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ELEZIONI AMMINISTRATIVE: DAI BALLOTTAGGI POCHI SCOSTAMENTI. A MOLFETTA (BARI) VINCE MANUEL MINERVINI, NEOSINDACO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Politica di palazzo con i ballottaggi delle elezioni amministrative 2026 in 42 Comuni italiani, tra cui 6 capoluoghi: Lecco, Arezzo, Macerata, Chieti, Agrigento e Trani. Affluenza ferma al 54%, -8% sul primo turno. La destra vince in 3 capoluoghi su 6 (conferme ad Arezzo e Macerata, cambio di segno a Lecco), il centrosinistra negli altri 3 (conferme a Trani e Chieti, ribaltone ad Agrigento). Considerando il totale dei 18 capoluoghi alle elezioni 2026, il centrosinistra passa da 8 sindaci uscenti a 10 eletti, centrodestra da 5 a 6; i civici calano da 5 a 2. Allargando lo sguardo a 118 Comuni sopra i 15mila abitanti, 50 vanno al centrosinistra, 40 al centrodestra, 28 ai civici. tra questi Comuni, una quarantina andavano al ballottaggio; in Lombardia Vigevano, il Comune più popoloso – 64mila abitanti, ben più dei 45mila della città di Lecco – resta al centrodestra, mentre Legnano – 61mila abitanti – resta al centrosinistra. A Mortara vincono i civici. Al centrodestra vanno anche la varesotta Somma Lombardo e la mantovana Viadana. Da segnalare, nel resto d’Italia, il risultato della pugliese Molfetta – 57mila abitanti vicino Bari – con la netta vittoria (sopra il 67%) del 36enne Manuel Minervini, esponente di Rifondazione Comunista, a capo di una coalizione di centrosinistra e campo largo, dentro cui la lista di Prc, con il 6,4%, è stata la più votata al primo turno. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e al neosindaco Manuel Minervini. Ascolta o scarica
June 8, 2026
Radio Onda d`Urto
Militari e forze armate nelle scuole: la voce di famiglie e insegnanti
Le circolari che arrivano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sono di una monotonia amministrativa tale da renderle tutte simili: incontri, eventi dedicati agli alunni e alle alunne, ai/alle docenti, spesso aperti alla partecipazione delle famiglie, con le Forze dell’Ordine, Polizia e Carabinieri soprattutto, anche se non mancano Alpini, avieri dell’aeronautica militare, marinai della marina militare. Viene veicolato con questi incontri il tema della legalità come principio, valore assoluto, da imparare fin dall’infanzia. I dirigenti – in poche parole – indicano ora, luogo, nomi degli/delle insegnanti/sorveglianti, annotano l’importanza delle iniziative inserite – per i clienti che hanno comprato il servizio scolastico all’Open Day –  nel Piano dell’Offerta Formativa,  in osservanza dei protocolli firmati di concerto fra i dicasteri dell’istruzione e della difesa con le forze armate. Ma c’è un risvolto interessante in questo stillicidio di circolari. Sono tantissime le segnalazioni che ci vengono inviate all’indirizzo osservatorionomili@gmail.com. Insegnanti scontente/i? Genitori preoccupati per i venti di guerra? Anche se è difficile risalire alle fonti, l’invio mostra la necessità di render noto al nostro sito che la presenza dei militari nella scuola non a tutti è gradita. Insomma, un modo per disobbedire. Spesso occorre risalire alle cronache dei giornali, cartacei e on line, ai blog locali, sempre prodighi di commenti entusiasti verso queste iniziative. Qualcuno, anche se non compare, disobbedisce, qualcun altro crede e obbedisce, come i redattori della stampa e dei siti diffusi sul territorio (si deve pur campare!). Siamo in Puglia, a Molfetta, in provincia di Bari. La strigata circolare interna (n. 389 del 21 aprile scorso) dell’Istituto Comprensivo Alessandro Manzoni, ci fa sapere che tutti, famiglie, personale della scuola e bimbi delle quarte classi di primaria, sono invitati ad assistere agli incontri previsti da Pista Scuola Competente- Competenze sociali e civiche – Attività 1 – “Educazione alla legalità” (PTOF, offerta per gli anni scolastici 1925/1928). Nel delirio delle competenze ordinate in numero di otto dall’Europa, anche il rispetto della legge è uno dei descrittori di quella più ampia sulla cittadinanza responsabile (clicca qui). Ci spostiamo a Brindisi dove possiamo incrociare altri Percorsi di Legalità. Le city news del sito Brindisireport, ci raccontano, con l’entusiasmo dovuto, che al teatro Giuseppe Verdi il 21 aprile si è svolto il programma della Polizia di Stato – con tutte le autorità del caso presenti – per la campagna di prevenzione della devianza, comunque intesa. La legalità nuovamente protagonista. (clicca qui). Risaliamo verso la Capitale. A Roma, nel quartiere Tor Tre Teste (zona Casilino, di antica memoria, di nuova e feroce urbanizzazione), andiamo alla primaria Sibilla Aleramo, parte dell’IC Olcese, il cui sito si apre con un messaggio di speranza, “a scuola il futuro si costruisce insieme”. Aspettando le sorti progressive, si fanno prove, simulazioni per imparare cos’è la legalità. Con chi, ce lo dice il pezzo pubblicato dal foglio laCapitale: gli istruttori in qualità di insegnanti sono i Carabinieri (clicca qui). Bimbi a bordo mentre suonano le sirene e rombano i motori dei mezzi militari, sistemi antidroga (in certi quartieri si diventa spacciatori-consumatori da piccoli…), esplosivi, caso mai nei terreni abbandonati ci sia ancora qualche resto dell’ultima guerra oppure, chissà, anche nei centri sociali, non ancora evacuati dalle forze dell’ordine, a qualche sconsiderato viene in mente di fare una bottiglia incendiaria. Si sa, noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università stiamo diventando paranoici, anche in un semplice gadget (ah, regalati ai bambini, per un ricordo imperituro della giornata) vediamo una manipolazione dell’innocenza infantile. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Molfetta, Carabinieri armati al Liceo “Fornari” per incontri formativi con cani molecolari
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve la segnalazione dell’iniziativa “Cultura della legalità”, annunciata nella circolare interna del Liceo “Vito Fornari” di Molfetta (clicca qui), attraverso un commento entusiasta pubblicato sulle pagine Facebook il 12 marzo. Chi ha redatto il post entra nel merito dell’incontro che, come ormai accade in tantissime scuole d’Italia, si occupa di educare, o meglio di formare al rispetto della legge. La formazione, offerta anche in questo caso dai Carabinieri, concerne l’attività di prevenzione e di dissuasione dall’uso di sostanze stupefacenti. Quali? Tutte, perché nel nostro Paese ogni psicotropo è messo sullo stesso piano, dai derivati della canapa fino a quelli sintetici. Tutti non proprio, visto che sono piuttosto diffuse le pratiche di medicalizzazione del disagio non solo adulto e adolescenziale, ma anche infantile, e di somministrazione di benzodiazepina in varie versioni farmaceutiche. Del resto, a Molfetta come altrove, del commercio di droghe illegali si occupano le mafie. Di criminalizzazione dei giovani, del loro potenziale distruttivo e autodistruttivo, molto dicono le agende governative che hanno a tema la sicurezza, mentre la cronaca ci aggiorna sui misfatti commessi da giovani disturbati, atti a suscitare lo scandalo e la paura degli adulti (clicca qui). Sulla percezione della pericolosità dei minorenni, soprattutto quando appartenenti a nuclei famigliari non italiani, ne scriveva già nel 2001 il sociologo Alessandro del Lago (Giovani, stranieri e criminali, Manifestolibri). La convinzione che sia da educare/formare l’appartenenza allo Stato (sic!), unica via per stare nel circuito della legalità, come