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Napoli, piazza Garibaldi cambia volto: sei chioschi per inclusione, cultura e servizi
Aperti i sei chioschi dell’area nord della piazza. Completato il sistema degli otto presidi previsti dal progetto Bella Piazza, tra inclusione sociale, cultura, servizi e sostegno ai cittadini. Napoli compie un nuovo passo nel percorso di riqualificazione di piazza Garibaldi. Sono stati inaugurati questa mattina i sei chioschi situati nell’area nord della piazza, nell’ambito del progetto “Bella Piazza”, iniziativa di rigenerazione urbana e sociale promossa attraverso la collaborazione tra enti del terzo settore, istituzioni e realtà del territorio. All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il presidente della Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio, e la coordinatrice del progetto Bella Piazza, Elena De Filippo della Dedalus Cooperativa Sociale. Con l’apertura dei nuovi spazi si completa il sistema degli otto presidi previsti per la piazza, che comprende anche la Portineria Garibaldi e il presidio delle forze dell’ordine. L’obiettivo è trasformare l’area in un luogo vissuto, sicuro e capace di offrire servizi, occasioni di incontro e attività culturali e sociali. I sei chioschi ospiteranno iniziative dedicate alla promozione di filiere etiche, al contrasto della violenza di genere, all’inserimento lavorativo di persone fragili, alla mediazione sociale, alla cultura e al supporto dei flussi turistici. Le attività saranno operative sei giorni alla settimana per otto ore al giorno. Tra le realtà coinvolte figurano Dedalus Cooperativa Sociale, Cooperativa Sociale EVA, Bottega Sociale Terre Future, Fondazione RUT, NEST Napoli Est Teatro – Est(ra)Moenia e Temi S.p.A. con il servizio logistico Comebag. Dedalus ha attivato uno spazio dedicato allo street food, accompagnato da laboratori per bambini, attività scolastiche e una biblioteca sui cibi e le culture del mondo. La Cooperativa EVA promuoverà prodotti artigianali a valenza sociale e iniziative sui diritti delle donne. Terre Future offrirà prodotti provenienti da cooperative sociali e beni confiscati alle mafie. Fondazione RUT curerà attività culturali e di promozione della lettura, mentre NEST Napoli Est Teatro realizzerà incontri e spettacoli aperti alla cittadinanza. Infine, Temi S.p.A. porterà in piazza il servizio Comebag per la gestione dei bagagli e il supporto ai turisti. Per il sindaco Gaetano Manfredi, l’apertura dei chioschi rappresenta «un risultato importante» nel processo di riqualificazione della piazza. Secondo il primo cittadino, la presenza di attività sociali e servizi contribuirà a rendere l’area più sicura e vivibile, favorendo una maggiore partecipazione dei cittadini. Tra i prossimi obiettivi dell’amministrazione vi è anche la programmazione di attività serali nella cavea della piazza, con l’intento di animare l’area durante tutto l’arco della giornata. Il progetto Bella Piazza nasce da un percorso di confronto tra associazioni, organizzazioni del territorio, comitati di quartiere e imprenditori interessati a investire sull’area orientale di Napoli. Un lavoro avviato diversi anni fa e culminato con un accordo di gestione condivisa dello spazio pubblico tra soggetti pubblici e privati. «Tre anni fa sembrava un progetto impossibile», ha dichiarato Stefano Consiglio, presidente della Fondazione Con il Sud, sottolineando il valore della collaborazione tra terzo settore, imprenditoria e istituzioni locali. Elena De Filippo ha invece evidenziato come oggi siano oltre cinquanta le organizzazioni coinvolte nel percorso, con l’obiettivo di restituire piazza Garibaldi ai residenti, ai commercianti, ai viaggiatori e ai turisti attraverso un innovativo modello di co-gestione pubblico-privata. Redazione Napoli
May 29, 2026
Pressenza
Guido Biagini eletto Presidente AUSER Rimini, l’Assemblea Auser ringrazia Gloria Grilli per l’attività alla Casamatta.
