Tag - militarizzazione delle scuole

Modica: mamme, soldati, scuole
Riprendiamo dal sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università il comunicato del Comitato delle mamme di Modica Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento militare nelle scuole Pubblichiamo il documento firmato dal Movimento delle mamme di Modica sul coinvolgimento di 180 alunni e alunne delle scuole superiori di Modica, Ragusa, Vittoria e Comiso in un corso di
Puntata del 14/04/2026@0
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 14/04/2026@2
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 14/04/2026@1
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
Radio Blackout - Info
‘Il trauma della guerra’ e l’incubo della leva obbligatoria
L’assemblea nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e il convegno, intitolato ‘Il trauma della guerra’, organizzato dal coordinamento insieme all’Associazione Scuola e Società, in svolgimento a Torino nelle date di giovedì e venerdì 17-18 aprile prossimi focalizzeranno l’attenzione sui nessi tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi nella prospettiva che in Europa venga reintrodotta la leva obbligatoria. «In queste stesse giornate il tema della leva sarà di stretta attualità in quanto, come noto, uno dei tasselli della deriva autoritaria in atto nel paese sarà la nuova legge di riforma della Difesa annunciata per marzo – spiega Teresa Silvestrini, referente de La Scuola di Pace del Piemonte – Forse il governo ne sta rinviando la presentazione per la concomitanza con il referendum costituziolale e a causa della guerra contro l’Iran e il Libano, che prevederà nuove forme di reclutamento nell’esercito e comporterà una ulteriore militarizzazione della società con la creazione di riservisti. Come ha infatti affermato il generale di Corpo d’armata Generale Carmine Masiello: “Se si va in guerra non è l’esercito che combatte, è l’Italia!”. E purtroppo gli eventi recentissimi sembrano confermarlo, come ha dimostrato la vicenda degli elicotteri militari USA atterrati in Sicilia, nel Parco delle Madonie, senza aver chiesto il permesso e avuto l’autorizzazione». IL TRAUMA DELLA GUERRA Tra storia, economia, diritto ed educazione dalla Prima Guerra Mondiale ad oggi giovedì 17 aprile 2026 – dalle 8.30 alle 17 Torino – Fabbrica delle “e”, corso Trapani 91/b Il convegno è aperto a tutta la cittadinanza e gratuito. Inoltre rientra nell’ambito della formazione docente: il personale scolastico è esonerato dal servizio per tutta la giornata, ai sensi del CCNL vigente; per l’iscrizione del personale a tempo indeterminato è attivato il modulo sulla Piattaforma Sofia (codice 104005); chi è residente fuori dalla provincia di Torino potrà partecipare da remoto collegandosi sulla piattaforma Zoom (il link alla connessione sarà inviato all’indirizzo e-mail fornito all’atto dell’iscrizione); per iscrizioni e informazio rivolgersi a info.scuola.societa@gmail.com. Redazione Italia
March 18, 2026
Pressenza
“In fila per tre”: la militarizzazione delle scuole in provincia di Ancona
Le Marche, in particolare la provincia di Ancona, sono una regione in cui è particolarmente massiccia la presenza nelle scuole di militari e forze dell’ordine, impegnati in attività di formazione ed educazione. Un processo che risponde a protocolli tra i Ministeri dell’Istruzione, della Difesa e degli Interni in atto da diversi anni. Sotto l’aspetto di educazione e prevenzione, gli attivisti dell’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università evidenziano una malcelata azione di marketing militarista, tesa al reclutamento dei giovani nelle forze armate. Queste attività, fatte da personale in divisa, dovrebbero al contrario appartenere alle competenze certificate di professionisti civili dell’educazione, della formazione e dei servizi-socioassistenziali. Ma in tempi di guerra l’Italia ha bisogno di soldati. Crosetto ha in studio una proposta legislativa. Educazione alla legalità, prevenzione del bullismo, cyberbullismo, revenge porn; sono alcuni dei temi di cui si occupano le forze dell’ordine dentro le scuole, passando per la violenza di genere, l’ambiente e occupandosi perfino di