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Traffici di armi: venerdì 24 luglio alle 8:30 presidio davanti a Palazzo Tursi a Genova
Venerdì 24 luglio 2026 alle 8:30 Palazzo Tursi – Via Garibaldi 9, Genova Il CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova e USB Mare e Porti Genova chiamano le lavoratrici, i lavoratori e tutta la cittadinanza a partecipare al presidio convocato per venerdì 24 luglio, alle ore 8.30, davanti a Palazzo Tursi, in via Garibaldi 9, in concomitanza con la nuova seduta della Commissione consiliare dedicata all’istituzione dell’Osservatorio consiliare permanente per la trasparenza, la sostenibilità etica e la sicurezza dei lavoratori del Porto di Genova. L’Osservatorio rappresenta uno strumento necessario per garantire trasparenza sui traffici che attraversano il porto, tutelare la sicurezza di chi lavora sulle banchine e affermare il principio che il Porto di Genova non possa essere considerato un semplice ingranaggio della logistica militare e dell’economia di guerra. La seduta della scorsa settimana si è conclusa anticipatamente dopo momenti di forte tensione, mentre la discussione sull’Osservatorio veniva ancora una volta spostata su questioni procedurali e polemiche politiche, anziché concentrarsi sui contenuti e sulle responsabilità concrete delle istituzioni. In quelle circostanze, la reazione di un lavoratore portuale è stata descritta pubblicamente attraverso una narrazione che tende a isolare pochi minuti di tensione dal contesto politico, umano e lavorativo nel quale sono maturati. Non intendiamo negare la durezza del confronto. Rifiutiamo però ogni tentativo di criminalizzare la rabbia di chi, da anni, denuncia il transito di armamenti, l’assenza di informazioni sui carichi movimentati e i rischi ai quali vengono esposti quotidianamente i lavoratori portuali e l’intera città. La discussione non può essere ridotta al tono di voce di un portuale. Il problema reale è ciò che transita nel porto, chi ne è informato, quali rischi ricadono sui lavoratori e quale ruolo la città di Genova intenda assumere di fronte alla guerra e al commercio delle armi. Un lavoratore portuale non era presente in quella sede per difendere interessi personali, ma per portare la voce di lavoratori che chiedono da anni trasparenza, sicurezza e la possibilità di non essere resi complici della movimentazione di carichi destinati ad alimentare guerre e massacri. Le responsabilità politiche e istituzionali non possono essere cancellate trasformando la protesta sociale in un problema di ordine pubblico. Le eventuali divergenze sui comportamenti individuali non devono diventare il pretesto per interrompere, rallentare o svuotare il percorso di istituzione dell’Osservatorio. Per queste ragioni chiediamo alla cittadinanza di essere presente. Chiediamo che la Commissione riprenda e concluda i propri lavori, che il regolamento venga approvato senza ulteriori rinvii e che l’Osservatorio sia dotato di strumenti reali, accesso alle informazioni e capacità effettiva di controllo.Per la trasparenza sui traffici portuali. Per la sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini. Contro la logistica della guerra. Per un Porto di Genova realmente porto di pace. CALP – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova USB Mare e Porti Genova Unione Sindacale di Base
July 21, 2026
Pressenza
Il CALP reagisce alle tergiversazioni e viene accusato
Biasimato per quanto avvenuto alla prima seduta della Commissione per l’istituzione di un Osservatorio permanente sui traffici di armi nel porto di Genova, il Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali ha replicato: “Quella che voi chiamate bagarre è la rabbia di chi rifiuta la guerra”. Durante l’incontro, svolto nella mattinata di ieri, 15 luglio, la capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, Francesca Ghio, aveva presentato un testo su cui basare i lavori della Commissione spiegando: “L’attacco normativo è l’articolo 11 della Costituzione. E la normativa nazionale mette sullo stesso piano produzione, esportazione e transito di armi. L’istituzione di questo osservatorio è la ricezione di richieste che arrivano da sigle sindacali e associazioni. Genova sarà la prima città in Italia a proporre uno strumento del genere”. Erano state ascoltati i pareri degli esperti in materia di traffici d’armamenti, materiali bellici e attrezzature dual-use, tra cui i rappresentanti di Emergency, del CALP e di The Weapon Watch, il cui Carlo Tombola ha precisato: “Il nostro compito è rivelare i traffici non noti di armi, come imporrebbero