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URUGUAY: IL SOGNO DISTOPICO DELL’HI TECH LIBERTARIANO PROVA A PRENDERE FORMA CON “PRAXIS, LA CITTA’ DEL FUTURO”.
“Stiamo costruendo una nuova città in Uruguay. I lavori sono iniziati. I residenti arriveranno nel 2027″. Con questo messaggio, il 22 settembre, Praxis ha annunciato sui social il suo sbarco a Colonia del Sacramento, sull’estuario del Rio de la Plata, alla confluenza tra i fiumi Paranà e Uruguay, prima di confluire nell’Oceano Atlantico. Praxis è un’organizzazione Usa che si definisce «nazione digitale», guidata dal trentenne Dryden Brown. Il quadro è intricato, e conviene tenere separati i due soggetti: Praxis è la comunità che vuole insediarsi; +Colonia è il progetto immobiliare di circa 500 ettari, che andrebbe a occupare 8 chilometri di costa oggi protetta da vincoli. Il percorso di Praxis è stato avviato nel 2022 a El Calabrés e promosso dall’imprenditore Eduardo Bastitta, che dovrebbe ospitarla. A due settimane dall’annuncio, sono molti i punti di domanda ancora aperti. L’accordo tra le due compagini, infatti, è in gran parte non vincolante, i terreni non sono stati comprati e i cantieri visibili sono di +Colonia, non di Praxis. Il «miliardo di dollari» è la cifra che Praxis dice di voler mobilitare in tre anni, ma non è capitale versato: secondo Bastitta corrisponde al valore che potrebbero raggiungere le case dei futuri membri. I terreni si comprerebbero verso la fine del 2027; i primi residenti, a metà dello stesso anno, andrebbero in affitto in unità di privati che hanno comprato da +Colonia. Anche i numeri sulla comunità sono contesi: Brown parla di 150 mila persone che potrebbero essere ospitare, Bastitta invece di circa 2.700 interessate a trasferirsi, almeno in un primo periodo. Praxis nasce nel 2019 dalla teoria del Network State: prima una comunità online unita da un’ideologia, un mix di libertarianesimo e suprematismo hitech, poi un territorio dove fondare una città con regole proprie. Finora ha costruito un marchio, ma nemmeno una una città: i progetti annunciati in Africa, Groenlandia e California non si sono mai realizzati. Il denaro è stato poco e condizionato. Fino alla fine del 2023 Praxis aveva raccolto 19,2 milioni di dollari. Nel 2024 ne annunciò 525, ma il Wall Street Journal spiegò che 500 erano impegni del fondo cripto Gem Digital, subordinati alla quotazione dei token (la criptovaluta) di Praxis. Tra gli investitori compaiono Alameda Research, poi fallito, e Pronomos Capital, fondo di nuove città vicino alla rete di Peter Thiel (co-fondatore di PayPal e di Palantir Technologies, personaggio noto anche in Italia per il suo libertarismo individualista e i forti legami con l’estrema destra internazionale). C’è poi Apollo Projects, il fondo lanciato da Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI: un nome che lega Praxis al mondo dell’intelligenza artificiale, anche se non risulta che a investire sia OpenAI. Nel 2023 la storica rivista della sinistra Usa, Mother Jones, raccolse inoltre le accuse di ex dipendenti, che attribuivano a Brown idee autoritarie e di estrema destra; lui le respinse, pur sottolinendo “di non essere un democratico né un progressista”. L’Uruguay non è stato scelto a caso da questo genere di progetti, che mescolano un richiamo a un’ipotetica “Età dell’Oro”, più o meno identificata con la Grecia classica, e il richiamo a città extrastatuali, senza tasse, pensate per ricchi e ultraricchi. Il cosiddetto “Tax Holiday” di Montevideo esenta da imposte sui redditi da capitale esteri chi diventa residente fiscale, per almeno 11 anni. Quanto costi allo Stato tutto questo non è noto. Il presidente Yamandú Orsi, di centrosinistra, ha incontrato Brown a New York il 24 settembre, mentre dentro lo stesso Frente Amplio (la coalizione progressista al potere in Uruguay) prevalgono le riserve, in particolare nei territori coinvolti. Intanto cresce l’opposizione dal basso, con il movimento No Mas Colonia costituito da residenti, realtà ambientaliste e politiche di base. Il 30 settembre 2026 è stata lanciata su Change.org la petizione «No a la ciudad Praxis en Colonia»:  per chiedere di cancellare ogni pre-accordo, più trasparenza sui documenti e rispetto della legge, e denunciando il rischio di una città-enclave per milionari stranieri, con prezzi e affitti in aumento per chi vive da sempre sul territorio, oltre alla privatizzazione di un’ampia porzione di costa uruguaiana per girarla, di fatto, ai milionari di mezzo mondo. Su Radio Onda D’Urto la trasmissione su Praxis con il giornalista uruguaiano Gabriel Monteagudo Salvetto e con Andrès,  portavoce del movimento No Mas Colonia in Uruguay. Ascolta o scarica
