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Palestina:   nessun testimone! Venezuela:  il petrolio è mio!
RICEVIAMO E VOLENTIRI PUBBLICHIAMO QUESTA PRESA DI POSIZIONE DEL CIP TAGARELLI SULLA PALESTINA  E IL VENEZUELA  CHE METTE IN LUCE VARI ASPETTI ATTUALI CHE MARCIANO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE A PARTIRE DA CASA NOSTRA. SI COBAS NAZIONALE. Senza tante parole. Palestina. Come aveva annunciato in dicembre, dal 1° gennaio di quest’anno lo stato genocida di Israele ha praticamente messo fuorilegge 37 ONG, tra cui la Caritas, Medici senza Frontiere, Save the Children, l’OXFAM, che da anni operano in Palestina.  Dopo aver ucciso “selettivamente” più di 270 giornalisti palestinesi nel – vano – tentativo di nascondere il genocidio del popolo palestinese, dopo aver negato l’ingresso nella Striscia ai media internazionali, ora Israele accusa le ONG è di essere anch’esse legate ad “Hamas”, cioè alla Resistenza e al suo popolo che non si piegano. Con una concatenazione di tempi piuttosto sospetta, il Tribunale di Genova il 27 dicembre ha arrestato Mohammad Hannoun ed altre 7 persone accusandole di utilizzare somme raccolte (7 milioni in circa 20 anni) in tutta Italia per “finanziare Hamas”. Le prove? Documenti forniti da … Israele, che erano stati ritenuti dai tribunali “non utilizzabili” in due precedenti processi proprio perché provenivano dallo stato genocida.  Il genocidio a Gaza non è finito con il “piano di pace” di Trump; violato ogni giorno da dallo stato nazi-sionista di Israele, continua più lento a Gaza ma  accelera nella Cisgiordania illegalmente occupata; i palestinesi continuano a morire di bombe, di pallottole, di fame, di sete e di freddo. E questo richiede che non ci siano più testimoni né alcun tipo di aiuto umanitario. A sparire, intanto, è stata Yifat Tomer-Yerushalmi, procuratrice generale israeliana, l’avocata che avrebbe dovuto difendere l’esercito nazi-sionista israeliano accusato di genocidio e crimini contro l’umanità davanti alla Corte Penale Internazionale. La sua colpa? Aver diffuso un video girato nell’ottobre 2024 che mostrava l’aggressione e la violenza sessuale con un coltello delle guardie carcerarie del campo di tortura e sterminio di Sde Teiman – pratiche che denunciava due anni fa il 3° quotidiano israeliano Haaretz – confermate sia dai prigionieri palestinesi usciti dalle carceri che dalle ferite rilevate sui corpi dei palestinesi uccisi nelle galere israeliane restituiti durante lo scambio di “prigionieri” avvenuto nell’ottobre scorso. Venezuela. Blitz delle Delta Forces statunitensi che bombardano Caracas e rapiscono il legittimo presidente eletto del Venezuela Nicolàs Maduro e sua moglie. Circa 100 vittime, la maggioranza dei quali civili. Trump fa cadere tutte le maschere e dice che il petrolio venezuelano appartiene agli USA, come quello di altri paesi, minaccia mezza America Latina e annuncia di volersi impadronire …. della Groenlandia, regione che appartiene allo stato europeo della Danimarca, che fa parte della NATO. A parte le chiacchiere sul Venezuela paese governato da un “dittatore” (sono “dittatori” e “terroristi” tutti coloro -paesi e individui – che si rifiutano di essere rapinati, di essere venduti, di essere cancellati), vediamo cosa ha detto la donna/madre/cristiana Meloni, che non ha mai emesso un pigolìo sul genocidio di oltre 71.000 palestinesi (tra cui più di 20.000 bambini smembrati dalle bombe, bruciati vivi nelle loro misere tende, morti di fame e di freddo):. “legittimo intervento per difendersi dalla guerra ibrida…”. La ribellione, la protesta, la lotta di classe contro gli sfruttatori – come già in altri paesi tipo l’Inghilterra –  diventano “guerra ibrida” o “sostegno al terrorismo”.. Qual è il messaggio che unisce Palestina, Venezuela e altri paesi… ma diretto anche a noi? A te, operaio delle oltre 70 fabbriche che chiudono licenziandoti da un giorno all’altro, a te camallo di Genova o aeroportuale che ti rifiuti di caricare armi per Israele, a te lavoratore che ogni giorno rischi di morire stritolato da un macchinario o di cadere da un ponteggio, a te giovane lavoratore a cui stanno sottraendo una vita e un futuro decente, a te pensionato che non puoi più curarti né arrivare a fine mese, . a te studente che tra poco verrai sbattuto su un campo di battaglia a diventare carne da cannone per i capitalisti? Chinate la testa, siete schiavi salariati, carne da macello  che ha diritto di vivere solo se produce abbastanza profitto per i capitalisti. Beh, non lo faremo. Il capitalismo è sfruttamento, fame, miseria, guerra e morte. Socialismo o barbarie (e nella barbarie ci siamo già). L'articolo Palestina:   nessun testimone! Venezuela:  il petrolio è mio! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE NOSTRE LOTTE!
Venerdì 12 dicembre nell’ambito di uno sciopero fuori dai cancelli del magazzino Mondo Convenienza, Abbas uno dei coordinatori del S.I. Cobas di Brescia ha ricevuto il foglio di via per due anni dal Comune di Brescia e l’avvio del procedimento amministrativo di revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo. Lo sciopero rivendicava diritti per gli autisti e il reintegro di uno di loro, colpito da una sospensione dal fornitore Geo Fm in appalto presso Mondo Convenienza. Ancora una volta su Brescia il DL “sicurezza” (sicurezza di chi??? Dei padroni!) colpisce i lavoratori, i delegati e i referenti sindacali con provvedimenti che prendono di mira il permesso di soggiorno, come strumento per impaurire i lavoratori immigrati. E’ l’esempio eclatante della politica repressiva innescata dal governo, attraverso il ministero dell’interno. Come coordinamento provinciale di Brescia siamo pronti a difendere Abbas e i lavoratori in lotta! NOI ANDIAMO AVANTI! FORZA SI COBAS! L'articolo LA VOSTRA REPRESSIONE NON FERMERÀ LE NOSTRE LOTTE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
I DISOCCUPATI HANNO VINTO!
riceviamo e diffondiamo volentieri dal Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre” RICORDANDO  CHE  I  LAVORATORI DEL SI COBAS SONO SEMPRE UNITI E A FIANCO   DEI DISOCCUPATI  PER RESISTERE E RAFFORZARE IL  MOVIMENTO DEI LAVORATORI CONTRO IL DEGRADO SOCIALE ,LA POVERTA’ E  CONTRO IL GOVERNO. “ HA VINTO LA LOTTA”         LA LOTTA CONTINUA. Possiamo dirlo. Oggi in Prefettura si è sancito che finalmente inizierà il progetto di lavoro-tirocinio per tutta l’intera platea di oltre 1200 disoccupati/e di Napoli. Un unica platea di idonei per un unico progetto finanziato dal Ministero del Lavoro, dalla Città Metropolitana e dal Comune di Napoli. Un cronoprogramma (che controlleremo tutti i giorni) dovrà garantire che dalle prossime settimane entro due mesi e mezzo faccia partire tutti quanti. Avvisiamo che per Giovedì pomeriggio verrà convocata l’assemblea per tutto il movimento. Convocheremo un assemblea per tutta la città pubblica aperta per fare un bilancio collettivo per rilanciare la lotta per la garanzia di tutti/e. Le assemblee ed un comunicato più dettagliato spiegherà bene i dettagli. La dedichiamo a Ciro, Luisa, Zi Padella, Roberto e tutti/e coloro che oggi non possono festeggiare con noi. VIVA LA LOTTA DI CLASSE!!! “ S.I. COBAS NAZIONALE L'articolo I DISOCCUPATI HANNO VINTO! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CORTEO NAZIONALE 29/11/2025 A MILANO
29 NOVEMBRE CORTEO NAZIONALE A MILANO!! Ieri migliaia di persone presenti a #Milano per il corteo contro economia di guerra e per rilanciare ancora una volta la visione di lotta di classe all’interno di un percorso unitario a fianco del popolo Palestinese. Il si cobas si è ancora una volta superato in una due giorni di lotta complessa e costruita con assemblee e impegno assoluto come sempre dai luoghi di lavoro! In un momento storico che perdura da anni in cui la repressione, il taglio ai servizi, l’abbassamento progressivo dei salari, gli assassini nei luoghi di lavoro, l’aumento delle spese militari e di riconversione in chiave bellicista della produzione e dei servizi, i tagli alla cultura e all’istruzione e i programmi scolastici sempre più pervasi da una logica di guerra, il Si cobas prosegue il percorso in un’ottica di costruzione di percorsi condivisi, trasversali e unitari per rispondere in maniera coesa e organizzata a queste dinamiche e minacce dirette alla classe condotte dal sistema capitalista, con la lotta.. Consapevoli che se tocca uno, tocca tuttə! Lotta dura senza paura!! Avanti si cobas Si cobas L'articolo CORTEO NAZIONALE 29/11/2025 A MILANO proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