la Legge 185 del 1990 e il trattato internazionale del 2013, firmato tra i primi dal nostro Paese. Anche una recente sentenza del Tar relativamente ai traffici nel porto di Ravenna ha sancito il right to know, il diritto a sapere del cittadino. L’osservatorio che nascerà dovrà riportare quelle informazioni che sono in mano agli enti competenti, ovvero autorità portuale, capitaneria e dogane, sui materiali che armatori e operatori del porto consegnano e sulla destinazione delle merci”. In rappresentanza di USB, il portuale José Nivoi aveva evidenziato: “Quello di cui discutiamo oggi non è solo un problema etico e morale, è anche una questione di sicurezza. Sapere cosa arriva nel nostro porto imbarcato su navi trasportano esplosivi o missili interessa a chi lavora in banchina e anche a tutta la città”. Poi, riferisce il quotidiano Genova24, “dopo che per alcuni minuti, dai banchi dell’opposizione, si stavano portando avanti alcune critiche su questioni procedurali, nella fattispecie l’assenza momentanea del vicesindaco Alessandro Terrile”, cioè argomenti pretestuosi con cui, palesemente, tergiversare e fare ostruzionismo, il portavoce del CALP, Riccardo Rudino, “ha reagito in maniera scomposta, alzandosi e gridando all’indirizzo dei banchi del centrodestra”. Nel reportage di Genova24 è riferito che il camallo “ha dato in escandescenze” e, addirittura, che “se non fosse stato trattenuto dal suo collega e sindacalista dell’USB Jose Nivoi forse si sarebbe scagliato contro qualche consigliere”, quindi il presidente della Commissione ha deciso di terminare i lavori. Nel pomeriggio i referenti dei gruppi di centrodestra, in particolare di Fratelli d’Italia e Noi Moderati, hanno convocato una conferenza stampa in cui hanno lanciato accuse nei confronti del CALP e anche di sindaco e vicesindaco di Genova. Il rappresentante del gruppo misto ha annunciato che verrà presentato un esposto alle forze dell’ordine dicendo: “Poi valuteranno loro se ci saranno ipotesi di reato, quello che posso affermare è che noi ci siamo sentiti minacciati non solo verbalmente ma anche fisicamente”. In risposta, il CALP ha comunicato: > Quella che voi chiamate bagarre è la rabbia di chi rifiuta la guerra. Noi la > chiamiamo rabbia di classe. E ce la rivendichiamo tutta. > Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale, durante la discussione per l’avvio > dei lavori della Commissione dedicata all’Osservatorio permanente sui traffici > di armi nel porto di Genova, merita una riflessione che va ben oltre la > cronaca di qualche minuto di tensione. > Mentre voi discutevate di regolamenti, di presenze e di cavilli procedurali, > noi stavamo discutendo di guerra. Di un porto inserito nella filiera > dell’industria bellica. Di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno si trovano > davanti container carichi di armi. Di un sistema economico che continua ad > alimentare conflitti dai quali pochi traggono profitti enormi, mentre a pagare > il prezzo sono sempre i popoli e la classe lavoratrice. > Davvero il problema sarebbe il tono della voce di un portuale? Davvero ci si > scandalizza per la rabbia di chi lavora e non per la normalità con cui si > accetta che un porto diventi un ingranaggio della logistica della guerra? > È facile chiedere compostezza da una sala climatizzata. È più difficile capire > cosa significhi lavorare otto ore nei piazzali del porto, sotto un sole che > supera i trenta se non i quaranta gradi, tra asfalto rovente, gru, camion, > rumore e fumi, mentre transitano merci che alimentano la guerra. È facile > rifugiarsi nei richiami al regolamento quando non si conosce la fatica di chi > quel porto lo tiene in piedi ogni giorno. > Forse è proprio questa distanza a rendervi inaccettabile la nostra rabbia. > Per noi la guerra non è una discussione astratta: attraversa il nostro lavoro, > il porto di Genova, la logistica, le merci, i traffici militari. Attraversa le > scelte politiche di chi considera normale che un’infrastruttura civile venga > messa al servizio dell’economia di guerra. > La guerra uccide. Massacra. Affama interi popoli. Costringe milioni di persone > a lasciare le proprie case e cancella il futuro di generazioni intere. E > mentre si trovano miliardi per il riarmo, ci raccontano che non ci sono > risorse per la sanità pubblica, per la scuola, per i servizi, per la sicurezza > sul lavoro, per i salari. > La guerra non porta solo distruzione dove cadono le bombe: sposta ricchezza > verso l’industria bellica e sottrae risorse ai bisogni delle persone. > E allora sì, quella rabbia ce la