede una mobilitazione generale per il Rojava proviene da Retekurdistan.it.
Per la scomparsa di Ahmet Yaman
Per la scomparsa di Ahmet Yaman, già rappresentante dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia, militante del Movimento per la Libertà del Kurdistan e diplomatico curdo. Con profondo dolore abbiamo appreso la notizia della scomparsa del nostro caro compagno Ahmet Yaman, che in passato ha ricoperto l’incarico di rappresentante dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia, distinguendosi per il suo impegno costante, la sua competenza e il suo alto senso di responsabilità. Ahmed Yaman ha dedicato gran parte della sua vita alla causa del popolo curdo, svolgendo un ruolo rilevante nel lavoro diplomatico e nelle relazioni internazionali. In particolare, nel periodo della permanenza a Roma del Presidente Abdullah Öcalan nel 1998, egli ha svolto il ruolo di rappresentante dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan, assumendo una responsabilità di grande rilievo in una fase storica delicata e decisiva per il movimento curdo. In quel contesto, ha rappresentato con determinazione, lucidità politica e dignità le legittime rivendicazioni di libertà, giustizia e autodeterminazione del popolo del Kurdistan. Il suo lavoro ha contribuito in modo significativo a portare la questione curda all’attenzione dell’opinione pubblica italiana e internazionale, rafforzando legami di solidarietà e sostegno e lasciando un segno profondo nell’attività diplomatica del movimento curdo in Europa. La sua scomparsa rappresenta una perdita grave non solo per la sua famiglia e per i suoi amici, ma anche per tutte e tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso della lotta politica e dell’impegno diplomatico. La sua coerenza, la sua umanità e la sua dedizione resteranno un esempio prezioso. In questo momento di profondo dolore, l’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Ahmet Yaman, al popolo del Kurdistan, ai suoi compagni di lotta e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato. Ci uniamo al loro dolore e rendiamo omaggio con rispetto alla sua memoria. Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia Roma, 12 gennaio 2026 L'articolo Per la scomparsa di Ahmet Yaman proviene da Retekurdistan.it.
Emergenza umanitaria ad Aleppo – Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê
I quartieri curdi di Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê, nella città di Aleppo, sono sottoposti da giorni ad attacchi sistematici da parte delle milizie legate al governo siriano, sostenute della Turchia. I bombardamenti con artiglieria, droni e armi pesanti colpiscono aree densamente abitate da civili, distruggendo abitazioni e infrastrutture essenziali. Tra queste, l’Ospedale Khalid Fecir che, preso di mira da giorni, è stato infine messo fuori uso da un incendio che vi è divampato all’interno. Ricordiamo che colpire deliberatamente una struttura sanitaria significa impedire qualsiasi possibilità di offrire cure ai feriti, procurandone la morte, e ciò costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario, nonché un crimine di guerra. Sono decine le e i civili caduti vittime di questi attacchi indiscriminati e centinaia di persone sono rimaste ferite senza poter ricevere assistenza adeguata. Nel frattempo centinaia di migliaia di persone tentano di fuggire verso Afrin, ma lungo le vie di fuga vengono intercettate dalle milizie, sottoposte a arresti arbitrari, rapimenti e allontanamenti forzati. A peggiorare ulteriormente la situazione, le forze del governo ad interim impediscono alle organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali di accedere alle aree colpite, bloccando l’arrivo di ambulanze, medici e aiuti salvavita. Questo viola apertamente il diritto internazionale umanitario, che impone la protezione dei civili e l’apertura di corridoi umanitari per l’evacuazione dei feriti e la consegna degli aiuti. La popolazione è di fatto intrappolata sotto le bombe se resta ed esposta a gravi violenze se tenta di scappare. RACCOLTA FONDI URGENTE MLRKI ha attivato una campagna di emergenza per fornire aiuti umanitari alla popolazione di Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê. I fondi serviranno per l’acquisto di medicinali, cibo e beni di prima necessità. Ogni donazione può salvare una vita. Di fronte a crimini di guerra e crimini contro l’umanità non possiamo restare in silenzio. Aiutare oggi significa difendere il diritto alla vita e alla dignità umana. Puoi contribuire tramite bonifico. Indica “EMERGENZA NES” nella causale. IBAN: IT53 R050 1802 8000 0001 6990 236 Intestatario: Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ETS Banca: Banca Etica – Filiale di Firenze PayPal: https://shorturl.at/hKM89 Sito internet (carta di credito): https://shorturl.at/FQFHt L'articolo Emergenza umanitaria ad Aleppo – Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê proviene da Retekurdistan.it.