28 NOVEMBRE 2025: UN’ALTRA MAGNIFICA GIORNATA DI SCIOPERO E LOTTA.
Dopo lo sciopero generale  del 3 e la manifestazione del 4 Ottobre 2025 a Roma per la Palestina , che ha visto un milione di persone in piazza  si doveva dare una continuità al fine di non far decrescere la forza di quelle due  grandi giornate di lotta, per questo i sindacati di base hanno deciso, come  prosecuzione  naturale,  un’altra due giorni a Novembre che mira a segnare   una ripartenza del movimento dei lavoratori  in Italia: il 28 novembre 2025 sciopero generale contro la finanziaria, riarmo e guerre imperialiste, stop a sfruttamento, morti sul lavoro e repressione. Il 29 novembre 2025 manifestazione a Milano in solidarietà al popolo palestinese richiesta da tutte le organizzazioni palestinesi a  cui il si cobas non si sottrae di certo visto che è stato protagonista in questi ultimi due anni nell’indicare le giornate di sciopero a loro sostegno  . Come Si Cobas, nella giornata dello sciopero generale, come sempre, siamo stati presenti davanti ai cancelli della logistica e delle fabbriche con presidi a Milano davanti alla Marsch che vende armi ai sionisti, passando, da Novara, Torino e Genova,  Parma e Modena, salendo a Verona,  proseguendo dal tribunale di Bologna per il processo d’appello al coordinatore nazionale, assolto di nuovo con formula in piena, fino a Roma e Napoli per finire a Ragusa , in Sicilia, tanto per citare solo i principali snodi  dello sciopero del 28-Novembre. La giornata di sciopero del 28-11-25 ha ancora una volta messo in luce e dimostrato in termini concreti che la parte  più cosciente  di lavoratori continua a lottare   e a vedere che il   conflitto sindacale, che il S.I. Cobas  porta avanti, – nonostante denunce, arresti, attacchi al diritto di sciopero e repressione fuori dai cancelli,-  è l’unica strada per rialzare la testa e  organizzarsi per opporre resistenza ai piani criminali dei padroni e del governo. . Siamo sicuri che anche il  29 Novembre i lavoratori del  si cobas non faranno mancare il loro sostegno nella manifestazione Per una Palestina libera dal fiume al mare, a sostegno della sua resistenza e contro il piano Trump supportato dal governo italiano, dai governi Europei e dall’Autorità Palestinese asservita al sionismo. Contro i piani di riarmo e la partecipazione alla sanguinosa guerra in Ucraina che vede i proletari di entrambi i fronti scannarsi tra loro per gli interessi dei capitalisti. Al fianco del popolo sudanese, il cui sollevamento è stato represso nel sangue dagli stessi militari di entrambe le fazioni in guerra, che oggi massacrano civili e attuano la pulizia etnica su intere regioni, provocando la fuga di 13 milioni di persone, spalleggiati dalle potenze regionali e imperialiste. La lotta per il salario, quella per una Palestina libera, quella contro il riarmo e le guerre imperialiste hanno lo stesso nemico:  il ns governo in primis e quello dei governi delle principali potenze Europee e mondiali  che prima ci spremono  come limoni nelle aziende e poi come carne da cannone  nelle loro guerre. Le nostre rivendicazioni hanno lo stesso traguardo in prospettiva: una società dove il lavoro sia liberato dal capitale, dal suo sfruttamento, dalle sue guerre. : aumenti salariali pari almeno a 300 euro nette al mese, l’abolizione della precarizzazione e del Jobs Act, sanità e istruzione pubblica, gratuita e universale, aumento delle pensioni e la fine dei morti sul lavoro e malattie professionali! Patrimoniale del 10% sul 10% più ricco della popolazione! SI COBAS NAZIONALE L'articolo 28 NOVEMBRE 2025: UN’ALTRA MAGNIFICA GIORNATA DI SCIOPERO E LOTTA. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
BOLOGNA: VINTO IL PROCESSO D’APPELLO PER I FATTI DI MODENA.
