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Bolivia: Il governo di Paz crolla, El Alto conferma le proteste mentre i ministri si dimettono e cresce la preoccupazione per lo stato d’emergenza
La crisi politica che attraversa la Bolivia è entrata in una nuova fase di aggravamento dopo che un’affollata assemblea a El Alto ha deciso di approfondire le misure della protesta, di mantenere i blocchi e di chiedere la rinuncia dei funzionari del governo di Rodrigo Paz. La decisione è avvenuta in mezzo a crescenti voci […]
I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano - Puntata del 26/05/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
BOLIVIA: DOPO QUATTRO SETTIMANE DI PROTESTE CONTRO IL GOVERNO SI VALUTA L’INTRODUZIONE DELLO “STATO DI EMERGENZA”
Proseguono in Bolivia le proteste cominciate all’inizio di maggio contro le misure di austerità decise dal governo del presidente conservatore Rodrigo Paz, i tagli ai sussidi del carburante, la proposta di riforma agraria voluta dal centro-destra, l’aumento del costo della vita. Migliaia di lavoratori manifestano da ormai quattro settimane non solo nelle aree dove l’attività prevalente è l’agricoltura ma anche nella capitale La Paz, per chiedere le dimissioni del capo dello Stato, al potere da appena sei mesi. La sua elezione a fine 2025 aveva segnato un cambiamento storico dopo il lungo ciclo del Movimento al Socialismo di Evo Morales. La Capitale oggi è bloccata dallo sciopero di 24 ore di autisti e autotrasportatori. Impossibile raggiungere l’aeroporto. Il comandante generale della polizia boliviana, Mirko Sokol, ha informato i media che sono attivi più di 150 punti di blocco in tutto il paese. Per far fronte alla situazione la Camera dei deputati della Bolivia, ha istituito una sessione speciale, per discutere un disegno di legge che, con il suo unico articolo, abroga la legge 1341 del 23 luglio 2020 che stabilisce misure di controllo per la dichiarazione di Stato di emergenza. La legge 1341 ha causato polemiche negli ultimi giorni perché la norma avrebbe posto ostacoli per approvare uno Stato di emergenza in Bolivia, necessario per la rimozione dei blocchi e la fine delle proteste, poiché propone che la sua attuazione debba passare attraverso l’Assemblea legislativa prima di essere applicata. Da La Paz la corrispondenza con il nostro collaboratore Manfredo Pavone Gay Ascolta o scarica 
May 27, 2026
Radio Onda d`Urto
In Bolivia si acutizza il conflitto. Il governo punta allo stato d’emergenza
Lunedi La Paz si è svegliata senza mezzi pubblici e con molteplici manifestazioni che hanno aggravato il blocco di veicoli e pedoni in diverse zone della città. La carenza di benzina ha ridotto anche la circolazione dei minibus e lunghe code alle stazioni della funivia. La crisi ha provocato anche […] L'articolo In Bolivia si acutizza il conflitto. Il governo punta allo stato d’emergenza su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
Bolivia: Il corridoio umanitario si lascia dietro scontri, feriti, arresti e un morto, mentre aumentano i blocchi
Il corridoio umanitario del governo è risultato tutto un fallimento e ha lasciato come saldo una persona morta, vari feriti, arresti, mentre i blocchi sono aumentati in 58 punti di sette dipartimenti del paese, secondo l’Amministratrice Boliviana delle Strade (ABC). L’operazione è cominciata all’alba di sabato, con circa 150 veicoli, camion, autobus, trattori e alcuni […]
Bolivia in bilico
Mentre continuano i blocchi stradali e la confederazione generale degli agricoltori non ha accettato di sedersi al tavolo delle trattative proposte per oggi domenica 25 maggio dal governo di Rodrigo Paz e continuano richieste dei settori legati all’ex presidente Evo Morales per le dimissioni del presidente Rodrigo Paz, entrato in carica solo sei mesi fa, ora l’Esecutivo potrebbe avere una nuova carta da giocare per uscire dal crisi. Il Senato infatti ha approvato ieri 24 maggio in sessione ordinaria l’abrogazione della legge 1341 sugli stati di eccezione, con una decisione che potrebbe aumentare il margine di manovra di Paz per ristabilire l’ordine e dunque proclamare lo stato d’assedio. Con un sostegno inaspettatamente schiacciante e solo tre voti contrari da parte dei legislatori del blocco legato al vicepresidente Edmund Lara, che rappresenta i settori più conservatori del Paese i senatori hanno abrogato le limitazioni introdotte nel 2020, come il controllo legislativo sull’imposizione di questo tipo di misure e l’obbligo di stabilire limiti di tempo per la loro applicazione. Secondo il vicepresidente Lara “Questa è una legge (lo stato d’assedio) che si deve applicare nel presente e servirà anche nel futuro per impedire forme di protesta estreme che mettono a rischio la tenuta del paese”. Nel frattempo il l’ex presidente Evo Morales ha dichiarato che al presidente Rodrigo Paz restano due opzioni: una suicida che sarebbe quella di militarizzare il paese e cancellare la democrazia in Bolivia, l’altra quella di accettare una transizione e dichiarare le lezioni nei prossimi 90 giorni. Intanto nonostante la rottura delle relazioni diplomatiche il presidente colombiano Pedro e ritornato sulla situazione boliviana dicendo che è un problema che va risolto nell’ambito della Organizzazioni degli stati Americani e ha chiesto ancora una volta al governo del presidente pass di aprire la porta al dialogo. Manfredo Pavoni Gay
May 25, 2026
Pressenza
Bolivia in rivolta contro il governo Paz@0
In Bolivia proteste e scontri contro il governo di Rodrigo Paz, accusato di aver tradito le promesse sociali fatte in campagna elettorale, hanno raggiunto un punto di rottura. La Paz è completamente isolata ed il centro-nord del paese è paralizzato da oltre 40 picchetti e blocchi stradali organizzati dai vari settori sociali in mobilitazione. La crisi nasce dall’aumento del costo della vita, dalla scarsità di carburante e dollari e da nuove misure economiche che hanno colpito salari, trasporti e prezzi dei beni essenziali. Dopo le agitazioni di operai e autotrasportatori, a cui si sono sommate quelle dei maestri rurali contro una riforma peggiorativa dell’istruzione, sono scesi in piazza anche i popoli indigeni per respingere una legge sulla proprietà terriera che favorirebbe processi di concentrazione territoriale e indebolirebbe le proprietà comunitarie. Un aggiornamento di Manfredo Pavoni Gai, un compagno che lavora in Bolivia con la Fondazione Paolo Freire. A La Paz sono confluiti migliaia di manifestanti, che oggi chiedono apertamente le dimissioni del presidente, che ha risposto con una dura repressione: arresti, feriti e interventi di polizia ed esercito contro blocchi e manifestazioni. Dopo anni di frammentazione, nelle piazze boliviane è tornata – per adesso – una nuova convergenza tra settori popolari e organizzazioni sociali. Con una compagna boliviana abbiamo fatto il punto sulla genesi e le prospettive dell’attuale estallido social in Bolivia. Un secondo aggiornamento di Manfredo Pavoni Gai sulle manifestazioni che si sono tenute domenica nella capitale La Paz: