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Guardando il cielo negli occhi
“MENTRE LA MAMMA GIULIA STRAPPA CON MAESTRIA LE LENZUOLA, I FIGLIOLI INIZIANO A SCRIVERE I NOMI… NUR, LA LUCE, TRE ANNI… ZAMZAM COME LE ACQUE PRIMORDIALI… SABR, DUE ANNI, LA PAZIENZA… MI FERMO OGNI TANTO PER PARLARE CON IL FIGLIOLO CHE MI CHIEDE SE L’ARABO SIA DIFFICILE, O CON LA MAMMA CHE RACCONTA DI COME HA SCOPERTO IL NOSTRO GIARDINO… O CON GLI INSEGNANTI E I BABBI CHE HANNO RESO POSSIBILE LA VITA DI QUESTO LUOGO – SCRIVE MIGUEL MARTINEZ – E CIASCUNO DI LORO È UNA STORIA, COME LO SONO LE BAMBINE E I BAMBINI CHE STIAMO COMMEMORANDO. E TRA I MORTI E I VIVI, MI VIEN QUASI DA PIANGERE…”. A FIRENZE C’È UN GIARDINO COMUNITARIO GESTITO DAGLI ABITANTI DEL RIONE CHE NON SMETTE DI ACCOGLIERE IL MONDO: QUALCHE GIORNO FA, ISPIRANDOSI A UNA POESIA MERAVIGLIOSA, CHE PARLA DEGLI AQUILONI DI GAZA, HANNO TROVATO IL MODO PER ABBRACCIARE LE BAMBINE E I BAMBINI UCCISI IN PALESTINA Nel 2011, ben prima del 7 ottobre 2023 che si inventa come “inizio di tutto”, un poeta di Gaza, il cui nome viene trascritto anglicamente come Refaat Alareer, scrisse un poema breve e semplice, in arabo classico, Se io devo morire (إذا كان لا بدّ أن أموت). Se io devo morire, tu devi vivere per raccontare la mia storia, per vendere le mie cose, per comprare un pezzo di stoffa e qualche cordicella, (che sia bianca con una lunga coda) così che un bambino, da qualche parte a Gaza, guardando il cielo negli occhi, aspettando suo padre che se n’è andato in un incendio – senza dire addio a nessuno, nemmeno alla sua carne nemmeno a se stesso – veda l’aquilone, il mio aquilone che hai costruito, volare in alto e pensi per un attimo che ci sia un angelo che riporta l’amore. Se devo morire che porti speranza che sia una favola. Non possiamo raccontare la storia di tutti gli sterminati di Gaza, solo quella dei bambini, diciamo dagli zero ai quindici anni. Ci sono 12.000 nomi di bambine e di bambini, scritti in lettere latine, ma messi alla araba. Cioè il nome, quello del padre, del nonno e quello del bisnonno, senza cognome: un arabo che si fa i documenti in Italia mette di solito come “cognome” il nome del bisnonno. Ma uno di loro si chiama solo طفل , “bambino”, numero 228. Mentre la mamma Giulia strappa con maestria le lenzuola, i figlioli iniziano a scrivere i nomi. Solo il primissimo nome. Io mi offro per scrivere in lettere arabe, i nomi che riesco a riconoscere. Mohammed, Fatima, Nur, Mahmoud… e poi il bellissimo Muhannad, che la prima volta che l’ho incontrato anni fa, pensavo fosse un errore per Muhammad. Ricordiamo che gli arabi che conquistarono in pochi anni mezzo mondo, avevano avuto la rivelazione divina, a loro dire, per un solo motivo: erano analfabeti, erano la popolazione più ignorante del mondo: e proprio per questo possedevano la lingua perfetta, quella che Dio scelse per dettare, tramite l’arcangelo Gabriele, il Corano. E quindi il mondo islamico coglieva la superiorità degli altri, in altre cose, come una prova della verità del Corano. Ecco che Hind, la mitica India, era patria della perfezione insieme matematica e artigiana, e infatti i numeri che noi chiamiamo “arabi”, gli arabi stessi modestamente li chiamano “indiani”. Muhannad vuol dire proprio, fatto all’indiana, noi diremmo, a regola d’arte. Io scrivo questi nomi, per quelli che capisco… Msk o Nghm non mi significano niente, ma c’è la bambina Nur, la luce, tre anni… Maryam come la madre vergine del profeta Isa (sarà stata poco più grande delle bimbette delle medie) che tenera tacque con il bimbo in mano davanti a chi la accusava, e il bimbetto appena nato parlò… Zamzam come le acque primordiali… Sabr, due anni, che è la pazienza… Un paio di anni fa, mi arrabbiai moltissimo con una piccola donna, curva, con il hijab in testa, che evidentemente faceva le pulizie