rivendichiamo. Perché davanti ai massacri non > esiste neutralità. Perché davanti al commercio della guerra non ci interessano > i vostri formalismi. Perché quando la politica si rifugia nei regolamenti > invece di assumersi la responsabilità di discutere il ruolo che questo porto > svolge nella filiera della guerra, sceglie da che parte stare. E non è la > nostra. > Questa rabbia non appartiene solo ai portuali di Genova. Appartiene alla > classe lavoratrice e ai popoli che, in ogni parte del mondo, pagano il prezzo > della guerra. Il nostro internazionalismo non è uno slogan: è sapere che gli > interessi di chi lavora non coincidono con quelli di chi trae profitto dalla > guerra. È sapere che il nemico non è chi nasce dall’altra parte del mare o da > chi lo attraversa per sfuggire, ma chi trasforma la guerra in un affare e > pretende che venga accettata come inevitabile. > Continueremo a denunciare il commercio delle armi e chi continua a fare della > guerra un affare. Lo faremo nei porti, nei luoghi di lavoro, nelle piazze e > nelle istituzioni. Anche quando dà fastidio. Anche quando ci chiedono di > abbassare la voce. Anche quando provano a trasformare una discussione sulla > guerra in una discussione sul galateo istituzionale. > Continuate pure a parlare di regolamenti, di procedure e di compostezza. > Il problema per noi è chiaro: non è il tono della nostra voce, è il rumore > delle bombe. > Non un passo indietro. > Working Class Combat Maddalena Brunasti
July 16, 2026
Pressenza
Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis
Recentemente Silvia Salis ha festeggiato con una conferenza stampa trionfale un anno di mandato come Sindaca di Genova. È una occasione per poter trarre, anche da parte nostra, un bilancio del suo operato. Ovviamente il nostro compito sarà quello di indagare oltre le apparenze. Fin dall’inizio, infatti, la Sindaca ha […] L'articolo Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
I portuali del CALP partono col Nuestra América Convoy, per rompere l’assedio USA a Cuba
In un video pubblicato ieri sui social del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e dell’Unione Sindacale di Base (che ha lanciato una raccolta fondi per farmaci essenziali), i portuali di Genova hanno annunciato che saranno presenti sulla flotta di navi che prenderà parte al Nuestra América Convoy, la missione che sta […] L'articolo I portuali del CALP partono col Nuestra América Convoy, per rompere l’assedio USA a Cuba su Contropiano.
March 9, 2026
Contropiano
Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni!
Ieri una partecipata assemblea pubblica ha lanciato anche a Genova il Comitato Per il NO sociale al Referendum verso la manifestazione nazionale del 14 marzo a Roma che nel frattempo è diventata inevitabilmente anche una manifestazione contro la guerra e le responsabilità del nostro governo nell’escalation bellica. Come evidenziato dall’intervento […] L'articolo Anche a Genova un’assemblea per il No Sociale alla guerra e per mandare a casa il Governo Meloni! su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
Sciopero internazionale dei porti contro la logistica di guerra.
Per la prima volta i lavoratori portuali scioperano nello stesso giorno sulle banchine di tutto il Mediterraneo e del Mare del Nord, con adesioni anche nelle Americhe. La mobilitazione, indetta in Italia dal sindacato USB e all’estero da vari altri sindacati di lavoratori portuali, unisce il rifiuto dei traffici bellici alla denuncia del peggioramento di salari e condizioni di lavoro. Cortei e presìdi sono in corso nei principali porti europei e nordafricani, dal Pireo a Bilbao, da Tangeri ad Amburgo, e in molti scali italiani. A Genova è chiamato un corteo dal Varco San Benigno alle h. 18,30; previste mobilitazioni anche a Livorno, Trieste, Cagliari, Ancora, Salerno e molti altri porti italiani. Lo sciopero arriva al termine di anni di mobilitazioni contro il transito di armi, iniziate a Genova nel 2019 e poi estese ad altri porti del Mediterraneo. Inchieste e sequestri recenti hanno confermato il passaggio di materiali militari nonostante i divieti. Accanto al rifiuto della logistica di guerra, il tema centrale è il salario: l’aumento del costo della vita e la graduale corsa al riarmo hanno eroso stipendi rimasti quasi fermi, mentre gli armatori hanno registrato profitti record. Ne abbiamo parlato con Riccardo, del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, organizzazione genovese da sempre in prima linea contro le navi della guerra e tra i principali organizzatori dello sciopero di oggi.
