Tag - meloni

Un prigioniero politico al Kremlino
Un conduttore televisivo russo, piuttosto antipatico, riempie di insulti Giorgia Meloni. Il governo, tramite l’apposito ministro degli esteri, convoca l’ambasciatore russo in Italia per protestare. Posto che, come qui da noi, anche da quelle parti un conduttore televisivo non ricopre alcuna carica statale, se i russi adottassero lo stesso criterio […] L'articolo Un prigioniero politico al Kremlino su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Il bluff della Meloni in vista del 1° Maggio
Dopo la batosta del referendum, per il governo Meloni la strada sembra sempre più in salita. L’Istat ha confermato che il rapporto tra Pil e debito pubblico non rientra nel fatidico 3% e che pertanto non ci sarà nessuna possibilità di avviare a chiusura la procedura di infrazione contro l’Italia, […] L'articolo Il bluff della Meloni in vista del 1° Maggio su Contropiano.
April 17, 2026
Contropiano
Gli insulti al Papa smascherano l’Unipolarismo dell’Occidente
C’è un passaggio storico in cui le parole non sono  più solo parole. Diventano strumenti di potere, dispositivi di esclusione, armi politiche. È quello che stiamo vivendo oggi, in un mondo segnato dall’escalation dei conflitti e dalla progressiva radicalizzazione dello scontro ideologico. Le recenti posizioni di Donald Trump, accompagnate da attacchi […] L'articolo Gli insulti al Papa smascherano l’Unipolarismo dell’Occidente su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
IL GOVERNO ITALIANO SOSPENDE L’ACCORDO SULLA DIFESA CON ISRAELE. “CAMBIAMENTO POSITIVO, MA NON BASTA. SERVONO ALTRI PASSI CONCRETI”
Martedì 14 aprile la premier italiana Giorgia Meloni ha annunciato la decisione del governo di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con Tel Aviv per la collaborazione nella difesa attivo dal 2003. Per comprendere di cosa si tratta e in cosa consiste la sospensione annunciata da Meloni, Radio Onda d’Urto ha intervistato Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo. “L’accordo, che costituisce la cornice all’interno della quale può avvenire la compravendita di armamenti tra Italia e Israele, è stato siglato nel 2003 ed è entrato in vigore nel 2005. Prevedeva un rinnovo automatico ogni 5 anni”, spiega Francesco Vignarca ai nostri microfoni. “Il fatto che il ministro della Difesa Crosetto abbia mandato una lettera di disdetta all’omologo israeliano ferma l’accordo, che avrà così una coda di validità di sei mesi a partire dalla scadenza (cioè ieri, 14 aprile 2026, ndr) ma poi, se vorrà essere rinnovato, dovrà passare attraverso nuovi negoziati e una nuova discussione parlamentare“. “Non si tratta della disdetta del nuovo rinnovo previsto per il 2031 – chiarisce Vignarca – Al contrario, la sospensione incide subito e impedisce che un eventuale rinnovo possa essere fatto di nuovo sotto silenzio, obbligando il governo a passaggi pubblici”. A Franesco Vignarca abbiamo chiesto anche un commento dal punto di vista della Rete Italiana Pace e Disarmo: “dobbiamo essere seri nell’accogliere positivamente un cambio di posizione, perché non si può far finta che non ci sia stato e perché un impatto ce l’ha. Tuttavia, è chiaro che non basta, servono ulteriori passi concreti per dimostrare che non si tratta di una mossa di facciata”. Per la Rete Italiana Pace e Disarmo, riporta Vignarca nell’intervista, le iniziative concrete che il governo italiano può intraprendere consistono nel “confermare la volontà di uscire da questo accordo e non ri-negoziarlo e lavorare, insieme ad altri governi, all’attivazione dell’articolo 2 dell’accordo tra Unione Europea e Israele che prevede, in caso di mancato rispetto dei diritti umani, di bloccare anche questa intesa”. “Se davvero il governo italiano ha deciso di cambiare idea perché si è reso conto – tardivamente – della problematicità delle politiche di Israele – suggerisce Vignarca – allora non basta il pezzettino nazionale, bisogna fare la voce grosa, insieme a paesi che l’hanno già chiesto, a livello di Ue”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Francesco Vignarca della Rete Italiana Pace e Disarmo. Ascolta o scarica.