per qualche sfruttatore proprietario di B&B del nostro condominio, perché buttava i rifiuti nel luogo sbagliato… mi sono sentito un mostro dopo… e poi un giorno ho incontrato di nuovo lei, e le ho chiesto scusa, e le ho detto , al-sabru min al-Llahi wa l’ajlu min al-Shaytan, “la pazienza viene da Dio e la fretta viene da Satana”. E lei mi rispose, che davvero è così. E mentre scrivo in arabo, mi fermo ogni tanto per parlare con il figliolo che mi chiede se l’arabo sia difficile, o con la mamma che racconta di come ha scoperto il nostro Giardino, o con il Calciante di Parte Bianca, e con gli insegnanti e i babbi e tutti gli esseri umani che hanno reso possibile la vita di questo luogo. E ciascuno di loro è una storia, come lo sono i bambini che stiamo commemorando. E tra i morti e i vivi, mi vien quasi da piangere, tra lutto e gioia. Qui, in arabo e in inglese, la poesia che ci ha ispirati. -------------------------------------------------------------------------------- * Miguel Martínez è nato a Città del Messico, è cresciuto in giro per l’Europa e soprattutto in Italia, ed è laureato in lingue orientali (arabo e persiano). Di mestiere fa il traduttore e trascorre molto tempo in un giardino comunitario del borgo San Frediano Oltrarno di Firenze. Questo il suo prezioso blog, dove questo articolo è apparso con il titolo Dodicimila cadaveri in un giardino -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Se un bambino smette di disegnare -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Guardando il cielo negli occhi proviene da Comune-info.
Per Firenze Città Operatrice di Pace
Riproduciamo il documento che anche la redazione toscana di Pressenza ha sottoscritto. Questo documento nasce per dare concretezza alla delibera Firenze “Città operatrice di pace”1 e promuovere il dialogo fra società civile, istituzioni, cittadinanza, che si traduca in impegni e azioni che si collochino nella linea della tradizione pacifista fiorentina e apportino idee e segnali forti nell’ambito dei vari nodi globali di conflitto, portando la città di Firenze ad essere catalizzatrice di iniziative anche nazionali e internazionali volte alla costruzione di un mondo di pace e giustizia. A questo scopo, si ritiene (in accordo con le delibere approvate) che una Consulta per la Pace, inscritta nello statuto comunale e quindi permanente, possa essere lo strumento e il luogo per rendere maggiormente efficace questo dialogo e questa capacità propositiva della città.   Gli aderenti a “Per Firenze Città operatrice di pace”, sono associazioni e gruppi che perseguono anche singolarmente l’obiettivo della pace e che si riconoscono nei seguenti principi e fondamenti: * La centralità del diritto internazionale e delle loro istituzioni: ONU e le agenzie da essa derivanti, la Corte Internazionale di Giustizia, i relatori e le relatrici speciali nominate dall’ONU, le risoluzioni ONU e i pronunciamenti della Corte Internazionale di Giustizia. * Il ruolo chiave della diplomazia e il principio “meglio un anno di trattativa che un giorno di guerra”. L’articolo 11 della Repubblica italiana, il ripudio della guerra non solo come strumento di offesa ma anche come strumento di risoluzione delle controversie * Il rifiuto di prospettive di riarmo, di corsa agli armamenti e di indebitamento a scopo bellico * La coerenza tra politica estera e impegni locali. Il rispetto a ogni livello istituzionale (comunale, regionale, nazionale e internazionale) degli impegni derivanti dal principio di eguaglianza tra popoli e dalle convenzioni internazionali nate da questo principio. * La persecuzione dei crimini di guerra e delle responsabilità individuali tramite la Corte Penale Internazionale, e delle violazioni degli stati tramite la Corte Internazionale di Giustizia, in particolare le violazioni riguardanti la Convenzione sul