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La scuola di Valditara non è la nostra
Gianni Boccardelli (*) sul libro «Le regole non cadono dal cielo» di Giuseppe Faso. A seguire alcuni link. L’insegnante affermò sicuro che gli studenti cinesi in Italia scrivono «lui» invece di «egli». E allora, visto che si parlava dei Promessi Sposi, Faso non resistette e gli chiese se anche Alessandro Manzoni avesse gli occhi a mandorla visto che «nella riscrittura
February 20, 2026
La Bottega del Barbieri
Impatto della guerra sull’infanzia: didattica per la scuola primaria
Gianluca Gabrielli è figura nota a chi frequenta il sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. È autore di numerosi testi e articoli di pedagogia e didattica, sulla valutazione standardizzata e le mosse contrastive per riuscire a “farne a meno”, sul militarismo che sta di nuovo asfissiando le aule scolastiche. Gabrielli anima, inoltre, un blog che ospita contributi sui suddetti temi, «Per chi suona la campanella». Il titolo ripropone quello di una raccolta di racconti pubblicata anni fa: memorie personali autentiche, passate alla lente della favola che spesso riveste di un’aura nostalgica, ma anche angosciante, i nostri ricordi (AAVV, Quando suona la campanella. Racconti di scuola Manifestolibri, Roma, 2006). Maestro e Storico: metto in questo ordine le attività di Gianluca Gabrielli perché entrambe sono annodate e costituiscono quella che è la sua personalità di uomo e di professionista. L’esercizio dell’arte e della professione docente conferisce accenti importanti e, potremmo dire, riorganizza i suoi studi storici. La storia dell’Infanzia nel Novecento, nello specifico durante il periodo fascista, accende nella sua didattica quotidiana una particolare attenzione verso quei bambini e bambine che, in una classe multietnica, gli effetti delle guerre li hanno sulla pelle. Effetti del vecchio e nuovo colonialismo, espresso di recente in toni elogiativi nelle pagine del testo Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo del Primo Ciclo dell’Istruzione (MIM, 2025), sul quale invito a leggere il parere del Consiglio di Stato, assai negativo rispetto,  non solo ai contenuti, ma alla maldestra forma (09/09/2025 n. 829). Se sulla genericità del concetto di bambino e bambina, fuori da contesti storici, di etnia, di classe, su queste pagine si è già detto, proponiamo una piccola riflessione sulla locuzione-triade “bambini, donne, anziani”. Utilizzata nelle operazioni di salvataggio, sottolineata come aggravante nelle operazioni di violenza bellica condotte contro la popolazione civile, la locuzione, oltre l’uso quasi banalizzato, rinvia al nodo della cura della vita, al suo esordio, al nascere e alla sua fine. Di questo nodo il cardine è la donna che tale funzione di cura continua a esercitare, spesso in forma esclusiva, malgrado la presunta fine delle forme più escludenti del Patriarcato. Dare la vita e vederla perdersi in una trincea, in un bombardamento e, come ha scritto un narratore spagnolo rispetto alla Guerra Civile, en las casas vacias, le case svuotate, denudate dalla guerra. Casa che è anche la Terra Madre, come sa Gianluca che di educazione ecologica si occupa, nell’atto unico dell’educare. L’articolo che proponiamo è complesso, la bibliografia rende ragione degli approfondimenti. Si tratta, a un tempo, di  un contributo per tutti e di una messe di suggerimenti didattici per insegnanti, non solo di primaria, come si può vedere dall’indice dei capitoli: https://www.novecento.org/storia-e-didattica/didattica-in-classe/prima-dellarticolo-11-dalleducazione- -del-fascismo-al-ripudio-della-guerra-della-nostra-costituzione-7094/#proposta. Attendiamo la pubblicazione dell’ultima fatica di Gianluca Gabrielli, Storia attiva per la scuola primaria. Percorsi esperienziali per scoprire il passato in modo attivo e coinvolgente per i tipi della Erickson. Per l’autore ogni traccia è degna di esser esplorata, discussa, di ogni reperto si può raccontare la memoria e inserirlo nel percorso della Storia ufficiale. Sul tema relativo a infanzia e guerra preme rimandare alla lettura del numero doppio nn 56/57 12/2025 Guerra all’Infanzia, pubblicato dal Dipartimento di Studi Storici e Linguistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Sottolineo soprattutto l’importanza dei primi quattro interventi e il contributo della nostra Cristiana Ronchieri disponibili a questo link sul nostro sito. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il diario che la Polizia regala nelle scuole primarie non ha le pagine per gli appunti!
Anche quest’anno “Il mio diario”, dono della Polizia di Stato, sta arrivando tra le mani degli alunni e delle alunne delle classi quarte delle scuole primarie: 75.000 copie da distribuire tra Roma, Massa Carrara, Oristano, Siracusa e Lodi, con conseguente accesso delle forze dell’ordine nelle scuole con il permesso dello stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito. Sfogliandolo notiamo una caratteristica alquanto eccentrica di questo diario: non è pensato per scriverci, compiti, appunti e avvisi, per cui non è un oggetto scolastico! Ci sono soltanto parole crociate, giochi e vignette a tema Polizia di Stato. Più che un diario per la scuola è un abbecedario per l’alfabetizzazione al mondo della polizia. Ogni mese è dedicato a una specialità diversa: la banda musicale, la polizia postale, i gruppi sportivi “Fiamme Oro”, la polizia scientifica, la polizia di frontiera etc.  Nessuna traccia della vita scolastica che i bambini e le bambine vivono davvero. Sulla prima pagina ci sono disegnati dei distintivi dorati sui quali scrivere i propri dati anagrafici e personali. Le vignette, per tutto il diario, ritraggono quelle attività promosse negli ultimi anni, nelle scuole con i corpi armati dello Stato, che noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università contestiamo. A pagina 12 i personaggi del fumetto corrono per arrivare in tempo per l’alzabandiera, e per passare una giornata nella scuola di polizia. Nella pagina successiva troviamo due allievi poliziotti, una donna e un uomo che si presentano. La costruzione suggerisce che quello sia il passo successivo, il futuro verso il quale i due personaggi stavano correndo, e il bambino che legge ecco che probabilmente si rispecchierà anche in un futuro allievo. I dialoghi sono sensazionalistici, carichi di sorpresa, di eccitazione.  Abbiamo affrontato altri aspetti di questo diario in un articolo di ottobre 2025 (qui) e in altro di giugno 2024 (qui), ma notiamo che anche per il 2026 la cultura dell’ordine, della sicurezza e della difesa continua a diffondersi nelle scuole invece di presentare proposte di educazione civica da parte della società civile. Se siete curiosi, se questo diario non vi è mai capitato tra le mani, mettiamo qui il link per sfogliare e scaricare la versione digitale. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ritiene che anche questo, come tanti altri, sia un prodotto editoriale di propaganda, creato per entrare subdolamente nella fantasia dei bambini e delle bambine, non per insegnare loro cosa sia realmente la legalità. Si tratta di un sottile dispositivo di potere per generare un composto disciplinamento nei soggetti. Esso agisce non solo mediante la forza, ma anche attraverso un rodato sistema di potere sulle persone: l’addestramento scolastico. Lentamente con la Polizia e le Forze Armate nelle scuole si cerca di far passare modelli di addestramento, spesso emulati dai e dalle docenti più affascinate/i dei risultati in termini di controllo delle personalità autoritarie, che utilizzano la sorveglianza gerarchica, la sanzione normalizzatrice e l’esame con supervisione con il fine di generare “corpi docili”, ovvero individui produttivi e obbedienti. E la cosa più incredibile è che “Il mio diario” della Polizia, quest’aggressiva operazione di marketing addestrativo, ha come target dei bambini e delle bambine di 10 anni, come si può notare da questi scatti di tutte le iniziative che hanno avuto luogo in Italia! Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università