April 15, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: LA MELONI SOSPENDE IL RINNOVO AUTOMATICO DELL’ACCORDO CON ISRAELE.
Palestina. “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele“. Lo ha reso noto nella tarda mattinata di martedì 14 aprile 2026 la premier Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona. Resta in piedi per ora l’accordo Ue – Israele, contro cui l’eurogruppo di The Left ha raccolto online oltre un milione di firme, che costringono quantomeno a un dibattito all’Europarlamento. Un quarto delle firme, 250, sono italiane. Il commento su Radio Onda d’Urto di Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi Sinistra. Ascolta o scarica Ancora Palestina e Italia. Mentre scalda i motori tra Marsiglia, Barcellona, Calabria e Sicilia la seconda Global Sumud Flotilla, la Procura di Roma contesta anche il reato di tortura nell’indagine avviata dopo gli esposti di 36 italiani che hanno preso parte alla prima Flottila nell’ottobre 2025. Nel fascicolo il pm Opilio, coordinato dal procuratore Lo Voi, procedono contro ignoti e già avevano ipotizzato i reati di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio. Gli inquirenti sono pronti ad inoltrare una richiesta di rogatoria ad Israele.
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
La crisi politica del governo Meloni non è ancora esplosa, ma è già cominciata
“Il Governo c’è, resterà in carica fino alla fine del suo mandato: non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto né di andare a elezioni anticipate” questo è quanto ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua informativa al Parlamento. Era un intervento molto atteso, perché era il […] L'articolo La crisi politica del governo Meloni non è ancora esplosa, ma è già cominciata su Contropiano.
April 10, 2026
Contropiano
MIGRANTI: PER IL GOVERNO ITALIANO “DIMINUITE LE VITTIME NEL MEDITERRANEO”. ONU, SEA WATCH E OPEN ARMS SMENTISCONO I NUMERI DELLA MELONI.
Bugie e numeri lontani dalla realtà, drammatica, del Mediterraneo Centrale, una delle rotte più letali al mondo per il passaggio di migranti. La Meloni, nell’informativa in Parlamento di giovedì 9 aprile, ha parlato (anche) di migranti, sostenendo che “grazie all’azione del Governo italiano sono calati gli sbarchi, aumentati i rimpatri e soprattutto abbiamo ridotto il numero delle morti in mare”. Dichiarazioni che sono, cifre ufficiali (quelle dell’Oim, agenzia Onu per le migrazioni) semplicemente false. Secondo i dati Oim, ripresi dal quotidiano La Stampa, tra il 1 gennaio e il 6 aprile 2026  le persone ufficialmente morte e disperse sono state 765, contro le 303 del medesimo periodo 2025 e le 409 di inizio 2024. Un aumento a 3 cifre. Sea Watch, organizzazione dedicata al soccorso civile nel Mediterraneo, ha fatto un video di vero e proprio fact checking (clicca qui) delle parole della Meloni, “dichiarazioni fatte alla Camera dei Deputati e false…ma questa è la logica di questo governo: usare i dati a proprio piacimento per alimentare una retorica falsa e propagandistica, al servizio del consenso elettorale. Nulla di nuovo. Mentre un governo bugiardo guarda dall’altra parte, noi continuiamo ad opporci a ogni violazione dei diritti di chi muore in mare”. Alle parole della Meloni replica anche Open Arms, una delle realtà umanitarie che – nonostante le norme europee e italiane contro i salvataggi in mare – sono impegnate al fianco dei migranti nella rotta del Mediterraneo Centrale. “Il Presidente del Consiglio – spiega a Radio Onda d’Urto Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms –  ha parlato di una diminuzione dei morti in mare in riferimento al funzionamento delle sue politiche migratorie. Parole che secondo noi sono un insulto alle persone che in questi primi mesi del 2026 hanno perso la vita, un insulto alle loro famiglie e un insulto al lavoro delle organizzazioni internazionali che in questi mesi hanno fatto un calcolo ben diverso rispetto a quelle che sono le vittime della rotta del Mediterraneo Centrale. Infatti, come testimoniano agenzie dell’Onu – come l’OIM – questi primi 4 mesi si sono dimostrati i più letali degli ultimi anni e fanno presagire un trend del 2026 in totale aumento rispetto al passato. Ci chiediamo su quali basi il formuli delle dichiarazioni di questo tipo”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms. Ascolta o scarica