Una comunità solidale che vuol continuare a crescere a sostegno della comunità e che si rinnova: Guido Biagini eletto Presidente AUSER Rimini. Il 26 maggio si è svolta l’assemblea di Auser Rimini per approvare il bilancio consuntivo 2025 e per eleggere il Presidente Auser a seguito del raggiungimento da parte di Massimo Fusini del vincolo massimo statutario. L’assemblea ha eletto Guido Biagini come Presidente, con il mandato di confermare per Auser il ruolo di essere un punto di riferimento importante per la solidarietà e l’inclusione sociale nel territorio. Guido Biagini ha iniziato la sua attività in CGIL nel 2003 come delegato sindacale in Telecom Italia. Da allora ha ricoperto importanti ruoli come Segretario generale SLC CGIL Rimini, e coordinatore nazionale del Gruppo TIM, gestendo le relazioni industriali. Ha sempre contribuito alla crescita della Camera del Lavoro con il suo prezioso apporto nell’analisi politica e sindacale del territorio. Oggi da pensionato, collabora con il Dipartimento nazionale SLC CGIL per il settore delle telecomunicazioni. L’assemblea ringrazia Massimo Fusini per l’attività svolta e per la disponibilità a rimanere all’interno di Auser per accompagnare il passaggio di conoscenze. I numeri di AUSER Rimini AUSER Rimini, con i suoi quasi 600 soci e circa 400 volontari attivi, svolge un ruolo attivo nel sostegno alla comunità locale. Attraverso 41 convenzioni con enti pubblici e con soggetti privati, l’associazione ha promosso oltre 70 progetti di cittadinanza attiva e volontariato civico. I numeri parlano di un impegno concreto: oltre 21.000 ore di attività di accompagnamento; più di 600.000 km percorsi per il supporto alla mobilità sociale; oltre 18.000 servizi di accompagnamento sociale svolti; oltre 66.166 ore di volontariato civico; più di 800 ore di formazione per volontari e operatori; 3 centri di animazione sociale; soggiorni montani e termali con 3 amministrazioni comunali. L’Assemblea Auser Rimini ha voluto ringraziare Gloria Grilli per la sua attività svolta nella gestione della Casamatta di San Giovanni In Marignano. La Casamatta nasce, come idea di attività sociale e solidale nel 2013, a San Giovanni In Marignano. L’anima del progetto è Gloria Grilli, che l’ha ideato, una persona generosa, geniale, solidale e lungimirante, una cittadina di San Giovanni In Marignano che, sostenuta dall’Amministrazione Comunale e da Auser, ha dato vita e corpo all’idea di recupero e riuso dei beni (abiti ed oggetti dismessi) ai quali veniva data nuova vita e messi a disposizione delle persone che ne avevano bisogno. Un presidio sociale, solidale, una vera e propria antenna sul territorio, capace di registrare i bisogni e di dare loro risposta attivando la solidarietà. Un luogo dove i cittadini di San Giovanni in Marignano e dei comuni hanno potuto portare gratuitamente oggetti, abbigliamento e piccoli arredi, messi a disposizione della cittadinanza attraverso l’offerta libera, che trasformato in ricavato, è sempre stato destinato a diversi progetti di carattere sociale e inclusivo. Dal 2013 ad inizio 2020 la Casamatta, collocata in piazza Silvagni è stata gestita in collaborazione tra Amministrazione Comunale ed Auser. Dal 30 gennaio 2020, con la coprogettazione, la Casamatta è stata assegnata in convenzione ad Auser Rimini e la sua sede collocata in via 22 giugno. Dopo 6 anni di convenzione, verificato il raggiungimento degli obiettivi, si è considerato che a fronte di un aumento della richiesta di solidarietà non si era in grado di rispondere a causa delle donazioni di scarsa qualità, e inoltre, visto le mutate condizioni familiari e personali della volontaria e la difficoltà ad aumentare il numero di volontari di tutte le associazioni, l’Auser e l’Amministrazione Comunale hanno deciso di aprire un momento di riflessione prima di proporre una nuova coprogettazione, attraverso istruttoria pubblica, in grado di restituire al territorio ed alla comunità valore sociale e solidarietà. Nel frattempo i locali sono oggetto di normale manutenzione. Basta dare uno sguardo alla pagina facebook per farsi l’idea di quanta attività