SI E’ SVOLTO OGGI, 28-11-25, (GIORNATA ANCHE DI SCIOPERO GENERALE CHE  RENDE ANCORA PIU’ POSITIVA LA GIORNATA),  A BOLOGNA IL PROCESSO D’APPELLO  CONTRO IL COORDINATORE NAZIONALE DEL SI COBAS, ALDO MILANI, CON UNA VITTORIA PIENA D’ASSOLUZIONE PER I FATTI DEL 2017 , NONOSTANTE  FOSSE GIA’ STATO ASSOLTO NELLA PRIMA CAUSA DI MERITO. ASCOLTATE IL VIDEO A  DESTRA DEL SITO. DI FATTO L’ACCANIMENTO DI ALCUNI PM CONTRO IL SI COBAS E IL SUO COORDINATORE SONO STATI SCONFITTI PER LA SECONDA VOLTA. I FATTI RISALGONO AL 2017  SUL CASO LEVONI,AZIENDA DI CARNI , E DOPO BEN 9 ANNI SI DOVREBBE CHIUDERE DEFINITIVAMENTE QUESTA ASSURDA CAUSA CHE NON AVREBBE NEANCHE DOVUTA INIZIARE VISTO LA MANCANZA COMPLETA DI PROVE BASATA SOLO SU TEORIE INVENTATE DEI PM. LA LOTTA NON SI PROCESSA. LUNGA VITA AL SI COBAS E AI SUOI LAVORATORI CHE SONO USCITI DALLA SCHIAVITU’GRAZIE ALLA DIREZIONE DEL COORDINATORE NAZIONALE  SI COBAS  CHE  CON QUESTE LOTTE HA POSTO LE BASI PER  LIBERARE L’INTERA CLASSE. SI COBAS NAZIONALE   L'articolo BOLOGNA: VINTO IL PROCESSO D’APPELLO PER I FATTI DI MODENA. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
GUERRA AGLI ULIVI.
RICEVIAMO E VOLENTIERI  DAL CIP TAGARELLI L’ODISSEA DEL POPOLO PALESTINESE RACCONTATA ATTRAVERSO LA VITA REALE DELLA RACCOLTA DELLE OLIVE ASSURTE ANCHE QUESTE  A SIMBOLO DELLA RESISTENZA CONTRO I SIONISTI CHE AMMAZZANO I PALESTINESI DISTRUGGENDO  SECOLI DI VITA DEGLI ULIVI. ANCORA PIU’ FORTE E DETERMINATO DEV’ESSERE LO SCIOPERO DEL 28 NOVEMBRE 2025 CONTRO IL GOVERNO MELONI CHE AFFAMA I PROLETARI  E ORGANIZZARE UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A MILANO IL GIORNO 29 NOVEMBRE 25 GIORNATA DI SOSTEGNO E SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE RICHIESTA DALLE ASSOCIAZIONI PALESTINESI. SI COBAS NAZIONALE E’ tempo di raccogliere le olive, anche in quel lembo di Palestina chiamato Cisgiordania occupata. Da secoli l’ulivo è generoso con i palestinesi: rappresenta per essi cibo, medicine, sapone, cosmetici, il suo legno viene utilizzato nelle costruzioni. Oggi, circa la metà di tutti i terreni agricoli nei territori palestinesi illegalmente occupati dai nazi-sionisti in Cisgiordania è utilizzata per la coltivazione dell’olivo. Oltre ad essere una forma secolare di agricoltura, il significato della coltivazione dell’ulivo per i palestinesi va più in profondità: “Non è solo un albero, è l’eredità dei nostri antenati”. E lo stato nazi-sionista fa la guerra anche agli ulivi. Sono circa 100.000 le famiglie nella Cisgiordania occupata illegalmente dallo stato nazi-sionista che dipendono dal reddito della raccolta delle olive; secondo i dati delle Nazioni Unite il 15% dei raccoglitori sono donne. Donne che vengono spietatamente minacciate, aggredite e picchiate dai coloni nazi-sionisti con la complicità dei soldati dell’IDF che difendono … i coloni.. e partecipano attivamente alla guerra contro gli ulivi palestinesi. Hanan Abu Salami era una donna di 59 anni: è stata uccisa dai soldati nazi-sionisti a Jenin mentre raccoglieva le olive . Ma non solo: nell’agosto del 2025 l’IDF ha distrutto , abbattendoli con i bulldozer, più di 3.000 alberi di ulivo – alcuni vecchi di un secolo – nei campi del villaggio palestinese di Al Mughayyir. Nel mese di ottobre l’ONU ha registrato 86 attacchi dei coloni, con un saldo di 112 feriti. I centenari ulivi palestinesi vengono sradicati, tagliati, bruciati, i pozzi dell’acqua nelle campagne della Cisgiordania occupata vengono riempiti di terra, i coloni uccidono il bestiame, le case dei palestinesi vengono abbattute. Mentre il mondo occidentale è distratto dal “cessate il fuoco” fasullo a Gaza (violato più di 80 volte da Israele, con più di 100 vittime palestinesi), ridotta ad un cumulo di macerie sotto cui giacciono decine di migliaia di morti, il parlamento israeliano -la Knesset – ha votato pochi giorni fa il primo dei quattro disegni di legge necessari per annettere formalmente i territori occupati in Cisgiordania dal 1967. Oltre al genocidio, a Gaza è stata combattuta anche la guerra agli ulivi: 1,1 milioni di piante sono state distrutte; il 98,5% dei terreni agricoli è stato reso inaccessibile dai bombardamenti israeliani, l’86% dei pozzi agricoli distrutti, centinaia di frantoi distrutti, una terra avvelenata dai residui tossici lasciati dai bombardamenti. Un “ecocidio”i cui effetti continueranno per decine e decine di anni. Scrive il giornalista israeliano Gideon Levy: “In Cisgiordania nessuno ha sentito parlare del cessate il fuoco a Gaza: né l’esercito, né i coloni, né l’amministrazione civile e, naturalmente, nemmeno i 3 milioni di palestinesi che vivono sotto la loro tirannia.. Da Jenin a Hebron, non c’è alcun cessate il fuoco in vista. Da due anni in Cisgiordania regna il terrore sotto la copertura della guerra nella Striscia, che funge da pretesto e da cortina fumogena, e non vi è alcun segno che stia per finire. . La violenza dei coloni continua, così come il coinvolgimento dell’esercito e della polizia nelle rivolte. A Gaza ci sono meno morti e sfollati, ma in Cisgiordania tutto continua come se non ci fosse alcun cessate il fuoco…. Non è più possibile essere palestinesi in Cisgiordania. Non è stata distrutta come Gaza, non sono morte decine di migliaia di persone, ma la vita lì è diventata impossibile”. L'articolo GUERRA AGLI ULIVI. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Basta morti sul lavoro
