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VOGLIAMO UN’ALTRA MUSICA!
Il Festival di Sanremo non è soltanto un concorso canoro, ma rappresenta uno dei più importanti eventi mediatici italiani che oltre a influenzare in modo significativo il mercato musicale nazionale  esprime anche il concorrente per l’Italia all’Eurovision Song Contest, manifestazione che ogni anno registra milioni di spettatori. I messaggi veicolati da questi due eventi esercitano un’influenza molto significativa sull’opinione pubblica, come dimostrato dall’edizione dello scorso anno, quando il cantante in gara Ghali fu pesantemente censurato attraverso un comunicato dell’allora Direttore Generale Gianpaolo Rossi letto in diretta dalla conduttrice di Domenica In, per aver espresso solidarietà al popolo palestinese vittima di un genocidio ancora in corso. Anche quest’anno, in seguito alla recente dichiarazione di Levante, che ha affermato che in caso di vittoria al Festival di Sanremo non parteciperebbe all’Eurovision Song Contest 2026 in segno di protesta per la presenza in gara di Israele, la Rai ha reso noto tramite un proprio comunicato di voler avviare una verifica preventiva sulle disponibilità degli artisti in gara, al fine di ottenere in anticipo un quadro complessivo delle loro intenzioni. L'obiettivo, come dichiarato da Claudio Fasulo, vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time della Rai, è rendere la decisione "vincolante per non perdere tempo". Questo atteggiamento censorio è inaccettabile. È evidente che indicare in anticipo la propria intenzione di partecipare o meno all’Eurovision, per ragioni di natura etica e morale, può essere un’interferenza grave nei meccanismi di valutazione degli artisti durante il Festival e sottopone i concorrenti a un vero e proprio ricatto. Come artisti, attivisti e lavoratori dello spettacolo pretendiamo che venga garantito un clima di rispetto, trasparenza e indipendenza, e che cessi immediatamente qualsiasi forma di pressione indebita. Facciamo appello a tutte le realtà cittadine, sociali e politiche per esprimere con forza la nostra opposizione a questa governance RAI e lanciamo una mobilitazione nazionale che tenga i riflettori accesi sulla Palestina durante la settimana del Festival di Sanremo. Rivendichiamo, in quanto cittadini, il diritto alla libera espressione, anche e soprattutto nei contesti di esibizione pubblica, dove l’atto performativo è per sua natura attraversato e informato da pensiero politico, nel rispetto dei valori democratici e pluralisti che la Rai e il Festival stesso dovrebbero garantire. Ribadiamo la nostra ferma opposizione all’operazione di art-washing da parte del Governo di Israele attraverso la partecipazione all’Eurovision Song Contest, e contestiamo l’appoggio di questa manovra da parte del Governo e della RAI. LISTA ADESIONI MOBILITAZIONE RAI BDS ITALIA USB RETE NO BAVAGLIO ARTISTS FOR PALESTINE VENICE FOR PALESTINE GLOBAL MOVEMENT TO GAZA MOVIMENTO STUDENTI PALESTINESI ITALIANI VOCI PER LA PALESTINA ULTIMA GENERAZIONE VIVA VIVA PALESTINA THOUSAND MADLEEN LIBERE CITTADINE PER LA PALESTINA ARCI ROMA XR ROMA NESSUN TEATRO ITALIANO E' COMPLICE DI GENOCIDIO    LISTA PRESIDI  Roma -  sede Rai di via Asiago 10;  18:30 del 25/2 Napoli - sede Rai di via marconi 9; 18:30 del 25/2 Milano - sede Rai di corso Sempione 27; ore 18:30 del 25/2 Torino - sede Rai di via Verdi 16; 18:30 del 24/2 Firenze - piazza Duomo (dietro il cupolone); ore 17 del 25/2 Bologna – SEDE RAI VIALE DELLA FIERA 13; ORE 17:30 DEL 26/2
February 25, 2026
BDS Italia - BDS Italia
#BLOCKTHEBOAT: IL NOSTRO APPELLO ALL'AZIONE
