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Torino, la gamification al Salone del Libro: strategia didattica… Dell’Esercito Italiano
L’Esercito Italiano è “ospite” fisso ormai da anni al Salone Internazionale del Libro di Torino (come pure Marina Militare, Polizia di Stato e Aeronautica Militare) dove grazie all’investimento del Ministero della Difesa ha allestito tutto un suo padiglione (così occupando un altro spazio del mondo civile). Quest’anno l’esercito, fra altri temi, si è focalizzato proprio su una di quelle “strategie didattiche innovative” descritte dai manuali di didattica e pedagogia moderni: la gamification. Come Osservatorio abbiamo deciso di approfondire. Il padiglione è uno spazio in cui l’Esercito Italiano attraverso libri, conferenze, laboratori diffonde alle giovani generazioni la Cultura della Difesa: la presenza delle Forze Armate negli spazi civili fa parte di una strategia militare per avvicinare la popolazione ai – cosiddetti – “valori della difesa e della sicurezza nazionale”, per -così dire – “difendere i valori democratici della nostra società”. Quest’anno al Salone del libro dal 14 maggio e il 18 maggio, tra i vari eventi proposti dall’Esercito, uno in particolare salta all’occhio: > «La Gamification per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti”. La Difesa > evolve: simulatori e gamification potenziano l’uso di droni FPV e modelli > autocostruiti. Un metodo che abbatte i costi e accelera il reclutamento, > ottimizzando l’efficacia sul campo.» Sebbene la gamification, traducibile in italiano come “ludicizzazione”, consista nel contesto educativo nell’utilizzare il gioco per facilitare il processo d’apprendimento, nel contesto militare del Salone del Libro di Torino si è inteso come l’utilizzo di elementi tratti dai videogiochi all’interno di contesti non ludici [ndr: bellici] e viene ampiamente utilizzata dalle Forze Armate, in particolare nel reclutamento, addestramento dei soldati e l’utilizzo dei droni. Così, attraverso l’uso di simulatori, giochi a punti e ricompense, il comparto militare riesce ad attrarre giovani e a normalizzare l’idea della guerra. L’utilizzo per la prima volta di questa strategia è stato nel 2002 negli Stati Uniti quando, dopo l’attentato alle torri gemelle, l’esercito americano ha sviluppato e pubblicato il videogioco “America’s Army”. L’obiettivo era quello di informare, istruire e di fornire un’esperienza ludica alle potenziali reclute. Gli Stati Uniti non sono un caso isolato: Israele infatti nel 2012 nel blog delle forze armate israeliane, Israel Defense forces (IDF), ha inserito il virtual game “IDF Ranks: The Virtual Army Game”. Il gioco consiste nel premiare i lettori in base al supporto e alle condivisioni fornite attraverso punti e badge fino ad ottenere il massimo grado di “Lieutenant General” che significa comandante virtuale dell’esercito israeliano. La gamification viene utilizzata anche per lo scopo di addestrare, migliorare la performance e la motivazione dei soldati. Un esempio recente è l’utilizzo della gamification tra i soldati ucraini. I soldati vengono premiati a colpire mezzi o truppe russe tramite l’utilizzo dei droni: in base alla difficoltà del bersaglio, come soldati russi, carri armati, sistema lanciarazzi, vengono assegnati dei punti. Lo scopo del sistema da una parte è quello di dare motivazione alle unità militari e dall’altro di avere un flusso continuo di dati utili. Uno degli utilizzi della gamification da parte dell’Esercito Italiano è esemplificato dalla loro presenza decennale alla fiera del fumetto Lucca Comics & Games. Nel loro stand è possibile simulare guide di mezzi militari in scenari operativi, sfogliare la loro rivista e parlare a tu per tu con qualche ufficiale. È evidente che come nel caso del Salone del Libro di Torino, l’Esercito Italiano non sia una presenza neutra. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università rifiutiamo questa ingerenza sempre più massiccia delle Forze Armate all’interno degli spazi pubblici. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
#lascuolavaallaguerra Reggio Emilia, #reggioemilia venerdì 22 maggio, ore 18 - La #scuola va alla #guerra? La costruzione di un'egemina bellica nell'immaginario giovanile a partire dalle pratiche educative #istruzione Intervengono Antonio Mazzeo (insegnante, giornalista, attivista no war) e Marco Cosentina (docente, collaboratore della rivista Left). Letture e musiche di studenti delle scuole superiori
May 20, 2026
Antonio Mazzeo
La scuola è un’impresa – di Cristina Morini
Che i ragazzi odiano la scuola e amano il gioco lo dite voi. Noi contadini non ci avete interrogati […] Tutta la vostra cultura è costruita così. Come se il mondo foste voi.   Scuola di Barbiana, Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, Libera Editrice Fiorentina, 1967, p. 13. Forse il problema potrebbe [...]
