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Rilevazione alunni palestinesi nelle scuole: a che cosa serve?
In data 08 gennaio u.s. l’Ufficio Scolastico Territoriale di Roma, su indicazione del Ministero dell’Istruzione, ha emanato una nota (“Rilevazione alunni/studenti palestinesi a.s. 2025/26”), con cui ha richiesto ai dirigenti scolastici “informazioni circa la presenza di alunni/studenti palestinesi presso le istituzioni scolastiche nel corrente anno scolastico”, senza specificare né la motivazione né lo scopo di tale rilevazione. Alle note critiche che sono state immediatamente sollevate e che rilevavano l’aspetto discriminatorio di una tale rilevazione, il Ministero ha replicato, con una nota firmata dalla Dr.ssa Palumbo, che la rilevazione sarebbe stata avviata dalla Direzione affari internazionali del Ministero “allo scopo di favorire il pieno inserimento scolastico degli studenti palestinesi nelle scuole (…) per conoscerne il numero e l’ordine scolastico di frequenza” al fine di “assicurare la migliore accoglienza e integrazione nel percorso scolastico degli studenti palestinesi”. L’attività avrebbe quindi le stesse finalità e userebbe lo stesso format utilizzato dal precedente governo per gli studenti ucraini. Ma nel testo della nota dell’USP di Roma non si parlava di azioni di accoglienza né di integrazione degli alunni/e e degli studenti/esse palestinesi, ciò che invece era stato fatto per gli studenti/esse ucraini/e espatriati/e dopo l’invasione russa dell’Ucraina, per i quali il Ministero aveva previsto specifici finanziamenti per le attività di accoglienza a scuola, organizzando un monitoraggio mirato diretto agli allievi/e ucraini/e accolti/e dopo il 24 febbraio 2022 (come è chiarito in una nota ministeriale del 9 marzo 2022). Nella nota dell’8 gennaio sugli allievi/e palestinesi non si fa riferimento all’arrivo recente di allievi/e palestinesi né si chiarisce il senso e la finalità della rilevazione. Perciò, una rilevazione che segua le indicazioni date non deve distinguere tra allievi/e palestinesi residenti in Italia da anni, e allievi/e arrivati/e di recente. Quando il Ministero avvierà concretamente le stesse azioni messe in atto per gli studenti/esse ucraini/e, la questione avrà forse un altro aspetto. Ma certamente la giustificazione data a posteriori dal Ministero, evidentemente per replicare alle critiche mosse da più parti, non appare congrua con le precedenti azioni del Governo. Sin dall’inizio dell’invasione russa, il Governo Italiano ha sostenuto l’Ucraina, assicurandole un costante sostegno economico, politico e militare, e organizzando un’accoglienza della popolazione ucraina profuga di guerra. Invece, rispetto alla situazione palestinese, lo stesso Governo non solo ha mostrato un atteggiamento di assoluta indifferenza verso il massacro subito dalla popolazione palestinese, ma ha appoggiato le posizioni del Governo Israeliano, anche quando le sue azioni sono sfociate nel genocidio; ha emanato decreti che tendono a reprimere le critiche al governo israeliano assimilandole addirittura all’antisemitismo. E perciò resta intatto il fondato timore che la rilevazione verso gli studenti/esse palestinesi abbia un senso diverso da quello conclamato, e possa essere una forma di schedatura su base etnica o nazionale, il che sarebbe un’ulteriore novità nel panorama scolastico italiano, almeno dopo il 1948. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera aperta al Ministro Valditara a proposito di contraddittorio, pluralismo e ispezioni