letteratura. E’ il caso dell’evento dal titolo “CORAGGIO… un viaggio ideale nel tempo dal pensiero di Dante fino ai giorni nostri”, promosso il 30 ottobre 2025 dalla Questura di Ancona, dall’Associazione Nazionale della Polizia di Stato di Ancona e dalla Società Dante Alighieri di Ancona in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale Marche, con il patrocinio del Comune di Ancona, della Regione Marche e del CONI Marche. Nell’anno scolastico 2023-2024 in provincia di Ancona, sulle cattedre di oltre 80 istituti scolastici dalle elementari alle superiori, si sono avvicendati per docenze agenti di diverse specializzazioni, come l’anticrimine, polstrada e polizia postale, con l’ausilio anche di unità cinofile; un’attività che ha coinvolto oltre 12.000 studenti. Da settembre 2024 a giugno 2025, sono stati quasi cento gli incontri tenutisi nei plessi scolastici della provincia di Ancona con il progetto “Educhiamo insieme alla legalità”. Da gennaio è partito il “Tour della legalità”, che tocca i teatri più grandi della provincia, con studenti portati in orario scolastico. Stavolta l’iniziativa è della Prefettura di Ancona; si articola, come spiega la nota ufficiale, in “una serie di incontri tematici che si svolgeranno nei Comuni di Ancona, Jesi, Senigallia, Osimo e Fabriano, configurandosi come un percorso educativo sistemico e multidisciplinare volto ad affrontare alcune delle principali aree di vulnerabilità che interessano le giovani generazioni. I diversi appuntamenti approfondiranno temi di elevata rilevanza sociale ed educativa, quali il bullismo e il cyberbullismo e i rischi connessi all’uso del mondo digitale, l’etica e i valori fondanti della Repubblica, la violenza di genere e il femminicidio, il disagio giovanile e la devianza minorile anche in relazione all’abuso di sostanze, il rapporto tra sport e legalità, nonché i processi di integrazione e inclusione come espressione concreta di solidarietà, umanità e pace”. La tappa di Osimo, il 26 febbraio scorso, è stata condita “dalle splendide note della Fanfara dei Carabinieri, scortati da due Granatieri della Guardia del Presidente Sergio Mattarella”. Contemporaneamente da settembre è ripreso nelle scuole della provincia il progetto della Questura di Ancona “Educhiamo assieme alla legalità”. In questa edizione, “particolare attenzione verrà rivolta ai bambini delle classi V delle scuole primarie, che si preparano ad affrontare l’importante passaggio alla scuola secondaria di primo grado, con incontri specificamente dedicati, volti a favorire il tema dell’inclusione, della cittadinanza attiva e della legalità nel quotidiano, per avvicinarli alla figura del poliziotto e comprendere come si tratti di un amico sempre disponibile, al servizio della comunità per qualsiasi problema e/o difficoltà”. Oltre duecento gli studenti coinvolti nell’incontro di Ancona il primo marzo. La “campagna di prevenzione e sensibilizzazione della Polizia di Stato, avviata nel mese di settembre presso gli istituti scolastici del capoluogo e dei Comuni di competenza dei Commissariati di Fabriano, Jesi, Osimo e Senigallia, proseguirà nelle prossime settimane, anche grazie all’impegno dei poliziotti di prossimità, referenti dei Dirigenti scolastici, con il supporto delle Unità Cinofile della Questura, presenti in occasione dell’ingresso e dell’uscita dagli edifici scolastici, per garantire la sicurezza di studenti e personale docente”. Questa azione di polizia è già avvenuta a Jesi la mattinata del 25 febbraio, “nelle immediate vicinanze degli istituti scolastici, nelle aree adiacenti alle fermate degli autobus e nei punti di maggiore aggregazione studentesca”. Non mancano poi le giornate ‘speciali’, come quella vissuta ad Ancona in piazza Salvo D’Acquisto il 10 ottobre 2025, “dove la divisa ha incontrato i cappellini blu dei piccoli alunni della ‘Falcone’. Tra le attrazioni principali il cane poliziotto Jack, pastore olandese di tre anni. Gli artificieri hanno fatto conoscere il loro sofisticato robot”. Una mattinata che ha coinvolto oltre centocinquanta bambini delle elementari e delle medie dell’istituto comprensivo “Quartieri Nuovi”. Con la sospensione della didattica scolastica non mancano