October 15, 2026
Radio Onda d`Urto
“VOCES ANDANTES”: SU RADIO ONDA D’URTO OGNI GIOVEDì SERA UNA NUOVA TRASMISSIONE DALLE (E SULLE) AMERICHE
Radio Onda d’Urto è la prima emittente in Italia (e in Europa) a rilanciare sulle proprie frequenze “Voces Andantes”, trasmissione nata nel 2021 su Radio La Zurda (Uruguay) e oggi ripresa da oltre 50 media alternativi e comunitari dell’America Latina e dei Caraibi. Il programma rappresenta un corridoio culturale che si estende dal Río de la Plata ai Caraibi, con stazioni radio e piattaforme in Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Paraguay, Perù, Porto Rico, Venezuela e Uruguay. “Voces Andantes” va in onda ogni giovedì, dalle ore 20 alle ore 21, all’interno di “C’è Crisi”, storica trasmissione di Radio Onda d’Urto dedicata agli scenari internazionali. Prima puntata: giovedì 16 aprile 2026. A curare la trasmissione è il comunicatore, docente e musicista Pablo Silveira Artagaveytia, che intervistato da Radio Onda d’Urto in occasione del lancio della sesta stagione ribadisce “l’importanza di credere che l’unità latinoamericana sia un mezzo per abbattere i muri dell’impunità e dell’arroganza e continuare a costruire, dalle fondamenta, un presente e un futuro di solidarietà e giustizia sociale”. La sesta stagione della serie, iniziata domenica 12 aprile 2026, si apre con decine di voci provenienti da comunità native di tutto il Continente, che esprimono nelle proprie lingue e dialetti “Il diritto di vivere in pace”, tema del ciclo 2026 che lega l’opera del cantautore, regista teatrale, poeta e militante politico comunista cileno Víctor Jara (1932-1973) al contesto globale attuale, sottolineando la “perenne rilevanza del diritto alla pace e all’autodeterminazione dei popoli”. Tra i momenti salienti di questa nuova stagione c’è la prima di una serie dedicata all’opera e alla carriera di Aníbal Sampayo (1926-2007), cantautore ed ex prigioniero politico uruguaiano, arrestato nel 1972 a Paysandú per appartenenza al Movimento di Liberazione Nazionale – Tupamaros, imprigionato fino al 1980 e poi, dopo il rilascio, esiliato in Svezia. Ogni episodio di “Voces Andantes” è quindi strutturato attorno a un tema centrale, con una selezione di registrazioni audio e testimonianze tratte dalla musica e dalla cultura latinoamericana, con una forte attenzione alle diverse identità e ai diritti umani. Nelle stagioni precedenti, il programma ha affrontato temi come i movimenti di indipendenza dei popoli, la difesa delle risorse naturali e la repressione dei gruppi marginalizzati da parte dei poteri politici e mediatici a causa dell’identità di genere, della condizione economica, del credo o dell’ideologia. Ora, nel ciclo, 2026, tocca invece a “El derecho de vivir en paz”, il diritto a vivere in pace. L’intervista (tradotta in lingua italiana) di Radio Onda d’Urto al comunicatore, docente e musicista Pablo Silveira Artagaveytia, curatore da Montevideo, Uruguay, di “Voces Andantes”. Ascolta o scarica L’intervista originale, in spagnolo, allo stesso Pablo Silveria Artagaveytia. Ascolta o scarica Ascolta lo spot di lancio della sesta stagione di “Voces Andantes”. Ascolta o scarica
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
[Le Dita nella Presa] Non è siccità, è saccheggio! (1/4: Puntata completa)
Partiamo con un report di Hackrocchio, evento organizzato dall'hacklab torinese Underscore, di cui abbiamo parlato anche recentemente. Continuiamo passando alle Americhe, guardando agli stati che si stanno distinguendo per gli usi disparati dell'IA, soprattutto votati all'attacco alla cultura woke.  In conclusione, un approfondimento sul tema dei data center in Uruguay: un paese che si trova da anni in una situazione di siccità, ma che può offrire molta acqua per i data center di Google. Pesa, nella scelta, il fatto che l'Uruguay sia tra i paesi con la più alta percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Analizziamo quindi alcune delle questioni tecniche legate al raffreddamento dei data center.
December 14, 2025
Radio Onda Rossa
Condannato Jorge Troccoli, il torturatore uruguayano rifugiatosi in Italia
Si chiude in tribunale una delle molte pagine che ha coinvolto l’Italia nel famigerato “Piano Condor”. Jorge Néstor Troccoli, ex ufficiale dell’esercito uruguaiano, è stato condannato in Italia martedì all’ergastolo per la sua responsabilità nell’omicidio e nella scomparsa di tre persone durante la dittatura militare in Uruguay nel quadro del Piano […] L'articolo Condannato Jorge Troccoli, il torturatore uruguayano rifugiatosi in Italia su Contropiano.
October 22, 2025
Contropiano