February 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 03/02/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello dello sciopero internazionale dei porti, indetto e coordinato dal CALP e dal sindacato di base USB, e che sempre nelle acque del Mediterraneo avrà luogo in Grecia, nei Paesi Baschi, in Marocco e in Turchia. Anche qui in Italia ci saranno manifestazioni che vedranno protagonisti i portuali di ben 11 città, coinvolti attivamente contro la logistica di guerra. Abbiamo intervistato Riccardo dei CALP per farci spiegare le rivendicazioni e la portata di questa iniziativa, per poi addentrarci sulle condizioni generali vissute da chi lavora nei porti e che da qualche anno a questa parte si ritrova volente o nolente in prima linea contro la logica di guerra permanente e riarmo. Di seguito il comunicato dello sciopero: 6 Febbraio 2026: “I Portuali non lavorano per la guerra”. Giornata internazionale di azione congiunta dei porti I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione e lotta il 6 febbraio 2026. In quella giornata, i lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da decenni, convocata sulle seguenti motivazioni: per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra; per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali; per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche; per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriore privatizzazioni e automazione dei porti. Ecco l’elenco delle iniziative in Italia indette per quel giorno: Genova – ore 18.30 – Varco San Benigno Livorno – ore 17.30 – piazza 4 Mori Trieste – ore 17.30 – Cia K. Ludwig Von Bruck presso autorità portuale Trieste Ravenna – ore 15.00 Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale) Ancona – ore 18.00 Piazza del Crocifisso Civitavecchia – ore 18.00 – Piazza Pietro Gugliemotti Salerno – ore 17.00 – varco principale al porto Bari – ore 16:00 – Terminal Porto Crotone – ore 17.30 – Piazza marinai d’Italia presso l’entrata del porto. Palermo – ore 16.30 – Varco Santa Lucia Cagliari – ore 17:00 – via Roma lato porto Queste sono le principali iniziative convocate nei principali porti europei dalle organizzazioni sindacali che hanno chiamato il 6 febbraio: Pireo (Grecia) – Appuntamento alle 10.30 l.t. davanti all’ingresso principale del porto Elefsina (Grecia) – Appuntamento alle ore 10.30 l.t davanti all’ingersso principale del porto. Bilbao (Paesi Baschi) – Ore 10.00 preso il porto Pasaia/ San Sebastian (Paesi Baschi) – ore 10.00 presso il porto Mersin (Turchia) – ore 10.30 l.t. terminal porto Tangeri (Marocco) – ore 10.00 presso l’ingresso del porto (al momento da confermare visto il grave allarme meteo che potrebbe chiudere il porto). Hanno espresso solidarietà e sostegno alla giornata del 6 febbraio l’IDC (International Dockworkers Council), la WFTU (Federazione Sindacale Mondiale) e la TUI Tppfc – Federazione dei trasporti Europei sempre della FSM. Sono arrivate adesioni in supporto e solidarietà da altri porti europei tramite gruppi indipendenti di lavoratori portuali e movimenti sociali e politici: Amburgo – Manifestazione con più appuntamenti che parte alle ore 13.00 presso il terminal Hapag-Lloyd per finire alle ore 17.00 davanti al consolato americano. Brema – Manifestazione dalle ore 12.30 alle ore 14.15 presso l’Eurogate del porto di Brema. Marsiglia – Manifestazione dalle 12.00 alle 14.00 davanti all’ingresso del porto commerciale di Fos-De-Mer alla presenza di sindacalisti e portuali per la Palestina e indipendenti. Per quanto riguarda oltre l’Europa, la giornata del 6 febbraio sta incontrando molte adesioni e manifestazioni di solidarietà soprattutto da USA e Sud America che sono in via di aggiornamento nelle prossime ore Al momento, negli USA abbiamo ricevuto il sostegno da parte del movimento del “Stop Us-Led War” attivo anche in Venezuela e Colombia e abbiamo anche ricevuto la solidarietà del sindacato di Minneapolis SEIU Local 26, tra i protagonisti degli scioperi generali al grido ICE OUT. In Colombia segnaliamo l’iniziativa convocata in solidarietà con la giornata del 6 febbraio dal movimento “Green go home” davanti all’ambasciata USA di Bogotà alle 4 del