Da Bagnoli a Gaza: una visione internazionalista sull’America’s Cup a NapoliA Villa Medusa, i comitati civici e le reti antimilitariste organizzano un
dibattito sul furto di territori e diritti.
Il 5 gennaio, a Villa Medusa a Bagnoli, si è tenuto un incontro molto denso e
interessante dal titolo “Da Bagnoli a Gaza – stop genocidio, no America’s Cup,
difendiamo i nostri territori”, in cui le realtà di base antimilitariste e
ambientaliste napoletane e campane hanno ragionato dell’impatto dei grandi
progetti, come l’America’s Cup, sulla vita dei bagnolesi e sull’intera città.
La cornice dell’iniziativa era però molto più ampia e trasversale, al punto da
indagare quali connessioni vi siano tra il livello locale, il genocidio che sta
avvenendo nella Striscia di Gaza e l’attuale configurazione geopolitica
mondiale. In particolare, le realtà che hanno ispirato e attraversato
l’iniziativa – Comitato No Coppa America, Mare Libero, Assemblea
antimilitarista, Comitato pace e disarmo, BDS Napoli e Salerno, Sanabel per Gaza
e altre – hanno evidenziato che, spesso, ciò che ci viene presentato come
un’opportunità di sviluppo per i nostri territori non lo è: se questo sviluppo è
basato su logiche di profitto, e non sui bisogni delle persone, non serve alla
giustizia sociale e ambientale. Anzi, tale paradigma macroeconomico rappresenta
il terreno su cui possono avvenire le più aberranti speculazioni e generare
insanabili sperequazioni.
Quella che, leggendo il titolo, poteva sembrare una forzatura è stata invece
immediatamente presentata per ciò che è: una connessione necessaria. Tra le
progettazioni calate dall’alto sulla nostra costa, come l’America’s Cup, con una
logica – denunciano i comitati – da “mani sulla città”, e ciò che sta avvenendo
nel mondo, c’è un filo rosso nemmeno così sottile: il modello economico a cui si
rifanno i poteri forti per realizzare i propri interessi, a discapito del bene
comune. Per usare il termine giusto: il neoliberismo.
Dagli anni ’70 in poi, come sappiamo, nel condannare gli inconvenienti pratici
dell’intervento dello Stato, ritenuto spesso inefficace e incline a degenerare
in limitazioni alla libertà d’impresa, alcuni economisti hanno teorizzato questa
corrente filosofica e tanti sono i governi, per lo più occidentali, che l’hanno
seguita. Celebre la frase di Margaret Thatcher secondo cui la società non
esiste, ma esistono solo gli individui. In questo sistema, i mercati finanziari
e i monopoli di capitale la fanno da padroni: anche se i teorici del
neoliberismo, in una prima fase, avevano condannato le grandi imprese per
violazioni della libera concorrenza, è proprio alla concentrazione di enormi
ricchezze nelle mani di pochi che, alla vigilia della terza decade del terzo
millennio, siamo arrivati.
Il legame fra le speculazioni che avvengono sul piano territoriale e quello
globale appare nettamente evidente quando si analizzano i comportamenti delle
multinazionali nel settore della logistica e della produzione di armamenti. Si è
parlato, ad esempio, del caso MSC, nota per la sua importanza nel settore
crocieristico ma che, invece, come si legge dal sito di BDS Italia,
“Mediterranean Shipping Company S.A., meglio nota con la sigla MSC, oggi è la
prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale. Movimenta
annualmente 27 milioni di TEU (stima), ha più di 200.000 dipendenti, 675 uffici
nel mondo, e trasporta merci su 300 rotte con 520 porti di scalo in 155 Paesi;
con una flotta dalla capacità di 6.716.575 TEU, gestisce il 20,6% del mercato
mondiale, seguita dalla Maersk con il 14,1%. MSC Italia è presente in 13 porti
italiani, ha 16 uffici e circa 600 dipendenti”.
