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Oggi, lunedì, alle ore 18, ci sarà un presidio a Mestre (Venezia), in solidarietà a una ragazza trans che ha subito uno stupro da parte un agente di polizia, a dicembre 2025, a Marghera, dopo che era stata fermata insieme a una sua amica per un furto in un centro commerciale. L’agente avrebbe promesso alle due donne protezione legale in cambio della loro disponibilità sessuale. Il loro rifiuto, ovviamente, non è valso nulla di fronte al potere che un agente di polizia esercitava su di loro anche solo indossando la divisa: l’agente ha violentato una delle due donne mentre lei era in bagno. Come al solito, la narrazione che si vuole fare è di un caso isolato, ma la stessa funzione sociale della polizia, insieme ai vari abusi – denunciati e non – degli ultimi anni, smentiscono la visione della “mela marcia”. e infatti, le conseguenze legali per gli aggressori, o la falsa parvenza della prevenzione, si presentano solo a cose fatte, nella forma di arresti e licenziamenti. Nel frattempo, le divisioni di genere, classe e “razza” normalizzano questi abusi: due donne trans, razzializzate e povere sono e saranno sempre in una posizione di vulnerabilità personale, legale e burocratica imposta dalla violenza delle frontierer, dalla discriminazione transfobica e dalle imposizioni patriarcali. Il silenzio dei giornali e della cittadinanza non ci sorprende, ma comunque ci disgusta. Solo il mese scorso, a Mestre, una ragazza trans e le amiche che erano con lei sono state aggredite e picchiate nel parcheggio di una discoteca da un branco di 30 uomini. A parte qualche misero articolo sull’accaduto, la risposta dell’amministrazione cittadina è stata di dare la colpa all’alcol e la risposta della città è stata assente.
Le polizie del governo neofascista fra brutalità, “gioco del disordine” e divisione fra “sovversivi” e pacifici grazie all’assist del sindaco PD – di Turi Palidda
Per cercare di capire al meglio i fatti del 31 gennaio scorso a Torino è innanzitutto indispensabile osservare che il governo Meloni e il suo ministro dell’interno hanno agito lo sgombero brutale della sede dell’Askatasuna grazie all’assist del sindaco Lo Russo che ha scelto di assecondare l’obiettivo della criminalizzazione di questo centro sociale come [...]
February 10, 2026
Effimera
Treviso, verità e giustizia per Danilo Riahi
Si terrà questo giovedì 28 agosto alle 19 il presidio «Verità e giustizia per Danilo Riahi» davanti al carcere di via Santa Bona Nuova a Treviso. La protesta nasce dalla morte del diciassettenne tunisino, deceduto il 13 agosto all’ospedale di Treviso dopo un tentativo di suicidio nell’istituto penale minorile, dove era stato rinchiuso pochi giorni […]
August 26, 2025
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