PALESTINA: COLONI INCENDIANO DUE MOSCHEE. CRESCE LA VIOLENZA CONTRO I SIMBOLI RELIGIOSI E IDENTITARI PALESTINESI
Nella notte tra martedì e mercoledì alcuni coloni israeliani hanno incendiato
due moschee nei villaggi di Jaljulia e Mazra’a al-Nubani, a nord di Ramallah, e
hanno imbrattato i muri di una di esse con slogan razzisti e incitanti all’odio.
“Sono arrivati di notte”, ci ha raccontato Fabian Odeh, italo palestinese che
collabora con Radio Onda d’Urto e ha ricostruito la vicenda guardando la stampa
araba, “hanno dato fuoco alle moschee e hanno lasciato delle scritte sulle
pareti che incitavano altri coloni a compiere atti simili, con messaggi
espliciti come “dar fuoco alle moschee”. All’interno di una delle moschee c’era
anche l’imam con la sua famiglia, fortunatamente sono riusciti a salvarsi.
Le moschee diventano sempre di più un obiettivo dei coloni, secondo Odeh,
“mentre prima venivano prese di mira le attività economiche e le case. Questo
rappresenta un’escalation nella violenza che mira a colpire i simboli religiosi
e identitari della comunità”.
L’esercito e e i coloni ormai vanno a pari passo nell’aggredire la popolazione
palestinese. “Tutto questo è possibile perché il governo israeliano sostiene i
coloni in tutte le forme, dal punto di vista economico, ma anche dal punto di
vista della sicurezza. I coloni sono armati per volere dei ministri Ben Gvir e
Smotrich. Entrambi sono stessi dei coloni e hanno come idoli i coloni più
aggressivi, più criminali, più violenti”.
“Ci possiamo sicuramente aspettare un’intensificazione dell’aggressione contro i
palestinesi nel prossimo perido”, secondo Odeh. “Ad oggi ci sono tantissime
situazioni che restano ancora irrisolte: il numero di rifugiati palestinesi che
sono già stati evacuati dalle principali città come Jenin e dai campi profughi,
che fanno fatica e non possono ancora tornare. Io credo che il prossimo futuro
sarà abbastanza critico e bisognerà dare molta attenzione a quel che sta
succedendo in Cordania perché Israele è capacissimo, come ha sempre fatto, di
approfittare dei momenti dove l’opinione pubblica e l’attenzione pubblica sono
rivolte altrove per commettere crimini di guerra e pulizia etnica sotto la
copertura del silenzio”.
L’intervista completa con Fabian Odeh, italo palestinese che collabora con Radio
Onda d’Urto. Ascolta o scarica