recita la circolare della Dirigente del liceo, è rafforzata dalla diffusa percezione dell’insicurezza di cui le giovani generazioni sono sia i fautori che le vittime. Ricordo che della cosiddetta “insicurezza percepita” ne parlavano anche documenti ministeriali nel 2007, sotto il secondo Governo guidato da Romano Prodi e con Giuliano Amato al Ministero degli Interni (2006-2008), relativamente alle violenze negli stadi e nelle vie adiacenti, prima e dopo le competizioni. Percepire: provare con i sensi, con tutto il corpo, il rischio delle offese e dunque la paura. La stessa che, in maniera controintuitiva, si genera quando un quartiere viene classificato come zona rossa e le gazzelle della polizia, le auto dei carabinieri, sostano nei punti di incontro, soprattutto giovanili, presso le stazioni e gli edifici pubblici. Al “Fornari” la presenza dei carabinieri fruisce del rinforzo offerto dall’Onlus di volontariato Sermolfetta e dall‘ANPAS, associazione nazionale di pubblica assistenza presso la quale è possibile svolgere anche il servizio civile. Questi incontri sono funzionali anche a presentare realtà territoriali che possono dialogare con la scuola per arricchire i percorsi di Educazione Civica, come annota la circolare interna che invita gli insegnanti in servizio a trascrivere l’attività sul registro elettronico. Al liceo vengono mostrati anche i cani poliziotto, i cosiddetti molecolari (percettori di molecole attraverso il potentissimo olfatto) che danno un tocco simpatico all’incontro, versione aggiornata di Rin Tin Tin, il pastore tedesco protagonista della serie televisiva degli anni Cinquanta. Tuttavia, chi chiediamo, per avviare progetti sul consumo di stupefacenti tra i/le giovani, non sarebbe meglio, piuttosto che chiamare i Carabinieri armati e in divisa, che la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini e cittadine consapevoli e informate anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo e punitivo, sanzionatorio, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Presentazione “Comprendere i conflitti. Educare alla pace” a Molfetta
Una pace vera non può essere piena se non è una pace giusta. Ad una pace giusta però occorre educarsi prima di scatenare i conflitti. Occorre attivare un’educazione che possa contrastare quella che viene chiamata con orgoglio la “Cultura della Difesa”, ma che, in fondo, non è che una dilagante retorica ideologica funzionale al tentativo di “normalizzare” la guerra e il sostegno ai gruppi economici dell’industria degli armamenti, agendo anche nei luoghi apparentemente “neutrali” come le scuole. Questa la sintesi dell’appassionato incontro con le testimonianze di Mons. Giovanni Ricchiuti, Vescovo e presidente di Pax Christi Italia e di Michele Lucivero docente e responsabile nazionale dell’ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Fonte: Pagina Facebook Città dell’uomo. Il video della serata e disponibile anche al seguente link:
Molfetta, 17 ottobre, presentazione “Comprendere i conflitti. Educare alla pace”
VENERDÌ, 17 OTTOBRE 2025, ORE 19:15 MOLFETTA, AULA MAGNA SEMINARIO VESCOVILE, INGRESSO PIAZZA GIOVENE Si terrà venerdì 17 ottobre2025 alle ore 19:15 presso l’Aula Magna del Seminario Vescovile di Molfetta (ingresso da Piazza Giovene) la presentazione del libro Comprendere i conflitti. Educare alla pace, volume che raccoglie gli atti del I Convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Saranno presenti due degli autori del volume: Mons. Giovanni Ricchiuti, Presidente nazionale di Pax Christi Michele Lucivero, docente, referente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e responsabile del blog “Agorà. La filosofia in Piazza“, L’iniziativa è stata organizzata dalla “Città dell’Uomo- Aps”. La cittadinanza è invitata.
