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Roma, 27 e 28 marzo: mobilitazione transnazionale contro l’economia di guerra e le riforme autoritarie
Il programma è stato elaborato all’assemblea, svolta domenica 1° marzo a Roma, che ha radunato associazioni, collettivi, aggregazioni e gruppi italiani promotori delle iniziative No Kings. L’appuntamento della prossima manifestazione, che nella data del 28 marzo sfilerà in molte città del mondo, in Italia a Roma, non è un evento simbolico fine a se stesso, bensì il tentativo di connettere i conflitti che bruciano nei singoli territori con una crisi mondiale che ormai ha tolto ogni maschera. Nato dal confronto diretto tra numerose realtà sociali, il percorso dei partecipanti alle mobilitazioni No Kings punta dritto alla radice della questione: opporsi a un’economia di guerra che sequestra le risorse pubbliche per alimentare i magazzini d’armi, mentre smantella sistematicamente i diritti civili e le protezioni sociali. Non è una sfida chiusa tra i confini nazionali: da Londra a Minneapolis, la mobilitazione agisce in sincrono per colpire simbolicamente i “sovrani” del nostro tempo, quelle lobby della finanza, dell’industria bellica e del controllo digitale che decidono le sorti delle popolazioni sopra le nostre teste. Un punto centrale di questo asse internazionale riguarda il sostegno alla Global Sumud Flotilla. Si tratta di una missione civile che vedrà numerose imbarcazioni tentare di rompere nuovamente l’assedio di Gaza per portare aiuti concreti alla popolazione. La richiesta che arriva dalle piazze è netta e non ammette mediazioni: embargo totale sulle armi e sanzioni contro Israele. Questa azione vuole essere una risposta pratica al fallimento della diplomazia istituzionale, denunciando l’ipocrisia di chi parla di pace mentre continua a foraggiare scenari di guerra. In questo senso, la solidarietà alla Palestina diventa il simbolo di ogni resistenza contro l’occupazione e le derive coloniali, respingendo anche i recenti tentativi legislativi di criminalizzare il dissenso su questi temi. In questo scenario di instabilità, la mobilitazione assume una posizione di condanna radicale contro l’allargamento del conflitto in Medio Oriente. La denuncia del genocidio a Gaza si salda oggi con il rifiuto netto dell’intervento militare scattato contro l’Iran, un’escalation che trasforma la regione nel fronte aperto di uno scontro globale. I movimenti respingono la retorica della ‘guerra democratica’ e denunciano come i diritti dei popoli vengano sistematicamente usati come pretesto per giustificare bombardamenti e mire imperialiste. Contro la logica dei blocchi contrapposti e la ferocia delle grandi potenze, si rivendica un’alternativa che parta dai percorsi di liberazione reale e dall’autodeterminazione delle popolazioni, sottraendo i territori alla morsa della distruzione bellica. Sullo sfondo europeo, la critica è rivolta a un modello di integrazione che sembra aver scelto la via della “fortezza” militare. I movimenti contestano la militarizzazione delle frontiere e i trattati commerciali che mettono a profitto i territori a scapito dei lavoratori. A questa visione si contrappone l’idea di un’Europa dei territori e delle comunità locali, che mette al centro l’accoglienza e la giustizia ambientale. Proprio per questo, il corteo del 28 marzo a Roma inizierà con la Marcia dei Fantasmi, un momento dedicato a chi è reso invisibile dalle politiche migratorie e dai processi di espulsione urbana, per rivendicare il diritto all’esistenza di chi vive ai margini del sistema produttivo. In Italia la mobilitazione incrocia una scadenza politica immediata: il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Il movimento invita a votare “No” alla riforma della giustizia, vedendola come un attacco frontale all’indipendenza della magistratura e uno strumento per rafforzare ulteriormente il potere esecutivo. Si percepisce la necessità di fare argine contro una deriva autoritaria che si manifesta sia nei tribunali che nelle piazze, attraverso l’introduzione di nuovi reati e la repressione di ogni forma di conflitto sociale. Il programma delle due giornate romane mescola politica e cultura. Venerdì 27 marzo, alla Città dell’Altra Economia, il palco sarà occupato dal concerto Together, con artisti come Gemitaiz, Willy Peyote, Modena City