Genocidio e quella sull’Apartheid * Il sostegno a iniziative di resilienza nei conflitti e di impegno nonviolento, di creazione di corridoi umanitari, di dialogo con la società civile, di protezione di civili. Di sostegno, accoglienza e protezione giuridica degli obiettori, dei renitenti, dei disertori da tutti i fronti e dei lavoratori che rifiutano di essere complici delle filiere di produzione, finanziamento, commercio e logistica di sistemi di armamento e della propaganda bellica. __________________________________________________________ 1 delibera del Consiglio comunale di Firenze del 7 luglio 1986, nonché deliberazione N. DC/ 2024/00028 (PROPOSTA N. DC/2024/00030) come si evince dal verbale del consiglio comunale del 10/04/2024   Gli obiettivi di Firenze operatrice di pace rispetto ai conflitti in corso riguardano innanzitutto il raggiungimento del cessate il fuoco in tali conflitti, seguito dalla nascita di percorsi che favoriscano la rimozione delle cause che li hanno generati, l’individuazione dei crimini di guerra e la condanna dei colpevoli attraverso anche l’accertamento indipendente della verità, che spesso è “la prima vittima della guerra”. La diminuita dipendenza dagli armamenti e percorsi di disarmo internazionale sono obiettivi inscindibili da quelli sopracitati.   Le linee d’azione di Firenze operatrice di pace comprendono anche una “diplomazia delle città” come quella a suo tempo incarnata dal sindaco La Pira. Firenze Città di Pace sosterrà e promuoverà iniziative nazionali e internazionali per negoziati che coinvolgano mediatori , appoggerà e promuoverà azioni civili di monitoraggio indipendente e di protezione di civili. Azione chiave per il raggiungimento degli obiettivi di pace saranno considerate le iniziative di disarmo e la denuncia e contrasto di eventuali violazioni della legge 185/90 sul commercio delle armi, ovvero l’invio dall’Italia di materiale bellico a paesi in guerra. Le sanzioni economiche, il disinvestimento rispetto a soggetti, enti o stati coinvolti in violazioni del diritto internazionale e umanitario, sono linee d’azione fondate sulla nonviolenza e considerate legittime e doverose da Firenze città operatrice di pace. L’educazione scolastica, attraverso iniziative ad hoc sul tema della pace, della nonviolenza e del disarmo, sono tra le linee d’azione principali di Firenze città operatrice di pace, miranti a contrastare bellicismo e militarismo crescenti e talvolta proposti come naturale risposta in un contesto di crisi sistemica e globale. La società civile, gli aderenti al documento Per Firenze Città Operatrice di Pace, la consulta di cui si auspica la nascita, hanno il ruolo di favorire partenariati, tra enti pubblici, ONG, movimenti, Università, comunità religiose per iniziative di solidarietà, per campagne di informazione trasparente su cause ed effetti dei conflitti, sulle opportunità del disarmo e dei percorsi alternativi al riarmo, di dialogare con la politica, con il mondo del lavoro e dell’impresa per individuare percorsi di mitigazione occupazionale rispetto ai progetti di disarmo e di riconversione industriale della filiera bellica.   Si può firmare scrivendo a: firenzeoperatricedipace@gmail.com L’elenco in continuo aggiornamento è disponibile su https://firenzeoperatricedipace.blogspot.com/2026/01/piattaforma-per-firenze-citta.html?m=1   Redazione Toscana
Firenze. Il vero capolavoro? E’ la Resistenza palestinese
“La Resistenza palestinese è il vero capolavoro”. Questo è quanto hanno scritto su uno striscione gli attivisti di Firenze per la Palestina che hanno poi srotolato ieri pomeriggio nella sala del Botticelli della Galleria degli Uffizi insieme a numerose bandiere palestinesi e ad un altro striscione dove c’era scritto “Contro […] L'articolo Firenze. Il vero capolavoro? E’ la Resistenza palestinese su Contropiano.