“Sotto il cielo di Gaza”: presentazione libro don Nandino Capovilla, Molfetta e Bisceglie 29 settembre
29 SETTEMBRE 2025 ORE 17:00 – 18:30, AULA MAGNA PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE “PIO XI”, MOLFETTA (BA) ORE 19:00 – 20:30, AUDITORIUM “DON PIERINO ARCIERI” EPASS ODV, BISCEGLIE (BT) Doppio appuntamento, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, per don Nandino Capovilla, sacerdote espulso dallo Stato sionista d’Israele come persona non desiderata, in Puglia per la presentazione del suo ultimo libro scritto insieme da Betta Tusset. Sotto il cielo di Gaza, pubblicato da La Meridiana di Molfetta, è un testo nato da una conversazione con Andrea De Domenico, funzionario delle Nazioni Unite, sulla situazione della Palestina prima e dopo il 7 ottobre 2023, corredato da dati forniti dall’agenzia OCHA dell’ONU. Il testo è corredato da due interessanti e aggiornate carte geografiche con dati demografici della Striscia di Gaza e della Cisgiordania (West Bank), che invitiamo a portare nelle classi e ad affiggere sui muri per ricordare costantemente agli alunni e alle alunne il genocidio che si sta consumando in quei territori illegalmente occupati dallo Stato sionista d’Israele. Alle 17.30 l’appuntamento sarà a Molfetta presso l’Aula Magna del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI”. Don Nandino Capovilla dialogherà con Nabil Bey Salameh, cantautore e scrittore, e Monica Filograno, docente. Modererà l’incontro Elvira Zaccagnino, edizioni La Meridiana. Alle 19.00 don Nandino Capovilla sarà a Bisceglie, presso l’Auditorium “Don Pierino Arcieri” EPASS odv, dove dialogherà con Jean Patrick Sablot, regista ed ebreo errante, e Azmi Jarjawi della comunità palestinese di Puglia e Basilicata, modererà l’incontro Rosa Siciliano, direttrice Mosaico di Pace. L’incontro, voluto per sensibilizzare sull’orrore che si compie in Palestina a causa del genocidio in atto, e sull’attenzione da riservare all’azione nonviolenza della Global Sumud Flotilla, con le sue 50 imbarcazioni dirette a Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese, è stato organizzato dal Punto Pace di Pax Christi di Bisceglie, in collaborazione con Anpi sezione “Michele D’Addato”, Arci sezione “Oltre i confini”, Auser Bisceglie, Caritas zona pastorale di Bisceglie, Cobas Puglia, E.p.a.s.s. odv, ass. di volontariato Don Pierino Arcieri, Servo per Amore Onlus, Meic, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Evento Facebook di Molfetta.
Torna a #Molfetta la Festa di Liberazione organizzata dal circolo #Palestina Libera del Partito della Rifondazione Comunista. Venerdì 26 settembre, ore 19:30 dibattito “I governi fanno la #guerra, i popoli lottano per la pace e diritti”
September 25, 2025
Antonio Mazzeo
Molfetta, 26 settembre: Osservatorio contro la militarizzazione alla Festa di Liberazione
Il mare, segno di unione, luogo di apertura, il nostro orizzonte di Pace: a questa prospettiva dedichiamo la ventiseiesima edizione della Festa di Liberazione 2025 a Molfetta (BA). Abbiamo deciso di parlare non solo alla città, ma all’umanità stessa che ci accomuna anche oltre ciò che siamo, perché solo così potremo ricostruire Molfetta dalle fondamenta. Ecco il programma di venerdì 26 settembre: Ore 18:30 Laboratorio di lettura animata dell’albo illustrato “Il muro” di Macrì e Zanotti a cura de “La Giraffa a pois”; Ore 19:30 dibattito “I governi fanno la guerra, i popoli lottano per la pace e diritti” Interverranno: * Tony Lapiccirella Global Sumud Flottilla/Freedom Flottilla Italia * ⁠Antonio Mazzeo Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università * Vito Micunco Comitato per la Pace terra di Bari * Antonio Sasso – responsabile provinciale lavoro PRC * Contributo dello sportello medico popolare * Modera: Beppe Zanna – PRC Molfetta Ore 20:30 Cena Palestinese Ore 21:30 i concerti – IANNIS E GIORGIO il duo – KAMOKUNA Ci vediamo in Piazza Paradiso, il 26 e 27 settembre con: – Musica – Giochi in piazza – Mostre – Associazioni e comitati cittadini – Dibattiti – Cibo palestinese – Sagra della parmigiana Vi aspettiamo! Tutte le info sulla pagina Facebook.
Molfetta, 24 luglio: corteo per liberazione del popolo palestinese, pace e giustizia in Medio Oriente
GIOVEDÌ, 24 LUGLIO 2025 – ORE 19:00 CORSO UMBERTO, ALTEZZA GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI Invitiamo tutte le associazioni, i collettivi, i comitati e le realtà politicamente attive nella città di Molfetta, nonché tutti i cittadini e le persone che vivono e attraversano la città, a partecipare ad un forte momento di mobilitazione a Molfetta contro il genocidio del popolo palestinese e per la pace e la giustizia nel mondo. Come ben noto a tutti e a tutte, dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi dall’esercito israeliano 62.614 palestinesi nella Striscia di Gaza. La Striscia di Gaza è completamente distrutta. Numerosissimi sono le donne e i bambini palestinesi uccisi. 28 mila donne e ragazze. Lo dice UN Women, che ha calcolato come, in media, da ottobre 2023 vengano uccise da raid israeliani due donne palestinesi ogni ora. Dal 7 ottobre 2023, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 16.800 bambini, secondo i funzionari palestinesi. Alcuni investigatori della Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sul territorio palestinese occupato hanno affermato che la violenza sessuale e di genere da parte delle forze di sicurezza israeliane contro i palestinesi, compresi i bambini, è stata sempre più utilizzata “come metodo di guerra” dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 che hanno aperto le porte al genocidio a Gaza. La popolazione della Striscia non ha accesso ad aiuti umanitari bloccati dal governo israeliano, il quale ha imposto la consegna di beni di prima necessità – in quantità e modalità ritenute completamente inadeguate dalle autorità delle Nazioni Unite – attraverso una propria ONG appena costituita, la Gaza Humanitarian Foundation, sbeffeggiando ogni norma internazionale. Si continuano a segnalare spari contro i palestinesi che cercano di accedere alle scorte di cibo a Gaza, con conseguenti vittime, e il blocco del carburante in corso sta mettendo a grave rischio i servizi di sostentamento vitale. Almeno 463 operatori umanitari sono stati uccisi a Gaza dall’ottobre 2023. Il numero dei giornalisti e dei reporter morti è tra i più alti di sempre; almeno 229 giornalisti palestinesi sono deceduti a Gaza. Secondo le organizzazioni per i diritti umani e i rapporti delle Nazioni Unite, le forze israeliane hanno deliberatamente preso di mira giornalisti e istituzioni mediatiche. Oltre 400 giornalisti sono rimasti feriti, decine sono stati arrestati e gli uffici della maggior parte delle testate giornalistiche locali e internazionali che operano nella Striscia sono stati distrutti. A Gaza è in atto un genocidio ormai da oltre un anno per mano del governo israeliano mentre in Cisgiordania continuano le violenze da parte dei coloni israeliani nei confronti della popolazione autoctona palestinese con l’obiettivo di colonizzare sempre più territorio. Il governo del presidente Benjamin Netanyahu, con la sua filosofia di matrice sionista, affligge il popolo palestinese e il suo diritto all’autodeterminazione, minato fin dalla Nakba – l’esodo forzato del 1948 – che ha privato più di 700 mila palestinesi della propria terra. Nonostante l’opposizione interna di pochi cittadini israeliani che rifiutano di prendere parte alla violenza del proprio esercito, e la grande mobilitazione di ebrei in tutto il mondo per lo stop al conflitto e al progetto coloniale di Israele, il governo di destra di Netanyahu rimane al potere, impunito, blandamente criticato o supportato da molti governi occidentali, tra cui quello italiano e quello europeo. I mandati d’arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale nei confronti di Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Yoav Gallant non hanno interrotto, come era doveroso che accadesse, i rapporti bilaterali tra Israele e i suoi storici alleati occidentali. Numerose aziende, prime tra tutte quelle dell’industria bellica e dell’intelligence, si sono arricchite e continuano a farlo in questi mesi sulla pelle dei palestinesi. In questo Paese che tentenna a prendere una posizione seria e forte nei confronti del genocidio in atto, in questa Europa che non vive all’altezza dei propri valori costitutivi, occorre unirsi in nome della pace e della giustizia, rigettando anti-semitismo e islamofobia, facendosi portavoce di lotta contro il razzismo, il sionismo e il colonialismo. É importante che la nostra città caratterizzata da una tradizione pacifista faccia sentire forte la propria voce a sostegno del popolo palestinese e contro la violenza nei confronti delle persone inermi da parte degli eserciti e dei gruppi armati di ogni colore politico. Non è più tempo di delegare, di lasciar correre. Mala tempora currunt e i nostri silenzi verranno giudicati complici dalla storia. La Palestina è molto più di un popolo. La Palestina è anche molto più della storia aberrante di un genocidio. La Palestina parla di noi occidentali, dei nostri governi complici, delle “nostre” aziende che fanno profitti, del nostro spirito colonialista che non siamo mai a riusciti a scalfire alla radice. Ciò che succede in Palestina ci riguarda tutti. Per questo, giovedì 24 luglio 2025, scendiamo tutt* in piazza! Per dire: SÌ ALLA PACE. NO AL RIARMO. STOP AL GENOCIDIO. Ore 19:00 → Incontro a Corso Umberto, altezza Galleria Patrioti Molfettesi Camminiamo insieme fino al Calvario e al monumento dedicato a Don Tonino Bello, a ridosso della Villa Comunale. Chiudiamo il corteo con ospiti e interventi a Piazza Municipio. NON MANCARE. FREE PALESTINE. Le adesioni per la partecipazione possono essere inviate al Coordinamento Molfetta per la Palestina tramite email: molfetta.palestina.coordinamento@gmail.com COMITATO PROMOTORE Coordinamento Molfetta per la Palestina  (Le Macerie Baracche Ribelli, Fa’ – Fiera delle Autoproduzioni, Partito della Rifondazione Comunista Molfetta) Amnesty International Molfetta ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Associazione di Promozione Sociale “Guglielmo Minervini” Azione Cattolica C.d.a.l. – Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali Camera del lavoro CGIL di Molfetta Casa per la Pace A.P.S. Centro Antiviolenza Pandora Città dell’Uomo Cobas Scuola Molfetta Comitato Difesa Verde e Territorio Conte Rosso Social Club Legambiente LO STREGATTO-MOLFETTA associazione animalista/ambientalista Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Presidio Libera di Molfetta “Gianni Carnicella” R.A.D.I.C.I. Aps Sportello Medico Popolare Molfetta odv TESSERE – Prospettive di città OdV
Molfest 2025, Festival della cultura POP e cosplay a Molfetta: ma che ci fanno le Forze Armate?
Si è aperta ieri, venerdì 27 giugno 2025, a Molfetta in provincia di Bari il Molfest, il Festival della Cultura POP e del cosplay, che proseguirà per tre giorni tra stand, spettacoli in costume e stage in giro per le strade e le piazze principali della città. Si presuppone che nell’arco dei tre giorni l’iniziativa richiami migliaia di adolescenti e giovani da tutto il Mezzogiorno, attratti e attratte dalla moda del momento, cioè dai travestimenti aventi come tema i personaggi dei cartoni animati, dei fumetti, dei videogiochi e dei manga, i famosi anime giapponesi. Il Festival è patrocinato dalla Città di Molfetta e ha come partners Radio Norba, il più grande network radiotelevisivo del Sud, Junior TV e Super Six, canali tematici per bambine e bambine, insieme al CNR e a tante altre aziende di videogiochi e realtà legate al mondo giovanile dei fumetti. Tra gli espositori, invece, figurano nell’apposita pagina del sito (clicca qui) aziende di abbigliamento, di giochi da tavolo, carte collezionabili, accessori, fumetti, videogiochi, case editrici, tatuaggi, maglie ispirate ai manga giapponesi, il tutto per affascinare i ragazzi e le ragazze. Eppure, senza figurare tra i partner e gli espositori, il Molfest, il Festival della cultura POP risulta costellato di stand delle Forze Armate, dalla Marina