sia stata realizzata, non sempre quantificabile economicamente, ma di valore inestimabile in ambito sociale: • aiuto alluvione Marche Ostra 2022: oltre 1.000 famiglie hanno beneficiato di carte prepagate per la spesa e di beni di prima necessità da loro indicati, consegnati sia personalmente ad Ostra che ai volontari Auser di Ostra; • aiuto amministrazione di Forlì, Faenza e Cesena a seguito dell’alluvione del 2023; • raccolte alimentari in collaborazione con Conad e Coop; • invio giochi a Ca Santino per ragazzi diversamente abili; • invio materiali al Centro Residenza Anziani e recupero pannoloni ed abiti per anziani; • raccolta materiale natalizio per centro antiviolenza alle donne di Riccione; • donazioni per asili e scuole di materiali richiesti dalle maestre; • aiuto concreto all’associazione AGEOP (Associazione Genitori Ematologia Oncologica Pediatrica presso Malpighi di Bologna); • fino all’ultima iniziativa del gennaio 2026: donato l’ultimo incasso alla famiglia della cittadina di San Giovanni coinvolta nel rogo di capodanno in Svizzera. Per quanto sintetizzato l’assemblea Auser ringrazia Gloria Grilli per l’impegno donato alla comunità di San Giovanni e ad Auser. Con una iniziativa successiva presso il centro L’Amicizia organizzeremo un saluto formale e caloroso. Rimini 26 Maggio 2026                                                                            APPROVATO DALL’ASSEMBLEA AUSER DELLA PROVINCIA DI RIMINI Redazione Romagna
May 28, 2026
Pressenza
Disabilità intellettive e lavoro: collocamento marginale, servizi da rafforzare
L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo rappresenta una delle criticità irrisolte del mercato del lavoro. A fronte di un potenziale significativo e di una domanda di partecipazione consistente, il sistema continua a mostrare forti difficoltà nel tradurli in opportunità accessibili e percorsi occupazionali stabili, a causa dei limiti dei contesti, dei servizi e degli strumenti di policy. Non sono solo le barriere culturali a ostacolare l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. A rendere ancora più difficile il percorso verso una reale inclusione lavorativa è la debolezza dei servizi di intermediazione, a partire dal collocamento mirato gestito dagli enti locali. I dati dell’indagine realizzata da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale, condotta su un campione di quasi 500 famiglie di persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, lo confermano: solo una quota minima riesce a trovare lavoro attraverso i canali istituzionali, appena il 10,9%. A fronte di questa debolezza, emerge però con chiarezza il ruolo decisivo dei servizi di accompagnamento alla ricerca del lavoro, pubblici e privati, quando riescono a offrire orientamento, supporto e tirocini. Poco più della metà di chi ha cercato lavoro (55,6%) ha utilizzato servizi di questo tipo, a conferma di quanto l’intermediazione sia uno snodo centrale, ma ancora insufficiente nella sua componente pubblica. Il nodo più critico resta quello dei costi. Solo nel 64% dei casi questi servizi sono gratuiti, mentre nel restante 36% sono le famiglie a sostenerne il peso economico: nel 22% interamente e nel 14% parzialmente. Un elemento che evidenzia come l’accesso alle opportunità di lavoro sia ancora troppo spesso condizionato dalle risorse disponibili. Il quadro è ancora più significativo se si considera che, a fronte di livelli di istruzione medio-alti, il 30% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo è in cerca di occupazione. E si registra un forte disallineamento tra competenze e impiego: il lavoro è concentrato prevalentemente in attività manuali, artigiane e operative (oltre il 30%), mentre solo una quota molto ridotta accede a ruoli qualificati. I settori più ricettivi risultano il turismo (21,7%) e il commercio (21%), assorbendo la quota maggiore di occupati. Accanto a queste criticità, l’indagine evidenzia anche degli elementi positivi: quando l’inserimento lavorativo avviene, le aziende dimostrano una crescente capacità di adattamento. La maggioranza degli intervistati segnala, infatti, l’adozione diffusa di misure specifiche, dall’affiancamento di tutor (83,2%) alla formazione sulla sicurezza (72%), dalla formazione dei colleghi (65,4%) fino a soluzioni organizzative dedicate (62,2%). Proprio queste evidenze rafforzano la necessità di intervenire su servizi e politiche attive, puntando su un sistema più efficace e integrato. Il rapporto sottolinea come un supporto all’occupabilità delle persone con disabilità potrebbe arrivare dalla rivoluzione digitale e dall’adozione delle nuove tecnologie assistive, in grado di garantire benefici sia in termini di accessibilità che di personalizzazione dell‘ambiente di lavoro. Una opportunità che tuttavia non convince pienamente gli intervistati che vi intravvedono anche qualche rischio. “La solitudine e l’isolamento rappresentano, si legge nel rapporto, il rischio più temuto posto dall’accelerazione digitale (68,0%). Una preoccupazione particolarmente sentita poiché investe un ambito, quello della relazionalità, che costituisce uno dei tratti più qualificanti e di maggiore soddisfazione della esperienza lavorativa. Meno condivisi, ma sintomatici di una certa vulnerabilità, i dubbi manifestati circa la propria capacità di stare al passo con le nuove tecnologie e dunque di sapersi orientare, in un futuro sempre più digitale, nell’accesso alle informazioni ed ai servizi (38,0%). Il 27,3% scorge nella progettazione e nell’uso improprio di algoritmi e IA il potenziale rischio di un’accentuazione delle discriminazioni, mentre il 26,6% evidenzia come la sicurezza e la salute sul posto di lavoro possano essere messe in pericolo dall’adozione di procedure digitali complesse e non facilmente accessibili”. L’indagine L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo – che verrà presentata in occasione del Festival del Lavoro 2026 (Roma, 21-23 maggio, Centro Congressi La Nuvola) – è stata realizzata da un gruppo di lavoro coordinato da Ester Dini e composto da Gianfranco Cataldi e Lorenzo Pardini per la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e per ANFFAS NAZIONALE APS-ETS Rete Associativa dal team di lavoro sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo coordinato da Giandario Storace. Giovanni Caprio
May 12, 2026
Pressenza
Casa GLO: la villa confiscata al boss Zaza diventerà una comunità energetica
Un nuovo ecosistema di inclusione a Casa GLO, con più spazi, agricoltura sociale e fattoria didattica Trasformare uno spazio liberato dalla criminalità in un ecosistema di opportunità, autonomia e comunità, per raddoppiare i partecipanti alle attività. Il Comune di Napoli ha affidato alla cooperativa L’Orsa Maggiore anche i piani sottostanti de “La Gloriette”, la villa confiscata al boss della camorra Michele Zaza, trasformata nel 2010 in servizio diurno per persone vulnerabili con problemi di autonomia, e il terreno agricolo annesso di 11mila mq, che diventerà un’oasi della biodiversità con orto coltivato e fattoria didattica. I nuovi progetti sono stati annunciati durante la presentazione dello studio “Esperienze e nuove sfide. Per riflettere sul riutilizzo sociale del bene confiscato e condividere buone pratiche”, curato da Gianluca Bove e Nicoletta Gasparini de L’Orsa Maggiore. All’incontro, moderato dalla giornalista Serena Bernardo, hanno partecipato Francesca D’Onofrio, presidente de L’Orsa Maggiore; Antonio De Iesu, assessore alla Legalità del Comune di Napoli; Simona Di Monte, avvocato generale presso la Corte d’Appello di Napoli; Nunzia Ragosta, dirigente del Servizio beni confiscati del Comune di Napoli; Davide D’Errico, consigliere della Regione Campania; Carlo Borgomeo e Stefano Consiglio, della Fondazione Con il Sud; Natalia Sanna, dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Napoli. «Il circuito si deve chiudere – ha dichiarato De Iesu -: dalle confische è necessario arrivare in tempi brevi all’assegnazione ad associazioni strutturate come Casa GLO. Si tratta di uno dei beni più preziosi che abbiamo, non solo per la bellezza del luogo, ma soprattutto per le eccezionali attività formative per persone con disabilità e vulnerabilità tra i 25 e i 30 anni». Le nuove attività riguarderanno: cura dell’orto e degli animali, manutenzione degli spazi e delle attrezzature, accoglienza della comunità nella fattoria didattica, raccolta, trasformazione e confezionamento di prodotti a km 0. Le attività agricole saranno gestite dai partecipanti di Casa GLO, affiancati da operatori agricoli di Tenuta Melofioccolo e operatori sociali de L’Orsa Maggiore. «Va sottolineato – ha detto Di Monte – che non solo si lavora al sequestro e alla confisca di un bene appartenuto alla camorra, ma soprattutto bisogna ragionare sul valore della giusta restituzione alla comunità e sulla sua valorizzazione. La sottrazione del bene ritorna alla collettività, e quelle spese, anche economiche, che la comunità ha subito vengono ricompensate con la restituzione e con le attività intraprese. La destinazione a uso sociale, come i progetti messi in campo da Casa GLO, deve essere il punto esclamativo di un messaggio che le istituzioni devono lanciare». Ogni spazio è progettato per attivare autonomia, competenze e protagonismo nelle persone che partecipano alle attività. Il progetto unisce competenze complementari: lavoro sociale e autonomia (L’Orsa Maggiore), ricerca e advocacy sui diritti (Centro Studi della Fondazione Rut), consulenze e orientamento (Tutti a Scuola ODV), agricoltura sociale e sostenibilità (Tenuta Agricola Melofioccolo). Dallo studio presentato è emerso che la composizione per età dei partecipanti alle attività di Casa GLO mostra nel tempo uno “spostamento in avanti”, collocando la percentuale maggiore dopo i 30 anni. Nel centro giungono anche richieste di inserimento per persone adulte, ultraquarantenni, per le quali i familiari chiedono spazi di incontro. Inoltre, un ampio spazio è stato dedicato all’analisi delle famiglie per comprendere il contesto di vita prevalente dei giovani, osservarne le risorse e i punti di fragilità. Il 93% dei giovani risiede a Napoli e proviene dall’area flegrea (28% tra Municipalità 9 e 10) e dal territorio limitrofo alla sede (39% tra Municipalità 1 e 5). Ciò si spiega sia per la collocazione territoriale, che facilita l’accesso, sia per la cooperazione storica della cooperativa con i servizi socio-sanitari e le scuole delle Municipalità 1 e 5. Il 7% viene dall’area metropolitana. Inoltre, si rileva una certa prevalenza di genere maschile. Redazione Napoli
March 24, 2026
Pressenza
Dal caffè sospeso al giocattolo sospeso: Napoli e l’Italia unite da un gesto di solidarietà
A Napoli la solidarietà non è mai stata un concetto astratto. È un modo di vivere, una forma di cura reciproca che nasce dal basso e attraversa i secoli. La tradizione del caffè sospeso racconta proprio questo: chi poteva permetterselo lasciava pagato un caffè in più, destinato a chi non avrebbe potuto ordinarlo. Un gesto anonimo ma profondissimo, capace di ricordare che la comunità viene prima delle difficoltà individuali. È da questa cultura che, nel 2016, il Comune di Napoli trae ispirazione per una nuova forma di solidarietà: il Giocattolo Sospeso. Se un caffè può regalare un momento di calore a un adulto, un giocattolo può regalare un sorriso a un bambino che vive una condizione di fragilità economica. Nasce così un’iniziativa che, anno dopo anno, diventa un appuntamento atteso da molte famiglie e un simbolo della città durante il periodo natalizio. Anche per il 2025 il Comune rinnova il progetto, attivo dal 6 dicembre al 6 gennaio. Chi desidera partecipare può recarsi in uno dei negozi aderenti e acquistare un gioco da lasciare in sospeso. Sarà poi la rete del volontariato cittadino a distribuire i doni alle bambine e ai bambini che vivono situazioni di difficoltà. Per molte famiglie questo Natale sarà complesso. L’aumento del costo della vita, i redditi insufficienti e le nuove forme di povertà emerse negli ultimi anni fanno sì che un semplice giocattolo possa rappresentare molto più di un regalo. Secondo gli ultimi dati Istat, più di un milione e trecentomila minori vivono oggi in Italia in condizioni di povertà assoluta. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più grave e coinvolge una percentuale crescente di famiglie con figli. La povertà minorile non riguarda solo il reddito, ma limita l’accesso a opportunità educative, culturali e ricreative. Durante il periodo natalizio questa mancanza si traduce spesso nell’assenza di un dono, di un momento di gioia da condividere. Il Giocattolo Sospeso non risolve le cause strutturali delle disuguaglianze, ma rappresenta una risposta immediata, concreta e umana. È la forma più semplice e più autentica con cui una città decide di non lasciare indietro i più piccoli. Negli ultimi anni l’intuizione napoletana ha ispirato progetti analoghi in molte altre regioni italiane. Grazie al lavoro di Assogiocattoli e della campagna Gioco per Sempre, il Giocattolo Sospeso è oggi una pratica nazionale, con centinaia di punti vendita coinvolti e una rete di associazioni che si occupa della distribuzione dei doni. Da Napoli a Palermo, da Torino a Bari, il gesto di lasciare un regalo in sospeso è diventato parte di un movimento culturale che unisce le persone attorno all’idea che il gioco sia un diritto e non un privilegio. A incoraggiare la cittadinanza a contribuire è l’Assessora ai Giovani e al Lavoro, Chiara Marciani, che sottolinea il valore dell’iniziativa con queste parole: «Giocattolo Sospeso è l’iniziativa del Comune di Napoli che vuole aiutare, grazie a una raccolta di giocattoli, i bambini e le bambine che vivono un momento di difficoltà. Insieme alle associazioni, alle parrocchie e ai volontari, a breve inizieremo a distribuire i giocattoli, ma per farlo abbiamo bisogno di raccoglierli. Grazie alle cartolibrerie, ai negozi e ai giocattolai che hanno aderito alla nostra iniziativa, possiamo contribuire a questa raccolta e chiediamo il vostro aiuto. Grazie per quello che farete, per gli acquisti che farete e buon Natale a tutti». Le sue parole ricordano che ogni gesto, anche minimo, può diventare fondamentale per costruire una città più giusta e più attenta ai bisogni dei bambini. Negozi aderenti al Giocattolo Sospeso 2025 – Napoli Cartolibreria Gianfranco Lieto, Viale Augusto 43/51 Fanta Universe, Via San Biagio dei Librai 65 Junior Giocattoli, Via Maurizio Piscicelli 25 La Girandola Srl, Via Toledo 400 La Girandola Giocattoli, Via Edoardo Nicolardi 158/162 Leonetti Giocattoli, Via Toledo 350/351 Libreria Mancini, Via Nuova Poggioreale 11 Natullo Toys (tre sedi): Via A. Ranieri 51, Corso Garibaldi 301, Via Nazionale 52 Toys Fate e Folletti Srls, Via Pasquale del Torto 45 IoCiSto – Libreria, Via Domenico Cimarosa 20 Il Fuori Orario, Via Girolamo Giusso 11 G. Guerretta Srl, Corso Ponticelli 23H Raffaello Srl, Via Michelangelo 80 Lucia Montanaro
December 10, 2025
Pressenza
Nasce un nuovo “Centro Donna”: uno spazio per l’autodeterminazione e il sostegno alle donne
È stato pubblicato, sul sito del Comune, l’avviso, rivolto agli enti del Terzo Settore, per la coprogettazione e realizzazione di un nuovo “Centro Donna”. Per la realizzazione del progetto, su iniziativa dell’Assessorato allo Sport e alle Pari Opportunità, è stato previsto uno stanziamento di 75mila euro, con l’obiettivo di offrire alle donne della città uno spazio dedicato all’incontro, al confronto, alla crescita personale e professionale, al benessere e al supporto. Il “Centro Donna” sarà un luogo aperto e inclusivo, pensato per promuovere consapevolezza, autodeterminazione, autonomia psicologica ed economica, e per contribuire alla costruzione di una “Città al femminile”, dove tutte le donne possano immaginare e realizzare il proprio futuro. Particolare attenzione sarà rivolta alle donne che vivono in condizioni di disagio sociale, economico o familiare, alle quali il Centro offrirà servizi mirati come: • Informazione e ascolto • Supporto psicologico • Orientamento al lavoro • Formazione • Attività sportive e socioculturali Le attività saranno organizzate secondo un calendario programmato e accessibile. Il progetto ha una durata iniziale di 12 mesi, prorogabile per ulteriori 12. Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Napoli: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/55350 Redazione Napoli
October 16, 2025
Pressenza