Gli attacchi ad Aleppo sono un sabotaggio al processo di dialogo
Da diversi giorni vengono utilizzate armi pesanti per attaccare i quartieri curdi di Aleppo. Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), che ha preso il controllo di Damasco, sta attaccando persone di etnia e fede diverse dalla loro. Inizialmente hanno preso di mira gli alawiti e poi i drusi, le bande e i mercenari che operano sotto il governo provvisorio di Damasco stanno ora concentrando i loro attacchi sui curdi. Ciò dimostra ancora una volta che le forze che hanno preso Damasco sono ostili alla società e al popolo. Il regime Ba’ath è stato rovesciato e ora il barbuto Ba’ath si è abbattuto sulla Siria come un incubo. Sulla scia della guerra popolare rivoluzionaria, il popolo curdo di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh resiste ormai da 15 anni. Così come la gente ha resistito accanto alle forze di autodifesa presso la diga di Tishreen, la gente dei quartieri di Sheikh Maqsut e Eşrefiye resiste in questo modo ormai da 15 anni. I curdi in questi quartieri stanno difendendo la loro identità e cultura. Stanno conducendo la loro resistenza per diventare parte di una Siria democratica. L’attacco a Sheikh Maqsoud e Ashrafieh è un attacco alla democrazia. Vogliono decurdificare questi quartieri. Sotto la guida di Ahmed al-Shara, i governanti di Damasco hanno una mentalità che nega l’esistenza di etnie e credenze diverse. Il loro obiettivo è creare uno stato-nazione monista basato su una nazione, una lingua, una cultura e una fede unica, sottoponendo tutte le diverse identità al genocidio, come si è visto nel XIX e XX secolo. Questo approccio è una continuazione del regime Ba’ath. Se Ahmed al-Shara e il governo ad interim di Damasco vogliono essere un’autorità legittima e garantire l’unità della Siria, devono abbandonare tali approcci e perseguire una politica che garantisca l’unità della Siria, insieme al popolo curdo e agli altri popoli. Non è ancora troppo tardi per farlo. Considerando che i curdi in Siria sono in costante dialogo, e che questo dialogo è proseguito di recente, tali attacchi devono essere visti come un tentativo di sabotare il processo di dialogo e di impedire la creazione di una soluzione ragionevole. Le bande e i mercenari che attualmente attaccano i curdi ad Aleppo sono gruppi fascisti recentemente aggiunti alla lista delle organizzazioni terroristiche del Regno Unito. Sono le forze che hanno preso il controllo di Damasco insieme a HTS. Diversi gruppi all’interno di queste forze attaccanti si sforzano di mantenere il controllo in Siria, mantenendo il loro carattere fascista. O Ahmed al-Shara è stato preso in ostaggio politico da entrambi questi gruppi e da altre forze politiche, oppure è lui stesso a presentarsi come tale per ottenere sostegno nell’arena politica. Le bande e i mercenari che attualmente attaccano Aleppo seguono la stessa mentalità di Daesh (noto anche come ISIS), che lo Stato turco ha addestrato, equipaggiato e presentato come il cosiddetto Esercito nazionale siriano (SNA). Il fatto che i media affiliati al governo turco difendano questi attacchi e si facciano portavoce delle bande e dei mercenari dimostra ancora una volta che dietro a questo attacco c’è lo Stato turco. Inoltre, i giornalisti che trasmettono da Aleppo affermano che lo Stato turco sta sostenendo le bande che attaccano. Come movimento di liberazione curdo, abbiamo chiesto allo Stato turco di sostenere e accogliere i curdi in Siria durante un processo avviato dal leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, in risposta all’appello di Devlet Bahçeli. Perché questi curdi sono parenti dei curdi in Turchia. Volevamo che la Turchia svolgesse un ruolo positivo in Siria, affermando che, così come la Turchia sostiene i turcomanni, dovrebbe anche sostenere i curdi. Ribadiamo il nostro appello: questo è ciò che la Turchia deve fare se vuole creare un nuovo secolo basato sulla fratellanza curdo-turca. La popolazione di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh ha resistito per 15 anni con la strategia della guerra popolare rivoluzionaria. Anche oggi, l’intera società, compresi anziani, donne e bambini, deve resistere con lo stesso spirito. Sarà un esempio della tradizione di resistenza che ha mantenuto per 15 anni. Il nostro popolo deve restare al suo posto, insieme all’intera società, compresi anziani, donne e bambini, contro questo attacco per decurdificare Aleppo e tutta la Siria e resistere agli attacchi delle bande. Crediamo che il popolo di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh resisterà in linea con la sua quindicennale tradizione di resistenza. Rendiamo omaggio alla loro resistenza e crediamo che la coroneranno con il successo. Invitiamo tutto il popolo curdo nelle quattro parti del Kurdistan e all’estero ad abbracciare la resistenza di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh. Co-Presidenza del Consiglio esecutivo della KCK 8 gennaio 2026 L'articolo Gli attacchi ad Aleppo sono un sabotaggio al processo di dialogo proviene da Retekurdistan.it.