Campagna #BLOCKTHEBOAT (Blocchiamo le navi) Chiediamo alla società civile mondiale di sensibilizzare l'opinione pubblica e fare pressione su proprietari di navi, gestori navali, società operative e compagnie assicurative affinché pongano fine ai trasferimenti illegali da/verso Israele e alla complicità con Israele. Chiediamo inoltre di esercitare pressioni sui governi affinché adottino misure immediate e norme che comprendano: I. Indagini:  1. Indagare su tutte le navi ragionevolmente sospettate di essere coinvolte in trasferimenti illegali, diretti e indiretti da/verso Israele, divulgare le polizze di carico e, se il carico è illegale, impedirne la consegna alla destinazione finale. 2. Negare l'accesso alle acque territoriali e ai porti e sequestrare qualsiasi nave che violi gli obblighi dello Stato ai sensi del diritto internazionale. II. Due diligence: 1. In linea con gli obblighi previsti dal diritto internazionale, attuare immediatamente misure rigorose di due diligence ed emanare ordinanze chiare per vietare l'accesso alle acque territoriali e ai porti e la fornitura di bandiere alle navi coinvolte nel trasferimento diretto o indiretto di rifornimenti a Israele che aiutano o assistono i suoi atti di genocidio, l'occupazione illegale o nel crimine di apartheid. In particolare, le navi che trasportano: i. Armi, attrezzature militari e a duplice uso o carburante destinati a Israele, alle sue industrie militari o alle aziende complici. ii. Armi, attrezzature militari e a duplice uso prodotte dall'industria militare e della “sicurezza” israeliana, che sostengono direttamente la capacità militare israeliana: questa è una parte essenziale dell'embargo militare. iii. Merci provenienti dagli insediamenti illegali di Israele nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est e le alture del Golan siriano occupate. iv. Merci che implicano il riconoscimento o forniscono aiuto o assistenza a Israele nella sua presenza illegale nei territori palestinesi occupati. 2. Garantire il rispetto delle ordinanze attraverso una revisione approfondita e trasparente della documentazione di spedizione, delle licenze di esportazione e importazione e dei certificati di destinazione finale, e istituire un sistema di controllo rafforzato delle “navi di interesse”, comprese le compagnie di navigazione/rotte/navi/classificate esplicitamente come coinvolte nel trasporto di merci sospette. III. Responsabilità: 1. Rispettare l'obbligo di garantire la responsabilità, anche assicurando che le compagnie coinvolte in trasferimenti illegali verso Israele siano ritenute legalmente responsabili. IV. Cooperazione: 1. Cooperare alla creazione e al mantenimento di un sistema di allerta internazionale per garantire una rapida due diligence, allerta e controllo.  Chiediamo in particolare ai sindacati dei marittimi e dei lavoratori portuali di mobilitarsi per garantire che:   1. i loro paesi non siano complici di Israele e del suo regime di occupazione illegale, genocidio e apartheid,  2. i loro colleghi e lavoratori sulle navi non siano, con o senza la loro previa conoscenza e consenso, messi in una situazione in cui diventano loro stessi gli esecutori del trasferimento illegale di armi e rifornimenti militari per il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele. Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)
February 8, 2026
BDS Italia - BDS Italia
Free Marwan Barghouti - riparte la Campagna Internazionale
Anche a Firenze si è costituito il Comitato locale della Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane.   La campagna si propone di promuovere iniziative pubbliche finalizzate a chiedere: 1. la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, 2. la liberazione del leader politico palestinese Marwan Barghouti, 3. la chiusura dei centri di tortura israeliani, 4. la tutela dei diritti umani e dei diritti dei detenuti, 5. il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e il diritto internazionale umanitario, 6. l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e ai detenuti palestinesi in Israele.   Le prime adesioni al Comitato di Firenze sono:   Anpi Firenze Arci Empolese Valdelsa Arci Firenze Associazione Amicizia Italo Palestinese Associazione Arturo aps Associazione Compagno è il Mondo Firenze - Toscana Associazione culturale Le Musiquorum Associazione Ecolò Associazione Progress Assopace Palestina Firenze Centro Sociale Evangelico CGIL Firenze COBAS Confederazione Firenze Collettivo DiEM25/MERA25 di Firenze/Toscana Comitato "Fermiamo la guerra" Comitato Empoli per la Pace Coordinamento Montespertoli con la Palestina Cospe Donne Insieme per la pace Firenze Firenze Città Aperta Firenze per la Palestina GD Firenze Città Gruppo AVS - Ecolò in Consiglio comunale a Firenze IPARTICIPATE aps Mediterranea Firenze OPENFRAME Ass. Italo Albanese aps Partito della Rifondazione Comunista di Firenze Periferie al Centro Odv – Fuori Binario Sanitari per Gaza Firenze Sinistra Civica Ecologista Sinistra Italiana Empoli Sinistra Italiana Firenze Sinistra Progetto Comune Statunitensi contro la Guerra (Firenze) Un Ponte Per – Comitato Toscano     "Permettetemi infine di dire qualcosa a tutti voi: quando vi verrà chiesto da che parte state, scegliete sempre la parte della libertà e della dignità contro l’oppressione, dei diritti umani contro la negazione dei diritti, della pace e della convivenza contro l’occupazione e l’apartheid. Solo così si può servire la causa della pace ed agire per il progresso dell’umanità." (M. Barghouti)
Richiesta di sospensione totale dell’Accordo di Associazione UE-ISRAELE in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele
Promossa dal Gruppo European Left Alliance del Parlamento Europeo, in cui sono presenti 10 parlamentari italiani, ha preso il via il 13 gennaio la raccolta di firme a sostegno della Iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere la sospensione totale dell’accordo di associazione UE Israele. L’Iniziativa dei Cittadini Europei è un dispositivo di democrazia partecipativa che permette ai cittadini dell’Ue di chiedere alla Commissione europea di presentare un atto legislativo su un determinato tema. Tramite la raccolta di un milione di firme in almeno sette paesi dell’UE, si può imporre alla Commissione Europea di presentare al Consiglio dei ministri dell’Unione un provvedimento di sospensione dell’accordo di associazione nella cooperazione commerciale, bilaterale, economica e politica tra l’UE e Israele. Di fronte alle responsabilità di Israele nell’uccisione e ferimento di decine di migliaia di palestinesi a Gaza, nella distruzione sistematica di strutture sanitarie e nel blocco dell’accesso degli aiuti umanitari, violando il diritto umanitario e perpetrando un genocidio, l’Unione Europea non ha finora sospeso il proprio accordo di associazione con Israele. Con la nostra firma possiamo obbligare la Commissione Europea a presentare al Consiglio dei ministri, e quindi alla decisione di tutti i governi membri dell’Unione Europea, la proposta di sospendere un accordo che continua a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità. Firma on line: https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home
January 19, 2026
Assopace Palestina
Roma, 21 gennaio. Presentazione della Campagna Internazionale “Free Marwan Barghouti e i prigionieri palestinesi”
Mercoledì 21 gennaio. Ore 17-19, Sala De Gasperi, Ufficio del Parlamento Europeo, Piazza Venezia 11, Scala C. 2° piano, Roma: Incontro con: Fadwa Barghouti, Avvocato e moglie di Marwan Barghouti, Per Presentare la Campagna Internazionale   “Free Marwan Barghouti e i prigionieri palestinesi” Ospita l’evento: l’eurodeputato Mimmo Lucano Saranno in collegamento o in presenza: I Parlamentari Europei: Annalisa Corrado, Cecilia Strada, Walter Pedullà, Leoluca Orlando e Mimmo Lucano Sarà presente: L’Ambasciatrice Palestinese in Italia, Mona Abuamara Coordinano: Luisa Morgantini e Yousef Salman – Comitato Freemarwan Per il Parlamento Europeo non sono necessari giacca e cravatta. È necessaria invece la prenotazione entro lunedì 19 gennaio  scrivendo alla mail di: valrenzi@gmail.com
January 19, 2026
Assopace Palestina
Carrefour: dalla complicità all'autodistruzione. Tre anni di campagna
