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Guerra e nucleare: fermiamo la transizione ecocida di Meloni e UE!
Andiamo incontro ad uno degli eventi climatici più allarmanti della storia, secondo le ultime previsioni del servizio Copernicus: il El Niño – fenomeno oceanico responsabile di variazioni climatiche in tutto il pianeta – sarà responsabile di enormi anomalie climatiche nel periodo 2026-2027 che (secondo il JRC) metteranno in pericolo centinaia […] L'articolo Guerra e nucleare: fermiamo la transizione ecocida di Meloni e UE! su Contropiano.
June 30, 2026
Contropiano
Convegno di #Ecoresistenze: l’ambientalismo si organizza contro la #guerra dell’Occidente all’ #ambiente di Redazione Contropiano Si è svolto sabato 20 giugno a #Bologna il Convegno Nazionale di Ecoresistenze. Una fitta giornata di dibattito che ha svelato il volto ecocida europeo tra speculazione finanziaria e economia di guerra.https://contropiano.org/news/ambiente-news/2026/06/22/convegno-di-ecoresistenze-lambientalismo-si-organizza-contro-la-guerra-delloccidente-allambiente-0196296
June 24, 2026
Antonio Mazzeo
Convegno di Ecoresistenze: l’ambientalismo si organizza contro la guerra dell’Occidente all’ambiente
Si è svolto sabato 20 giugno a Bologna il Convegno Nazionale di Ecoresistenze. Una fitta giornata di dibattito che ha svelato il volto ecocida europeo tra speculazione finanziaria e economia di guerra. Mentre i palazzi della politica e i media mainstream continuano a propinare la narrazione rassicurante e mistificatoria della […] L'articolo Convegno di Ecoresistenze: l’ambientalismo si organizza contro la guerra dell’Occidente all’ambiente su Contropiano.
June 22, 2026
Contropiano
Il 20 giugno il convegno di Ecoresistenze per discutere della guerra dell’Occidente all’ambiente
Il prossimo 20 giugno si terrà a Bologna un convegno significativo, organizzato da Ecoresistenze. Al centro del dibattito ci sarà il passaggio che, quasi “naturalmente”, ha fatto l’Unione Europea – e non solo – dalla transizione ecologica a quella bellica: un processo che viene interpretato come una vera e propria […] L'articolo Il 20 giugno il convegno di Ecoresistenze per discutere della guerra dell’Occidente all’ambiente su Contropiano.
June 17, 2026
Contropiano
Dalla finta transizione ecologica alla vera transizione bellica: l’occidente dichiara guerra all’ambiente!
Inquadramento del convegno di Ecoresistenze che si svolgerà a Bologna il 20 di giugno La fase storica che stiamo attraversando non è una crisi congiunturale né una semplice somma di emergenze. È una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, che investe simultaneamente il piano economico, sociale, militare e ambientale. Una crisi segnata da un’accentuata aggressività occidentale, che determina la tendenza al conflitto economico sempre più apertamente bellico. Le contraddizioni che oggi esplodono non sono incidenti, ma l’espressione matura di limiti interni al modello di sviluppo capitalistico, che si manifestano con crescente violenza sui territori, sulle condizioni di lavoro, di vita e sull’equilibrio ecologico del pianeta.La corsa al riarmo e il proliferare dei teatri di guerra sta compromettendo gravemente il quadro ambientale, arrivando ad incidere fino al 7% delle emissioni globali. Le ultime vicende (dal rapimento di Maduro in Venezuela all’attacco israelo-statunitense all’Iran) mostrano l’utilizzo della guerra non solo come strumento di riaffermazione di un’egemonia statunitense al tramonto, ma anche per “sbloccare” l’attuale condizione di distribuzione delle risorse. Parliamo in questo caso di risorse fossili, ma anche di terre rare e acqua dolce. Siamo insomma di fronte al precipitato di contraddizioni accumulate da un sistema insostenibile, fondato sul profitto, incapace di gestire gli effetti sociali e ambientali di uno sviluppo irrazionale, rendendo evidente la contraddizione tra sviluppo delle forze produttive e rapporti sociali, ovvero tra ciò che si potrebbe fare e ciò che viene fatto. È in questo quadro che si realizza una frattura metabolica “Umanità-Natura”, più precisamente “società capitalista-pianeta terra”, non come fattore esterno o incidente storico, ma come vincolo oggettivo e definitivo per un sistema fondato sulla crescita illimitata in un pianeta finito. La finitezza delle risorse – fossili, minerarie, idriche e agricole – entra in contraddizione diretta con un modo di produzione che necessita di un’espansione continua della produzione e dei consumi. Di fronte a questa crisi complessiva nel nostro continente l’Unione Europea, sull’onda di consenso delle oceaniche mobilitazioni ambientaliste, nel 2019 ha lanciato il programma “Green Deal europeo” che, a fronte di tante, inconsistenti promesse sugli obbiettivi della neutralità climatica, tentando il rilancio economico attraverso il volano di una cosiddetta “Green Economy” che nulla aveva di green, ma che veniva piuttosto sfruttata (come nel caso della tassonomia europea) come paravento per legittimare le scelte politiche della locomotiva franco-tedesca. Il Green Deal veniva presentato come nuova strategia di sviluppo e come strumento di competizione intra-capitalistica, fondato su un mix di elettrificazione, “greening” della finanza e su una ristrutturazione produttiva affidata ai grandi gruppi industriali e finanziari. L’operazione cercava di trasformare la crisi climatica in una nuova occasione di profitto, lasciando la transizione nelle mani del mercato e delle multinazionali. Il risultato è stato un’accelerazione delle disuguaglianze, della speculazione e della devastazione dei territori.Questa illusione oggi si è definitivamente infranta. La competizione economica si è progressivamente trasformata in competizione