Firenze: Concorso per le scuole: “Oggi l’Italia ripudia la guerra?”
PUBBLICHIAMO IL BANDO DI UN CONCORSO ORGANIZZATO DA UNA SERIE DI ASSOCIAZIONI FIORENTINE CON LE QUALI, COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, ABBIAMO COLLABORATO. L’INIZIATIVA È VALIDA ESCLUSIVAMENTE NELLA PROVINCIA DI FIRENZE. 1. Oggetto e finalità Il gruppo di lavoro Scuole non Caserme, facente parte del “Comitato No comando NATO né a Firenze né altrove”, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e “CESP–COBAS Scuola Firenze intendono promuovere tra le studentesse e gli studenti la cultura della pace e contrastare la sempre più diffusa militarizzazione dei territori e delle scuole. Volendo incoraggiare la partecipazione attiva e creativa degli studenti, per lo sviluppo della libertà e della democrazia e per il ripudio della guerra, indicono un concorso. 2. Destinatari Il concorso è rivolto a: studentesse e gli studenti del primo e del secondo ciclo; ogni scuola pubblica della Provincia di Firenze. 3. Tematiche e tipologie di attività La partecipazione risponde al principio dell’autonomia e della libertà dei contenuti; con produzioni individuali, di gruppo o per classe. Categorie di lavoro: * Elaborati / scritti: Produzione e presentazione di ricerche, brevi saggi, articoli di giornale, interviste, testi teatrali e poetici (scuole elementari, medie e superiori). * Attività e lavori grafici: Opere di grafica manuale (scuole elementari, medie e superiori) e digitale (solo scuole medie e superiori) corredate da relative descrizioni (video e foto), murales, writers. * Attività e lavori multimediali: Solo per scuole medie e superiori – Podcast o video podcast (Max 5 puntate 4 minuti ciascuna) . Presentazioni multimediali e elaborati di altro tipo (Max 20 minuti). Attività web di stampo giornalistico e brani musicali. I lavori dovranno essere incentrati su uno o più dei seguenti temi: * A partire dagli Articoli 11 della Costituzione “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;[…]” “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino” (art. 52) ma può essere portata avanti in vari modi: difendendo i valori promossi dalla nostra Costituzione, la reale democrazia, la partecipazione, la vera giustizia, la solidarietà e la lotta alla disuguaglianza. Inoltre può essere portata avanti attraverso l’attività sociale, culturale, politica e prendendosi cura delle comunità e del territorio. Potete approfondire uno di questi aspetti o potete raccontare come volete un’esperienza personale che vi ha fatto sentire questo vero e significativo. * Se nel tuo ambiente familiare, di amici, di studio o di lavoro hai incontrato testimoni di guerra i cui racconti ti hanno suggerito riflessioni e sensazioni, esprimile in modo da comunicarci l’importanza che hanno avuto per te. Grazie a queste testimonianze che idee hai oggi della tragedia della guerra, di come questo evento catastrofico può sconvolgere la vita delle persone e delle comunità in cui abitano? * Nonostante molti politici, amministratori, diplomatici, organizzazioni internazionali e persino militari dichiarino di promuovere la pace, i conflitti sono moltissimi. Secondo voi le guerre sarebbero combattute se gli individui obiettassero e si opponessero alla costruzione e a l’uso di qualsiasi strumento di guerra: eserciti, armi e alleanze militari? Secondo voi quanto questi aspetti sono legati agli attuali sistemi politici e culturali? 4. Modalità e termini di partecipazione Le attività elaborate dovranno essere inviate entro il 30 marzo 2026 all’indirizzo mail: bandocontrolaguerra@gmail.com con oggetto “Concorso contro la militarizzazione” e specificando l’Istituto di appartenenza. Ciascuna attività deve essere accompagnata da una breve presentazione. 