April 10, 2026
Radio Onda d`Urto
NERVOSISMO E VITTIMISMO. LA SOLITA MELONI DIFENDE IL GOVERNO SENZA PORTARE SOLUZIONI AL CARO ENERGIA
Dopo settimane di assenze, Meloni si è finalmente presentata in Parlamento e ha riferito su come il suo governo intenda proseguire dopo la debacle referendaria. “Abbiamo perso un’occasione storica – afferma in merito la premier – ma non ci saranno dimissioni o rimpasti”. “La maggioranza è solida e lavoreremo fino all’ultimo”, assicura la leader dell’esecutivo di destra. Meloni si è poi difesa dalle accuse di subalternità al governo Usa di Trump sulle questioni internazionali ripetendo il ritornello già proposto da Crosetto martedì: “la posizione italiana è la stessa da ottant’anni”. “Un discorso come sempre spocchioso e orgoglioso, basato su un uso sistematico della menzogna applicata ai dati“, sottolinea Roberto Ciccarelli, giornalista economico de Il Manifesto, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Sulle conseguenze economiche della guerra imperialista, poi, Meloni assicura: “rimoduleremo le politiche sui prezzi dei carburanti in base agli sviluppi del negoziato di pace”. Intanto, secondo i dati dello stesso Ministero del Made in Italy i prezzi continuano a salire nonostante le misure sbandierate dal governo. “Da Meloni un discorso di autoconvincimento”, commenta dal Pd Elly Schlein. Il commento alle parole di Meloni di Roberto Ciccarelli, giornalista della pagina economica de Il Manifesto, intervistato a Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica.
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
BASI MILITARI IN ITALIA, “DAL 1949 CIECA OBBEDIENZA AGLI ACCORDI SECRETATI CON GLI USA”. ANTONIO MAZZEO COMMENTA LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO
Informativa del ministro della Difesa Crosetto oggi pomeriggio alla Camera sull’uso delle basi militari statunitensi in Italia, dopo il presunto stop a Sigonella per i caccia bombardieri statunitensi diretti in Iran. Crosetto rassicura: “rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran”, ha detto, senza menzionare i costi del riarmo italiano, in una fase di forte accelerazione. Il costo supera i 73 miliardi di euro, superando di circa quattro volte l’ultima legge di bilancio come ha sottolineato l’osservatorio Milex. Nel suo discorso alla Camera, Crosetto ha ribadito più volte che il suo governo sta agendo in perfetta continuità con i precedenti: “l’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati”. Sul fronte Politica di Palazzo, giovedì sarà il turno della premier Meloni, che – dopo settimane di assenze e silenzi assordanti – si presenterà in Parlamento a seguito della debacle del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi e ora il caso Piantedosi. Abbiamo commentato le parole del ministro Crosetto con Antonio Mazzeo, ricercatore per la pace e autore del blog omonimo. Ascolta o scarica Nell’intervista abbiamo chiesto a Mazzeo una riflessione sulla presenza di basi militari statunitensi in Italia, ma anche di basi italiane in diverse zone del mondo. Una presenza che alcuni paesi ritengono ingombrante. Siamo anche ritornati sulla notizia del Ministro che aveva negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella ad alcuni bombardieri provenienti dalla Gran Bretagna. Il governo aveva rivendicato la decisione, sempre rimandando ai trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Secondo questi, l’attività bellica dovrebbe essere autorizzata dal Parlamento. Eppure in seguito all’aggressione militare israelo-statunitense all’Iran, il traffico aereo dalle parti della base di Sigonella è aumentato. A margine dell’intervista, Antonio Mazzeo ci anticipa gli argomenti che affronterà nei tre incontri di questo finesettimana dei quali sarà protagonista a Bolzano, Verona e Brescia. “Carne da Cannone. Riarmo, militarizzazione, guerre e genocidi” è il titolo del triplo appuntamento: a Bolzano giovedì 9 aprile presso lo spazio autogestito 77, via Dalmazia 77, alle ore 20. A Verona, venerdì 10 aprile presso la sala conferenze Erminio Lucchi, dietro lo stadio, in piazzale Olimpia 3, alle ore 20.30. A Brescia, sabato 11 aprile presso l’aula magna dell’istituto Mantegna, via Fura 96, alle ore 15.30.    
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto