PALESTINE ACTION CRIMINALIZZATA COME “TERRORISTA”, MENTRE 12 PAESI SANZIONANO LE COLONIE ISRAELIANE
Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro statunitense ha inserito Palestine
Action tra le organizzazioni designate come terroristiche, dopo che una
decisione analoga era stata presa l’anno scorso dal governo britannico. La
misura ha già prodotto conseguenze concrete: è stata rimossa la pagina Instagram
di Palestine Action Global, mentre in Italia Donorbox, piattaforma statunitense
utilizzata dal movimento per la raccolta fondi, ha chiuso il suo account citando
le proprie policy e il rischio di sanzioni da parte dell’OFAC. La decisione
statunitense arriva dopo che l’anno scorso era stato il governo britannico a
dare l’etichetta di associazione terroristica al movimento Palestine Action UK.
E in un quadro composto da continue sanzioni a realtà di base e movimenti per la
Palestina, si segnala anche una forte contraddizione politica. Una dozzina di
Paesi hanno annunciato l’intenzione di introdurre o sostenere restrizioni sul
commercio di beni proveniente dagli insediamenti israeliani illegali nella
Cisgiordania Occupata.
“Oggi, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia,
Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito” confermano la loro intenzione
di introdurre restrizioni nazionali e/o sostenere restrizioni europee sul
commercio di merci con insediamenti illegali secondo il diritto internazionale,
o che stanno valutando attivamente queste e altre misure, in conformità con le
loro procedure nazionali”, si legge nella dichiarazione congiunta diffusa
martedì 8 settembre. Per ripicca, Israele ha chiuso il consolato di Londra a
Gerusalemme Est, espulso i rappresentanti del Regno Unito nel Board of Peace e
il divieto di ingresso di 12 funzionari di Londra.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Bruno, di Palestine Action
Italia. Ascolta o scarica.