DAL 2022 CARREFOUR BENEFICIA DELLA COLONIZZAZIONE DI INSEDIAMENTO DELLA PALESTINA E DEL SISTEMA DI APARTHEID IMPOSTO DA ISRAELE. Facendo accordi con società coinvolte (Electra Consumers Products e la sua filiale Yenot Bitan), trae profitto dall'occupazione e viola il diritto internazionale. Le filiali israeliane di Carrefour forniscono pacchi dono ai soldati israeliani che stanno attuando il genocidio a Gaza, mentre fame e sete sono usate come armi contro i palestinesi. Ha inoltre all'attivo partnership con aziende israeliane che operano nell'ambito di analisi dati, intelligenza artificiale e cybersecurity, ritenute fondamentali per il controllo della popolazione palestinese. Sostenere l'economia degli insediamenti rafforza strutture che impediscono la fine dell'occupazione e contribuisce a perpetuare la privazione dei diritti fondamentali dei palestinesi. L'occupazione ha conseguenze devastanti sulla mobilità, sull'accesso alle risorse e sulla libertà economica della popolazione palestinese. Carrefour ha cessato le operazioni in diversi paesi mediorientali a causa del clima commerciale e delle pressioni di boicottaggio. E ora si prepara a lasciare anche l'Italia, dopo la vendita di Carrefour Italia alla società NewPrinces Group. VISTE LE GRAVI COMPLICITÀ DEL MARCHIO, CHIEDIAMO AL NUOVO ACQUIRENTE DI RESCINDERE AL PIÙ PRESTO OGNI LEGAME CON CARREFOUR SENZA ATTENDERE I TRE ANNI IPOTIZZATI PER LA SOSTITUZIONE DELLE INSEGNE, IN QUANTO QUESTE COMPLICITÀ CI RISULTANO ESSERE IN NETTO CONTRASTO CON IL CODICE ETICO DI NEWPRINCES GROUP.   Insieme, in questi anni, abbiamo costruito una campagna di boicottaggio che è stata molto più di un appello al consumo critico. È stato uno spazio di incontro, di organizzazione e di presa di parola collettiva alla quale hanno contribuito Ultima Generazione, Potere al Popolo!, Non Una Di Meno, Global Movement to Gaza, compagni e compagne dei sindacati di base e di altre realtà come Torino per Gaza, Bologna per la Palestina, il Vittoria a Milano, Ostiantifascita a Roma, Giovani Palestinesi a Bologna e tanti altri cittadini che si sono uniti alle nostre azioni. Abbiamo attraversato territori, intrecciato relazioni, portato il tema della complicità economica con il sistema di apartheid israeliano fuori dalle nicchie militanti e dentro il dibattito pubblico. Abbiamo informato, discusso, coinvolto nuove persone, rafforzato le reti già esistenti e contribuito a rendere visibile una responsabilità che spesso viene nascosta o normalizzata. Abbiamo praticato una forma di lotta dal basso, determinata e costante, che mette al centro la solidarietà con il popolo palestinese e il rifiuto di ogni complicità con colonialismo, occupazione e genocidio. UNA LOTTA CHE SI INSERISCE NEL PERCORSO PIÙ AMPIO DEL MOVIMENTO BDS, FATTO DI PRESSIONE, CONSAPEVOLEZZA E AZIONE COLLETTIVA. CARREFOUR LASCIA L'ITALIA, MA LA CAMPAGNA BDS È GLOBALE E LA DENUNCIA CONTINUA.   Continuiamo a boicottare, a organizzarci, a costruire alleanze e a lottare finché giustizia, libertà e autodeterminazione non saranno una realtà per la Palestina.
December 30, 2025
BDS Italia - BDS Italia
Campagna per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi
di AssopacePalestina, 23 dicembre 2025.     Marwan Barghouti è il più popolare leader politico palestinese, definito il Nelson Mandela della Palestina. Prigioniero dal 2002 nelle carceri israeliane, è stato condannato dopo un processo politico e senza garanzie. Barghouti è da anni una delle figure più autorevoli in grado di unire le diverse anime del popolo palestinese, ed è sostenitore di una soluzione politica fondata sulla fine dell’occupazione israeliana e sulla nascita di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, accanto a Israele, nel rispetto delle risoluzioni dell’ONU. Come Nelson Mandela, anche Barghouti ha trascorso oltre vent’anni in prigione per aver lottato contro un regime di apartheid e occupazione e, come Mandela, chiede pace e giustizia, non vendetta. Il governo israeliano di Benjamin Netanyahu ha posto il veto all’inclusione di Barghouti nella lista dei prigionieri da liberare nell’ambito dell’accordo per il cessate il fuoco; inoltre, come denunciano i suoi familiari, la sua vita è in pericolo a causa delle continue aggressioni che subisce in carcere da parte delle guardie israeliane. In occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, il 29 novembre scorso, ha preso il via la Campagna Internazionale per la Liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri militari israeliane Chiediamo alle istituzioni italiane, europee e internazionali e in primo luogo al governo italiano di attivarsi per: * la liberazione di Marwan Barghouti * la liberazione delle prigioniere e dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane * la chiusura dei centri di tortura israeliani * la tutela dei diritti umani e dei diritti delle detenute e dei detenuti * il rispetto della Terza e la Quarta Convenzione di Ginevra (1949) e del diritto internazionale umanitario * l’accesso del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) alle carceri e alle detenute e ai detenuti palestinesi in Israele * rompere ogni complicità con l’apartheid israeliana, a partire dalla sospensione degli accordi di cooperazione militare con Israele finché continueranno occupazione e violazioni sistematiche dei diritti del popolo palestinese Si invitano associazioni, reti e realtà locali ad aderire alla campagna e coordinarsi per promuovere iniziative territoriali. ADESIONI e INFORMAZIONI: freemarwanitalia@proton.me RACCOLTA FIRME ONLINE Petizione online aperta a cittadini e personalità pubbliche: https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-marwan-barghouti-il-nelson-mandela-palestinese ADESIONI INIZIALI Assopacepalestina, ANPI, ANBAMED, AOI ETS Rete Associativa –Cooperazione e Solidarietà internazionale, ARCI, AVS, ATTAC, CENRI, Centro Ricerche ed elaborazione della Democrazia (CRED), Comitato per la Democrazia Costituzionale, Comunità Palestinesi in Italia, Il Coraggio della Pace DISARMA, Gaza Freestyle, Gaza Fuori Fuoco, Giuristi Democratici Modena, Global Movement to Gaza, MERA25 Italia, No al Ponte, Ponti e non muri per la Palestina di Pax Christi Italia, PRC, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Trasform! Italia, Veglie contro le morti in mare, Un Ponte Per.
December 23, 2025
Assopace Palestina
CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PRESENTAZIONE DOSSIER LEONARDO S.P.A.
9 DICEMBRE 2025 – CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PER LA PRESENTAZIONE DEL DOSSIER SU LEONARDO S.P.A.: PIOVONO EURO SULL’INDUSTRIA “NECESSARIA” DI CROSETTO E LEONARDO S.P.A.   Martedì 9 dicembre, su invito della deputata Stefania Ascari (M5S, Presidente dell'Intergruppo per la Pace tra la Palestina e Israele), BDS ITALIA presenterà un dossier sulle complicità di Leonardo S.p.A. nei crimini di guerra commessi in Palestina. Interverranno: Stefania Ascari (Deputata M5S), Arnaldo Lomuti (Commissione Difesa), Anthony Aguilar (ex contractor Gaza Humanitaria Foundation), Stefania Maurizi (giornalista d’inchiesta), Michela Arricale (avvocata), Rossana De Simone (attivista Peacelink), Raffaele Spiga (attivista BDS Italia). Diretta streaming sulla Web TV della Camera dei Deputati. Negli ultimi decenni l’Italia è diventata uno dei partner europei più fedeli a Israele. Con Leonardo in prima fila, la nostra industria è parte integrante del circuito che alimenta i crimini contro l’umanità e legittima il colonialismo. Il dossier denuncia tali complicità, evidenziando come le scelte politiche e industriali italiane non siano neutrali ma contribuiscano concretamente a rafforzare il regime israeliano di apartheid e occupazione. Leonardo S.p.A. intrattiene da oltre un decennio una cooperazione strutturale con il settore militare israeliano. Nel 2012 Israele ha acquistato 30 aerei M-346, oggi impiegabili con oltre dieci tipologie di armamenti, mentre l’Italia ha acquisito 1 satellite Optsat-3000 e 2 velivoli radar G550 CAEW nell’ambito dello stesso accordo. La presenza industriale diretta di Leonardo in Israele comprende tre sedi della controllata DRS RADA Technologies e una partecipazione del 12% nella società Radsee Technology. Il dossier rileva inoltre che Israele può rivendere a terzi i M-346 ricevuti, come avvenuto con la Grecia tramite Elbit Systems. Leonardo ricopre un ruolo significativo anche nel programma internazionale F-35, di cui l’Italia ospita la linea di assemblaggio e produzioni critiche. Tali elementi delineano un quadro di integrazione industriale e tecnologica che contribuisce alla disponibilità operativa dei sistemi in uso nelle forze armate israeliane. Il movimento globale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni), che rappresenta la più grande coalizione della società civile palestinese richiama l’Italia ai propri obblighi derivanti dalle sentenze della Corte internazionale di giustizia, tra cui l’imposizione di un embargo militare totale a Israele compreso il commercio bilaterale, il trasferimento e il transito di materiale militare e a duplice uso, i partenariati, la formazione congiunta, la ricerca accademica e altre forme di cooperazione militare. Questo tipo di sanzioni è tra gli obiettivi a cui il movimento BDS si pone di arrivare attraverso campagne d’informazione, pressione pubblica  e denuncia delle complicità.  DOSSIER DA SCARICARE: Piovono euro sull'industria “necessaria” di Crosetto e Leonardo SpA Le relazioni con Israele.   DETTAGLI Conferenza Stampa di presentazione dossier Piovono euro sull’industria ‘necessaria’ di Crosetto e Leonardo S.p.A. Martedì 9 dicembre 2025 – ore 13:00 Sala stampa Camera dei Deputati  Via della Missione 4, Roma Interverranno: * Stefania Ascari - Parlamentare della Camera dei deputati e Presidente Intergruppo per la Pace tra la Palestina e Israele (M5S) * Arnaldo Lomuti – Parlamentare della Camera dei deputati e Segretario Commissione Difesa (M5S) * Anthony Aguilar – ex-contractor (UG Solutions) che ha rivelato ruolo della Gaza Humanitarian Foundation (in collegamento alle 13:30) * Stefania Maurizi – Giornalista d'inchiesta, collabora con "Il Fatto Quotidiano", dopo aver lavorato per Repubblica e l'Espresso. Ha lavorato a tutti i documenti segreti di WikiLeaks * Michela Arricale - Avvocata, attivista e giurista impegnata nei settori del diritto e delle relazioni internazionali, dei diritti umani e della giustizia globale. * Rossana De Simone – Autrice del dossier, attivista antimilitarista. Ha promosso la nascita nel 1991 dell'agenzia per la riconversione dell'industria bellica in Lombardia. Fa parte della redazione di "PeaceLink" * Raffaele Spiga – Attivista per i diritti umani in BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimenti, Sanzioni). Campagna Embargo Militare contro Israele Diretta streaming sulla Web TV della Camera dei Deputati alle ore 13. La registrazione della conferenza stampa sarà disponibile sul sito nei quindici giorni successivi. Saranno distribuite copie stampate del dossier ai presenti. Si invitano giornalisti e giornaliste che volessero partecipare in presenza ad inoltrare  richiesta con proprio nome e cognome a bdscomunicazione@gmail.com
December 5, 2025
BDS Italia - BDS Italia
Farmaci TEVA: sempre più comuni dicono “No, grazie!”
"Il nostro potere d'acquisto sarà la chiave che deciderà il futuro, che deciderà il nostro destino in questo Paese" (Mkhuseli "Khusta" Jack, politico e attivista sud africano) Laddove i governi si mostrano ciechi e muti di fronte al mancato rispetto del Diritto Internazionale e della dignità umana, calpestati da un genocidio e da un opprimente stato di apartheid, i cittadini e le amministrazioni locali possono fare il primo passo mostrando la via possibile da percorrere per agire concretamente contro uno Stato, quello di Israele, che sembra godere della totale impunità a livello internazionale. Lo dimostrano le azioni intraprese in questi mesi da diverse amministrazioni locali, riguardanti l’interruzione dei rapporti commerciali con aziende israeliane e, in particolare, con la multinazionale farmaceutica TEVA, leader mondiale nella produzione di farmaci generici. TEVA é da tempo oggetto di una specifica campagna di boicottaggio da parte di BDS Italia e Rete Sanitari per Gaza (Campagna “Teva? No grazie!”), in quanto rea di trarre profitto dal sistema di occupazione israeliano contribuendo allo stesso tempo al finanziamento e al mantenimento della situazione illegale nei territori palestinesi occupati[1]. La disamina di quanto fatto da alcune amministrazioni locali italiane da un lato può essere utile per chi vorrà intraprendere un percorso simile, avendo a disposizione esempi e possibili modalità attuative[2], dall’altro mostra come nel corso del 2025 ci sia stata una pulsante mobilitazione dal basso innescata dall’evidenza drammatica dell’inoperosità degli organi statali e anzi della loro sostanziale complicità nei confronti delle azioni genocidiarie dello stato di Israele. Uno dei primi Comuni a mobilitarsi è stato quello