Gli attacchi dell’amministrazione di Damasco contro curdi e assiri devono essere immediatamente fermati
Dichiarazione del nostro Consiglio esecutivo centrale: Da ieri sera, l’amministrazione di Damasco ha condotto attacchi con carri armati, artiglieria, obici e droni contro i quartieri curdi di Şêxmeqsûd (Sheikh Maqsoud) ed Eşrefiyê (Al-Ashrafiyah) ad Aleppo, nonché contro Beni Zeyd, dove risiedono prevalentemente assiri. Secondo una dichiarazione delle forze di sicurezza interna di Aleppo, gli attacchi hanno provocato la morte di sette civili e il ferimento di almeno 46 persone. È stato affermato che anche i gruppi Hamzat, Emşat, Sultan Murad e Nurreddin Zengi, noti per ricevere sostegno dalla Turchia, hanno preso parte a questi attacchi. Questi attacchi da parte dell’amministrazione di Damasco e delle sue forze affiliate, che per mesi hanno bloccato i bisogni fondamentali dei civili che vivono in questi quartieri, rappresentano una chiara minaccia all’integrità e alla stabilità politica e amministrativa della Siria. Come è noto, in base all’accordo del 10 marzo, nell’aprile 2025 le forze democratiche siriane (SDF) hanno ritirato le armi pesanti dai quartieri curdi e trasferito le responsabilità della sicurezza alle forze interne locali. Gli attacchi perpetrati dall’amministrazione di Damasco annullano sia l’accordo del 10 marzo sia quello raggiunto il 1° aprile e mettono a rischio la vita di oltre 200.000 civili.  Gli attacchi contro i quartieri curdi di Aleppo costituiscono un’operazione di sterminio. Quello che doveva essere un massacro contro la comunità drusa di Suwayda viene tentato, in forma ancora più grave, contro i quartieri curdi di Aleppo. Non dimentichiamo che la Siria è un territorio che ospita arabi, curdi, drusi, armeni e tutti i popoli e i gruppi di fede che vi risiedono. Il modo essenziale per prevenire l’emergere di un nuovo ambiente di conflitto in Siria risiede nella democratizzazione del paese, la responsabilità della Turchia è quella di sostenere questo processo di democratizzazione e di incoraggiare tale processo. I tentativi di imporre un regime monolitico e una mentalità di governo centralizzata da parte di Damasco sono estremamente sbagliati, creano divisioni e rischiano di innescare nuovi conflitti. Questi sforzi sono inaccettabili. La nostra solidarietà con coloro che si oppongono a questi tentativi continuerà.Facciamo appello a tutti gli attori che mediano tra l’Amministrazione autonoma della Siria settentrionale e orientale e l’Amministrazione di Damasco: assolvano immediatamente alla loro responsabilità di garanti e impediscano questi attacchi militari, che comportano il rischio di trasformare l’intera Siria in una zona di nuovi conflitti. Sottolineiamo ancora una volta che l’unico modo per porre fine al caos e al conflitto in Siria è che tutti i popoli siriani istituiscano un’amministrazione congiunta basata su diritti democratici e paritari. Su questa base, è necessario mantenere il dialogo e impegnarsi per sviluppare l’integrazione militare, economica e democratica. Comitato esecutivo centrale del partito DEM 7 gennaio 2026 L'articolo Gli attacchi dell’amministrazione di Damasco contro curdi e assiri devono essere immediatamente fermati proviene da Retekurdistan.it.