Gentile ministro Giuseppe Valditara, L’Educazione Civica, secondo le linee guida, «favorisce il riconoscimento di valori e comportamenti coerenti con la Costituzione attraverso il dialogo e il rispetto reciproco, volti a incoraggiare un pensiero critico personale, aperto e costruttivo». Tutti obiettivi che, a nostro avviso, dovrebbero sempre caratterizzare i processi educativi. Non a caso la nostra Costituzione (art. 33) mette al centro la libertà di insegnamento per garantire la formazione di cittadine/i libere/i e consapevoli. La scuola pubblica statale italiana, a partire dal reclutamento dei docenti, garantisce professionalità e pluralità di presenze, diversamente dalle scuole private (abbondantemente finanziate dal governo di cui Lei è un autorevole esponente) che assumono il personale con altri criteri privatistici e di omogeneità ideologica. Comprenderà, quindi, il nostro stupore (e la nostra indignazione) di fronte alle ispezioni decise dal “Suo” ministero in seguito all’intervento, in alcune scuole, di un’alta carica dell’ONU. Ispezioni apparentemente giustificate dalla necessità di verificare delle ipotesi di reato legate ad alcune dichiarazioni rilasciate dalla Relatrice Speciale. Ispezioni che sono state immediatamente seguite da una circolare che alludeva alla necessità del rispetto del pluralismo che ha avuto come effetto immediato la cancellazione di diverse iniziative educative già programmate. Una censura, in evidente contrasto con il citato art. 33, avvenuta, peraltro, senza rispettare quanto previsto dalla normativa vigente (OOCC). Una censura che non accettiamo anche perché in evidente contrapposizione con un corretto metodo educativo che deve abituare gli studenti ad ascoltare, a valutare argomenti diversi, a documentarsi e a formare una propria opinione ragionata. Educare, infatti, non significa incoraggiare uno scontro fra opposte fazioni, ma imparare a contrastare i pregiudizi, non a promuoverli. Il corpo docente deve, infatti, guidare gli studenti nella valutazione delle fonti e delle argomentazioni, sempre nel rispetto della scientificità dei ragionamenti e della dignità della persona. Nel caso specifico, non vorremmo che il suo intervento fosse stato motivato soltanto dalla preoccupazione che la Relatrice delle Nazioni Unite avrebbe potuto condannare alcuni comportamenti dello Stato o dell’Esercito israeliani. D’altro canto non ci risultano interventi da parte del Ministero da lei diretto intesi a garantire la presenza di un contraddittorio pacifista o antimilitarista nei numerosissimi casi, denunciati dall’Osservatorio, di presenza di esponenti delle Forze Armate con funzioni didattiche o di orientamento nelle scuole. Peraltro, se queste Sue preoccupazioni fossero reali, Ella dovrebbe proporre di affiancare, ogni giorno, accanto a ciascun docente un “controllore ministeriale”, per verificare che nel lavoro quotidiano nessuno/a si dedichi alla propaganda e all’indottrinamento, ipotesi decisamente improbabile, poiché, al contempo, anticostituzionale e irrealizzabile, visto che il Suo governo predilige le spese militari e non quelle sociali. Ci avviciniamo al 27 gennaio, con tutto il carico storico e emotivo che questa data comporta. Immaginiamo che Lei non proporrà, per garantire il pluralismo, che nelle attività programmate siano presenti relatori sostenitori della validità del programma di distruzione degli ebrei d’Europa praticato dal regime nazista e dai suoi alleati. Nel Giorno della Memoria preferiamo ricordare Primo Levi. Pensiamo, infatti, che sia decisivo andare oltre la dicotomia annientatrice (carnefici da una parte e vittime dall’altra), perché solo una logica capace di cogliere la complessità può evitare di farci ricadere nella disumanizzazione: ieri con il programma segreto di eutanasia della Germania nazista (Aktion T4) e i successivi campi di concentramento, oggi con il genocidio nella Striscia di Gaza. Questo è per noi il compito fondamentale della scuola della Repubblica, censure e imposizioni fanno parte di un passato di cui non andare fieri. Cordiali Saluti Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Raccolta materiali su censura Albanese nelle scuole, ispezioni e circolari Valditara
L’ondata di repressione e censura con annesse ispezioni, attuata da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito e di alcuni uffici scolastici territoriali, che si sta consumando nelle scuole italiane che intendono mettere all’ordine del giorno la questione dei diritti umani e del genocidio in Palestina (da San Miniato a Pontedera, passando per Vicenza), anche per il solo fatto di invitare a parlarne persone titolate come Francesca Albanese, relatrice speciale per le Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha suscitato una grande ondata di indignazione. Per questo motivo, anche in vista dell’Assemblea online del 29 dicembre: Mobilitazione Osservatorio contro censura nelle scuole sul tema, abbiamo raccolto, senza la pretesa di essere esaustivi, prese di posizione associative, sindacali,  partitiche, collettive, politiche, articoli di giornali, lettere al presidente della repubblica, petizioni messe a punto anche da cittadini e cittadine che non tollerano le ingerenze del Governo all’interno della decisioni autonome dei/delle docenti e anche degli studenti e delle studentesse. Crediamo che tutto ciò possa essere utile per avere un quadro generale comune, invitando a integrare, se ci sono omissioni grosse, segnalando le prese di posizione alla nostra mail: sservatorionomili@gmail.com COMUNICATI DI ASSOCIAZIONI NAZIONALI Docenti per Gaza: COMUNICATO DI DOCENTI PER GAZA SULLA PARTECIPAZIONE DELLE SCUOLE AL WEBINAR CON FRANCESCA ALBANESE Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa: Pisa: condanna ingerenza esponenti leghisti nell’assemblea studentesca Liceo “Dini” con Francesca Albanese Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: Osservatorio condanna attacchi: “Albanese è esperta titolata, stop ingerenze Lega, FDI e Ministro Movimento di Cooperazione Educativa: Solidarietà ai docenti delle scuole sotto attacco per webinar con la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Rete degli studenti medi: CONTINUEREMO A MOBILITARCI NEI LUOGHI DELLA CONOSCENZA E A RIEMPIRE LE PIAZZE DELLE CITTÀ Scuola per la pace: No all’ingerenza politica nelle scuole DALLE SCUOLE: Il Cattaneo di Pisa sugli accertamenti ispettivi Comunicato Docenti del Liceo “Montale” di Pontedera (PI): iniziativa su Francesca Albanese Comunicato del Collettivo studentesco Liceo “Dini” di Pisa sulle ingerenze del Ministero LETTERE A MATTARELLA: Docenti Scrivono a Mattarella a sostegno della libertà  di insegnamento: Albanese a scuola, colleghi della docente che ha organizzato l’incontro scrivono a Mattarella: “E la libertà d’insegnamento?” Genitori scrivono a Mattarella  a sostegno dei docenti: Valditara contro le scuole che ospitano Francesca Albanese, 107 genitori scrivono a Mattarella: “Indifferenza non protegge i ragazzi” Genitori scrivono a Mattarella, contro Albanese e insegnanti: Francesca Albanese e gli incontri a scuola, genitori a Mattarella: “Preoccupa deriva culturale” Pisa Docenti della provincia scrivono a Mattarella a sostegno dei docenti del Montale: Bufera politica su Albanese. Ispettori al liceo Montale. Docenti scrivono a Mattarella Valditara contro le scuole che ospitano Francesca Albanese, 107 genitori scrivono a Mattarella: “Indifferenza non protegge i ragazzi”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/23/valditara-francesca-albanese-genitori-mattarella-notizie/8235769/ RACCOLTE FIRME Raccolta firme – Docenti, educatori ed educatrici per il rispetto dei diritti umani in Palestina-La scuola per la Palestina: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScz5_2ZDNS18WNZBoZIu_bMdkS_yQOFq3QxojONm45BgxbgTg/viewform (in corso) Castelnovo né Monti (Reggio Emilia): Ispezioni nelle scuole che hanno ospitato Albanese, docenti di Reggio Emilia raccolgono 200 firme: “profondamente preoccupati” Rete delle scuole di Livorno x Gaza: Solidarietà alle scuole toscane e a Francesca Albanese, per una Palestina libera, per una scuola decolonizzata Vicenza (petizione su change): Lettera aperta al Presidente Mattarella da parte di un gruppo di docenti e genitori del Liceo Fogazzaro di Vicenza Una raccolta firme per esprimere solidarietà nei confronti dei colleghi dell’istituto “Cattaneo- Dall’Aglio” di Castelnovo e del “Mattei” di San Lazzaro: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/24/ispezioni-valditara-scuole-albanese-protesta-docenti-notizie/8237276 SINDACATI FLC CGIL: Webinar con Albanese, FLC CGIL contro “l’attacco del Governo a scuole toscane” Solidarietà