bellica, accompagnata da politiche protezionistiche, frammentazione del mercato globale e riarmo generalizzato. In questo contesto, l’Unione Europea ha convintamente imboccato la strada del keynesismo militare in cui la guerra e l’industria bellica diventano il principale motore della crescita, e relegando la narrazione sulla sostenibilità a momenti convenienti. Infatti, la Green Economy non scompare, ma viene mantenuta come testa d’ariete ideologica per legittimare processi accelerati di ristrutturazione, si veda ad esempio la questione energetica che, tra pantano ucraino ed il boomerang dell’aggressione all’Iran, ha posto le basi del RePowerEU e il rilancio del nucleare, con un’inquietante funzione dual use. Così come i processi di consumo del suolo, di terra agricola o edificabile, nella città da spremere per la valorizzazione economica, dove i fondi di investimento allungano le mani dietro la retoricadella “rigenerazione urbana”, fino alle grandi opere e le infrastrutture considerate strategiche e spesso funzionali alla logistica militare. Oppure, all’agricoltura, il cibo, ridotto a merce sottomessa alle esigenze della grande distribuzione e della sovrapproduzione, con un modello agricolo fondato sull’omologazione delle coltivazioni, sulla riduzione della diversità genetica e sulla subordinazione dei territori e del lavoro alle catene globali del valore, dove le nuove Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), presentate come soluzioni “naturali” e innovative, riproducono e aggravano le stesse dinamiche già viste con gli OGM, aprendo la strada a profitti enormi per le multinazionali dell’agrotech e a un ulteriore attacco alla biodiversità e alla sovranità alimentare. L’approccio cerchiobottista di cercare una convivenza impossibile tra un indirizzo politico-economico strutturalmente ecocida e la tutela dell’ambiente ha prodotto un proliferare di conferenze, summit e forum internazionali sempre più duramente contestate, come recentemente accaduto anche in occasione della COP30 di Belém, per ipocrisia, arretratezza delle sintesi che raggiungono e l’inefficacia nel perseguire gli obiettivi. A fronte di una crescente sensibilità mondiale, bisogna però registrare che alle nostre latitudini il baratro ecologico e gli effetti del cambiamento climatico vengano ancora affrontati come ambiti separati, “battaglie specifiche”, estranee alle dinamiche complessive del mondo in cui viviamo. Vogliamo dunque lavorare alla costruzione di un momento nazionale di riflessione e dibattito per indagare la radice del problema, dare un nome ai responsabili e rifiutare le strumentalizzazioni, con l’obbiettivo di mettere in campo un’organizzazione e una pratica politica capace di leggere la crisi ecologica come terreno decisivo dello scontro di classe e attrezzarsi di conseguenza. Su queste basi, apriamo l’invito a singoli, realtà organizzate e movimenti consapevoli dell’urgenza di agire per fermare la deriva ecocida in corso. Il Programma del convegno > CONVEGNO NAZIONALE DI ECORESISTENZE – PROGRAMMA   Redazione Italia
June 8, 2026
Pressenza
L’UE approva lo sforamento di bilancio per l’energia, e in Italia passa il dl sul nucleare
Due giorni fa (4 giugno, ndr), a esattamente 15 anni dal giugno 2011 in cui la popolazione italiana si espresse per la seconda volta contro la costruzione delle centrali a fissione in Italia, la Legge Delega sul “nucleare sostenibile” è stata approvata alla Camera dei deputati. Un testo di legge […] L'articolo L’UE approva lo sforamento di bilancio per l’energia, e in Italia passa il dl sul nucleare su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
L’Occidente dichiara guerra all’ambiente!
Una proposta di discussione per l’azione La fase storica che stiamo attraversando non è una crisi congiunturale né una semplice somma di emergenze. È una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, che investe simultaneamente il piano economico, sociale, militare e ambientale. Una crisi segnata da un’accentuata aggressività occidentale, che […] L'articolo L’Occidente dichiara guerra all’ambiente! su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
Stessa crisi, stessa rabbia
Ricomprendere la contraddizione capitale-natura nel conflitto capitale-lavoro Dalla fase imperialistica in avanti, il capitalismo si è caratterizzato per una tendenza alla propria generalizzazione su scala mondiale: apertura e conquista di nuovi mercati, mondializzazione della forza‑lavoro, delocalizzazione produttiva, intensificazione della circolazione globale delle merci. La fase attuale, per molti aspetti, si […] L'articolo Stessa crisi, stessa rabbia su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Fukushima 15. Vivere con gli hot spot radioattivi e sempre più reattori
Vivere con gli hot spot radioattivi e lo stigma, mentre il governo giapponese spinge per più reattori Riportiamo la traduzione dell’articolo pubblicato da Thomas A. Bass su Bulletin of the Atomic Scientists, un’inchiesta approfondita sull’eredità del disastro nucleare di Fukushima che nel 2011 sconvolse il mondo ma che è stato […] L'articolo Fukushima 15. Vivere con gli hot spot radioattivi e sempre più reattori su Contropiano.
April 13, 2026
Contropiano
UE potenza atomica? Il ritorno al nucleare tra menzogna green e volontà di potenza
La Von der Leyen prende una posizione netta durante il vertice sul nucleare convocato a Parigi da Macron il 10 marzo scorso: “credo che sia stato un errore strategico da parte dell’Europa voltare le spalle a una fonte di energia affidabile, economica e a basse emissioni”. Il nucleare è strategico […] L'articolo UE potenza atomica? Il ritorno al nucleare tra menzogna green e volontà di potenza su Contropiano.
March 18, 2026
Contropiano