Purtroppo, dietro tutto questo, sembrano esserci accuse avanzate dai media e
dalle organizzazioni internazionali di complicità della MSC con il genocidio a
Gaza. Fondata a Napoli nel 1970, per stessa ammissione di giornali israeliani,
MSC sembra avere un coinvolgimento nella logistica di guerra negli ultimi anni:
“Il gigante delle spedizioni MSC Cargo continua a consegnare in Israele
nonostante la guerra. La società annuncia che non imporrà sovrapprezzi di guerra
o spese di sosta”, notizia comparsa il 1 novembre 2023 sul quotidiano israeliano
“The Jerusalem Post”, media notoriamente vicino al partito di governo Likud, il
cui presidente è Benjamin Netanyahu.
Altre fonti giornalistiche hanno inoltre reso noto che l’azienda sarebbe stata
protagonista di una scalata al settore del trasporto marittimo israeliano,
tentando di acquisire direttamente il controllo della compagnia di navigazione
Zim. Notizia poi smentita, ma comunque conferma del fatto che, nello scenario
della riorganizzazione del settore shipping mondiale, MSC non è per nulla
distante da ciò che accade in Israele. A fronte di queste informazioni, MSC è
stata inserita nella blacklist del movimento BDS, in cui figurano altri nomi, ad
esempio ENI, l’azienda globale dell’energia, su cui Francesca Albanese ha
condotto le sue indagini come relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi
occupati.
Il caso di specie che gli attivisti e le attiviste hanno portato all’attenzione
della platea lunedì pomeriggio a Bagnoli è stato trattato come esempio di
terreno su cui si possono compattare le lotte ambientali e sociali con la
battaglia contro le violazioni dei diritti umani nel mondo. Una visione che
potremmo chiamare internazionalista, poiché promuove l’intersezione fra le lotte
per i diritti umani, in un’ottica di cooperazione tra gli abitanti del mondo, a
partire dall’analisi delle esigenze concrete dei luoghi e delle persone che li
abitano.
Un’impostazione che, considerata la fase attuale in cui le necessità della gente
comune sono sempre meno presenti nelle agende politiche dei governi, ci sentiamo
ampiamente di condividere.
In chiusura, si è parlato della bella iniziativa Sanabel per Gaza, progetto di
sostegno alle persone con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive e alle
bambine e ai bambini con autismo e altre neurodivergenze nella Striscia di Gaza,
a cui sarà il caso di dedicare un altro approfondimento.
APPROFONDIMENTI E FONTI
America’s Cup e Bagnoli
America’s Cup a Napoli fino al 2029, affare da oltre un miliardo (la
Repubblica):
https://www.repubblica.it/sport/rubriche/spycalcio/2025/12/25/news/america_s_cup_a_napoli_fino_al_2029_un_affare_da_oltre_un_miliardo-425060199/
Comune di Napoli – documentazione ufficiale:
https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/54365
America’s Cup e polemiche su Bagnoli (NSS Sports):
https://www.nss-sports.com/it/lifestyle/43702/americas-cup-2027-napoli-polemiche-bagnoli
Tutti i dubbi di Bagnoli sull’America’s Cup (il manifesto):
https://ilmanifesto.it/tutti-i-dubbi-di-bagnoli-sullamericas-cup
Rassegna critica su America’s Cup:
https://www.google.com/search?q=america%27s+cup+critiche&ie=UTF-8&oe=UTF-8&hl=it-it&client=safari
Neoliberismo
Il neoliberismo – Storia contemporanea:
https://it.wikipedia.org/wiki/Neoliberismo
La società oltre il neoliberismo. Intervista a Giorgia Serughetti – Pandora
Rivista:
https://www.pandorarivista.it/articoli/la-societa-oltre-il-neoliberismo-intervista-a-giorgia-serughetti/
MSC, Israele e logistica di guerra
https://www.jpost.com/israel-news/article-771157
MSC – sede Israele:
https://www.msc.com/en/local-information/middle-east/israel
ICE – settore shipping Israele:
https://www.ice.it/it/news/notizie-dal-mondo/280342
MSC sfida Hapag-Lloyd e presenta un’offerta per acquisire Zim (ShipMag):
https://www.shipmag.it/msc-sfida-hapag-lloyd-e-presenta-unofferta-per-acquisire-zim/
Sanabel per Gaza
https://www.associazionesanabel.org/
Nives Monda