le attività estive, come quella che si è tenuta a Fabriano la scorsa estate con “i cani specializzati nel rinvenimento di stupefacenti ed esplosivi, il robot della Squadra Artificieri impegnato nella esecuzione di particolari e pericolose operazioni e l’allestimento di una ‘scena del crimine’”. Lì duecento i ragazzi impegnati il 24 luglio 2025 durante la ‘giornata di prossimità’ della Polizia di Stato nel Centro Estivo per ragazzi della Parrocchia di San Nicolò di Fabriano, grazie all’intesa tra il Questore di Ancona e il parroco don Aldo Bonaiuto. Quattro giorni dopo, nei centri estivi delle scuole comunali ‘Rodari’ e ‘Primavera’ ad Ancona, 200 bambini “hanno potuto assistere all’esibizione della squadra dei cinofili con i cani Nera e Oro, specializzati nella ricerca di materiale esplosivo. Durante l’incontro i poliziotti hanno simulato la partenza di un passeggero con un bagaglio con all’interno materiale esplosivo, subito intercettato dal labrador specializzato nella ricerca”. Analoghe iniziative si erano già tenute nel 2023 a Monte San Vito e a Loreto nel 2024. Dall’estate 2025, a rafforzare e consolidare questo tipo di attività, è arrivato il “Patto educativo provinciale” con cui le Istituzioni, il mondo religioso e le Forze di Polizia intendono contrastare situazioni di disagio giovanile che sfociano in episodi di devianza. In Prefettura il 25 luglio a firmare il protocollo, c’erano non solo tutte le istituzioni civili e militari, ma anche i vescovi di Ancona-Osimo, Jesi, Senigallia e Fabriano-Matelica. Una firma, quella dei vescovi, che apre le porte degli oratori e delle attività parrocchiali ad attività educative che prevedono anche il coinvolgimento delle forze dell’ordine. Nel territorio, l’unica voce politica critica rispetto a queste situazioni è stata quella del consigliere comunale Tommaso Cioncolini, con un’interrogazione al sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo (PD), che è anche vicepresidente dell’ANCI Marche. I sindaci, oltre ad essere totalmente acritici verso questa permanente presenza delle forze dell’ordine con funzioni educative nelle scuole, ci mettono anche del ‘proprio’; come la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo (PD), che nell’estate scorsa ha promosso presso i giardini pubblici un corso di difesa personale per giovani e adulti, gestiti dall’AdS Tiger Team TKD di Fabriano, il cui slogan è “Memento audere semper “, e che utilizza per le proprie attività la scuola elementare “Allegretto di Nuzio”. Sempre a Fabriano, al Palacesari, altra struttura comunale, si svolgono le attività della Ginnastica Dinamica Militare. Insomma, a 52 anni dalla canzone di Edoardo Bennato la musica è più che mai quella di “In fila per tre”.   Leonardo Animali
March 6, 2026
Pressenza
La “normalizzazione della guerra” nelle scuole del Belpaese
L’intervista a Federico Giusti per Radio Onda d’Urto sulla vicenda recentemente accaduta in Toscana e sulla situazione in tutta Italia. Una decisione inusitata nelle aule del Liceo “Dini” di Pisa dove sono passate intere generazioni: l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non è ospite gradito o almeno non lo è uno dei due rappresentanti. L’intento del nodo pisano dell’Osservatorio era quello di portare dei contributi diversificati, rendere la relazione (richiesta dagli studenti e dalle studentesse) vivace e stimolante, ci avevano chiesto di parlare del riarmo e delle iniziative intraprese. L’esclusione di un attivista dell’Osservatorio dalla scuola non è accompagnata da motivazioni plausibili, per questo continueremo a chiedere una spiegazione formale al consiglio di Istituto, al Dirigente scolastico perché si tratta di una censura preventiva, frutto (vista l’esclusione anche dei Sanitari per Gaza) del clima avvelenato nelle scuole costruito in questi mesi dal Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara. In questa intervista per Radio Onda d’Urto viene analizzata la situazione nel paese inquadrando il diniego all’Osservatorio dentro una campagna politica mirante alla normalizzazione della guerra nelle scuole. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
February 24, 2026
Pressenza
Armiamoci, ma chi parte?