5. Valutazione Le attività e le opere verranno visionate da una Commissione appositamente costituita che si esprimerà sui punti forti, l’efficacia espressiva e l’originalità. Le opere ricevute saranno presentate in un momento di incontro il 9 maggio 2026 in occasione di una festa pubblica. 6. Informativa Le realizzazioni proposte saranno utilizzate su insindacabile decisione delle realtà proponenti nell’ambito di iniziative pubbliche e private trattanti tematiche di pace, conflitti, guerra e/o inseriti in future pubblicazioni. Per informazioni relative al bando scrivere al contatto mail: infobandocontrolaguerra@gmail.com Si allega Bando di Concorso e Liberatorie. bandocontrolaguerra (1)Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firenze, 17 dicembre: La conoscenza non marcia
MERCOLEDÌ, 17 DICEMBRE, ORE 17.00 AULA MAGNA UNIFI, AL PLESSO BRUNELLESCHI IN PIAZZA BRUNELLESCHI, FIRENZE La conoscenza non marcia, dopo l’incontro di Bologna dell’11 dicembre, ha una sua tappa a Firenze il 17 dicembre: alle 17.00 nell’Aula Magna UNIFI, al Plesso Brunelleschi in Piazza Brunelleschi. L’obiettivo è iniziare a presentare lo stato dei lavori della costruzione della Legge di Iniziativa Popolare. È importante sottolineare che la lotta contro la militarizzazione delle scuole e delle università è cruciale in quanto è proprio questo comparto produttivo ad essere stato individuato dal Governo e dall’UE come il principale motore della attuazione del programma di riarmo, sia mediante l’incorporazione dell’istruzione nelle filiere produttive della morte, sia in quanto luogo in cui normalizzare la guerra e operare un orientamento dei saperi – sempre più allergici a qualunque forma di critica e dissenso – agli interessi strategici di quei pezzi della società globale che hanno investito nella guerra a breve termine. Interverranno: Francesco Zanotelli (Università di Firenze) Leonardo Bargigli (Università di Firenze) Simone Virgili (docente di istituto superiore) Osvaldo Costantini (Università di Roma “Sapienza”). A seguire, una discussione tra Cambiare Rotta, Usb Scuola, Assemblea precaria UNIFI, Studentx per la Palestina, Scuole per la Palestina, Cobas Scuola, Scuole non caserme (no comando NATO), Sanitari per Gaza. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
aida / Lontani abbastanza
aida release “Lontani abbastanza” out on December 1st 2025  17 minuti di chitarre e urli intimi “lontani abbastanza” è il nostro nuovo ep nato e arrangiato in quattro giornate di ritiro a monte giovi lo scorso settembre, dentro ci troverete cinque canzoni, la fine di un’estate, una stanza vuota e tutta […]
Brand New Heroes / GET LOST!
BAND release “GET LOST!” out on October 31st 2025  Brand New Heroes is an Italian alternative-rock band. They released their first self-titled EP in 2017. The band toured all over Italy to promote the EP and the new single “What Is Love”, also released in 2017. The band signed with Overdub […]
Da “Invisibile” a “Manifesta”: una rivista che cambia con la città che insorge
La Città invisibile si trasforma: l’uscita sarà settimanale, il formato più snello. Ma la rivista del laboratorio politico perUnaltracittà cambia anche il titolo. A fronte di una Firenze “esplosa” nel movimento di massa contro il genocidio operato da Israele nella striscia di Gaza, il collettivo di redazione ha optato per una nuova intitolazione: La Città manifesta. Visibile, insorgente, in lotta per i diritti sociali, civili, dell’ambiente e del lavoro, quella che raccontiamo è la “città sommersa che prende forma” con i corpi nelle piazze, con il conflitto e l’immaginazione. Dalla sua prima uscita (luglio 2014), la rivista – autogestita e autofinanziata da lettrici e lettori – ha visto la città cambiare. Molti dei fenomeni denunciati sue pagine sono finalmente emersi nel dibattito: dagli effetti della monocoltura del turismo a quelli della finanziarizzazione immobiliare; dal diritto all’abitare negato, all’affermarsi del lavoro schiavile alle porte della città (e al suo interno); dal dissenso alle grandi opere (aeroporto, TAV ecc.) alle problematiche introdotte dalla transizione ecologica. In undici anni, i 6.915 articoli firmati da 653 autori&autrici si sono concentrati nel rendere visibili temi occultati nella città neoliberista. Lo hanno fatto mettendo in connessione la pluralità delle istanze sociali, guardando a chi pratica le lotte, dando spazio alle realtà di movimento, alle insorgenze delle periferie e al disagio degli esclusi, praticando il metodo dell’inchiesta sociale. La rivista ha costruito una micropolitica culturale fatta anche di incontri, presentazioni e cicli di approfondimenti tematici, nonché – come casa editrice – producendo libri ad accesso aperto, e scaricabili gratuitamente dal sito “perUnaltracittà”, che affrontano con taglio critico e progettuale vari argomenti: agricoltura contadina, salute, mafia, filosofia, ecologia politica, urbanistica. Il collettivo di redazione ha ritenuto necessaria la trasformazione editoriale anche in consonanza con il passaggio di fase che stiamo vivendo, con le politiche di austerità che hanno ceduto il passo all’economia di guerra, mentre il governo di destra – manganello alla mano – sta completando l’opera di smantellamento dell’assetto socialdemocratico del Paese. Dallo stato di diritto allo stato di polizia. È perciò oggi ancor più urgente svelare le geografie del potere, acquisire strumenti per la comprensione dei meccanismi di riproduzione del capitale finanziario saldamente connesso con la produzione dello spazio. Conoscere chi comanda in città, chi sono i padroni (sempre più immateriali e disancorati dai territori, ma non per questo meno rapaci), è strumentale ad alimentare possibili e impossibili visioni di futuro, a generare la spinta al cambiamento e a una liberazione sempre ampia e potente. La nostra postura, radicalmente antiliberista, desiderante, segnata dalla volontà di diserzione e di boicottaggio del sistema capitalista estrattivista, ci spinge a favorire la messa a punto di “imprevisti felici”, di situazioni improvvise, immaginative, relazionali, generatrici di socialità. Desideriamo contribuire a delineare progetti di liberazione da costruire collettivamente e di micro politiche di riappropriazione delle città che immaginiamo sempre più manifestanti. Vogliamo tutt’altro, liberiamo tutto. Per Un'Altra Città
Si è conclusa la seconda edizione fiorentina di Eirenefest
Un pubblico attento e numeroso ha popolato prima le Baracche Verdi e poi la Comunità delle Piagge Centro Sociale il Pozzo nella domenica conclusiva delle seconda edizione di Eirenefest, Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza che si teneva per la seconda volta a Firenze. Nella giornata forte l’ispirazione e la presenza di Alexander Langer, una delle due figure importanti della nonviolenza che il festival ha voluto ricordare insieme a quella di Danilo Dolci. Ma anche, alle piagge, sono state presentate due importanti campagne: una per far istituire il Samuradipen, giornata di ricordo del genocidio dei Rom e dei Sinti e quella per far dichiarare il Medio Oriente libero da armi nucleari. Redazione Toscana
Iniziata la seconda edizione di Eirenefest a Firenze
Eirenefest 2025, il Festival del Libro per la Pace e la Nonviolenza, si è aperto oggi   24  ottobre con due presentazioni a BiblioteCaNova Isolotto, continuando poi la sera alle Baracche Verdi con la proiezione del documentario Inchiesta su Danilo Dolci. L’evento proseguirà all’Isolotto e alla Comunità delle Piagge – Centro Sociale il Pozzo per tutto il finesettimana seguendo l’idea forza che anima questa edizione Se vuoi la Pace, prepara la Pace. Eirenefest Firenze Eirenefest Firenze eirenefest fiEirenefest Firenze Eirenefest Firenze Eirenefest Firenze, Dale artista Eirenefest Firenze Eirenefest Firenze Eirenefest Firenze Eirenefest Firenze, Dale Redazione Toscana