Militare all’Aeronautica, all’Esercito alla Polizia Penitenziaria, che occupano nel complesso un’area maggiore rispetto agli altri spazi dedicati allo specifico argomento del Festival, una sproporzione che è sintomatica del clima guerrafondaio che stiamo vivendo in questi ultimi giorni con il Governo che obbedisce al diktat della NATO e aumenta la spesa per la difesa al 5% del PIL nazionale. Ma, quindi, cosa ci fanno le Forze Armate al Molfest, il Festival della cultura POP con tantittime/i bambine/i nei loro stand? Perché un tale sfoggio di divise e simulatori di strumenti di morte, come cacciabombardieri, portaerei, elicotteri, visori, largamente sponsorizzati da Leonardo SpA, la maggiore industria di costruzione ed esportazione di mezzi di guerra? In tempi di totale disimpegno morale, di generale indifferenza nei confronti dei massacri e dei genocidi in corso per mano di governi fanatici e di militari fuori controllo, qual è il rapporto tra la cultura POP e le Forze Armate? In realtà, le risposte circostanziate ai nostri interrogativi, e questo capita ormai da molto tempo, rimarranno inevase, giacché l’unico motivo per cui le Forze Armate sono presenti in tutte le manifestazioni in cui accorrono i/le giovani obbedisce ad un progetto ben definito, esplicitato chiaramente nel Programma di Comunicazione del Ministero della Difesa del 2019 (clicca qui per il documento) e anche in quello più recente del 2025 (clicca qui per il documento), in cui risulta chiaro l’obiettivo delle Forze Armate, cioè quello di aggredire tutti gli spazi, dalle scuole alle manifestazioni pubbliche in cui sono presenti i/le giovani e presentare la prospettiva di arruolamento, dal momento che, come afferma anche il generale Leonardo Tricarico, «Se venissimo attaccati non potremmo difenderci. I nostri militari? Non bastano». Sono anni, ormai, che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denunciamo questa indebita invasione di spazi pubblici della società civile per fare reclutamento e presentare, come scrivono nei loro documenti, «la Difesa e le Forze Armate come elementi essenziali del sistema nazionale e internazionale di sicurezza, al servizio della protezione delle nostre libertà», legittimando uno slogan, ormai diventato istituzionale, secondo il quale «Si vis pacem, para bellum». E, in particolare, la presenza delle Forze Armate al Molfest rientra in una delle “azioni specifiche” del Programma di Comunicazione 2025, infatti: «Per azioni specifiche si intendono le iniziative di comunicazione con cui il Dicastero intende proiettarsi all’esterno. Si continueranno ad utilizzare i tradizionali canali di interazione, ma per tutti vale il tassativo indirizzo che su questi canali, sempre, si dovrà far riferimento a un’unica realtà identitaria che si sintetizza con il termine “DIFESA”. In particolare i canali sono: eventi e attività aperti alla partecipazione della società civile, quali saloni, mostre, convegni, incontri culturali, seminari nelle scuole, ecc. continueranno a svolgere una funzione importante quali occasioni per esprimere le eccellenze peculiari della Difesa. Le manifestazioni di interesse dovranno essere individuate sulla base di criteri che tengano conto di idonei criteri tematici, geografici e temporali, della reputazione delle società organizzatrici, della pertinenza dei contenuti e dell’adeguatezza dei contesti di svolgimento». Prepariamoci, dunque, in tutti gli spazi e in tutti i settori della società civile a questa subdola e aggressiva strategia di comunicazione delle Forze Armate, compatte sotto “l’identità linguistica” #DIFESA, che, mentre mostra gli aspetti più ludici e accattivanti della strumentazione a loro disposizione, contribuiscono a normalizzare l’universo simbolico che legittima le guerre che domani i nostri figli e le nostre figlie affronteranno, giacché quello del 5% del PIL nazionale non è che un investimento economico che dovrà, in qualche modo, dare i suoi frutti. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Puglia