La propaganda bellica sta ormai penetrando ogni strato della società civile e il fenomeno della militarizzazione delle scuole è ormai fuori controllo. E’ necessario che la scuola si faccia portavoce di valori di pace e che la guerra venga mostrata per ciò che è: morte e distruzione. Le immagini di guerra e i video provenienti direttamente dal fronte inondano ormai i feed dei nostri social media e le prime pagine di ogni testata giornalistica. Gli ultimi dati forniti dal Centre for Strategic and International Studies (CSIS) parlano di quasi due milioni di soldati uccisi, feriti o dispersi dall’inizio della guerra in Ucraina. Dal 7 ottobre 2023 abbiamo assistito a un genocidio compiuto da Israele a Gaza sotto i nostri occhi, con testimonianze, immagini e video di quanto stava accadendo disponibili su ogni piattaforma online. Bambini e civili uccisi a sangue freddo mentre raccoglievano i pochissimi aiuti umanitari che riuscivano ad arrivare, immortalati dagli obiettivi dei reporter che hanno reso queste immagini accessibili al mondo intero. Questi sono solo due esempi tra i più di 56 conflitti attualmente in corso nel mondo, il numero più alto mai registrato dalla Seconda Guerra Mondiale, che coinvolgono circa 92 Paesi e causano oltre 100 milioni di sfollati. In questo contesto si inserisce la nuova propaganda bellicista portata avanti dai governi e dagli stati maggiori europei, che culmina nel piano “ReArm Europe”, con cui l’Unione Europea ha deciso di stanziare 800 miliardi di euro per il potenziamento del settore militare. Una spesa giustificata dall’apparente presenza di un nemico ormai alle porte. Mentre le azioni delle principali aziende produttrici di armi schizzano alle stelle, il dilemma fondamentale rimane uno: armiamoci, ma chi parte? Il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha affermato che ci troviamo nella “fase peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale” ed è proprio in questo contesto che, legittimati dalla narrazione del “nemico alle porte”, i principali governi europei stanno riportando nel dibattito pubblico il tema della reintroduzione della leva militare, seppur nella maggior parte dei casi in forma volontaria. L’equazione, d’altronde, non risulta complessa: più armi, più uomini pronti a combattere. In questo quadro trova perfettamente posto la nuova propaganda bellicista all’interno delle scuole italiane di ogni ordine e grado e la costante e crescente militarizzazione degli spazi civili, con particolare attenzione proprio alle scuole, luogo ideale per reclutare giovani leve. Come denuncia l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole “le scuole stanno sempre più diventando terreno di conquista di un’ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi), declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all’estero e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che appartengono alla società civile.” Si registra in particolare un preoccupante aumento delle attività interne agli istituti scolastici, come i PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), progetti di orientamento e protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell’Esercito con il Ministero dell’Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole. La realtà cruda della guerra, oggi inaccettabile per l’opinione pubblica almeno a casa nostra, viene mascherata e nascosta agli studenti, contribuendo così a una normalizzazione della violenza bellica e a un’immagine edulcorata e mistificata della guerra. È necessario quindi contrastare questa narrazione militarista e bellicista portata avanti dalle Forze Armate e dai governi europei, ribadendo che la scuola è un’istituzione che promuove i valori della pace, della solidarietà, dello sviluppo della capacità critica e dell’autodeterminazione. Per combattere questo fenomeno e promuovere valori opposti di pace e disarmo, è indispensabile costruire all’interno degli spazi scolastici iniziative di confronto, di autogestione e di dialogo su tematiche di attualità, oltre a momenti di approfondimento sulle guerre in corso, mostrandole non più come un gioco di strategia, ma facendo emergere le tragedie e la morte che portano con sé. Teodoro Palpacelli
January 29, 2026
Pressenza
Curricula scaltri per docenti “docili” (anche verso la guerra)
