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A Viareggio un incontro sulla guerra in Sudan
Venerdì 23 gennaio a Viareggio con il Forum per la Pace Versilia abbiamo provato ad accendere una luce su una guerra di cui poco si parla, quella nel Sudan. Tutto nasce dall’aver conosciuto una giovane mediatrice culturale il cui compagno è sudanese.  Proprio in questi giorni è nata la loro bellissima bimba: se ogni nascita è una speranza e un miracolo, doppiamente lo è il frutto di un incontro fra diverse storie e culture. Relatori: Alyasa Elzakki, il giovane sudanese che testimonia la tragedia delle persone comuni prese tra i due fuochi delle milizie governative SAF (sostenute da Egitto che monopolizza l’acqua del Nilo e Russia che vorrebbe una base sul Mar Rosso) e i ribelli RSF armati dagli Emirati Arabi a cui l’Occidente,  e anche l’Italia,  fornisce armi (che mirano all’oro della parte ovest del Paese). Milioni di sfollati, carestia, impotenza, ma anche il valore di momenti come questo che rompono l’isolamento e mantengono viva una speranza. Poi Gino Barsella, ex comboniano e direttore di Nigrizia, ora coordinatore della campagna Sdebitarsi per la cancellazione del debito nei Paesi in via di sviluppo. Lui è un formidabile conoscitore del territorio dove ha vissuto per anni e con l’aiuto di diapositive fa un eccellente quadro della storia e dell’attualità.  Sempre la spartizione di risorse a danno delle popolazioni dietro i conflitti. Infine Fabio Malfatti, antropologo ambientale e presidente del Centro Ricerche Etnoantropologiche, ci fa un quadro insolito della guerra come estrema entropia e dell’amore come massima entropia negativa (=armonia) che si riverberano sull’epigenetica,  cioè l’espressione dei geni che “accende” o “spegne” determinate caratteristiche e manifestazioni,  modificando in modo reversibile ma trasmissibile alle successive generazioni, il destino di persone e ambienti.  Molto interessante e particolare! Redazione Toscana
January 29, 2026
Pressenza
In Sudan la più grave crisi umanitaria al mondo
Dichiarazione del Vicedirettore generale dell’UNICEF Ted Chaiban * Nel Darfur e nel Kordofan, la malnutrizione acuta grave è in forte aumento. 1,4 milioni di bambini vivono in zone colpite dalla carestia o a rischio di carestia. * Solo nel Darfur settentrionale, quest’anno 150.000 bambini rischiano di soffrire di malnutrizione acuta grave, la forma più letale.  * 14 milioni di bambini non frequentano la scuola, ovvero 4 bambini su 5 in Sudan: un’intera generazione persa senza istruzione. “Vi parlo (…)  dopo aver lasciato il Darfur, al termine di una missione che mi ha portato anche a Khartoum. Quello che ho visto è allarmante. Il Sudan è la più grande crisi umanitaria al mondo. Il conflitto si sta intensificando e i bambini ne stanno pagando il prezzo più alto. Ogni giorno la violenza sta lacerando le comunità. A Jebel Marrah ho parlato con donne con i loro bambini in fuga dall’assedio di Al Fasher, costrette ad attraversare una serie di posti di blocco armati e derubate di tutti i loro averi e del loro denaro, molestate e aggredite, distrutte e lasciate senza nulla. Ho ascoltato racconti strazianti di famiglie che hanno sofferto la fame per giorni. Nel Darfur e nel Kordofan, la malnutrizione acuta grave è in forte aumento. 1,4 milioni di bambini vivono in zone colpite dalla carestia o a rischio di carestia. Senza cure urgenti, migliaia di loro moriranno. Solo nel Darfur settentrionale, quest’anno 150.000 bambini rischiano di soffrire di malnutrizione acuta grave, la forma più letale.  A Tawila, i casi sono aumentati da centinaia a oltre 2.000 al mese da aprile. Tawila è il luogo principale in cui si sono radunate le persone in fuga da Al Fasher. I genitori mi hanno detto che i loro figli non vedono un’aula scolastica da anni. Questa è la realtà per milioni di persone. Ben 14 milioni di bambini non frequentano la scuola, ovvero 4 bambini su 5 in Sudan: un’intera generazione persa senza istruzione. Le malattie sono ovunque. Colera, difterite, malaria e dengue mietono giovani vite mentre i sistemi sanitari collassano. La violenza priva i bambini della sicurezza. In soli sei mesi, nel Darfur settentrionale sono state verificate almeno 350 gravi violazioni, tra cui omicidi e mutilazioni. E dobbiamo ricordare che Al Fasher è una città che è sotto assedio da più di sedici mesi. 130.000 bambini sono intrappolati, tagliati fuori dal cibo, dall’acqua e dall’assistenza sanitaria. Non c’è modo sicuro per entrare o uscire. Tra la devastazione di cui sono stato testimone, ho visto anche la resilienza. Le comunità riparano le scuole affinché i loro bambini possano riprendere l’istruzione. In uno spazio a misura di bambino, i bambini ridevano e giocavano. Disegnavano le case che hanno perso e i loro sogni per il futuro. Ho incontrato gli operatori dell’UNICEF, i colleghi delle Nazioni Unite e i nostri partner, compresi gli operatori sanitari in prima linea che, nonostante sfide inimmaginabili, hanno fornito vaccini orali contro il colera e zanzariere a 8 milioni di persone per combattere il colera e la malaria, hanno curato più di 250mila bambini affetti da malnutrizione acuta grave e hanno riparato e installato sistemi idrici per garantire l’approvvigionamento idrico a 11 milioni di persone, compresi coloro che sono rimpatriati. Ma le necessità urgenti crescono ogni giorno e ciò di cui il Sudan ha bisogno è un accesso senza restrizioni, finanziamenti e una via politica per porre fine al conflitto”. foto/video: https://weshare.unicef.org/Package/2AM408Q4DHL5 UNICEF
October 25, 2025
Pressenza