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Cala Finanza, il governo revoca la ZES al progetto Tavolara Bay
La revoca della Zona Economica Speciale al progetto Tavolara Bay da parte del governo segna una delle più grandi vittorie popolari della Sardegna contemporanea. Cala Finanza diventa il punto di svolta di una stagione di resistenza civile che ha rimesso al centro la difesa del territorio, la sovranità comunitaria e la capacità dei sardi di riconoscersi come popolo. Una vittoria che molti paragonano a Pratobello, ma con una differenza decisiva: nel 1969 fu una comunità a respingere lo Stato, oggi è stato un intero popolo a respingere una speculazione globale travestita da sviluppo. Per mesi la Sardegna ha vissuto una mobilitazione capillare, militante, continua. Presìdi, assemblee, controinformazione, ricorsi, iniziative spontanee. Una pressione sociale che ha attraversato paesi, città, coste, montagne. Una rete di cittadini che ha trasformato Cala Finanza in un simbolo identitario, un luogo dove la difesa della terra è diventata difesa della dignità. La revoca della ZES non è un atto tecnico: è la certificazione politica che la Sardegna non accetta di essere trattata come una zona franca per operazioni speculative. La reazione è stata immediata e collettiva. In un’epoca dominata dalla frammentazione, dall’individualismo e dalla retorica della crescita a ogni costo, i sardi hanno dimostrato una capacità reattiva senza precedenti. Una resistenzialità che non nasce dall’emergenza, ma da una coscienza maturata nel tempo: la consapevolezza che il territorio non è una merce, che la costa non è un asset, che la comunità non è un ostacolo ma un soggetto politico. Cala Finanza ha unito generazioni diverse, sensibilità diverse, territori diversi. Ha rimesso al centro l’idea di popolo come corpo unico, come comunità che decide, che si oppone, che difende. La vittoria non è solo la fine di un progetto: è l’inizio di una nuova fase. Una fase in cui la Sardegna rivendica il diritto di scegliere il proprio futuro, di proteggere i propri luoghi, di respingere chi tenta di trasformare la bellezza in profitto privato. La costa di Loiri Porto San Paolo rimane ciò che deve essere: patrimonio collettivo, spazio di vita, non vetrina per investimenti miliardari. La revoca della ZES è un precedente che peserà su ogni tentativo futuro di aggirare la volontà popolare, un segnale che potrà influenzare altre battaglie territoriali in Italia. E qui si apre un fronte nuovo: ciò che è accaduto in Sardegna può diventare un precedente importante anche per la Puglia, dove comunità e territori stanno affrontando pressioni analoghe, progetti invasivi, tentativi di privatizzazione mascherati da sviluppo. Cala Finanza dimostra che la mobilitazione dal basso può ribaltare decisioni già scritte, che la partecipazione può fermare la macchina della speculazione, che un popolo unito può difendere la propria terra. La Sardegna ha mostrato una via: resistere, organizzarsi, vincere. Cala Finanza è già leggenda. Non per retorica, ma perché ha dimostrato che quando un popolo decide di alzarsi in piedi, nessuno lo ferma. Un grazie enorme va a tutti i comitati, associazioni, cittadini e amministratori che hanno combattuto questa battaglia. Grazie al popolo sardo. SOS Cala Finanza Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus SURRA Comitato Costituzione Attiva Sassari Rete #NOBAVAGLIO Sardegna – liberi e informati     Rete #NOBAVAGLIO
July 2, 2026
Pressenza
MILANO: IL CSA VITTORIA LASCIA LA STORICA SEDE DI VIA MURATORI, LIBERATA NEL 1995
Il Csa Vittoria di Milano, dopo 31 anni, lascia la storica sede di via Muratori, liberata nel 1995. A dirlo un comunicato di compagne e compagni, dove si legge: “Dopo 31 anni lasciamo casa nostra, la nostra bellissima sede di via Muratori dove è passato e si è confrontato un intero movimento e un pezzo di storia milanese. Non nascondiamo il nostro forte disagio nell’abbandonare quelle mura piene di murales e di slogan di contenuto ma il Vittoria siamo noi. Le compagne e compagni che dal 1995 a Milano hanno provato ad  assumersi la responsabilità di tenere la “barra a dritta”, ideologicamente e politicamente, con scelte che ci hanno fatto dividere e poi riavvicinare, separarci e poi riabbracciarci, con le altre realtà in un rapporto di confronto dialettico sempre trasparente ma anche sempre rigoroso”. In attesa di novità nelle prossime settimane, il Csa Vittoria spiega che “le cose cambiano. Un nuovo capitolo della nostra storia dunque, ma il Vittoria siamo noi e quindi muta lo spazio ma non la nostra dimensione politica comunista e la nuova sede sarà un nuovo stimolo per ragionare, valutare, confrontarci tra di noi e proporre all’esterno e alle compagne e compagni che saranno al nostro fianco, analisi e pratiche sul come incidere sul presente di guerra e sfruttamento per ribaltare il tavolo di comando della classe al potere”. Su Radio Onda d’Urto intervista a Elio Lupoli, compagno del Csa Vittoria di Milano.  Ascolta o scarica
