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Primo maggio: voci da Bagnoli@0
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@1
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@3
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@2
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@4
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Contestazione a Napoli contro MSC tra genocidio e inquinamento
Movimenti e reti territoriali protestano contro l’impatto ambientale delle grandi navi, il traffico di armamenti e i progetti previsti a Bagnoli in vista dell’America’s Cup 2026. Il 7 maggio a Napoli, a bordo della nave da crociera MSC Divina, attraccata nel porto di Napoli, si teneva il convegno dal titolo “Prevenzione, performance e salute – promuovere una cultura della prevenzione concreta”, promosso dalla Fondazione Fioravante Polito. Durante l’iniziativa, un gruppo di abitanti della città ha avviato una contestazione contro MSC (Mediterranean Shipping Company S.A.) esponendo cartelli e facendo speakeraggio; dal comunicato stampa diffuso dopo l’intervento, diramato dalla rete di cui fanno parte Mare Libero, No America’s Cup, Giardino Liberato, Ecologie Politiche, Laboratorio Iskra, Centro Handala Ali, BDS Napoli e Salerno e altre realtà, si legge: “Una giornata di lotta contro MSC: se si vuole parlare di salute e prevenzione, non si può prescindere dal parlare dell’inquinamento prodotto dalle navi da crociera e dei suoi effetti sulla salute, a partire proprio dalle gigantesche navi della compagnia di navigazione MSC. Studi internazionali, ormai da anni, denunciano l’impatto drammatico di queste navi sulla qualità dell’aria, e oltre a questo, abbiamo voluto aggiungere anche l’impatto della MSC su altre persone, sull’altra sponda del Mar Mediterraneo: la popolazione palestinese. MSC, infatti, trasporta regolarmente materiale militare verso Israele, è dunque complice della macchina bellica sionista responsabile di un genocidio ancora in corso, della distruzione quasi totale della Striscia di Gaza, del suo sistema sanitario, del suo ambiente. Questo il nostro contributo alla giornata di oggi e alla solidarietà con tutte le persone sterminate, sfruttate e inquinate.” Di MSC si è già parlato su questa testata, ma, purtroppo, non basta mai: la compagnia di shipping ha molti piani su cui essere contestata, come evidenziato dal comunicato: dalle implicazioni con il genocidio in Palestina e con l’industria bellica mondiale alla sua condotta scellerata in materia di impatto ambientale. Per il primo aspetto, MSC è, infatti, al centro dell’attenzione del movimento BDS che da vent’anni denuncia le complicità delle organizzazioni e delle attività economiche con l’occupazione israeliana della Palestina e del sistema di apartheid che Israele ha ormai radicato in tutta la Cisgiordania. MSC agisce su vasta scala, operando su 520 porti di scalo in 155 Paesi, ma, nonostante sia oggi la prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale, è una società privata controllata dalla famiglia Aponte, originaria di Napoli. La proprietà comprende anche la MSC Cruises. Il suo coinvolgimento nel trasporto di armi impiegate dalle forze militari israeliane nella Striscia di Gaza e in Asia occidentale è diretto: come riportato dalla giornalista d’inchiesta Linda Maggiori in varie sue indagini sul tema, riguarda ormai non solo le navi ma anche i terminal. Nell’articolo apparso su Altreconomia il 20 marzo scorso, Maggiori scrive: “Gli otto container arrivati a Gioia Tauro fanno parte di una partita più grande di 23 carichi di acciaio balistico partiti dall’India tra dicembre e gennaio su quattro diverse navi cargo della compagnia Mediterranean Shipping Company (MSC). I porti di transhipment sono appunto Gioia Tauro e il Pireo di Atene, da dove i container dovrebbero essere trasbordati su altre navi e dirigersi poi nell’Hadaron Terminal del porto di Ashdod, in Israele. Il ruolo di MSC in questa storia è preponderante visto che non solo le navi sono tutte sue ma anche i terminal: sia l’Hadaron sia il Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro sono entrambi nelle mani del gruppo di Gianluigi Aponte.” Altre fonti autorevoli inchiodano la compagnia marittima. Sempre a marzo 2026, il network Embargo for Palestine ha presentato alla Camera il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio”. Nel rapporto si legge che “dall’inizio del genocidio in corso a Gaza nell’ottobre 2023, l’Italia ha mantenuto un flusso strategico e continuativo di