di Sesto Fiorentino, con l’approvazione a fine giugno di una delibera[3] per l’interruzione di ogni forma di relazione istituzionale con governo, enti e istituzioni israeliane o collegate al governo israeliano. Con la delibera il Comune invitava, altresì, le società e gli enti partecipati, di cui il Comune è socio, a valutare l’applicazione di misure analoghe anche con l’adesione a campagne di boicottaggio di prodotti realizzati da aziende israeliane o a capitale israeliano. Una delle conseguenze che ha avuto più eco nei mass media è stata la sospensione degli accordi commerciali con l’azienda TEVA. In pratica, nelle otto farmacie comunali di Sesto Fiorentino, i farmaci da banco di aziende israeliane non sono più oggetto di promozione e non vengono messi in vista, ma possono comunque essere richiesti, così come continuano ad essere forniti alcuni farmaci non sostituibili o che fanno parte di terapie già avviate. Successivamente anche altre amministrazioni comunali hanno fatto scelte analoghe, aderendo, nelle modalità a loro disponibili, o invitando al boicottaggio di prodotti israeliani tra cui i farmaci a marchio TEVA. È il caso, ad esempio, dei comuni di Poggibonsi[4], di Calenzano, di Corinaldo e di Rosignano Marittimo[5]. Quest’ultimo, nello specifico, con una delibera di luglio ha rivolto un atto di indirizzo alla società controllata che gestisce le farmacie comunali del territorio disponendo di interrompere gli acquisti di farmaci, parafarmaci e cosmetici israeliani fino a quando non sarà ripristinato il rispetto del diritto internazionale; lo stesso è stato disposto dagli altri Comuni soci della società, Castellina e Montescudaio. In questo caso la delibera ricordava nelle premesse le numerose risoluzioni ONU (dal 1947 in poi) esplicitanti i diritti dei palestinesi all’autodeterminazione, all’indipendenza e al ritorno. Diritti che il popolo palestinese, è bene ricordare, non vede neanche lontanamente applicati. Il rispetto del diritto internazionale viene richiamato anche nella delibera del Comune di Campi Bisenzio[6] con cui l'amministrazione ha disposto “l’interruzione di ogni forma di relazione istituzionale ed economica con i rappresentanti del Governo israeliano, nonché con enti e istituzioni direttamente riconducibili allo Stato di Israele, fino a quando non sarà ripristinato il rispetto del diritto internazionale". È di agosto, invece, un’analoga delibera del Comune di Barberino Tavarnelle[7]. Da sottolineare come in questo caso il comune invitasse all’azione concreta anche lo Stato Italiano indirizzando ad esso la necessità di sospendere i rapporti economici e commerciali con Israele. Il sindaco stesso ha ribadito, inoltre, l’importanza di utilizzare la strategia della spesa critica, ovvero del boicottaggio mirato, per esercitare pressione economica sul governo israeliano. Il Comune di Rovereto[8] ha, invece, assunto un diverso approccio. A seguito di una raccolta firme promossa da un gruppo di cittadini, il Comune ha previsto di adottare le seguenti iniziative tramite Società Multiservizi Rovereto: utilizzo di materiale informativo sulla disponibilità nelle farmacie comunali di farmaci equivalenti  alternativi a quelli di origine israeliana, lasciando in tal modo all’utente la discrezionalità di scelta, e l’organizzazione di una raccolta farmaci o fondi da donare ad una associazione umanitaria operante nel territorio di Gaza. A settembre il Comune di Jesi[9] con una delibera di giunta ha chiesto alle società che hanno in gestione le farmacie comunali di interrompere la vendita di farmaci a marchio TEVA sostituendoli con farmaci equivalenti, esplicitando di aver accolto la proposta della campagna nazionale “Teva? No, grazie!”