June 23, 2026
Radio Onda d`Urto
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Handalino pronto a salpare a bordo dell'imbarcazione magica diretta a #Gaza. L'accoglie il Vecchio Marinaio che attende di raccontare la fiaba di Conigliopoli e Coniglio Clown alle bimbe e ai bimbi di #Palestina. #Vittoria (Ragusa), domenica 31 maggio 2026 - Scenica Festival
June 2, 2026
Antonio Mazzeo
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Devo ancora dire mille volte grazie alle bimbe e ai bimbi #palestinesi e alla loro straordinaria resistenza sumud alla barbarie israeliana. Oggi perché nelle bellissime attività che abbiamo portato avanti a #Modica, #Ragusa Ibla e #Vittoria abbiamo potuto apprendere quanta sensibilità ci sia per Gaza e quanta voglia di condividere gioia e vicinanza esista tra ii bimbi ragusani e i tanti piccoli siciliani figli del Maghereb.
June 2, 2026
Antonio Mazzeo
Modica: mamme, soldati, scuole
Riprendiamo dal sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università il comunicato del Comitato delle mamme di Modica Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento militare nelle scuole Pubblichiamo il documento firmato dal Movimento delle mamme di Modica sul coinvolgimento di 180 alunni e alunne delle scuole superiori di Modica, Ragusa, Vittoria e Comiso in un corso di
Nove Maggio
Il dispositivo è ormai evidente. L’Unione Europea è una costruzione cosi fragile e paradossale che per sussistere deve appoggiarsi a un nemico assoluto: la Russia appunto. Una idea tutt’altro che condivisa da popoli sempre più scettici e impoveriti, ma ormai di granitica consistenza sia presso le elites liberali che presso […] L'articolo Nove Maggio su Contropiano.
May 10, 2026
Contropiano
9 maggio 2015, quando l’Occidente cominciò a perdere la guerra in Ucraina
Per il 9 maggio del 2015, un bel undici anni fa, sul sito del giornale di cui ero allora vice-direttore scrissi un articolo che più o meno diceva: cari Paesi occidentali che boicottate la parata con cui la Russia festeggia la vittoria sul nazismo, non vi rendete conto dell’errore clamoroso […] L'articolo 9 maggio 2015, quando l’Occidente cominciò a perdere la guerra in Ucraina su Contropiano.
May 9, 2026
Contropiano
Il 9 maggio i comunisti ci mettono la faccia. Corteo a Roma per la vittoria sul nazifascismo
Dopo la riuscita manifestazione dello scorso anno, anche questo 9 maggio a Roma si terrà la manifestazione in occasione della Giornata della Vittoria sul nazifascismo, contro la guerra e il riarmo, per riaffermare la prospettiva del socialismo. Da anni è evidente che siamo di fronte ad una battaglia ideologica a […] L'articolo Il 9 maggio i comunisti ci mettono la faccia. Corteo a Roma per la vittoria sul nazifascismo su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Negoziare significa perdere tutto. L’Iran e le lezioni della storia
Gli storici del futuro ricorderanno questo momento come la fine del secolo americano. Non la crisi finanziaria del 2008, né il ritiro dall’Afghanistan del 2021, né alcuno degli altri momenti che gli analisti hanno indicato come punti di svolta. Ma questo momento. L’ultimatum di 48 ore che si è trasformato […] L'articolo Negoziare significa perdere tutto. L’Iran e le lezioni della storia su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
FT: L’approccio di Netanyahu è la ricetta per una guerra perpetua
La decisione di entrare in guerra con l’Iran è stata impopolare negli Stati Uniti. Ma in Israele, il conflitto gode di un sostegno schiacciante, con oltre l’80% dell’opinione pubblica favorevole all’attacco. Nessuno si è impegnato più del Primo Ministro Benjamin Netanyahu per dimostrare che l’Iran rappresenta una minaccia esistenziale per […] L'articolo FT: L’approccio di Netanyahu è la ricetta per una guerra perpetua su Contropiano.
March 25, 2026
Contropiano