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Gallerie degli Uffizi e Polizia: riflessioni sulla militarizzazione della cultura
La notizia arriva direttamente dagli Uffizi con un comunicato stampa del 12 gennaio scorso che riportiamo integralmente per favorire la necessaria comprensione: «La Polizia di Stato e le Gallerie degli Uffizi insieme per la realizzazione del nuovo Museo della Polizia. Questa mattina il prefetto Vittorio Pisani, Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, e Simone Verde, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, hanno firmato un protocollo di collaborazione teso ad avviare una cooperazione di carattere tecnico, scientifico e culturale, finalizzata alla progettazione e all’allestimento del nuovo Polo Museale della Polizia di Stato. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e identitario dell’Istituzione, con finalità educative e di diffusione della cultura della legalità destinato all’integrazione del futuro Museo della Polizia nel Sistema Museale Nazionale. Grazie a questa intesa le Gallerie degli Uffizi di Firenze, istituto autonomo del Ministero della Cultura di rilevanza internazionale, forniranno il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti, nel supporto critico alle scelte architettoniche e museografiche e nella curatela degli allestimenti. L’iniziativa rafforza ulteriormente il dialogo istituzionale tra il mondo della sicurezza e quello della cultura, riaffermando il valore della memoria storica come strumento di conoscenza e partecipazione civile e contribuendo a consolidare il rapporto di fiducia tra la Polizia di Stato e il cittadino» (clicca qui per la notizia). Siamo davanti all’ennesimo esempio di come ogni ambito civile si stia piegando al militare portando acqua al mulino di logiche securitarie. In questi anni poi, in diversi Enti locali, governati dalle destre e no, sono nate aule e musei dedicati alle tradizioni, ove per tradizione si intende il riferimento ai fasti del passato del territorio che poi sono sempre identificati con battaglie e guerre condotte in epoche storiche lontane o a feste religiose antiche ed oggi ripresentate dentro un contesto di revisionismo storico o almeno di parziale lettura dei fatti. Numerosi sono i musei statali chiusi o aperti parzialmente per carenza di fondi e di personale, impossibilitati a garantire una maggiore apertura al pubblico ampliando i locali con il restauro di opere, si spende poco per il nostro ingente patrimonio culturale. Se avessimo risorse sufficienti potremmo, con tutti i beni culturali presenti nei magazzini, raddoppiare il numero dei musei oggi esistenti. Ma invece di valorizzare i beni culturali si pensa ad altro, al supporto di una iniziativa finalizzata alla apertura di un Museo di mera esaltazione della Polizia per conciliare la cultura con la stessa idea di sicurezza. Una visione angusta e astratta della cultura da qualunque parte la si voglia vedere, in assenza di adeguate risorse, di personale specializzato e retribuito con equità, come se la memoria storica poi dovesse essere indirizzata solo all’operato delle Forze dell’ordine o alle passate glorie patrie. Una cornice antistorica, che sottintende una funzione educativa da respingere ossia dare per scontato che una Galleria prestigiosa invece di andare per il mondo a presentare il proprio patrimonio debba con spirito di servizio piegarsi alla collaborazione con il Viminale. Le Gallerie degli Uffizi nell’ultimo periodo hanno visto, nel piazzale antistante all’ingresso, presidi della sua stessa forza lavoro, avrebbero bisogno di molti interventi, a cominciare dalla stabilizzazione del personale con contratti adeguati ai beni culturali, di una più ricca offerta didattica, biglietti d’ingresso economicamente inclusivi e non di un museo della Polizia in cui fornire il proprio contributo di esperienza e know-how, affiancando il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nella definizione dei contenuti. È forse la prima volta che una prestigiosa istituzione viene chiamata a partecipare alla realizzazione di un Museo dedicato a una forza dell’ordine, ben altri dovrebbero essere i compiti e le funzioni, prima tra tutte la trasmissione e valorizzazione delle conoscenze e del patrimonio culturale. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera aperta al Dirigente di un Liceo: rivendichiamo il diritto al pluralismo educativo
In attesa che il MIM faccia chiarezza sugli scopi di quella che a prima vista si presenta come una vera e propria schedatura a livello nazionale di studenti/esse palestinesi di ogni ordine e grado fino agli adulti, allievi di corsi di italiano L2, proponiamo una lettera aperta ad un preside della provincia di Roma che, pur in presenza di una tragedia storica come quella che sta avvenendo sotto i nostri occhi, impotenti a Gaza e in Cisgiordania, ha fatto rimuovere, per ben due volte, accanto alle bandiere di Unione Europea, Italia e Regione Lazio, quella palestinese appellandosi alle normative che regolerebbero il cosiddetto “cerimoniale”. Di fatto, questo gesto nonviolento, pacifico e rispettoso delle altre bandiere che si sono ritrovate accanto e non sostituite da quella palestinese, è stato considerato letteralmente un “atto illecito”. La lettera è anche il pretesto per elencare una serie di fatti, in comune con tante altre scuole in Italia che vanno dalla assurdità dell’obbligatorietà imposta dal ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, di un contraddittorio ogni qualvolta venga invitato/a un “ospite” esterno, fino al divieto di divagare intorno a temi politici durante i collegi-docenti, fino agli esempi di quotidiana militarizzazione della formazione. Egregio sig. Preside, il nostro Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha recentemente inviato questa circolare/nota a tutti gli istituti all’attenzione dei dirigenti e quindi anche alla sua: * Numero della nota: n. 5836 * Data di emissione: 7 novembre 2025 * Oggetto della nota: Manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche — indica alle scuole di organizzare eventi e dibattiti su temi di rilevanza sociale o politica garantendo pluralismo di opinioni e pensiero critico anche attraverso un contraddittorio tra diverse posizioni Nelle aree esterne del nostro Istituto sono presenti diversi alberi di ulivo inserite nel contesto del cosiddetto Giardino dei Giusti, dove ogni anno viene attuata la raccolta delle olive con la collaborazione del plesso agrario. Questa iniziativa dall’alto valore simbolico, oltre che didattico, per i ragazzi e le ragazze dell’agrario viene ogni anno pubblicizzate e diffusa anche sui mass media come attività a favore della Pace e del rispetto tra i popoli. Elenco qui di seguito la lista delle targhe, presenti nel giardino che ricordano alcuni personaggi della storia: 1. Jan Karski – Messaggero della verità sulla Shoah: cercò di avvertire le potenze alleate dell’Olocausto e del destino degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. Gariwo 2. Franca Jarach – Sopravvissuta alla Shoah; la sua storia è spesso legata al ricordo della persecuzione antisemitismo 3. Emanuele Stagnaro – Comandante della nave Esperia che simulò di non “vedere” per salvare circa 1500 ebrei durante le deportazioni. 4. Gino e Esterina Scarlatti – Coppia che offrì rifugio ad ebrei durante la Shoah. 5. Gino Bartali – ciclista italiano che, con l’aiuto di documenti falsi e reti di aiuto, contribuì a salvare ebrei sotto persecuzione. 6. Giorgio Perlasca – Si finse console onorario spagnolo e salvò circa 5 000 ebrei ungheresi nei campi di Budapest. La raccolta delle olive e quindi la produzione dell’olio ampiamente comunicate pubblicizzata verso l’esterno è svolta ogni anno tra gli ulivi del Giardino di Giusti rappresenta, appunto, uno di questi “eventi” indicati dal ministro Valditara ed in ogni caso, gli ulivi stessi e le targhe dei Giusti rappresentano perennemente una manifestazione di un pensiero politico (che non vuol dire partitico). La Scuola stessa, per definizione, sul piano sociologico e filosofico è un luogo politico e di elaborazione di un pensiero politico e il fatto stesso di “andare” e relazionarsi in un luogo come, appunto, la scuola, è di per sé un fatto politico. Le domande che le rivolgo sono quindi: 1) quale contraddittorio o a quale voce riequilibrante, Lei ha dato spazio rispetto alla Shoah? 2) Di fronte allo sradicamento, con i bulldozer, non solo delle case dei palestinesi a Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania ma anche di una pianta, altamente simbolica e al centro della cultura stessa palestinese, appunto l’ulivo, quale simbolo o quale attività ha promosso per ricordare per esempio il genocidio a Gaza e la pulizia etnica attualmente in corso mentre io sto scrivendo in Cisgiordania? Egregio sig. Preside, l’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (ISGAP) ha recentemente svolto attività di formazione agli appartenenti alla Polizia di Stato, durante i quali si sono analizzati, in maniera molto critica e a volte apertamente negazionista, i concetti di genocidio e di apartheid: nella nostra scuola si sono svolte delle attività extracurriculari su alcuni temi indubbiamente cruciali sul piano sociale e pedagogico che rientrano nei seguenti progetti nazionali: 1) progetto Icaro che, in sintesi, intende educare al corretto comportamento soprattutto alla guida di autoveicoli durante il tempo libero. 2) progetto Scuole sicure contro il bullismo e il cyberbullismo. Entrambi i progetti sono portati avanti con agenti della Polizia di Stato che in alcuni casi si sono presentati nel nostro Istituto con la volante (la cosiddetta pantera) parcheggiata proprio di fronte l’ingresso e indossando la propria divisa d’ordinanza. Domande: 1) Chi abbiamo invitato per proporre ai nostri studenti e alle nostre studentesse un’analisi del bullismo e del cyberbullismo che possa andare al di là del concetto di deterrenza che purtroppo viene consapevolmente confuso con il termine di prevenzione? 2) Gli operatori, tutti i sociologi o psicologi del Telefono azzurro, sono stati individuati come soggetti aventi titolo a parlare di questi temi essendo a contatto non solo quando accade un fatto grave, omicidio o violenza ma h24 ascoltando le sofferenze dei ragazzi e delle ragazze? 3) Non rappresentano forse questi una valida alternativa o quantomeno una voce diversa da quella dei poliziotti/e in divisa? 