pomeriggio. Manifestazione di solidarietà e vicinanza anche dal sindacato dei lavoratori petroliferi del Brasile. Dalle ore 17.30 del 6 febbraio presso tutti i canali social di USB sarà disponibile la diretta della giornata con interventi e contributi dalle piazze nazionali e internazionali. Si profila una giornata di lotta e di solidarietà internazionale, la dimostrazione che si può concretamente fare qualcosa contro la guerra, le aggressioni, le rapine di risorse e contro gli effetti dell’economia di guerra mettendo insieme più sindacati di più paesi. Un primo punto di partenza ma che marca un livello di mobilitazione che può mettere in difficoltà i disegni di sfruttamento dei portuali e di tutti i lavoratori da parte di chi oggi pensa di guidare il mondo. La solidarietà internazionale è una parte essenziale del nostro futuro!“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della serata ha riguardato un appuntamento che si terrà venerdì 6 febbraio presso il Laboratorio Malaerba a Torino, ovvero un evento a metà tra reading teatrale e di riflessione sul tema delle mafie. Abbiamo ospitato al telefono Antonio Vesco, antropologo e sociologo che si occupa appunto di studio dei fenomeni mafiosi per farci raccontare qualcosa di più su questo evento, oltre che per parlarci del suo ultimo libro “Criminalità immaginate” edito da Tangerin edizioni, da cui sono estratti molti brani di questa sorta di conferenza teatrale. Ci siamo fatti spiegare il perchè il mondo considerato mafioso e quello del precariato lavorativo finiscono per incrociarsi all’interno del testo di Antonio Vesco e da quali casi di studio è partito per analizzare il fenomeno. Vi invitiamo perciò a partecipare a questo evento che ricordiamo si terrà il 6 febbraio alle ore 19:30 presso il Laboratorio Malaerba in Via Verres 4 a Torino. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello di un provvedimento disciplinare, subito da una lavoratrice che lavorava come dipendente da più di trent’anni presso il supermercato Pam di via Sabotino a Grosseto a fronte di un provvedimento disciplinare erogato dall’azienda che le è costato il licenziamento diretto. Il tutto è partito da un banalissimo episodio: La dipendente dopo il turno di lavoro aveva fatto compere presso lo stesso esercizio per il quale lavorava, ma dopo aver fatto cadere per incidente un flacone di detersivo, con il permesso del responsabile del punto vendita, ne ha preso un altro dagli scaffali. L’azienda la accusa pertanto di furto. Ne abbiamo parlato con Paolo Martellucci, avvocato della lavoratrice, che assieme al siundacato FILCAMS CGIL ha preso in carico la vertenza. Buon ascolto
February 5, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 03/02/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello dello sciopero internazionale dei porti, indetto e coordinato dal CALP e dal sindacato di base USB, e che sempre nelle acque del Mediterraneo avrà luogo in Grecia, nei Paesi Baschi, in Marocco e in Turchia. Anche qui in Italia ci saranno manifestazioni che vedranno protagonisti i portuali di ben 11 città, coinvolti attivamente contro la logistica di guerra. Abbiamo intervistato Riccardo dei CALP per farci spiegare le rivendicazioni e la portata di questa iniziativa, per poi addentrarci sulle condizioni generali vissute da chi lavora nei porti e che da qualche anno a questa parte si ritrova volente o nolente in prima linea contro la logica di guerra permanente e riarmo. Di seguito il comunicato dello sciopero: 6 Febbraio 2026: “I Portuali non lavorano per la guerra”. Giornata internazionale di azione congiunta dei porti I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione e lotta il 6 febbraio 2026. In quella giornata, i lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da decenni, convocata sulle seguenti motivazioni: per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra; per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali; per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche; per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriore privatizzazioni e automazione dei porti. Ecco l’elenco delle iniziative in Italia indette per quel giorno: Genova – ore 18.30 – Varco San Benigno Livorno – ore 17.30 – piazza 4 Mori Trieste – ore 17.30 – Cia K. Ludwig Von Bruck presso autorità portuale Trieste Ravenna – ore 15.00 Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale) Ancona – ore 18.00 Piazza del Crocifisso Civitavecchia – ore 18.00 – Piazza Pietro Gugliemotti Salerno – ore 17.00 – varco principale al porto Bari – ore 16:00 – Terminal Porto Crotone – ore 17.30 – Piazza marinai d’Italia presso l’entrata del porto. Palermo – ore 16.30 – Varco Santa Lucia Cagliari – ore 17:00 – via Roma lato porto Queste sono le principali iniziative convocate nei principali porti europei dalle organizzazioni sindacali che hanno chiamato il 6 febbraio: Pireo (Grecia) – Appuntamento alle 10.30 l.t. davanti all’ingresso principale del porto Elefsina (Grecia) – Appuntamento alle ore 10.30 l.t davanti all’ingersso principale del porto. Bilbao (Paesi Baschi) – Ore 10.00 preso il porto Pasaia/ San Sebastian (Paesi Baschi) – ore 10.00 presso il porto Mersin (Turchia) – ore 10.30 l.t. terminal porto Tangeri (Marocco) – ore 10.00 presso l’ingresso del porto (al momento da confermare visto il grave allarme meteo che potrebbe chiudere il porto). Hanno espresso solidarietà e sostegno alla giornata del 6 febbraio l’IDC (International Dockworkers Council), la WFTU (Federazione Sindacale Mondiale) e la TUI Tppfc – Federazione dei trasporti Europei sempre della FSM. Sono arrivate adesioni in supporto e solidarietà da altri porti europei tramite gruppi indipendenti di lavoratori portuali e movimenti sociali e politici: Amburgo – Manifestazione con più appuntamenti che parte alle ore 13.00 presso il terminal Hapag-Lloyd per finire alle ore 17.00 davanti al consolato americano. Brema – Manifestazione dalle ore 12.30 alle ore 14.15 presso l’Eurogate del porto di Brema. Marsiglia – Manifestazione dalle 12.00 alle 14.00 davanti all’ingresso del porto commerciale di Fos-De-Mer alla presenza di sindacalisti e portuali per la Palestina e indipendenti. Per quanto riguarda oltre l’Europa, la giornata del 6 febbraio sta incontrando molte adesioni e manifestazioni di solidarietà soprattutto da USA e Sud America che sono in via di aggiornamento nelle prossime ore Al momento, negli USA abbiamo ricevuto il sostegno da parte del movimento del “Stop Us-Led War” attivo anche in Venezuela e Colombia e abbiamo anche ricevuto la solidarietà del sindacato di Minneapolis SEIU Local 26, tra i protagonisti degli scioperi generali al grido ICE OUT. In Colombia segnaliamo l’iniziativa convocata in solidarietà con la giornata del 6 febbraio dal movimento “Green go home” davanti all’ambasciata USA di Bogotà alle 4 del pomeriggio. Manifestazione di solidarietà e vicinanza anche dal sindacato dei lavoratori petroliferi del Brasile. Dalle ore 17.30 del 6 febbraio presso tutti i canali social di USB sarà disponibile la diretta della giornata con interventi e contributi dalle piazze nazionali e internazionali. Si profila una giornata di lotta e di solidarietà internazionale, la dimostrazione che si può concretamente fare qualcosa contro la guerra, le aggressioni, le rapine di risorse e contro gli effetti dell’economia di guerra mettendo insieme più sindacati di più paesi. Un primo punto di partenza ma che marca un livello di mobilitazione che può mettere in difficoltà i disegni di sfruttamento dei portuali e di tutti i lavoratori da parte di chi oggi pensa di guidare il mondo. La solidarietà internazionale è una parte essenziale del nostro futuro!“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della serata ha riguardato un appuntamento che si terrà venerdì 6 febbraio presso il Laboratorio Malaerba a Torino, ovvero un evento a metà tra reading teatrale e di riflessione sul tema delle mafie. Abbiamo ospitato al telefono Antonio Vesco, antropologo e sociologo che si occupa appunto di studio dei fenomeni mafiosi per farci raccontare qualcosa di più su questo evento, oltre che per parlarci del suo ultimo libro “Criminalità immaginate” edito da Tangerin edizioni, da cui sono estratti molti brani di questa sorta di conferenza teatrale. Ci siamo fatti spiegare il perchè il mondo considerato mafioso e quello del precariato lavorativo finiscono per incrociarsi all’interno del testo di Antonio Vesco e da quali casi di studio è partito per analizzare il fenomeno. Vi invitiamo perciò a partecipare a questo evento che ricordiamo si terrà il 6 febbraio alle ore 19:30 presso il Laboratorio Malaerba in Via Verres 4 a Torino. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello di un provvedimento disciplinare, subito da una lavoratrice che lavorava come dipendente da più di trent’anni presso il supermercato Pam di via Sabotino a Grosseto a fronte di un provvedimento disciplinare erogato dall’azienda che le è costato il licenziamento diretto. Il tutto è partito da un banalissimo episodio: La dipendente dopo il turno di lavoro aveva fatto compere presso lo stesso esercizio per il quale lavorava, ma dopo aver fatto cadere per incidente un flacone di detersivo, con il permesso del responsabile del punto vendita, ne ha preso un altro dagli scaffali. L’azienda la accusa pertanto di furto. Ne abbiamo parlato con Paolo Martellucci, avvocato della lavoratrice, che assieme al siundacato FILCAMS CGIL ha preso in carico la vertenza. Buon ascolto
February 5, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 03/02/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello dello sciopero internazionale dei porti, indetto e coordinato dal CALP e dal sindacato di base USB, e che sempre nelle acque del Mediterraneo avrà luogo in Grecia, nei Paesi Baschi, in Marocco e in Turchia. Anche qui in Italia ci saranno manifestazioni che vedranno protagonisti i portuali di ben 11 città, coinvolti attivamente contro la logistica di guerra. Abbiamo intervistato Riccardo dei CALP per farci spiegare le rivendicazioni e la portata di questa iniziativa, per poi addentrarci sulle condizioni generali vissute da chi lavora nei porti e che da qualche anno a questa parte si ritrova volente o nolente in prima linea contro la logica di guerra permanente e riarmo. Di seguito il comunicato dello sciopero: 6 Febbraio 2026: “I Portuali non lavorano per la guerra”. Giornata internazionale di azione congiunta dei porti I sindacati Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione e lotta il 6 febbraio 2026. In quella giornata, i lavoratori portuali di circa 21 tra i più importanti porti europei e del Mediterraneo, da Tangeri a Mersin, passando Bilbao, da gran parte dei porti italiani e dal Pireo ed Elefsina, manifesteranno e sciopereranno insieme, una forma concreta di protesta al quale non si assisteva da decenni, convocata sulle seguenti motivazioni: per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra; per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, pensioni, diritti e condizioni di salute e sicurezza per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali; per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche; per respingere il riarmo come alibi per introdurre ulteriore privatizzazioni e automazione dei porti. Ecco l’elenco delle iniziative in Italia indette per quel giorno: Genova – ore 18.30 – Varco San Benigno Livorno – ore 17.30 – piazza 4 Mori Trieste – ore 17.30 – Cia K. Ludwig Von Bruck presso autorità portuale Trieste Ravenna – ore 15.00 Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale) Ancona – ore 18.00 Piazza del Crocifisso Civitavecchia – ore 18.00 – Piazza Pietro Gugliemotti Salerno – ore 17.00 – varco principale al porto Bari – ore 16:00 – Terminal Porto Crotone – ore 17.30 – Piazza marinai d’Italia presso l’entrata del porto. Palermo – ore 16.30 – Varco Santa Lucia Cagliari – ore 17:00 – via Roma lato porto Queste sono le principali iniziative convocate nei principali porti europei dalle organizzazioni sindacali che hanno chiamato il 6 febbraio: Pireo (Grecia) – Appuntamento alle 10.30 l.t. davanti all’ingresso principale del porto Elefsina (Grecia) – Appuntamento alle ore 10.30 l.t davanti all’ingersso principale del porto. Bilbao (Paesi Baschi) – Ore 10.00 preso il porto Pasaia/ San Sebastian (Paesi Baschi) – ore 10.00 presso il porto Mersin (Turchia) – ore 10.30 l.t. terminal porto Tangeri (Marocco) – ore 10.00 presso l’ingresso del porto (al momento da confermare visto il grave allarme meteo che potrebbe chiudere il porto). Hanno espresso solidarietà e sostegno alla giornata del 6 febbraio l’IDC (International Dockworkers Council), la WFTU (Federazione Sindacale Mondiale) e la TUI Tppfc – Federazione dei trasporti Europei sempre della FSM. Sono arrivate adesioni in supporto e solidarietà da altri porti europei tramite gruppi indipendenti di lavoratori portuali e movimenti sociali e politici: Amburgo – Manifestazione con più appuntamenti che parte alle ore 13.00 presso il terminal Hapag-Lloyd per finire alle ore 17.00 davanti al consolato americano. Brema – Manifestazione dalle ore 12.30 alle ore 14.15 presso l’Eurogate del porto di Brema. Marsiglia – Manifestazione dalle 12.00 alle 14.00 davanti all’ingresso del porto commerciale di Fos-De-Mer alla presenza di sindacalisti e portuali per la Palestina e indipendenti. Per quanto riguarda oltre l’Europa, la giornata del 6 febbraio sta incontrando molte adesioni e manifestazioni di solidarietà soprattutto da USA e Sud America che sono in via di aggiornamento nelle prossime ore Al momento, negli USA abbiamo ricevuto il sostegno da parte del movimento del “Stop Us-Led War” attivo anche in Venezuela e Colombia e abbiamo anche ricevuto la solidarietà del sindacato di Minneapolis SEIU Local 26, tra i protagonisti degli scioperi generali al grido ICE OUT. In Colombia segnaliamo l’iniziativa convocata in solidarietà con la giornata del 6 febbraio dal movimento “Green go home” davanti all’ambasciata USA di Bogotà alle 4 del pomeriggio. Manifestazione di solidarietà e vicinanza anche dal sindacato dei lavoratori petroliferi del Brasile. Dalle ore 17.30 del 6 febbraio presso tutti i canali social di USB sarà disponibile la diretta della giornata con interventi e contributi dalle piazze nazionali e internazionali. Si profila una giornata di lotta e di solidarietà internazionale, la dimostrazione che si può concretamente fare qualcosa contro la guerra, le aggressioni, le rapine di risorse e contro gli effetti dell’economia di guerra mettendo insieme più sindacati di più paesi. Un primo punto di partenza ma che marca un livello di mobilitazione che può mettere in difficoltà i disegni di sfruttamento dei portuali e di tutti i lavoratori da parte di chi oggi pensa di guidare il mondo. La solidarietà internazionale è una parte essenziale del nostro futuro!“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della serata ha riguardato un appuntamento che si terrà venerdì 6 febbraio presso il Laboratorio Malaerba a Torino, ovvero un evento a metà tra reading teatrale e di riflessione sul tema delle mafie. Abbiamo ospitato al telefono Antonio Vesco, antropologo e sociologo che si occupa appunto di studio dei fenomeni mafiosi per farci raccontare qualcosa di più su questo evento, oltre che per parlarci del suo ultimo libro “Criminalità immaginate” edito da Tangerin edizioni, da cui sono estratti molti brani di questa sorta di conferenza teatrale. Ci siamo fatti spiegare il perchè il mondo considerato mafioso e quello del precariato lavorativo finiscono per incrociarsi all’interno del testo di Antonio Vesco e da quali casi di studio è partito per analizzare il fenomeno. Vi invitiamo perciò a partecipare a questo evento che ricordiamo si terrà il 6 febbraio alle ore 19:30 presso il Laboratorio Malaerba in Via Verres 4 a Torino. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello di un provvedimento disciplinare, subito da una lavoratrice che lavorava come dipendente da più di trent’anni presso il supermercato Pam di via Sabotino a Grosseto a fronte di un provvedimento disciplinare erogato dall’azienda che le è costato il licenziamento diretto. Il tutto è partito da un banalissimo episodio: La dipendente dopo il turno di lavoro aveva fatto compere presso lo stesso esercizio per il quale lavorava, ma dopo aver fatto cadere per incidente un flacone di detersivo, con il permesso del responsabile del punto vendita, ne ha preso un altro dagli scaffali. L’azienda la accusa pertanto di furto. Ne abbiamo parlato con Paolo Martellucci, avvocato della lavoratrice, che assieme al siundacato FILCAMS CGIL ha preso in carico la vertenza. Buon ascolto
February 5, 2026
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