Dopo un’intervista-shock a una nostra fonte sindacale specializzata nel settore scolastico, che vuole rimanere anonima,  possiamo delineare il profilo per certi versi anche deontologico e morale di una parte del corpo insegnante della scuola italiana. Potremmo anche spingerci oltre, visto il ruolo svolto da un/a insegnante, assolutamente cruciale per la nostra cosiddetta “società della conoscenza” e trovare in questo profilo-tipo le radici della sua conclamata passività sia di fronte alla militarizzazione galoppante all’interno degli istituti scolastici (in estrema sintesi Carabinieri o Poliziotti in divisa che vengono chiamati a parlare di violenza contro le donne, di bullismo o cyberbullismo e di dipendenza dalle sostanze stupefacenti) sia di fronte alle forme di repressione nei confronti di alcune componenti del corpo docente, ma in primis degli studenti. Questi sono gli unici che stanno alzando la testa in modo consistente contro i metal-detector all’ingresso delle scuole, o che contestano la recente schedatura degli studenti palestinesi, gestita dai presidi in collaborazione con il MIM. Siamo da non molto entrati infatti nell'”inverno caldo” delle lotte per l’accaparramento dell’ultima tipologia di posto di lavoro – esclusa quella nelle forze di Polizia, che hanno da poco usufruito di aumenti salariali inauditi e di molti altri benefit – definibile “sicuro” o meglio, come il noto sociologo del lavoro Massimo Paci, (ed anche ex-presidente INPS tra il 1999 e il 2002), definiva pionieristicamente, all’interno del suo modello a quattro settori, “lavoro riproduttivo garantito”. Il termine “riproduttivo” stava per riproduzione della cultura e dei valori di una società, garantendo in una certa misura la sua sopravvivenza culturale nel corso degli anni, mentre “garantito” si intendeva sul piano del welfare-state. Nel 1972, anno in cui uscì il suo libro “Mercato del lavoro e classi sociali in Italia”, veniva completato quel disegno di rinforzo dei diritti e della dignità del lavoro e dei lavoratori, nonché della loro qualità della vita attraverso – l’ormai distrutto su più punti – Statuto dei lavoratori, ovvero la legge n.300 del 1970. Venendo all’esempio concreto, entro gennaio si concluderà per qualche centinaia di migliaia di docenti la partita di una sorta di “lotteria abilitativa”, per passare dalla seconda fascia delle graduatorie per le supplenze (GPS) alla prima, quella appunto destinata sempre agli aspiranti supplenti (come i loro colleghi della seconda fascia), ma appunto “abilitati”. A prescindere dal punteggio che ogni docente ha per i vari titoli di studio e per gli anni o giorni di insegnamento il passaggio dalla seconda alla prima fascia consente anche a un docente laureato da poco e con pochissima esperienza di sopravanzare nell’acquisizione delle supplenze docenti con punteggi superiori di tre, quattro o anche cinque volte ai propri. Come si può ottenere questo passaggio di fascia e come si possono ottenere dei punteggi lasciando da parte, come dicevamo, quel sussulto deontologico o morale che dovrebbe impedire queste pratiche ai limiti anche della legalità? Per ogni regione e per ogni classe di concorso di insegnamento il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito il numero totale per ogni ateneo dei posti destinati ai corsi di abilitazione. In questo mercato delle abilitazione compaiono, accanto alle università tradizionali, anche le numerosissime università online, che possono giocare virtualmente su tutto il territorio nazionale, ma che in realtà dovrebbero attenersi al luogo di residenza dell’abilitando/a e quindi al numero previsto per quella regione e per quella classe di concorso. In Italia le università riconosciute dal ministero sono addirittura 11, che si aggiungono a tutti gli altri atenei, che ormai negli anni hanno assunto questa forma indebita di autofinanziamento garantita dallo Stato erogando corsi di abilitazione che in teoria, essendo un obbligo di legge, dovrebbero essere garantiti costituzionalmente a tutti gli aspiranti docenti: il costo di questi corsi di abilitazione si aggira intorno ai 2-3 mila euro, a cui va aggiunto quello della tassa di iscrizione di 150 euro, ancora più ingiusto in quanto colpisce come tutte le tasse dirette indipendentemente dal reddito. Si tratta di una spesa a perdere, perché non esiste la certezza di riuscire a superare la selezione e quindi accedere al corso, oltre che essere legata al solito punteggio in ingresso legato sia ai titoli che ai giorni/mesi (o anni) di insegnamento. Molti aspiranti hanno deciso di giocare su più tavoli e fare domanda la stessa classe di concorso in più atenei, contando sull’inerzia burocratica dello Stato che difficilmente, vista la mole di dati, riuscirà a fare i dovuti incroci e annullare le iscrizioni a più di un ateneo. Si tratta dunque di una selezione sociale nell’accesso all’insegnamento su base reddituale, attraverso una tassa diretta già di per sé ingiusta, perché colpisce tutti indifferentemente, che può essere per di più moltiplicata per X atenei per chi può permetterselo. Una volta avuto accesso al corso abilitante i costi si aggirano intorno ai 3.000 euro e qui le basi economiche di partenza la fanno da padrone. A completare questo quadro fosco sintetizziamo a grandi linee ciò che è già stato illustrato da Pressenza in un precedente articolo: chi vuole guadagnarsi facilmente dei punteggi legati ai servizi di insegnamento, può fare anche una o due ore di insegnamento preferibilmente presso una scuola paritaria, soprattutto dove può contare su qualche amicizia o legame parentale, anche solo da febbraio a giugno (il minimo per considerare la supplenza come annualità e quindi garantire 12 punti). Ipotizzando due ore di insegnamento il salario è di circa €200, che sul periodo febbraio-giugno corrispondono a €1000: ebbene, sempre secondo la testimonianza della nostra fonte sindacale, si può arrivare all’assurdo che per accumulare i 12 punti di servizio di insegnamento restituisca i €1000 alla scuola versando di tasca propria anche gli F24 se si trattava di una “collaborazione coordinata e continuativa”. Dopo il pagamento della tassa di iscrizione ai corsi abilitanti in almeno 10 atenei tra on-line e tradizionali, proprio per aumentare le chance di ingresso come in una lotteria o un “Gratta & Vinci”, (ovvero 1.500 euro), investiti altri 2.000 euro o più per avere 12 punti o addirittura 24 o chissà quanti in più, attraverso una scuola paritaria, si può dire che con un investimento iniziale di circa 10mila euro, una famiglia può garantire un posto sicuro ai figli che potranno restituire la somma se vogliono anche solo dopo sei mesi di stipendio. Il passaggio successivo è quello di iscriversi alle graduatorie per le supplenze (GPS) da un Comune o da una provincia dove è altissima la concorrenza per accaparrarsi una supplenza e dove per motivi demografici le scuole stanno chiudendo o vengono accorpate, ad un Comune come per esempio Roma o Milano, dove le possibilità sono immensamente più ripaganti soprattutto di quell’investimento iniziale! A questo punto le domande che rivolgiamo al lettore sono molto semplici: con quale motivazione insegnerà chi ha questo curriculum alle spalle, evidentemente poco spendibile sul piano dell’esperienza e delle conoscenze? Con quale orgoglio deontologico potrà battersi contro le ingiustizie che tutti i giorni si consumano all’interno delle organizzazioni scolastiche a opera dei presidi-sceriffo e dei collaboratori del suo “cerchio magico”? Come si comporterà un profilo socio-psicologico come quello qui sopra descritto quando entrerà sotto “osservazione” nell’anno di prova prima di passare di ruolo? Riuscirà a difendere la propria libertà di insegnamento e trattare temi “scottanti” con i propri studenti? Quale motivazione avrà nel proporre temi quali l’identità o la parità di genere, il contrasto alla militarizzazione delle scuole o l’educazione alla pace all’interno dei PTOF (Piano triennale dell’offerta formativa proposta e votata durante i collegi docenti)?   Stefano Bertoldi
January 22, 2026
Pressenza
Roma, Cinema Troisi, 22 dicembre: proiezione del docufilm “Innocence” e dibattito
Su iniziativa dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà proiettato in prima assoluta in una sala cinematografica a Roma il docufilm “Innocence” del regista israeliano Guy Davidi.  L’appuntamento è al Cinema Troisi in via Induno 1 il 22 dicembre alle 09:30, una matinée per tutte le scuole. La militarizzazione delle scuole non è soltanto (purtroppo) la poliziotta che parla ai ragazzi e alle ragazze di violenza di genere o l’alpino che porta i/le bimb3 di scuola dell’infanzia a raccogliere castagne nei boschi, ma è anche la normalizzazione di una terminologia che entra nei programmi, negli atteggiamenti e nei progetti, fin dalla scuola dell’infanzia. Dopo la proiezione del docufilm si parlerà proprio di questa normalizzazione che ha colonizzato ormai l’ultima oasi ancora non contaminata della società. Di fronte all’affermazione del diritto del più forte a tutti i livelli giurisprudenziali fino alla cima della piramide la Costituzione della terra portata avanti dal professore Luigi Ferrajoli in questi ultimi anni si presenta come l’ultima chance per una convivenza pacifica in armonia anche con la terra, vista come casa comune e non come ambito di conquista neo-coloniale. La colonizzazione educativa con approccio militarizzante avviene sempre più in anticipo con l’età per le nuove generazioni ed è proprio trattando il tema della “pedagogia dell’emergenza”, di cui parlerà Paola Greganti, che si cercherà di sensibilizzare non solo gli/le insegnanti sui rischi che stiamo correndo, ma anche e soprattutto gli studenti e le studentesse. Partendo dai casi più eclatanti di militarizzazione nelle scuole con Roberta Leoni, presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, si concluderà con il volto più repressivo delle classi dominanti, che si traduce in un panpenalismo indirizzato a soggetti autori di una forma di disobbedienza civile per loro troppo insopportabile come gli attivisti di Ultima Generazione.     Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
December 17, 2025
Pressenza