Ramblers, Danno, Giulia Mei e Sabina Guzzanti. Non si tratta di una serata di intrattenimento, ma di una presa di posizione del mondo dell’arte contro il clima di censura e la militarizzazione della società, dove la cultura si riprende il suo ruolo di disturbo. Sabato 28 marzo sarà invece il giorno del corteo nazionale, dove convergeranno le spinte nate dagli scioperi studenteschi del 5 marzo, dalle piazze femministe dell’8 marzo, dalle proteste contro i centri di permanenza per il rimpatrio e dal Climate Strike del 27 marzo. L’ambizione non è quella di esaurire tutto in un unico fine settimana, ma di inaugurare una nuova fase di mobilitazione permanente. Si punta a coinvolgere una generazione di giovanissimi che negli ultimi mesi ha riscoperto la politica attiva proprio attraverso la questione palestinese e la crisi climatica. L’obiettivo è trasformare l’indignazione diffusa in una forza organizzata capace di sabotare un sistema che sceglie la barbarie della guerra come unica soluzione alla propria crisi. Roma diventerà così il laboratorio per un’alternativa sociale e politica che parte dal basso e parla una lingua finalmente transnazionale. CALENDARIO NO KINGS GENNAIO-GIUGNO 2026 Giovanni Barbera
March 3, 2026
Pressenza
La Rete #NoBavaglio contro l’attacco di USA e Israele all’Iran
La Rete #NoBavaglio rilancia e condivide la posizione del movimento No Kings, che ha definito l’attacco all’Iran “una minaccia per l’umanità” e un passo verso una possibile catastrofe mondiale. “Questa furia predatoria, assassina e repressiva deve essere fermata, o ci travolgerà tutti.” Di fronte al rischio concreto di un conflitto che possa incendiare l’intera regione mediorientale, con un effetto domino planetario, crediamo sia urgente e necessario un atto politico chiaro: chiediamo che l’Italia condanni senza ambiguità l’aggressione contro l’Iran. Il nostro Paese non può restare complice silenzioso di azioni che violano il diritto internazionale e spingono il mondo verso una nuova devastante guerra globale. La Rete #NoBavaglio esprime la più ferma e totale condanna per l’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un atto gravissimo che rappresenta una nuova, devastante escalation e apre la strada a uno scenario di guerra globale. Siamo di fronte all’ennesima violazione del diritto internazionale, calpestato dalla prepotenza delle potenze militari e dei loro oligarchi. La logica della forza, delle “guerre preventive” e delle decisioni unilaterali sta cancellando ogni residuo spazio di diplomazia e di convivenza tra i popoli. Una guerra così non porta sicurezza né stabilità: porta soltanto morte, distruzione e nuove sofferenze per le popolazioni civili. Chiediamo una risposta dei popoli del mondo. La distruzione che incombe può essere fermata solo da una mobilitazione dal basso, democratica, corale: dalle piazze, dalle associazioni, dai movimenti sociali, dal lavoro libero e indipendente dell’informazione, oggi più che mai sotto attacco. Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza, a organizzare presidi e iniziative in ogni città, a sostenere il popolo iraniano che da anni lotta contro ogni dittatura — monarchica o teocratica — e che ora rischia di pagare il prezzo più alto di decisioni prese altrove. La guerra non è mai una soluzione. Blocchiamo insieme la deriva verso la distruzione globale. Un altro mondo è possibile solo se lo difendiamo insieme. Rete #NOBAVAGLIO
February 28, 2026
Pressenza
No Kings – Contro i Re e le loro Guerre / Together: sabato 28 marzo a Roma
Appello a tutti gli artisti e gli esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo ad aderire all’iniziativa per una giornata di protesta internazionale nella Capitale, con un concerto finale, così come quella che si sta organizzando a Londra. Appuntamento il prossimo 28 marzo a Roma per la mobilitazione nazionale ‘Together’ in contemporanea con l’omonima manifestazione indetta dai movimenti sociali a Londra contro le destre: è la data verso la quale si muove l’agenda politica emersa dall’Assemblea Nazionale ‘O Re O Libertà’, svoltasi il 24 e 25 gennaio al TPO di Bologna, e che avrà un’assemblea nazionale di preparazione l’1marzo a Roma. La due giorni di Bologna è stata promossa, tra gli altri, dalla Rete No Dl Sicrezza ‘A Pieno Regime’ e dalla Campagna europea Stop rearm europe, che insieme hanno dato vita al percorso