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BRESCIA: MOLESTIE E ALLUSIONI SESSUALI IN UNIBS. LA PRESA DI POSIZIONE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA DEL TERRITORIO
I Centri antiviolenza (Cav) del bresciano hanno preso pubblicamente posizione a sostegno delle studentesse e degli studenti dell’Università degli Studi di Brescia che, nei giorni scorsi, hanno recapitato al Rettore – il prof. Francesco Castelli – e agli organi accademici dell’ateneo due lettere di denuncia in cui accusano un professore ordinario di molestie, allusioni sessuali, comportamenti offensivi e atteggiamenti omofobi e discriminatori. Nelle due segnalazioni – firmate anche da ex studentesse/i –  vengono riportati episodi “sessisti, inappropriati, offensivi e lesivi della dignità personale”, capaci di generare “disagio e un costante senso di frustrazione tra gli iscritti ai corsi”. Un comportamento agito per anni, su cui studentesse e studenti chiedono ora ai vertici dell’ateneo di intervenire. Timida, però, la reazione dell’Università.  Il rettore di Unibs, Castelli, fa sapere che “sono state prese in carico tutte le segnalazioni”, che sono decine e decine. Tra le accuse più ricorrenti messe nero su bianco dal corpo studentesco, commenti a sfondo sessuale, sul corpo e sulla vita privata delle studentesse, giochi di parole sessisti e atteggiamenti intimidatori, frasi umilianti e discriminatorie. Studentesse e studenti parlano esplitamente di “un clima tale da compromettere attenzione, partecipazione e serenità all’interno dell’aula universitaria”. Sulla vicenda sono intervenuti anche i Cav bresciani con una nota congiunta (diponibile qui) attraverso la quale esprimono pubblicamente “piena vicinanza e sostegno” a chi ha denunciato: “parlare, soprattutto in contesti caratterizzati da forti squilibri di potere, richiede coraggio. Le molestie non sono goliardia, lo ripetiamo, non sono ironia, non sono libertà di insegnamento; sono comportamenti che ledono la dignità delle persone e compromettono la sicurezza degli spazi educativi”. Abbiamo approfondito i contorni della vicenda, e della posizione dei Cav bresciani, con Anna Zinelli del Centro antiviolenza Donne e Diritti di Boario Terme, tra i Cav firmatari della lettera congiunta Ascolta o scarica Il commento e le riflessioni di Viviana Cassini, presidente del Centro antiviolenza Casa delle Donne di Brescia Ascolta o scarica
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Un abuser seriale nel mondo del teatro
Walter Le Moli è un abuser seriale. Le Moli, regista e direttore artistico della Fondazione Teatro Due di Parma, dovrà risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici per accertate molestie e violenze sessuali (condannata anche la fondazione). Una compagna di Campo Innocente ce ne parla in relazione alla sentenza del 20 settembre 2025, in seguito all'inchiesta di Ampleta e Differenza Donna. Il comunicato: L’alta formazione dell’abuso: WALTER LE MOLI È UN ABUSER SERIALE La sentenza del 20 settembre 2025 del Tribunale del lavoro di Parma è storica: per la prima volta definisce la molestia come discriminazione sul luogo di lavoro. Arriva a conclusione del percorso di denuncia di due attrici, seguito da Amleta e Differenza Donna e condanna il regista e direttore Walter Le Moli a risarcire i danni psicofisici a due lavoratrici in formazione per accertate molestie e violenze sessuali.   Condanna anche la Fondazione Teatrale di Teatro Due perché pur a conoscenza dei fatti non ha agito in alcun modo per impedirli: è un passaggio importante perchè conferma che la violenza maschile e patriarcale è sistemica e diffusa, non è un’eccezione ma un “ambiente”. Walter Le Moli è un abuser e molestatore seriale. Tutte lo sapevamo. Le molte che hanno subito aggressioni e molestie hanno fatto in modo che le altre sapessero, che stessero attente. Tutto l’ambiente teatrale sapeva. Chi era in posizione di potere, per età o per ruolo, invece non ha fatto nulla per impedirlo. Per proteggerci e tutelarci. Decine di giovani attrici e di studentesse, nelle scuole, nelle produzioni e in università, sono state esposte a questo sistema di predazione violento, per anni.  Ci siamo protette da sole (come e se abbiamo potuto). Walter Le Moli è il Weinstein italiano: tutte lo abbiamo pensato quando è uscito il caso Me Too. Abbiamo pensato che era arrivato il momento. Provini notturni in vestaglia, a casa o in teatro / vediamo a cosa sei disposta / vediamo se sei abbastanza brava da spogliarti un po’ di più / andiamo prima a cena? / sei disposta a spingerti oltre e toccare il sacro fuoco dell’arte? / sei disposta a tutto pur di avere questo ruolo? Walter Le Moli ha concentrato su di sè molti ruoli di potere e simultaneamente: tra i fondatori del Teatro Due di Parma e suo direttore artistico dal 1980 al 1998, teatro finanziato con risorse pubbliche; poi direttore del Teatro Stabile di Torino, finanziato pubblicamente, dal 2002 al 2007; ideatore con Luca Ronconi del “Progetto Domani” in occasione delle Olimpiadi Invernali a Torino 2005/2006 (7,5 milioni di euro da finanziamenti pubblici).  In questi contesti ha anche diretto diversi spettacoli come regista, finanziati con soldi pubblici; ha fondato e diretto dal 2001 al 2016 la Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro presso IUAV di Venezia, un’università pubblica. Poi consigliere per la Biennale, presidente dell’Istituto per il dramma antico (INDA), componente del Consiglio Nazionale dello Spettacolo. È stato l’eminenza grigia dell’era Veltroni-Melandri. Decenni di aggressioni, abusi di potere, manipolazioni e umiliazioni su studentesse e attrici. È qualcosa che conosciamo bene: il ricatto del Grande Maestro, dei Patriarchi che dispensano arte e opportunità mentre allungano le mani e ti toccano il culo in nome della libertà dell’arte. Questa sentenza è storica perchè prima non sarebbe stata possibile: arriva dopo anni di movimenti transfemministi Non Una Di Meno, dal lavoro politico di collettivi e associazioni che hanno lottato contro sessismo e discriminazioni anche nel mondo dell’arte. Non torniamo indietro alla cultura del tutti-sanno-tutto e nessuno-parla, di mobbing, sessismo, violenza e insulti nei teatri e dalle sale prove.  Questa sentenza è stata emessa dal Tribunale di Parma. Ma L’ABBIAMO SCRITTA TUTTE NOI NELLE PIAZZE. CON I NOSTRI CORPI. Siamo a fianco dellx studentx in sciopero al Teatro Due in questi giorni, a chi ha subito violenza, a chi ha denunciato, a chi ha accompagnato il processo. Una lotta fatta dalle attrici per le attrici come pratica di solidarietà attiva. NO. Sui nostri corpi non si negozia.  Il Campo Innocente
January 23, 2026
Radio Onda Rossa
Abuso dei social e socializzazione degli abusi
Fatti Il 21 agosto scorso una ragazza di 23 anni denuncia di aver subito un commento sessista da un operatore, mentre la stessa si preparava per una TAC. È in corso un’indagine interna da parte del Policlinico Umberto I di Roma, per far luce su quanto accaduto. Modi La suddetta […] L'articolo Abuso dei social e socializzazione degli abusi su Contropiano.
August 30, 2025
Contropiano