equipaggiamenti militari e risorse energetiche verso Israele, favorendo direttamente l’infrastruttura tecnica dell’aggressione (…). Una fitta rete di aziende italiane, enti collegati allo Stato e infrastrutture logistiche ha consegnato a Israele almeno 416 spedizioni di carattere militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante provenienti dall’Italia – quantitativi confermati attraverso registri di spedizione che rappresentano probabilmente solo una frazione della reale portata dei trasferimenti.” MSC è stata coinvolta in questo traffico con molti dei suoi natanti, tra cui la MSC MELANI III, la MSC EAGLE III e la MSC ALBANY, che, dopo un trasbordo presso il Vizhinjam International Seaport, ha condotto il suo carico al Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro il 14 dicembre 2025 e da lì è ripartito il 19 dicembre a bordo della MSC DORADO VIII, sempre con destinazione IMI Systems. Un altro aspetto da considerare: l’azienda è anche sponsor dell’America’s Cup 2026, progetto che prevede un intervento a Bagnoli giudicato negativamente da tanti studiosi poiché estremamente impattante sulla congestione di un’area già fragile sotto il profilo geologico e sociale, provata da anni di speculazioni immobiliari che non hanno tenuto in conto i diritti alla salute, alla casa, al lavoro delle popolazioni locali. Questi elementi descrivono solo parzialmente il quadro delle gravi complicità della MSC con l’industria della morte e con le attività responsabili dell’inquinamento e dello sfruttamento delle nostre coste (interessato anche il litorale di Napoli Est, al centro di un piano di espansione della darsena di cui MSC è inclusa), che chiariscono, quindi, le solide motivazioni della contestazione. Nel pomeriggio del 7, i manifestanti si sono poi spostati a piazza Municipio, invitando la cittadinanza a una pubblica assemblea, per discutere di come avviare azioni ulteriori in cui possa essere rappresentata la voce delle persone che i territori li vivono. L’accento è stato messo in modo incisivo sulla necessità di connettere la lotta per il diritto all’abitare dei Napoletani con le ingiustizie che i grandi capitali finanziano nel mondo, ad esempio, attraverso la produzione di armi. MSC incarna pienamente la forma e la sostanza con cui agisce il neoliberismo in questa fase storica: da un lato racconta di assunzioni e grandi investimenti; dall’altro contribuisce a distruggere vite, diritti, ambiente. Gli attivisti lo hanno sottolineato fortemente e lanciato un calendario di mobilitazioni in collegamento con le iniziative dei comitati di quartiere di Bagnoli. FONTI Altreconomia – Il porto di Gioia Tauro e il traffico d’armi verso Israele Dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio” Instagram – Reel sulla contestazione BDS Italia – Il coinvolgimento di MSC nella logistica di guerra BDS Italia – Block the Boat Ottopagine – Napoli, protesta sulla MSC Divina Nives Monda
May 8, 2026
Pressenza
Bagnoli, solo la piazza può fermare i lavori della vergogna
Bagnoli, dove eravamo rimasti? Più o meno qui, con un quartiere già provato da una pesante crisi bradisismica che le istituzioni locali e nazionali hanno affrontato con irritante passività, e che si appresta a fronteggiare una nuova emergenza, definita dal professore geologo Benedetto De Vivo, tra i massimi studiosi del […] L'articolo Bagnoli, solo la piazza può fermare i lavori della vergogna su Contropiano.
February 6, 2026
Contropiano
Bugie al Mattino
Negli ultimi anni, il quotidiano Il Mattino di Napoli ha intensificato una campagna mediatica volta a raccontare la città partenopea e il Sud Italia come protagonisti di una nuova stagione di crescita economica. Titoli trionfalistici, editoriali ottimistici e interviste a esponenti politici e istituzionali dipingono un Mezzogiorno in piena espansione, […] L'articolo Bugie al Mattino su Contropiano.
October 10, 2025
Contropiano
Napoli: seduta monotematica e… ”monocolore” del consiglio comunale su America’s Cup e Bagnoli
Scopo di questo articolo è di andare oltre la cronaca per cercare di formulare qualche commento e riflessione critica sulla tardiva seduta consiliare svoltasi lo scorso 24 settembre che ha avuto carattere monotematico perché dedicata esclusivamente alla trentottesima edizione dell’Americas’Cup che, svolgendosi per buona parte nel quartiere occidentale di Bagnoli, […] L'articolo Napoli: seduta monotematica e… ”monocolore” del consiglio comunale su America’s Cup e Bagnoli su Contropiano.
September 30, 2025
Contropiano