MILANO: PRESIDIO DEI SINDACATI CONFEDERALI AL NUOVO CONSOLATO USA. CENTINAIA DI LAVORATORI PAGATI…2 EURO ALL’ORA.
Si è avvalso della facoltà di non rispondere Ulas Demir, manager turco della
filiale italiana della statunitense Caddell Construction al centro di una
indagine sullo sfruttamento dei lavoratori impiegati per la costruzione del
nuovo consolato Usa a Milano e bloccato domenica scorsa all’aeroporto di Orio al
Serio mentre stava cercando di lasciare l’Italia e rientrare a Istanbul.
L’uomo, assieme all’italian branch della società statunitense, è indagato per
intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori, centinaia, indiani ma
non solo, pagati – si fa per dire – 2 euro all’ora e costretti pure a pagare –
loro – un pizzo da 5mila euro per poter entrare nel cantiere (in foto la
cerimonia d’apertura dei lavori, nell’aprile 2022) in via Papa, zona piazza
d’Accursio, dal valore di almeno 200 milioni di dollari.
Qui, oggi – mercoledì 3 giugno – presidio di Fenealuil, Filca e Fillea, insieme
alle segreterie milanesi unitarie di Cgil, Uil e Cisl. Tra le realtà presenti la
Filctem Cgil, per la quale “per chi lavora, per chi rivendica diritti e per chi
combatte sfruttamento e caporalato non esistono confini. Le battaglie per la
dignità del lavoro riguardano tutti e tutte. Nella filiera della moda e del
tessile affrontiamo ogni giorno temi che parlano di diritti, tutele e condizioni
di lavoro. Per questo abbiamo voluto essere presenti e dare un segnale concreto
di vicinanza a chi lotta per il rispetto della persona e della dignità del
lavoro. La solidarietà non è solo una parola. È una scelta. È esserci”.
Secondo in particolare la Cgil, “il caso del Consolato rappresenta solo la punta
dell’iceberg”, come spiega Luca Stanzione, segretario metropolitano della Camera
del Lavoro di Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica