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Il ritorno della leva in Italia e in Europa di Serena Tusini dell’Osservatorio contro la militarizzazione
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ PROMUOVE MOMENTI DI FORMAZIONE PER DOCENTI, STUDENTESSE, STUDENTI E CITTADINANZA. NEL VIDEO L’INTERVENTO DAL TITOLO: “IL RITORNO DELLA LEVA IN EUROPA E IN ITALIA” DELLA DOCENTE SERENA TUSINI, ATTIVISTA DELL’OSSERVATORIO. Le scuole e le università stanno sempre più diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l’intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all’estero, e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che sono invece pertinenti alla società civile. Questa invasione di campo vede come protagonisti rappresentanti delle forze militari addirittura in qualità di “docenti”, che tengono lezioni su vari argomenti (dall’inglese affidato a personale NATO a tematiche inerenti la legalità e la Costituzione) e arriva a coinvolgere persino i percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) attraverso l’organizzazione di visite a basi militari o caserme. Il tutto suffragato da protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell’Esercito con il Ministero dell’Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole. Smilitarizzare le scuole e l’educazione vuol dire rendere gli spazi scolastici veri luoghi di pace e di accoglienza, opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche, allontanare dai processi educativi le derive nazionaliste, i modelli di forza e di violenza, l’irrazionale paura di un “nemico” (interno ed esterno ai confini nazionali) creato ad hoc come capro espiatorio. Smilitarizzare la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Cisgiordania, la chiave del ritorno
Torno a casa con nella valigia una chiave, acquistata in un piccolo negozio di antichità di Gerusalemme. I palestinesi, sfollati nel ’48 durante la Nakba, si erano tenuti in tasca le chiavi di casa loro. Volevano e pensavano di poter tornare a casa. Avrebbero avuto (e avrebbero ancora) il diritto di farlo. E invece ci sono milioni e milioni di palestinesi nei campi profughi fuori, dentro la Cisgiordania e a Gaza, che non possono tornare nei loro villaggi nativi, nelle case di famiglia e neppure andare a trovare i parenti. A tutti i profughi palestinesi è rimasta solo la chiave, la chiave del ritorno. E noi abbiamo il dovere di non dimenticare il loro diritto di tornare. Nel frattempo io torno a casa, ma come al solito qui lascio troppo di me e ogni volta è sempre peggio. Perché vedere, vivere e respirare l’ingiustizia, la disumanità e le condizioni di vita che peggiorano ogni giorno di più, mi rende sempre più difficile tornare alla mia comoda vita, fatta di acqua potabile, di possibilità di spostamento senza restrizioni, senza violenza né umiliazioni quotidiane. Andateci nei territori occupati e guardate con i vostri occhi ciò che accade. Passate del tempo con loro e ascoltate le loro storie. Vi assicuro che dopo non sarà più come prima. Insieme alla chiave e a emozioni difficili da contenere, mi porto nel cuore le parole dello zio di Ahmad, proprietario dell’Educational Bookshop di Gerusalemme. Parole potenti, parole in qualche modo anche di speranza: “Possiamo essere arrabbiati, ma non dobbiamo odiare. Potremmo non dimenticare, ma dobbiamo perdonare” Redazione Italia
January 3, 2026
Pressenza
Accoglienza di massa a Fiumicino per Josè Nivoi
È stata una gioia immensa riabbracciare il nostro compagno José Nivoi, portuale del CALP e dell’Unione Sindacale di Base, di ritorno dalle carceri israeliane dove è stato detenuto in seguito all’intercettazione delle navi della Global Sumud Flotilla, su cui era imbarcato come membro dell’equipaggio. La nostra accoglienza e il nostro […] L'articolo Accoglienza di massa a Fiumicino per Josè Nivoi su Contropiano.
October 5, 2025
Contropiano
Un ritorno, esplosivo, dal Sahel
Lo stacco dal ritorno in patria definitivo, dopo 14 anni di permanenza, si sente giusto all’ingresso del’aeroporto internazionale Diori Hamani, primo presidente della repubblica del Niger. Gli addetti al controllo doganale osservano con qualche commento i regali ricevuti prima di partire e ordinati nella valigia. Si impilano i quadretti con […] L'articolo Un ritorno, esplosivo, dal Sahel su Contropiano.
August 9, 2025
Contropiano