di Convergenza Sociale ‘No Kings – Contro i Re e le loro Guerre’ e ha coinvolto centinaia di reti e organizzazioni sociali e politiche in un confronto che segna la fase di programmazione del movimento contro guerra e autoritarismo. Oltre 2mila le persone presenti e oltre 3mila quelle connesse in streaming per i 160 interventi in due giorni: sono le cifre di un’assemblea che ha avuto un successo record di partecipazione dal basso dimostrando il forte bisogno di confronto e di autorganizzazione per elaborare nuove pratiche di resistenza per difendere la democrazia dall’economia di guerra e dall’avanzata dello Stato di polizia, a causa del Piamo di riarmo europeo e delle nuove misure repressive, dai pacchetti sicurezza ai ddl Gasparri-Delrio. Oggi apriamo insieme uno spazio politico nuovo che, per nascere, rompe con il mondo vecchio che, da Minneapolis all’Iran, pur di conservare il potere, reprime e uccide. Lo abbiamo fatto attraversando la nostra pluralità, dagli spazi sociali attaccati dal Governo Meloni alle associazioni cattoliche, dai sindacati alle ong fino ai partiti. Da qui non torniamo indietro e nelle prossime settimane attraverseremo l’Italia e l’Europa con un calendario di respiro nazionale e internazionale, Roma, Napoli, Torino. E ancora: da Berlino fino a Zagabria e Bruxelles, per uno sciopero generale europeo.   CALENDARIO ‘NO KINGS’ GENNAIO-GIUGNO 2026 GENNAIO * SABATO 31 – Torino : con Askatasuna al Corteo nazionale contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali FEBBRAIO * SABATO 14 – Napoli : manifestazione regionale per la difesa degli spazi sociali * SABATO 21 – Roma : manifestazione antifascista per Valerio Verbano MARZO – Azioni conflittuali dislocate nei territori contro l’industria bellica (come a Vicenza contro la base militare americana Dal Molin) e iniziative territoriali contro la torsione autoritaria (nuovo dl sicurezza, DDL Gasparri) e contro le zone rosse. * DOMENICA 1 – Roma : assemblea di preparazione alla manifestazione del 28 * GIOVEDÌ 5 – Italia : giornata di mobilitazione territoriale contro la guerra, durante la manifestazione Guerra alla guerra contro la leva militare in Germania * DOMENICA e LUNEDÌ 22-23 – Italia / Referendum sulla Giustizia: un netto NO alla riforma Nordio, partecipiamo attivamente nei territori alle campagne per il NO * da LUNEDÌ 23 a DOMENICA 29 – Europa / Housing action days : settimana di mobilitazione europea per il diritto all’abitare * SABATO 28 – Roma / TOGETHER, INSIEME :In parallelo con l’oceanica manifestazione di Londra contro l’estrema destra, manifestazione nazionale della convergenza No Kings. MAGGIO * VENERDÌ 1 / Festa dei lavoratori e delle lavoratrici : giornata transnazionale di lotta, dagli Stati Uniti all’Europa * GIOVEDÌ e VENERDÌ  7-8 – Venezia / Biennale : manifestazione contro la presenza del padiglione israeliano * data in definizione – Zagabria : incontro per discutere nuovamente del nuovo spazio europeo politico GIUGNO * DOMENICA 14 – Bruxelles : mobilitazione contro riarmo e guerra, in un orizzonte che sia frutto di un percorso che si sommi con le fabbriche vuote e il coinvolgimento dei sindacati europei STOP ReArm Europe
January 27, 2026
Pressenza
La gente non si chiude nel silenzio
I regimi totalitari non cambiano mai e la democrazia soffre le pene dell’inferno con le vite so-spese nelle lotte, e le immagini sacre del denaro sos-tengono la pioggia di fuoco sui corpi senza età, senza scuole, senza aiuti, centellinati e accatastati nei valichi. I regimi totalitari non cambiano mai e il Nobel mancato USA la sua testa quadrata per dire alle nazioni amiche e nemiche che gli antiFa-scisti sono tutti terroristi e la gente, stanca e  avvilita, non si chiude nel silenzio e sente le scariche diarroiche sull’avvenire di tutti. I regimi totalitari non cambiano mai, coltivano colletti bianchi… assertori rigidi della violenza punitiva e purgatoria e nei gabinetti di questo governo la giustizia segna sempre il Nord-io fissato nelle ragioni di Stato fredde, gelide… gelatinose. I regimi totalitari non cambiano mai e avanzano contro i bisogni primari della vita e, con le parole e i fatti che sgorgano violenti, corrono lungo le strade crociate, dove le armi e le sanzioni a raffica fanno ri-nascere la mala coscienza del nemico e del neo terrorismo… perdente. Pino Dicevi
October 28, 2025
Pressenza