May 18, 2026
Effimera
Oggi sabato 16 maggio, ore 17.30 a Santo Stefano di Magra (La Spezia) Presentazione del libro "La controriforma permanente". Intervengono Luca Cangemi, Laura Scotti, Antonio Mazzeo, Coordina Katia Castellani. #istruzione #laspezia #santostefanodimagra
May 16, 2026
Antonio Mazzeo
Sabato 16 maggio, ore 17 - Santo Stefano di Magra (La Spezia) - #santostefanidimagra #laspezia #istruzione Presentazione del libro "La controriforma permanente". Intervengono Luca Cangemi, Laura Scotti, Antonio Mazzeo, Coordina Katia Castellani.
May 11, 2026
Antonio Mazzeo
Sciopero della scuola. Cinquanta manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione riuscita contro il governo
Piazze piene in oltre 50 città d’Italia. Si sta rivelando un successo lo sciopero della formazione promosso da Cambiare Rotta, OSA, l’USB e le altre organizzazioni studentesche e sindacali contro il governo Meloni. Questa nuova giornata di lotta guidata da studenti e lavoratori vince la sfida e porta scuole e […] L'articolo Sciopero della scuola. Cinquanta manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione riuscita contro il governo su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
1 maggio 1961, Fidel Castro annuncia la nazionalizzazione dell’istruzione a Cuba
Il 1 maggio 1961, durante le celebrazioni per la festa dei lavoratori all’Avana, Plaza de la Revolucion, Fidel Castro pronunciò uno dei discorsi più significativi della storia cubana, dichiarando ufficialmente la nazionalizzazione dell’insegnamento. La “Legge di Nazionalizzazione” dell’insegnamento, dopo l’annunciò del 1° maggio, trovò applicazione il 6 giugno 1961, rendendo l’istruzione un diritto universale e gratuito per tutti i cittadini, espropriando le scuole private sia laiche sia ecclesiastiche, molte delle quali erano religiose: gesuiti, lassaliani, maristi, agostiniani. Questo annuncio segnò la fine dell’istruzione privata nell’isola e la creazione di un sistema scolastico interamente pubblico e gratuito, gestito dallo Stato, che negli anni è diventato punto di riferimento per i popoli del Sud del mondo. A Cuba, oggi, non esistono scuole private: ovvero NON esistono istituti che, sul diritto fondamentale all’istruzione, fanno profitto e prendono sovvenzioni dallo Stato. Vi sono alcune eccezioni, permesse dalla legge, che consentono a limitate istituzioni di svolgere attività private di insegnamento: scuola di lingua e cultura cubana (rivolta soprattutto ad adulti) e stranieri; docenti che svolgono ripetizioni e doposcuola; corsi di economia domestica; e scuole di ballo. L’articolo 73 della Costituzione Cubana afferma: “L’educazione è un diritto di tutte le persone e responsabilità dello Stato, che garantisce servizi educativi gratuiti, accessibili e di qualità per la formazione integrale, dalla prima infanzia fino all’insegnamento universitario post-laurea. Lo Stato, per rendere effettivo questo diritto, stabilisce un ampio sistema di istituzioni educative in tutti i tipi e a tutti i livelli di istruzione, che offre la possibilità di studiare in ogni fase della vita secondo le attitudini, le esigenze sociali e ai bisogni dello sviluppo economico-sociale del paese. Nell’educazione hanno responsabilità la società e le famiglie. La legge definisce la portata dell’obbligo scolastico e la durata minima prescritta del corso di studi; l’educazione delle persone adulte e quegli studi di corsi post-laurea o di altri corsi complementari che in via eccezionale possono essere remunerati.” Il successo di queste riforme portò il governo a dichiarare Cuba “Territorio Libero dall’Analfabetismo” il 22 dicembre del 1961, avendo ridotto il tasso di analfabetismo nazionale a meno del 4% in un solo anno. Il 22 dicembre del 1961 Cuba viene dichiarata territorio libero dall’analfabetismo: la “Giornata dei lavoratori dell’istruzione”. In questo giorno del 1961, Cuba si dichiarò libera dall’analfabetismo, in seguito all’Anno dell’Istruzione, durante il quale oltre 200.000 cubani si offrirono volontari nelle brigate di alfabetizzazione. Oltre 700.000 cubani impararono a leggere e scrivere e il tasso di alfabetizzazione cubano salì al 96%, uno dei più alti al mondo. Fu una Vittoria della Rivoluzione per l’innalzamento del livello culturale ed educativo del popolo. Il 1961 fu proclamato a Cuba come l'”Anno dell’Istruzione”, un periodo caratterizzato dalla mastodontica Campagna di Alfabetizzazione che coinvolse oltre 250.000 volontari (i “brigatisti”) per insegnare a leggere e scrivere alla popolazione rurale (campagne, isole, montagna, etc.). La campagna portò a sradicare l’analfabetismo (che nelle aree rurali superava il 40%) e a formare una nuova coscienza rivoluzionaria attraverso un sistema educativo centralizzato e accessibile a tutti. Nonostante la carenza di scuole, nella Cuba pre-rivoluzionaria vi erano oltre 10 mila insegnanti disoccupati. Oggi a Cuba esistono anche due canali TV di supporto all’educazione: Canal Educativo, lanciato nel 2002, trasmette principalmente contenuti didattici a supporto del sistema scolastico nazionale; e Canal Educativo 2, creato nel 2004 per integrare l’offerta formativa con programmi culturali e sociali.   Per ulteriori info: https://www.mined.gob.cu/ https://www.educazioneaperta.it/la-politica-educativa-del-governo-cubano-allindomani-della-rivoluzione.html https://www.senzatregua.it/2013/10/14/sullistruzione-a-cuba/ > 22 dicembre 1961, Cuba dichiarata territorio libero dall’analfabetismo Lorenzo Poli
May 2, 2026
Pressenza
«Non siam scappati più»
di Bruno Lai 29 aprile 1945: nasce Paolo Pietrangeli. In un certo senso, potremmo considerare Paolo Pietrangeli un “figlio d’arte”. I genitori, infatti, sono il regista Antonio Pietrangeli e la montatrice cinematografica Margherita Ferrone. Paolo Pietrangeli è un intellettuale poliedrico, che svolge un ruolo fondamentale per la cultura italiana del secondo Novecento. Pietrangeli è, prima di tutto, un uomo di
Un’istruzione da turista
Non voglio entrare nell’annosa e ripetitiva polemica su Manzoni Sì/Manzoni No al biennio delle superiori. Per me è Manzoni Sì e le ragioni si potranno dedurre da una riflessione che vorrei svolgere a margine della discussione, non dunque su Manzoni ma sulle motivazioni addotte da Valditara contro la lettura dei […] L'articolo Un’istruzione da turista su Contropiano.
April 28, 2026
Contropiano