TAAF: Aeroporto Ridolfi fonte di rischio per salute e sicurezza dei cittadini
A seguito dell’intervento di Forlì Airport (FA, società di gestione
dell’aeroporto Ridolfi), rivolto al Tavolo delle Associazioni Ambientaliste
(TAAF) e al comitato Sorvolati, riteniamo necessario ribadire con chiarezza
quali siano gli obiettivi delle nostre rivendicazioni.
Lungi dall’essere interessati ad attaccare pregiudizialmente enti, istituzioni o
gruppi di imprenditori, il nostro agire nasce dalla constatazione che
l’aeroporto Ridolfi, per una storica miopia nella programmazione urbanistica, si
trova ormai inserito nella città, in un contesto urbano fortemente antropizzato
e questo, inevitabilmente, non può che costituire fonte di rischio per la salute
e la sicurezza dei cittadini (abitanti, studenti, lavoratori) che si trovano a
risiedere sotto le rotte aeree.
Nessuno ha mai contestato ad FA il rispetto degli obblighi relativi alla
sicurezza operativa nella manutenzione e gestione dello scalo, né la validità
della certificazione ottenuta ai sensi del Regolamento UE 139 , ma detta
certificazione non sostituisce, né assorbe le normative previste a tutela della
salute e sicurezza della popolazione nelle aree limitrofe, che fanno riferimento
a norme nazionali, europee e del Codice della Navigazione, come peraltro
esplicitato nel medesimo Regolamento UE. Pertanto l’ottenimento della
certificazione non può essere una risposta esaustiva a problematiche quali
l’impatto acustico, la tutela ambientale e la protezione delle aree limitrofe.
Le nostre critiche e le nostre richieste non sono rivolte esclusivamente ad FA,
ma a tutti gli enti – ENAC, Comune di Forli, ARPAE, Regione Emilia Romagna,
Protezione Civile, Prefettura – che è previsto abbiano un ruolo, il più delle
volte condiviso, nell’assicurare che le attività dell’aeroporto Ridolfi si
svolgano con gli standard di sicurezza e tutela della salute pubblica previsti
dai regolamenti.
Da essi ci aspettiamo che si attivino per l’acquisizione delle mappe di vincolo,
per la definizione della zonizzazione acustica aeroportuale, per la valutazione
del carico antropico nelle zone di tutela del Piano di Rischio Aaeroportuale,
per la definizione operativa del piano di emergenza esterno e della mappa delle
aree sensibili (scuole, case di riposo, centri commerciali, piscina, ecc.), così
come descritto anche nel verbale della commissione aeroportuale, riunitasi per
la prima e unica volta a giugno 2025.
La nostra richiesta è semplice: che ciascun soggetto competente svolga la
propria parte per rendere operative le norme a tutela della sicurezza, della
salute, dell’ambiente e del territorio. Di fronte poi all’accusa di diffondere
notizie false e tendenziose, chiediamo di indicare espressamente quali atti,
procedure, monitoraggi e tutele operative siano stati adottati sulle questioni
della sicurezza e dell’impatto ambientale sulle zone limitrofe allo scalo, e
dove questi siano pubblicamente consultabili, consultazione che riguarda anche i
bilanci della società di gestione, specie in relazione ai finanziamenti pubblici
ricevuti. Tale esigenza di trasparenza appare tanto più significativa alla luce
del fatto che per gli altri aeroporti regionali essa viene garantita.
Per concludere, noi chiediamo e continueremo a chiedere a tutti i soggetti a
vario titolo coinvolti che i regolamenti a protezione delle popolazioni
impattate vengano attuati, perché siamo convinti che solo a partire dalla piena
applicazione delle norme di tutela si possa ipotizzare una convivenza
sostenibile tra attività aeroportuale e cittadini di Forlì.
Tavolo Associazioni Ambientaliste Forlì e Comitato Sorvolati
Redazione Romagna