. Il Consiglio Comunale di Castelnuovo Rangone[10] ha approvato una mozione che chiede di adottare le stesse misure, di nuovo citando la campagna nazionale di boicottaggio di TEVA. Da sottolineare, infine, che anche alcune farmacie private si sono mosse negli ultimi mesi aderendo al boicottaggio dei farmaci TEVA. E’ il caso, ad esempio, della farmacia Salustri di Loreto e della farmacia Usai di Bari Sardo che ha preso la decisione di non vendere più i farmaci del marchio TEVA per “una collettiva presa di posizione etica”[11]. Dopo questa esposizione, non esaustiva, di diversi casi di amministrazioni comunali impegnate nel concretizzare il loro impegno al rispetto del diritto internazionale attraverso azioni di boicottaggio, ovvero di pressione economica, è il momento di considerare alcuni importanti aspetti pratici. In primis è importante leggere con accortezza quanto riportato dai giornali: alcune semplificazioni giornalistiche possono indurre in inganno facendo credere che il Comune abbia deciso di eliminare tout court tutti i farmaci a marchio TEVA dalle farmacie comunali senza evidenziare correttamente l’iter seguito che contempla, invece, l’approvazione di mozioni di indirizzo dei Consigli Comunali, e/o di delibere di Giunta indirizzate alle aziende partecipate o controllate che gestiscono le farmacie comunali, a cui viene richiesto di accogliere delle indicazioni che non si configurano come imposizioni, in quanto le decisioni sugli approvvigionamenti rimangono di competenza degli amministratori delle aziende, le quali sono soggetti a parziale (o totale, a seconda dei casi) controllo pubblico che operano in un mercato privato in regime di libera concorrenza. Analogamente, nessuna delibera di Giunta ha imposto di recedere dai contratti di fornitura in essere, né ha chiesto di privare i cittadini di farmaci essenziali: qualora dei farmaci a marchio TEVA non siano sostituibili, le aziende continuano a fornirli, nel rispetto del diritto alla salute. In tutti i casi esposti un ruolo centrale viene assunto dall’esigenza del rispetto del Diritto Internazionale, richiamato da diverse giunte comunali. Così una consigliera del Comune di Castelnuovo risponde ai vari commenti di critica: “La mozione segue il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del 19 luglio 2024. Non è ideologia, ma una responsabilità legale. Non si tratta di un’opinione, ma di un dovere istituzionale: non finanziare ciò che il diritto internazionale condanna». In questo momento storico in cui il Diritto, assieme all’umanità, sembra non avere più importanza, proiettandoci in una realtà distopica, è dal basso, dalla società, dalle amministrazioni locali, che sembra arrivare un richiamo per il ripristino di un ordine morale e legislativo necessario per la tutela di tutti. E questo richiamo non deve essere momentaneo, dato dall’urgenza di fermare il genocidio nella Striscia di Gaza, ma deve avere eco fino a quando tutti i diritti dei palestinesi non verranno attuati. Come ha sottolineato il Sindaco di Sesto Fiorentino, “la campagna di boicottaggio [...] finirà quando sarà ripristinato il diritto internazionale, quando smetteranno di uccidere le persone e occupare i territori.”  [1] Si veda Dossier Campagna “TEVA: no grazie!” [2] Per ulteriori informazioni per gli enti territoriali, tra cui facsimili di atti, si veda: https://www.entiterritorialiperlapalestina.it/ [3]  https://www.comune.sesto-fiorentino.fi.it/novita/comunicati/sesto-fiorentino-stop-alla-vendita-di-prodotti-israeliani-tutte-le-farmacie [4] http://radiosienatv.it/poggibonsi-farmacia-comunale-dice-no-a-prodotti-di-aziende-israeliane-legate-ai-conflitti/ [5] https://www.comune.rosignano.livorno.it/Novita/Comunicati/BOICOTTAGGIO-COMMERCIALE-NO-ALL-ACQUISTO-DI-FARMACI-PARAFARMACI-E-COSMETICI-PRODOTTI-DA-AZIENDE-ISRAELIANE-FINO-A-QUANDO-NON-SARA-RIPRISTINATO-IL-RISPETTO-DEL-DIRITTO-INTERNAZIONALE [6] https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/campi-bisenzio-rompe-con-israele-961f7d44 [7] https://drive.google.com/file/d/1uEl0-hPe5n8RekC96B_TRjySNEMhUDm_/view?usp=drive_link [8] https://www.iltquotidiano.it/articoli/a-rovereto-le-farmacie-comunali-segnaleranno-i-prodotti-israeliani-ai-clienti/ [9] https://www.centropagina.it/jesi/attualita-farmacie-comunali-prodotti-teva/ [10] https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2025/10/02/news/caso-teva-paradisi-frena-il-pd-farmaci-israeliani-garantiti-1.100769237  [11] https://www.italiachecambia.org/2025/07/boicottare-israele-ogliastra/
October 27, 2025
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