della FLC CGIL Emilia Romagna a scuole e docenti sotto attacco per un webinar con Francesca Albanese COBAS SCUOLA : Ispezione o persecuzione politica? GILDA Gilda a fianco di studenti e docenti per la libertà di insegnamento e di apprendimento UNICOBAS Scuola & Università: LA SCUOLA NON SI IMBAVAGLIA! CUB: La Cub per la libertà didattica, di insegnamento e di assemblea per studenti e lavoratori: No alle ispezioni Ministeriali nelle scuole! SSB: Solidarietà IC Massa 6: Francesca Albanese No e i militari Sì nelle scuole? USB: Il Governo attacca ancora una volta la libertà di formazione e insegnamento: Valditara vuole ispezioni punitive in Toscana! Parlare di guerra e genocidio nelle scuole è giusto! Non arretriamo di fronte alla censura e alla repressione del Ministero dell’Istruzione CISL: Ispezioni per le iniziative con Francesca Albanese nelle aule: la posizione della Cisl Scuola Toscana PARTITI   FDI e Lega: Bufera politica su Albanese. Incontro al liceo Montale. Ministro manda gli ispettori Una citta in comune: Difendiamo la Scuola Pubblica come spazio di libertà, di confronto e di democrazia che Valditara vuole trasformare in una caserma LEGA: Scuola: Sasso (Lega), a San Lazzaro lettera dei docenti a Mattarella dopo ispezione per webinar Albanese. Fuori la propaganda politica dalle scuole PAP e  AVS: La politica solidale con le scuole che hanno ospitato Francesca Albanese Partito dei CARC Pisa: Pisa. Ma quali ispezioni? Da ogni scuola un focolaio di lotta contro la guerra e il Governo Meloni! 5 Stelle: Scuola e libertà di pensiero ARTICOLI DI GIORNALE: La circolare di Valditara del 7 novembre: https://www.mim.gov.it/documents/20182/8782792/m_pi.AOODPIT.REGISTRO+UFFICIALE%28U%29.0005836.07-11-2025.pdf/2d9b891c-4f5c-093d-6f0e-d83f8581868d?version=1.0&t=1762781988475 La circolare di Valditara del 12 dicembre Pressenza: Educare sotto ispezione: la vicenda dell’Istituto Enrico Mattei di San Lazzaro (BO) Pungolo Rosso: Bavaglio Albanese nelle scuole, è caccia alle streghe – Docenti per Gaza Orizzonte Scuola: Contraddittorio a scuola: 107 genitori favorevoli inviano una lettera a Mattarella, in risposta ad altri 107 genitori contrari Il caso Albanese si allarga: due nuove ispezioni in Emilia-Romagna e tensioni politiche Tecnica della Scuola: Ispezione nelle scuole dove Francesca Albanese ha parlato. Rete degli Studenti Medi: abuso di potere grave e ideologico. Scontro Lega-PD Assemblee studenti cancellate per mancanza di contraddittorio, Avs chiede a Valditara di riferire in Parlamento Fanpage: Perché Valditara ha chiesto ispezioni a scuola sugli incontri con Albanese e cosa rischiano presidi e prof Il Giornale: Valditara: “Caccia alle streghe per Albanese? I Cobas non mi interessano” Bologna Today: Scuola a rischio ispezione, ri-scoppia il caso Albanese Il Manifesto: Albanese a scuola, Valditara manda gli ispettori La Stampa: Valditara chiede ispezioni in due scuole dove ha parlato Albanese: possibili profili di reato Skytg24: Caso Albanese, Valditara: ispezioni anche in due scuole dell’Emilia Romagna Voce Apuana: Francesca Albanese e gli ispettori all’istituto comprensivo Massa 6, si alza un coro in difesa della scuola: «No alla censura»  Nazione Massa: Caso Albanese, protesta in piazza: “Noi siamo al fianco dei docenti” Repubblica: Caso Albanese, presidio di protesta al Mattei La circolare Valditara colpisce ancora: bloccato il dibattito sulla Palestina in un liceo di Vicenza Radio onda d urto: PALESTINA: REPRESSIONE CONTRO CHI SI ESPONE NEI LICEI DI BOLOGNA E VICENZA. LA RISPOSTA DELLE COMUNITA’ STUDENTESCHE Il Fatto Quotidiano: Intervista ad ALBANESE:  Francesca Albanese sulle ispezioni di Valditara nelle scuole: “Venga da me, ministro, parli con me”  Vivere Pesaro: Albanese a scuola. Baldelli (FdI): M5S e Cgil difendono l’indottrinamento e chiudono al confronto Non Solo Flaminia Pressioni contro l’intervento di Francesca Albanese al liceo Marconi di Pesaro, Ruggeri (M5S): «preoccupanti atteggiamenti di censura» Domani: Valditara chiede ispezioni nelle scuole dove parla la relatrice Onu Francesca Albanese Ilsole24ore: Webinar di Francesca Albanese nelle scuole, Valditara avvia ispezioni: «Ipotesi di reato» Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Comunicato del Collettivo studentesco Liceo “Dini” di Pisa sulle ingerenze del Ministero
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL COLLETTIVO STUDENTESCO LICEO “ULISSE DINI” DI PISA A SEGUITO DELLA GRAVE INGERENZA DEL MINISTERO NELLE ATTIVITÀ STUDENTESCHE REGOLARMENTE DELIBERATE. Il 10 dicembre al liceo “Ulisse Dini” di Pisa abbiamo avuto l’occasione di ascoltare un intervento sulla questione palestinese tenuto dalla Dott.ssa Francesca Albanese, relatrice speciale alle Nazione Unite per i territori palestinesi occupati. La conferenza, seguita da un’assemblea studentesca, è stata richiesta dagli studenti e dalle studentesse tramite una raccolta firme e approvata in Consiglio d’Istituto nel pieno rispetto del regolamento scolastico, e per garantire il massimo confronto di idee fra gli studenti e delle studentesse, è stato messo a disposizione il cortile per un momento di dibattito successivo alla videoconferenza. Le domande da proporre alla Dott.ssa Albanese sono state preventivamente raccolte tra gli studenti e le studentesse e inviate agli organizzatori, per naturali esigenze logistiche. Già nei giorni precedenti alla conferenza, diversi esponenti della destra toscana si sono espressi molto duramente contro questa iniziativa, per via della presunta mancanza di confronto e della preventiva selezione delle domande. Il Ministro Valditara non si è fatto attendere, e ha deciso di inviare in Toscana gli ispettori, per “fare luce” sull’accaduto. Mandare gli ispettori nelle scuole, davanti ad un’iniziativa che ha come primo obiettivo l’informazione su un tema in questo momento centrale anche a livello umanitario, è un’operazione politica del ministro Valditara che mira a limitare la formazione di un pensiero critico tra gli studenti e le studentesse e delegittimare la possibilità di una libera informazione. Questo attacco, inoltre, scredita gravemente l’Organizzazione delle Nazioni Unite, di cui l’Italia fa parte dal 1955 e di cui Francesca Albanese è relatrice speciale, e per quanto si provi ad additarla come terrorista e propagandista rimane la più importante ed esperta figura italiana sulla situazione palestinese, che da tempo non è più esclusivamente una questione politica, ma anche umanitaria. È inaccettabile, dunque, attaccare e delegittimare studenti, studentesse e docenti che avanzano l’urgenza di un approfondimento sulla questione Lottiamo per una scuola diversa: una scuola che non tema la discussione, il confronto, la formazione su temi anche controversi e complessi, affinché la nostra educazione ci consenta di sviluppare uno spirito critico e una consapevolezza sociale e politica completa e organica. Non si possono formare cittadini e cittadine, se si ha paura del dissenso. Lottiamo per una scuola dove venga coltivata l’educazione alla democrazia e dove gli studenti e le studentesse possano esprimere le proprie opinioni e portare in assemblea i temi che hanno più a cuore, come è successo in questo caso. Il tentativo di censura del ministro e in generale del governo Meloni non ci fermerà, noi continueremo a rivendicare il diritto alla libertà di espressione. Non possiamo più tollerare che la scuola resti indifferente al mondo esterno, esigiamo anzi che lo affronti ed esamini consapevolmente, affinché la libertà e l’esercizio del pensiero critico tornino ad essere al centro del nostro programma d’istruzione. Collettivo studentesco Liceo Ulisse Dini
Osservatorio condanna attacchi: “Albanese è esperta titolata, stop ingerenze Lega, FDI e Ministro
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle università esprime ferma condanna per la polemica strumentale sollevata dai due esponenti della Lega, Susanna Ceccardi e Giovanni Pasqualino, in merito all’assemblea di istituto prevista al Liceo Scientifico “Dini” con la partecipazione della dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. A queste sono seguite le accuse false e strumentali del consigliere Bagnoli di Pontedera, già smentite dal corpo docente del Liceo Montale. Una serie di attacchi scomposti al mondo della scuola portati avanti dalle forze politiche presenti nella maggioranza di Governo, a cui sono seguiti un’interrogazione parlamentare del deputato di Fratelli d’Italia e l’annuncio di ispezioni da parte del Ministro dell’Istruzione Valditara e l’immediata estensione di una nuova circolare di censura, che riprende quella scandalosa del 7 novembre, nei confronti della scuola, qualora fossero trattati “manifestazioni ed eventi riguardanti tematiche di ampia rilevanza politica e sociale.” Questo segna l’ennesimo atto di sfiducia del Ministro dell’Istruzione nei confronti del corpo docente e di tutti gli studenti e le studentesse, oltre che una profonda ignoranza nei riguardi del quadro normativo che regola la vita scolastica: L’Art. 13 del Testo Unico sulla Scuola stabilisce che le assemblee studentesche sono occasione di “partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti“. Sono gli studenti e le studentesse, tramite i loro rappresentanti, a scegliere i temi di attualità da discutere, esercitando il loro diritto democratico. Lo stesso Art. 13, comma 6, consente espressamente la partecipazione di “esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici” nelle assemblee di istituto. La dott.ssa Francesca Albanese, con il suo curriculum accademico e la sua carica istituzionale di Relatrice Speciale ONU, è pienamente titolata ad essere ammessa come esperta. L’autorizzazione, come previsto dalla legge, spetta al Consiglio d’Istituto che rappresenta trasversalmente docenti, studenti, genitori e personale ATA, ovvero tutte le anime del mondo scolastico. Le accuse di “propaganda unilaterale pro-Pal” e di “giustificazione del terrorismo” mosse dagli esponenti politici non trovano alcun riscontro nel progetto formativo pubblicato. Obiettivi Didattici Chiari: Il progetto “Quando il mondo dorme” è un’iniziativa dettagliata e strutturata che mira espressamente a: sviluppare il pensiero critico e la capacità di analisi; decostruire stereotipi e narrazioni dominanti; promuovere la conoscenza della storia e della cultura palestinese; educare all’empatia e alla responsabilità etica. L’iniziativa si inserisce perfettamente all’interno delle linee guida dell’Educazione Civica (Diritti Umani, Diritto Internazionale, De-colonizzazione del pensiero, Dialogo interculturale), fornendo obiettivi formativi e contenuti espliciti, molto più dettagliati e concreti di molte altre iniziative istituzionali. Se l’obiettivo dell’educazione civica è la conoscenza e la comprensione, l’incontro con una voce esperta che riporta la prospettiva istituzionale e umana della popolazione palestinese costituisce un elemento di arricchimento fondamentale, non di propaganda. La critica al metodo di raccolta e selezione preventiva delle domande tramite un form ignora la realtà dei seminari online e le esigenze di tutela dell’ambiente didattico e formativo anche per adulti. Questo formato è ormai uno standard tecnico e procedurale in tutti i contesti di seminario o webinar online, inclusi quelli promossi da istituzioni di alto livello. La selezione preventiva delle domande non serve a “epurare ogni critica,” bensì a garantire il corretto svolgimento dell’incontro e a tutelare l’iniziativa da azioni di disturbo, trolling organizzato o dalla diffusione di messaggi di odio e di apologia (attività che, al contrario, rappresenterebbero una vera e propria “propaganda” contraria ai principi della scuola). L’Osservatorio invita tutti i dirigenti scolastici e i Consigli di Istituto a respingere queste ingerenze politiche che mirano a limitare la libertà di pensiero e di dibattito nelle scuole. L’incontro con la dott.ssa Albanese è un atto di formazione culturale e civile, nel pieno rispetto della legge, sicuramente molto più auspicabile ed educativo di tutte le volte che il Ministero con protocolli e atti diramati dai suoi uffici scolastici ha invitato militari di ogni divisa a fare propaganda e reclutamento per la guerra nelle scuole di ogni ordine e grado. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Accordo Ministero dell’Istruzione e del Merito con l’Associazione Nazionale Alpini
(…) hanno siglato un Protocollo d’Intesa, che consente di promuovere nelle scuole i valori dell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato. Il passaggio del Protocollo che abbiamo citato, nel quale abbiamo volutamente lasciato in bianco i due soggetti ad inizio frase, potrebbe essere riferito ad una delle quasi 5000 organizzazioni di volontariato italiane per oltre 800mila volontari (https://volontariato.protezionecivile.gov.it/it/elenco-nazionale/elenco-centrale/) che fanno riferimento alla Protezione Civile, ma purtroppo non è così. I soggetti in questione, infatti, rappresentano l’una la più grossa e antica organizzazione di militari in congedo come l’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini), l’altra il MIM (ormai ribattezzato Ministero dell’Istruzione Militare). Dopo decenni di enfatizzazione della competizione, spesso edulcorata soprattutto a scuola attraverso l’aggettivo “sana”, e dell’individualismo sfrenato, di pari passo con la privatizzazione della scuola, ciò che più sconcerta è l’utilizzo, da parte del ministro con la spilla simbolo della Lega Nord sempre al bavero, del termine “noi” contrapposto a quello dell'”io”. Inserito in questo contesto, dove i termini patria e patriottismo abbondano, il “noi” sembra ricordarci il famigerato motto fascista “a noi!” più che un’idea di compartecipazione o di solidarietà. Per Valditara evidentemente “gli Alpini esprimono – si legge sul sito del MIM – valori importanti: solidarietà e altruismo, civismo, coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio, lealtà, attaccamento al territorio e alle radici della comunità, ideali patriottici“. “Il Protocollo – si legge più avanti (clicca qui) – prevede il rilascio di un attestato di frequenza alle studentesse e agli studenti che partecipano ai Campi Scuola organizzati dall’ANA per documentare l’esperienza nel loro curriculum e per darne rilevanza durante il colloquio dell’esame di Maturità“. Un po’ come nel sistema dei crediti, anche qui si fa leva sull’interesse utilitaristico degli studenti e delle studentesse per spronarli alla partecipazione ai Campi Scuola sponsorizzati dagli Alpini. Ma non si dovrebbe far leva solo sulla volontà di fare del bene alla Patria? Siamo sicuri che i valori della solidarietà, del volontariato e della partecipazione civile siano appannaggio solo di un corpo militare come gli Alpini? Sembra di essere piombati negli anni ’20 ma del secolo scorso, tanto che ad oltre un mese dalla fine delle celebrazioni di quella che per noi è una giornata di lutto nazionale, il 4 novembre, alcuni autobus della capitale (clicca qui) girano ancora con l’adesivo riportante un bandierone sullo sfondo di un cielo azzurro, con la scritta “Difesa la forza che unisce”: ma dobbiamo per forza unirci con le armi in mano? Da una parte si fa un grande esercizio di retorica su questo sedicente spirito unitario sotto l’egida delle forze armate, dall’altra si trama per sgretolare la solidarietà tra nord e sud e tra zone depresse e zone ricche tramite l’autonomia differenziata. Se la si guarda, però, attraverso gli occhi di un appartenente alla classe privilegiata questa non appare più una contraddizione ma un fine perfettamente coerente con i propri interessi. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Libertà d’insegnamento in discussione. Il ministero annulla un convegno
Il 4 novembre avrebbe dovuto tenersi uno straordinario convegno formativo per il personale delle scuole, le adesioni erano andate ben oltre le previsioni (1300 circa), ma nella mattina del 31 Ottobre il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato agli organizzatori, il CESTES (Centro Studi Trasformazioni Economico-Sociali), l’avvio del procedimento di contestazione dei requisiti […] L'articolo Libertà d’insegnamento in discussione. Il ministero annulla un convegno su Contropiano.
Tecnica della Scuola: La scuola non si arruola: annullato dal Mim il corso di formazione del 4 novembre
DI PASQUALE ALMIRANTE SU LA TECNICA DELLA SCUOLA DEL 31 OTTOBRE 2025 Ospitiamo sul nostro sito l’articolo scritto da Pasquale Almirante pubblicato su La Tecnica della scuola il 31 ottobre 2025 in cui viene annunciato l’annullamento del corso di formazione e aggiornamento “La scuola non si arruola” organizzato dal CESTES in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. «Tuttavia, a pochi giorni dal suo inizio e a iscrizioni già avvenute di tanti docenti, l’Osservatorio annuncia che il Corso  non risulta più attivo sulla piattaforma Sofia, “per cui non sarà possibile fruire del permesso, il quale deve essere annullato”, perché si corre il rischio di incorrere in sanzione disciplinari, considerato che l’annullamento dell’accreditamento da parte del Mim, nella pratica, significa togliere ai docenti la possibilità di usufruire delle ore di permesso a cui avrebbero diritto…continua a lettere su La Tecnica della scuola.
Evento annullato. Il Convegno del 4 novembre “La scuola non si arruola” annullato dal MIM
Gentili lettrici e gentili lettori, abbiamo atteso a lungo che la situazione fosse più chiara per tutte e tutti noi, ma siamo desolati di comunicare che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annullato il corso che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università insieme la CESTES ha organizzato per il 4 novembre 2025 con il titolo “4 novembre, la scuola non si arruola”. Il corso, infatti, non risulta più attivo sulla piattaforma Sofia, per cui non sarà possibile fruire del permesso per formazione, il quale deve essere annullato da ognuna/o di voi. Le motivazioni ufficiali sono che (si cita testualmente il decreto): “l’iniziativa “La scuola non si arruola” non appare coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel CCNL scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016.” Il MIM sta sostanzialmente dicendo che un corso che ha come oggetto un tema estremamente attuale come la guerra e se l’educazione debba essere educazione alla pace e al rifiuto delle armi come soluzione dei conflitti non è oggetto di dibattito pedagogico, nonostante l’articolo 11 della Costituzione, per cui l’Italia ripudia la guerra. I legali stanno operando per restituire il diritto alla formazione libera e consapevole ad ogni docente. Riteniamo urgente questa prima comunicazione, per consentire a ognuno di ritirare il permesso per formazione già chiesto e non incorrere in conseguenze disciplinari. Forniremo maggiori informazioni e approfondimenti successivamente, dopo le necessarie valutazioni sul percorso da intraprendere. Vi chiediamo di restare aggiornati sulle nostre pagine per avere aggiornamenti su come muoversi insieme al CESTES e ai/alle 1000 iscritte/i che attendevano di partecipare al nostro convegno assolutamente pacifista, nonviolento e antimilitarista nel solco dell’art. 11 della Costituzione. Restano confermate tutte le piazze delle manifestazioni che si svolgeranno nel pomeriggio (clicca qui). Siamo certi di potere confidare nel vostro sostegno. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
L'intelligenza artificiale a scuola ovvero del pappagallo stocastico
L'intervento a Radio Onda Rossa di un collaboratore di C.I.R.C.E. a proposito dell'uso dell'intelligenza artificiale nella scuola a partire dalle linee guida recentemente emanate dal Ministero dell'Istruzione evidenziandone contraddizioni, limiti e speculazioni e sottolineando l'ennesimo trasferimento di fondi pubblici ai privati, i soliti big tech. Molto in sistesi: l'Intelligenza Artificiale delle multinazionali tecnologiche, in particolare i Large Language Model, non andrebbe usata perché è insostenibile dal punto di vista ambientale, replica discriminazioni e stereotipi della società, standardizza scrittura e pensiero. Ascolta l'audio dell'intervento