> “MORTI, MORTI, MORTI…. > > Ultimissima: proprio mentre scriviamo i giornali danno notizia di un > gravissimo incidente: a Roma crolla una parte della Torre dei Conti, un > edificio del IX secolo in ristrutturazione: 4 operai vengono estratti dalle > macerie dai Vigili del fuoco, che rischiano anch’essi di essere travolti, uno > è ancora sotto di esse e il suo salvataggio, secondo il prefetto della città, > “sarà lungo e complesso”. > > Anche la morte di lavoro, sul lavoro, di profitto ha vendemmiato > abbondantemente nel mese di ottobre appena concluso: 116 vittime del profitto > in un solo mese, con una media di 3,7 lavoratori che la sera non sono tornati > a casa loro. Da gennaio 2025 sono 959, e poco manca per raggiungere – nei > prossimi due mesi dell’anno – la “solita” cifra di 1.500 morti ogni anno. > Altro dato: il 32% di questi fratelli di classe che ogni anno perdono la vita > per il profitto di pochi è di origine straniera. > > A fronte di questa strage infinita che istituzioni, partiti e sindacati di > regime chiamano “inaccettabile e blah, blah, blah”.. il governo, nella bozza > di Finanziaria per il 2026 prevede, come lo scorso anno, l’introduzione di un > badge elettronico – ma solo nei cantieri (nulla nelle fabbriche…); promette > per l’ennesima volta di assumere altri ispettori del lavoro e di attuare > “percorsi di formazione” per i lavoratori e nelle scuole (questi diretti ai > figli delle vittime precedenti); per le imprese “virtuose”, quelle che non > denunciano incidenti mortali o gravi, bonus pagati con i fondi INAIL, cioè con > i nostri soldi. Quindi i padroni che “rispettano” la legge verranno premiati; > per chi non la rispetta ci saranno denunce e processi lumaca in cui, dopo > patteggiamenti, pene ridotte, archiviazioni e qualche multa alla fine nessuno > pagherà. > > Si tratta di 900 milioni che vanno ai padroni, con una neanche tanto velata > accusa: in fin dei conti la colpa è dei lavoratori, che sono disattenti e/o > non abbastanza “formati”, affermazione che vede l’assenso anche dei sindacati > di regime CGIL/CISL/UIL. > Peccato che la maggioranza delle vittime si trovi nella fascia degli > ultra-sessantenni (a cui evidentemente non basta una pensione miserabile per > sopravvivere), e in secondo luogo in quella dei 55-64enni, cioè gente che > lavora da una intera vita. > > E’ una linea bi-partisan che attraversa tutti i governi che si sono > avvicendati negli ultimi anni. > Dall’abolizione dell’art. 18 (2015), con l’introduzione del Job Act (governo > Renzi, PD) l’aumento dei morti di profitto è stato del 43%. Con il decreto > legge n. 209 del 2024 (la cosiddetta legge Salvini, governo Meloni) voluta per > “favorire la concorrenza”, si registra un ulteriore aumento del 15% > soprattutto nell’edilizia pubblica e privata in quanto viene liberalizzato > ulteriormente il ricorso al sub, sub, sub appalto. > Un esempio? La strage nel cantiere Esselunga di Firenze del febbraio 2024, che > strappa la vita a 5 operai, avviene in un luogo dove lavoravano ben 49 aziende > subappaltatrici. > (I numeri che abbiamo scritto sopra sono tratti dall’Osservatorio Nazionale di > Bologna morti sul lavoro di Carlo Soricelli, che ringraziamo per il suo > prezioso lavoro). > > La catena infernale non si ferma mai. > I numeri dimostrano che le morti di profitto – qualunque sia il governo in > carica – in realtà sono solo “danni collaterali” di un sistema – il > capitalismo – che non si deve mettere in discussione. Nessuno paga mai per > questa guerra in tempo di pace, dove il profitto di pochi è costruito sulla > vita (e sulla salute) di molti. > > Non resta che ricordare, per l’ennesima volta, che l’unico strumento che noi > proletari abbiamo per non essere più solo carne da macello è l’unità, > l’organizzazione e la lotta, per preservare la nostra vita e quella dei nostri > figli e nipoti. Nessun altro lo farà per noi. > > Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio” > > fonte: cip tagarelli L'articolo Basta morti sul lavoro proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.