4) Allo stesso modo il progetto che riguarda la sicurezza stradale e i comportamenti a rischio perché non affrontarla con esperti dell’Automobil Club Italiano o anche da psicologi o sociologi che da anni studiano i comportamenti a “rischio” e le varie forme di devianza? L’esposizione della bandiera palestinese, peraltro deliberatamente esposta la seconda volta con il colore nero rivolto verso il suolo a significare il ricordo delle decine di migliaia di vittime già sotto terra oggi o in procinto di esserlo nel momento stesso in cui sto scrivendo, credo che sia un gesto nonviolento, pacifico e silenzioso che va nella direzione di quel “bilanciamento” delle opinioni richiesto proprio dal nostro ministro. Nel caso specifico, peraltro, in linea del tutto teorica, potrebbe accadere nel caso in cui si parlasse di antisemitismo e di Shoah a scuola, che qualcuno fosse tentato di chiamare un rappresentante del movimento neonazista italiano o un esperto che ci parlasse delle motivazioni alla base del genocidio degli ebrei e dell’eliminazione dei loro corpi nei forni. L’esposizione della bandiera, invece, non ha nulla a che vedere con questa visione purtroppo molto semplicistica, ma altamente populista e foriera di voti per le politiche del 2027 del nostro ministro Giuseppe Valditara. Trovo inoltre molto grave, per concludere, che l’istituto “Leonardo da Vinci” con alcune sue classi, dopo aver partecipato a un incontro/convegno organizzato gratuitamente per i nostri studenti dall’Università Europea di Roma sull’intelligenza artificiale e i suoi risvolti nella società, sia stata poi invitata dall’università stessa, a partecipare anche ad un successivo incontro “gratuito” di orientamento, proprio nel periodo-chiave in cui le famiglie, le ragazze e i ragazzi si orientano, appunto, per la scelta universitaria. Che questo venga fatto surrettiziamente nel quadro di un’uscita didattica, da parte di una istituzione privata le cui rette vanno da un minimo di 3.000 euro fino a oltre 10.000, rilevo anche qui un contrasto con le indicazioni proprio del nostro ministro. In questo caso l’alternativa è molto semplice e potrebbe essere il salone dello studente che ogni anno viene organizzato all’EUR e dove sono presenti istituzioni informative private e pubbliche, scuole militari ecc.. Ricordo inoltre, come già ho avuto modo di esprimermi durante un collegio docenti che l’Università europea di Roma (UER) è collegata all’organizzazione religiosa “reazionaria” e integralista cattolica, denominata Miles Christi che, non a caso, ha uno dei suoi studentati a Roma proprio accanto all’università e che l’intelligenza artificiale è al centro di quel tragico equivoco denominato “dual-use“: vista l’enfasi che viene posta sulle virtù salvifiche dell’intelligenza artificiale, ampiamente utilizzata, appunto, in campo militare o per il controllo sociale in termini addirittura predittivi, il personale esperto che possa parlare, in modo equilibrato e consapevole con nostri studenti, deve essere accuratamente scelto e non può essere certo la vicinanza geografica al nostro Istituto o un servizio “gratuito” come l’orientamento alla scelta universitaria ad orientare la scelta. Per concludere, augurandole buona giornata e inviandole un cordiale saluto, chiedo che mi vengano gentilmente restituite entrambe le bandiere che in due occasioni ho provveduto personalmente a fissare accanto a quelle istituzionali, infrangendo deliberatamente le indicazioni del cosiddetto cerimoniale delle istituzioni pubbliche, in considerazione di quanto sopra detto, ma anche della gravità della situazione in Palestina di cui tutti noi siamo complici. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Liceo “Marco Polo” di Venezia: in atto strategie di controllo educativo nelle scuole
Ormai è sotto gli occhi di tutte e tutti come la destra di governo abbia messo in pratica una strategia che ha un doppio obiettivo: affossare nelle scuole il dibattito sul genocidio che l’entità sionista sta ancora commettendo nella striscia di Gaza (cui si accompagna una quotidiana operazione di pulizia etnica in Cisgiordania in un’incredibile saldatura tra esercito e coloni fuori controllo) e al contempo controllare e censurare le attività didattiche liberamente approvate dai collegi dei docenti. L’ultimo episodio di una bruttissima serie riguarda il liceo “Marco Polo” di Venezia (clicca qui per la notizia su Il Fatto Quotidiano) che si pone in perfetta continuità con quanto successo in alcuni istituti di Toscana ed Emilia Romagna e su cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università aveva già espresso tutta la sua indignazione (clicca qui). Nell’istituto in questione una serie di attività volte ad approfondire e sviluppare un dibattito sui crimini di cui il popolo palestinese è vittima nella striscia di Gaza ha provocato infatti la reazione del senatore di Fratelli d’Italia Speranzon il quale, apprendiamo da Il Fatto Quotidiano, si starebbe attivando per un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, in quanto a suo dire le scuole starebbero diventando dei laboratori di “indottrinamento ideologico”. Un ragionamento stantio, addirittura illogico, se pensiamo che la scuola è chiamata ad accompagnare la crescita e lo sviluppo del pensiero critico delle nuove generazioni. Una posizione che assume i contorni del luogo comune e che sembra completamente ignorare come questi obiettivi si possono raggiungere solo attraverso scelte didattiche precise e tese a problematizzare il presente. Quel presente segnato da un genocidio che non deve essere oggetto di dibattito nelle nostre aule poiché chiama in causa direttamente le responsabilità di tutto il mondo occidentale, complice di quello che passerà alla storia come la vergogna del XXI secolo. Le vicende e la sofferenza del popolo palestinese sono di fatto un argomento scomodo sul quale è  necessario che il mondo della formazione non apra una seria discussione con studenti e studentesse poiché sono fatti che ci restituiscono, ammutolendoci, tutta la natura coloniale e neoimperialista delle nostre pretese “democrazie“. La storia e la sofferenza del popolo palestinese sono un problema per la tenuta di tutto un sistema e le mobilitazioni che si sono registrate nel corso 2025 hanno ampiamente dimostrato la potenzialità di cambiamento e l’energia che si possono sprigionare quando milioni di persone si mettono in marcia. Meglio, allora, buttare la palla in tribuna, ragionare a vanvera, sovrapponendo antisionismo e antisemitismo, paventare pericoli inesistenti con parole roboanti, ma, in fondo, ridicole. Meglio condire il tutto con un’operazione di schedatura degli studenti e delle studentesse palestinesi che ricorda i tempi più bui del ‘900. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo la nostra solidarietà al liceo veneziano e a tutte le scuole che si trovano costrette ad affrontare questi passaggi antidemocratici e invitiamo tutto il personale scolastico alla Resistenza contro la quotidiana campagna di demolizione della scuola pubblica. Non sarà facile. Non sarà a breve termine. Dipende tutto da noi. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Discriminazione nelle scuole: nota USR Lazio chiede schedatura “alunni/studenti palestinesi”
Di inaudita gravità è la nota emanata in data 8 gennaio 2026 dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio – Ambito territoriale di Roma, con la quale si chiede alle scuole di rilevare alunni e alunne palestinesi iscritti per l’anno scolastico in corso. Nel documento non sono esplicitate la ratio e la finalità di questa richiesta, la cui finalità è tuttavia drammaticamente chiara: introdurre una sorta di “schedatura” all’interno delle scuole, che per loro natura e vocazione dovrebbero bandire qualsivoglia tentativo di discriminare le studentesse e gli studenti. Non è dato sapere, al momento, se questa richiesta sia legata a pressioni o sollecitazioni del Governo e del Viminale, ma è un intervento inaccettabile e pretestuoso. Non vorremmo che fosse in atto una pericolosa equiparazione tra comunità palestinese e terrorismo o che si procedesse a una schedatura generalizzata di tutta la comunità palestinese presente sul territorio nazionale, magari (e non è un’ipotesi peregrina) su indicazione dello Stato di Israele (e non sarebbe la prima volta che i servizi segreti di Tel Aviv agiscono in spregio alla sovranità nazionale). LA NOTA DELL’USR È NON SOLO DISCRIMINATORIA, MA SOCIALMENTE PERICOLOSA E RAPPRESENTA UN PRECEDENTE IN APERTA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI COSTITUZIONALI, IN PARTICOLARE DELL’ARTICOLO 3. Le scuole non sono uno strumento di controllo delle comunità migranti, ma luoghi da cui la discriminazione è bandita per favorire processi di integrazione e inclusione a tutela della crescita culturale ed umana di studenti e studentesse. É evidente come a seguito dell’imponente ondata di partecipazione da parte di docenti, studentesse e studenti alle mobilitazioni autunnali di condanna del genocidio e a sostegno della Global Sumud Flotilla si sia diffuso nelle scuole un clima poliziesco, volto a intimidire la comunità scolastica e tutte le sue componenti e a mettere a tacere non solo le voci dissenzienti, ma perfino una libera discussione: come abbiamo più volte sottolineato, questo Governo ha come obiettivo imbavagliare il mondo della conoscenza e opera scientemente in questa direzione. La nota qui in esame si inserisce in un contesto nel quale l’inasprimento della repressione del dissenso è all’ordine del giorno, se consideriamo che il 14 gennaio il Ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presentato un nuovo e corposo “pacchetto sicurezza”, alla cui analisi ci dedicheremo a stretto giro. É però degno di nota che alcuni dei provvedimenti proposti siano esplicitamente volti alla criminalizzazione del mondo giovanile, e questo ci riconduce al mondo della scuola, che per sua intrinseca vocazione dovrebbe operare nella direzione dell’integrazione e non certo della ghettizzazione e censimento su base etnica, che rappresenterebbe peraltro un pericoloso precedente nonché un’inquietante riedizione di norme che nel 1938 partirono anche dalle scuole nell’intento di “identificare” un gruppo etnico, isolandolo rispetto al resto della cittadinanza e facilitandone in tal modo la persecuzione. Rileviamo, infine, un aspetto paradossale della questione, che richiederebbe analisi ben più approfondite: mentre da una parte si negano l’esistenza e la legittimità di uno Stato di Palestina, si ammette l’esistenza di cittadini e cittadine palestinesi quando questa “identità” è funzionale al loro controllo e alla loro discriminazione. Alla luce di queste considerazioni, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università richiede il ritiro della nota, la presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in Parlamento per fornire spiegazioni, un chiarimento pubblico sulla intera vicenda per evitare, in futuro, il ripetersi di simili iniziative. Chiediamo una sollevazione generalizzata e un atto di disobbedienza civile da pare del mondo della scuola, che in tutte le sue componenti superi le divisioni interne, le diverse appartenenze sindacali, la divisione tra docenti e non docenti, genitori, studentesse e studenti: UNIAMOCI E OPPONIAMOCI STRENUAMENTE A QUESTO INCONCEPIBILE ATTO DI VIOLAZIONE DEI DIRITTI COSTITUZIONALI E UMANI E FACCIAMO SÌ CHE LE SCUOLE ANCORA UNA VOLTA TORNINO A ESSERE BALUARDO DELLA GIUSTIZIA E DELLA DEMOCRAZIA. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Militarismo nelle scuole: Aeronautica di Aviano al Liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone
In una scuola di Pordenone, al Liceo “Leopardi Majorana” si terrà un Incontro con un team dell’Aeroporto di Aviano, incontro previsto per mercoledì 28 gennaio 2026, che “presenterà le peculiarità dell’Aeronautica Militare e i contesti nazionali e internazionali in cui opera”. Siamo venuti a conoscenza di questa ennesima iniziativa di plauso al militarismo nell’ambito delle attività formative e scolastiche, presentando la carriera militare come una delle grandi opportunità per il futuro dei giovani. Attività formative e di orientamento per studenti e studentesse o strumenti di esaltazione del militarismo? L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non nutre alcun dubbio a riguardo, ricordando che analoghe opportunità non vengono concesse ad ambiti civili e, anche qualora fosse stabilita una sorta di par condicio, la scuola non dovrebbe essere un luogo di pace, di educazione alla pace e non il bacino da cui attingere i futuri militari? Per quale ragione tanti Istituti comprensivi si prestano a queste attività in una fase storica nella quale tornano a soffiare i tempi di guerra? E chi invoca, come il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la presenza del contraddittorio, perché ogni qual volta si parla di esaltazione del militarismo del contraddittorio si perde ogni traccia? È evidente quale sia la reale volontà del Governo e quale cultura sorregga la loro azione “educativa”: un militarismo dilagante che vuole a tutti i costi legittimare e normalizzare l’orizzonte di guerra nel quale vogliono condurre i cittadini e le cittadine. Circolare del Liceo. 22166190_1_239-Orientamento – Incontro con un team dell’Aeroporto di Aviano.pdfDownload Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Editoriale Domani: Se i militari salgono in cattedra, a scuola l’orientamento alla guerra
DI CARLO RIDOLFI SU EDITORIALE DOMANI DEL 12 GENNAIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Carlo Ridolfi e pubblicato su Editoriale Domani il 12 gennaio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «Scorrendo poi le pagine di quel prezioso strumento che è il sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università, è possibile verificare che per la ricorrenza del 4 novembre si sono svolte in scuole di tutta Italia oltre 200 iniziative con le forze armate. E che tanto dispiegamento di energie e risorse non è rivolto solo alla scuola secondaria di secondo grado...continua a leggere su www.editorialedomani.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera alla Dirigente del Liceo “Botta” di Ivrea da parte di un pacifista
PUBBLICHIAMO UNA CORAGGIOSA LETTERA GIUNTA ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ DA PARTE DI UN ASSIDUO LETTORE PACIFISTA RIVOLTA ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA DEL LICEO “BOTTA” DI IVREA, LA QUALE AVREBBE INVITATO I RAGAZZI E LE RAGAZZE DELLA SUA SCUOLA AD ASSISTERE AL PASSAGGIO DELLA FIAMMA OLIMPICA USANDO UN PASSAGGIO DEL DISCORSO “POCO PACIFISTA” E “PIUTTOSTO GUERRAFONDAIO” DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA. PER INVIARE LETTERE E COMUNICATI STAMPA, SCRIVERE A STAMPA.OSSERVATORIONOMS@GMAIL.COM. Da uomo di pace scrivo alla Direttrice didattica del liceo “Botta” di Ivrea e indirettamente ai suoi alunni. Le chiedo scusa Direttrice per questa mia intrusione. Lei sta invitando i suoi studenti a partecipare al passaggio della Fiamma Olimpica di Cortina 2026. Beh, fino a qui niente da dire, ma poi scrive ai suoi studenti: «Come rimarcato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia della Fiaccola Olimpica tenutasi a Roma il 5 dicembre scorso, si invita a riflettere sugli alti valori di pace, solidarietà, speranza e unione […]». Ma mi perdoni, ma stiamo parlando dello stesso presidente della Repubblica e cioè colui che: 1. Ha paragonato la Russia al Terzo Reich, posizione, espressa ex cathedra lo scorso febbraio a Marsiglia; 2. Che dice che la spesa per il riarmo è necessaria, anche se è impopolare, alla faccia della nostra Costituzione; 3. È lo stesso che non ha mai speso una parola sulla denuncia per genocidio nei confronti di Israele, anzi più volte ha proprio ammonito: piano con le parole; 4. È lo stesso che non ha detto nulla sul Presidente degli Stati Uniti, che vuol deportare milioni di palestinesi, prendersi il Venezuela, prendersi Groenlandia, Panama, Canada? Non è questa una vera logica da Terzo Reich? Oppure sono solo difettucci della democrazia, dovuti ad eccesso di dazi? Che dire gentilissima Dirigente, faccia come crede, ma dica le cose come stanno. Il nostro Presidente, costantemente salutato dai media come “saggio guardiano della Costituzione”, non ha dato il buon esempio di essere uomo di pace. Non ha rispettato la Costituzione, anzi ha autorizzato il governo a lanciarsi in una guerra, se non direttamente, certo finanziandola, una guerra che oltre a non essere difensiva, l’unica autorizzata dalla Carta costituzionale, non è imposta da accordi internazionali e, per dirla tutta, non è neppure nei nostri interessi. Non solo Mattarella ha tradito il dettato costituzionale, ma vi ha aggiunto del suo inviando messaggi ostili alla Russia, dando così la stura a un inverecondo piagnisteo, coltivato dai media, sull’aggressività della Russia verso l’Italia. Senza toccare il tema Palestina, il nostro Presidente non ha detto una parola al governo che ha permesso a Benjamin Netanyahu in questi giorni di attraversare indisturbato i cieli italiani. Un uomo su cui pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra. Un uomo che evita accuratamente lo spazio aereo spagnolo, perché lì qualcuno il diritto internazionale lo prende sul serio. Non lo so, forse lei, gentilissima Dirigente, vive su un altro pianeta. Il nostro Paese se non è direttamente in guerra la guerra, allora la finanzia a scapito della povera gente che non ha soldi per curarsi. La Pace, gentile Direttrice, è condizione essenziale per fermare una deriva bellicista che aggrava la condizione generale delle persone che si stanno impoverendo. Qui ci sarebbe molto da dire e da fare, sia nelle scelte nette che riguardano le politiche di riarmo, sia lo sviluppo che si vuol dare ai territori e al lavoro. L’industria bellica è contrapposta allo sviluppo di pace, e da essa non nasce nulla che non sia il preavviso del dilagare della distruzione già in corso e non lontano da noi. La scelta della pace non è una sorta di pia illusione in cui collocare i desideri e le aspettative lontane dalle possibilità politiche e sociali dei territori, è una scelta politica coerente che definisce con chi lottare e privilegia e assiste l’economia e le imprese che non lavorano per la guerra. Accanto a questa scelta di territori liberi dalla politica di riarmo, ci sono le scelte che riguardano la salute, la scuola, il lavoro, la produzione di energia, le città, le scelte urbanistiche, i servizi territoriali e ognuno di questi capitoli contiene politiche che estendono eguaglianza e possibilità a tutti, a partire naturalmente da chi meno ha e che dev’essere più tutelato. Per questo considero negativamente l’interpretazione che Lei dà alle parole di Mattarella e alla direzione che lo stesso Presidente da a livello nazionale ed europeo. Parli ai suoi ragazzi con l’autonomia che le è propria, ma non usi le parole del Presidente come parole di Pace, perché non lo sono affatto. Cordiali saluti GIORGIO FRANCO -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Solidarietà & militarizzazione: approcci educativi e diseducativi in una scuola romana
Grande sorpresa ha suscitato la bandiera palestinese fissata accanto a quella italiana e dell’Unione Europea all’Istituto “Leonardo da Vinci” di Maccarese-Fiumicino. Questo semplice simbolo di solidarietà, di pace e nonviolenza, rivolto al popolo palestinese, infatti, bilancia parzialmente le numerose attività extracurricolari di stampo “legalitario” o giustizialista dell’istituto che, pur avendo nel suo piano dell’offerta formativa l’indirizzo “Scienze Umane”, non perde mai occasione di organizzare incontri di interesse sociale con militari o appartenenti alle forze di Polizia, addirittura con la Polizia Penitenziaria come quello in occasione dell’ultima giornata nazionale dedicata alla Legalità che vuole ricordare la memoria delle stragi di Capaci e via D’Amelio (Clicca qui). L’approccio è sempre quello basato su una visione fuorviante del concetto di “prevenzione” che, in realtà, si basa su quello di “deterrenza” e di semplice rispetto delle norme di legge più che di ragionevole osservanza di relazioni improntate alla pace, alla tolleranza e al rispetto della persona umana al di là delle leggi che le regolano e soprattutto delle sanzioni previste per i trasgressori. Si tratta di un approccio che certamente non allena le giovani generazioni a ragionare sugli squilibri sociali che portano alla devianza, a riconoscere in anticipo quali possano essere le traiettorie e le cause che inevitabilmente portano alla devianza, come la disuguaglianza nella ripartizione delle risorse e nell’accesso all’istruzione, constatando che peraltro, in Italia, questo principio costituzionale è disatteso e in paradossale antitesi alla nuova dicitura del Ministero dell’Istruzione che si fregia del termine “merito” vede una ministra dell’Università Annamaria Bernini ricalcare fedelmente, dopo essersi laureata e instradata nella carriera accademica nello stesso ateneo, le orme del padre ex-ministro (1994-1996), come lei (2011) ma in anni differenti, sotto il governo Berlusconi. Sempre con questo approccio, all’IIS “Leonardo da Vinci” si sono susseguiti negli anni gli incontri con i poliziotti che hanno affrontato e affrontano tuttora, quasi fosse un rituale ormai assodato, il tema del bullismo o del cyberbullismo – oggi inquadrati nel più ampio progetto “Scuole Sicure” – evitando, invece, di chiamare a relazionarsi con i ragazzi, gli esperti, per esempio, del Telefono Azzurro (2023 clicca qui) (2025 clicca qui) oppure dei giovani hacker o informatici esperti di “Deep web” o di cyber-security. Ma le strade per affrontare, sempre col medesimo approccio, il bullismo, alle volte si fa più sofisticato come nel caso del progetto “Bulli-Stop” (2024 clicca qui) in cui l’architrave accademica è certamente solida, grazie alla sua fondatrice e presidente, la nota pedagogista, Giovanna Pini, ma che all’atto pratico, si esprime attraverso interventi molto coreografici basati sulla metodologia del “teatro pedagogico”: dei giovani attori mettono in scena dei monologhi in cui giocano il ruolo di ex-studenti, vittime di bullismo e che alla fine dello spettacolo rivelano la loro vera identità dopo essere entrati, quindi, in empatia con il pubblico dei giovani studenti e studentesse. Il progetto propone parallelamente alle consulenze di tipo psicologico, per il sostegno all’autostima e al superamento dei traumi, una sovrabbondanza di riferimenti legalitari e/o contatti legali quali “salvagente” contro eventuali abusi subiti in classe a partire da colui, definito come la “colonna portante legale dell’associazione”, l’avvocato Eugenio Pini, da non molto scomparso e figura, quasi “storica”, di primo piano nella difesa di poliziotti e carabinieri, a volte implicati in fatti di abusi in divisa. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Quando la Patria chiama. Sull’opuscolo distribuito nella Regione Lazio
Nel 2002 Francesco Storace, Presidente della Regione Lazio (2000-2005), inviò a tutte le scuole primarie un cofanetto contenente una bandiera italiana, una registrazione dell’Inno di Mameli, il simbolo delle Regione, un libretto di storia. Il tutto accompagnato da una lettera ai Dirigenti Scolastici in cui li si invitava a consegnare il pacco-regalo ai bambini di quinta perché “[…] si vivifichi e ponga radici in loro, fin dalla primissima infanzia, il sentire di quei valori immortali […]” – inoltre ricordava che tale simbologia, rispondeva – “[…]  agli alti richiami del Presidente della Repubblica (Carlo Azeglio Ciampi) […]”. Nella scuola da me diretta rimandammo al mittente gli scatoloni ma, con una lettera rivolta alle famiglie spiegammo le motivazioni del rifiuto, commentando il vaniloquio fascistoide della nota inviata. Del resto, Francesco Storace appartenne ad Alleanza Nazionale fino al 2007, fondò successivamente la Casa delle Libertà, sottotitolo Berlusconi, al cui governo partecipò come Ministro della Salute. Appartiene tuttora a gruppuscoli della destra. La deriva politica iniziata alla fine degli anni Ottanta, lo sfilacciarsi della sinistra italiana, porta ai nostri giorni, giorni, di nuovo in divisa orbace, con ben poca capacità reattiva da parte di quel che resta di opposizione. Il dono che oggi arriva alle scuole primarie è l’album da colorare We GIL, acronimo di Gioventù Italiana Littoria, ancora e sempre We, NOI (clicca qui per il video). Qualche annotazione sommaria forse aiuta i/le non romani/e a capire il senso della segnalazione. La Casa GIL venne edificata a Trastevere, all’angolo fra via Induno e largo degli Ascianghi, nel 1933, in stile razionalista. Nel 1997 una parte diventa il cinema Induno. Occupato successivamente dal centro sociale ex America (cinema a luci rosse del quartiere) subisce uno sgombero forzoso nel 2015, provvedimento poliziesco a cui ormai sembriamo abituati. Dopo varie vicende giudiziarie fra proprietà mista pubblica/privata e occupanti, dal 2018, restaurato l’intero edificio, il cinema diventa il Troisi, con un contatto di gestione di 12 anni. Una parte resta centro sportivo, un’altra sede di eventi culturali (i dettagli si possono ricavare dal sito del cinema). Il bozzetto del GIL da colorare – che grafica orribile il libretto! –  non a caso è della facciata principale dell’edificio che affaccia su Largo degli Ascianghi, luogo mitico per gli amanti del cinema, visto che l’ex dopolavoro del Monopolio di Stato ospita la sala Nuovo Sacher del regista Nanni Moretti, su cui campeggia, attualmente, un enorme Netanyau criminale pazzo. Non ricordo se le scritte fasciste sulla facciata inneggianti alla guerra, e che il disegno segna in neretto, furono rimosse durante il restauro e poi ripristinate come insegna di valore storico dell’architettura del trentennio. Come si può vedere nel video, per i Baby Balilla, ci sono altre immagini edificanti: una M campeggia su una pagina appena abbozzata (cartina del Sud America?!), un’altra mostra sei mezzi busti di personaggi dell’antichità. Su questo ultimo aspetto va sottolineato che i manuali di storia, non solo delle elementari, sono spesso una sequela di guerre, conquiste dell’Occidente per esportare cultura e tecnologia ai barbari e, ovviamente, profili di condottieri, principi, imperatori come fautori della storia del mondo, mondo semplificato, ridotto al solo lato Est del planisfero.  Pino Arlacchi, tracciando un parallelo fra quanto prescrive L’arte della guerra del cinese Sun Tzu (Mondadori, 2003), di ispirazione taoista-confuciana-buddista, e quella di tradizione greco-romana, scrive: “Ai giovani cinesi non sono mai stati proposti personaggi equivalenti ad Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone come figure da ammirare e imitare. Ai generali cinesi non vennero dedicati archi di trionfo, e non c’era culto dell’eroe combattente. […] Le prescrizioni di Sun Tzu sono l’esatto opposto di quelle di Clausewitz [… la cui teoria] è il culmine del modo occidentale di fare la guerra: l’annientamento delle forze nemiche come scopo e principio fondamentale dello scontro” (P. Arlacchi La Cina spiegata all’occidente, Fazi ed. 2025 pp 86/89). I/le nostri/e giovani sono sottoposti/e al mitridatismo operato con la peggiore propaganda, una lenta immunizzazione dai veleni dell’odio, la logica amico-nemico come farmaco per il “male oscuro dell’Occidente” (P. Arlacchi La Cina… cit, pag 89). Come disintossicante, come lato buono del pharmakon, si continuano strade di educazione alla pace in molte scuole. Non sono progetti, nel senso artificiale, posticcio, assunto oggi dal termine, ma lente acquisizioni quotidiane della capacità di elaborare il conflitto, di accettare le differenze. Due segnalazioni – fra moltissime – per un insegnante ai/alle cui alunni/e sia stato recapitato il famigerato album WeGIL, da Barbara Bertani, Maestra in Reggio Emilia: Davide Calì, Serge Bloch, Il nemico. Una storia contro la guerra, Terre di Mezzo, 2023, un piccolo racconto illustrato; Nicola Davies, Rebecca Cobb, Il giorno che venne la guerra, Ed. Nord Sud 2018, album illustrato e audiolibro. Dai sei anni in su, come sempre per la buona letteratura. Reneta Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
AssOrienta e le iniziative “carriere in divisa”: Orientamento alla guerra?
