Barattolo. Storie di vita e di resistenza
“Ogni sabato e ogni domenica si tiene un mercato delle pulci in via Carcano, in
un angolo lontano della periferia settentrionale di Torino fra il cimitero
monumentale e un centro di raccolta di rifiuti urbani. Il mercato – controllato
dall’associazione Vivibalon – garantisce la sopravvivenza di persone che
appartengono alle classi sociali più povere della città. Quest’estate la regione
Piemonte ha modificato la legge regionale relativa a questo tipo di esercizio e
ha imposto un limite di dodici mercati annuali. In seguito a un negoziato con la
giunta cittadina, a dicembre è stata emanata una convenzione che alza a quaranta
il tetto di mercati annuali: meno della metà delle giornate attuali. Anche la
convenzione sancirebbe la fine del mercato, realizzando finalmente il desiderio
di politici di destra interessati a guadagnare consensi grazie alla guerra a
poveri e immigrati. Da poche settimane è nata una mobilitazione per difendere il
mercato: un comitato raccoglie le firme contro la legge regionale, politici di
sinistra ed entità del terzo settore sostengono la realtà di via Carcano, altri
gruppi invocano sui social la necessità di preservarne l’esistenza.
Certo è importante opporsi alle politiche regionali discriminatorie, eppure
provo scoramento nel leggere gli appelli alla difesa di via Carcano. Il mercato
di via Carcano è un ghetto dove negli ultimi anni sono stati rinchiusi i poveri
a seguito di politiche di riqualificazione urbana che hanno interessato l’area
di Porta Palazzo e Borgo Dora. Nel 2017 il mercato domenicale, che un tempo
occupava piazza della Repubblica, è stato spostato qui, accanto al cimitero. Poi
nel 2019 la giunta Appendino ha attaccato il mercato degli straccivendoli che si
teneva ogni sabato al Balon di Borgo Dora: i venditori più poveri sono stati
esiliati in via Carcano dopo nove mesi di resistenza e lotte, in seguito a
cariche della Celere e multe onerose. Mi auguro che possibili forme di
solidarietà si espandano e siano efficaci e spero si possa immaginare uno
scenario che trascenda la mera difesa di una gabbia.”
Questo l’incipit di un articolo di Francesco Migliaccio su Monitor.
Con Francesco abbiamo provato a fare il punto sulla situazione
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