PUBBLICHIAMO LA LETTERA DI UN GENITORE GIUNTA ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PREOCCUPATO DALLE INIZIATIVE DI ASSORIENTA NELLE SCUOLE, CHE PROPONE OPPORTUNITÀ LAVORATIVE NELLE FORZE ARMATE. Avere un figlio che frequenta la quarta Liceo Scientifico – a Padova, nella fattispecie, ma è certamente esperienze diffusa altrove – a volte, può riservare qualche novità interessante. Nel profluvio quotidiano di segnalazioni, informative, notifiche di uscite anticipate o di scioperi in vista – sul quel strumento come minimo controverso che è il Registro Elettronico – ecco che appare, in data 22 dicembre 2025, una comunicazione “agli studenti delle classi 4 e 5, ai loro genitori e ai docenti tutor FSI”. In essa veniamo informati che l’Associazione Orientatori Italiani (AssOrienta) organizza un “primo appuntamento in live streaming”, per studenti e studentesse, nella seconda metà di gennaio, per promuovere e divulgare la cultura dell’Orientamento, in tutte le sue accezioni, in particolare per ciò che riguarda Forze di Polizia, Finanza, Carabinieri ed Esercito. I ragazzi e le ragazze potranno registrarsi, prenotando la partecipazione: “Attraverso questa registrazione, avranno accesso a materiali informativo sulle Amministrazioni in divisa e quiz per mettere alla prova le loro capacità e conoscenze”. Tutto regolarissimo, ovviamente. AssOrienta-Associazione Orientatori Italiani (www.assorienta.it) risulta essere, anche ad una veloce ricognizione sul sito di riferimento: “Ente iscritto nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico delle Associazioni Professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi erogati dagli aderenti”. Opera, in particolare, nell’orientamento alle “carriere in divisa”: Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco. Qualche perplessità – di quelle antiche remore del tipo “chi controlla i controllori?”, forse, emerge quando si verifica che due dei tre componenti del Consiglio Direttivo (dr. Michele Noto, dottore in Economia e Gestione per l’Impresa e Amministratore Unico del Centro Universitario S.r.l. e dott.ssa Tatyana Oceano, laureata in Mediazione Linguistica) sono anche, insieme alla dott.ssa Patrizia Nissolino, psicologa, “imprenditrice nel settore della formazione, esperta nel settore concorsuale e lavorativo delle Forze di Polizia e Forze Armate” (e titolare di NissolinoCorsi: www.nissolinocorsi.it), membri del Comitato Tecnico Scientifico. Il marito della dr.ssa Nissolino è il dott. Francesco Buscarino, sottotenente della Guardia di Finanza in pensione, con lauree in Economia e Management e Giurisprudenza, che si presenta sul sito davanti ad una targa con una citazione di Machiavelli: “Dove c’è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà”. È anche interessante, tanto per cominciare a soddisfare qualche curiosità, visualizzare alcune attività della “Nissolino Academy”: Il quadro, ripetiamolo,  risulta comunque tutto regolare. Sono quindi interessati, in questa operazione di “orientamento”, vari rami dell’amministrazione pubblica: il Ministero dell’Istruzione (e del Merito), il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in quanto referenti istituzionali dell’orientamento stesso; il Ministero dell’Interno (al quale fa capo la Polizia di Stato); il Ministero della Difesa (Esercito e Arma dei Carabinieri); il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Guardia di Finanza). Pubblica amministrazione che, con ogni evidenza (ma è altrettanto evidente che si tratta di un percorso che viene da lontano), ha siglato protocolli e contratti di collaborazione con enti e associazioni privati per progettare e implementare l’orientamento. Tutto, perfettamente, istituzionale e accreditato. Così come non c’è nulla di strano che ci siano ragazzi e ragazze che aspirino a una scelta professionale e di vita nelle forze in divisa che sono componente storica e definita degli Stati moderni. Rimane l’interrogativo (ovviamente retorico): esiste un analogo impiego di coinvolgimenti pubblico-privato e di risorse economiche, in forme di partecipazione alla vita nazionale e di orientamento professionale alternative? Lo Stato italiano – e sarebbe semplicistico risolvere la questione solo riferendola all’ultimo Governo in ordine di tempo – quale scelta ha, di base, sul futuro dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze? Carlo Ridolfi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente