Tag - basket

Lo spettro di NBA Europe e la sfida dello sport popolare
Uno spettro si aggira per l’Europa. E no, non è quello di cui parlavano Marx ed Engels: si  chiama NBA Europe. NBA Europe non è altro che un progetto messo in atto dalla National Basketball Association americana per colonizzare il basket europeo. Un fantasma che non si è ancora materializzato, eppure sta già lasciando macerie sul suo cammino. In Italia, le prime vittime sacrificali di questa operazione estrattiva sono state due piazze storiche della Serie A, come Brescia e Cremona, letteralmente cancellate dal campionato. Al loro posto, seguendo una pura logica di mercato, sono frettolosamente apparse dal nulla due nuove squadre a  Roma, la capitale che dal 2020 non era presente nella massima serie. Questo sbarco predatorio, tuttavia, non nasce per caso. Da una parte, la necessità del carrozzone statunitense di allargare e mantenere un bacino d’utenza quando probabilmente il picco si è già saturato. Negli States c’è, infatti, una continua necessità di rinnovamento volta ad aumentare lo spettacolo. Pensiamo all’NBA Cup durante la regular season del campionato, ma anche alle diverse formule tentate nel corso degli anni per ridare lustro all’All-Star Game, che sta perdendo appeal di giorno in giorno. Dall’altra parte c’è il basket europeo, dove la situazione, specialmente in alcuni Paesi come l’Italia, è a dir poco disastrosa: franchigie che falliscono ogni anno, imprenditori impresentabili che investono in squadre di basket con obiettivi poco limpidi: basti pensare al caso di Trapani, dove il progetto del patron Valerio Antonini è imploso nel giro di pochi mesi tra irregolarità amministrative, penalizzazioni, partenze dei giocatori, fino all’esclusione della Trapani Shark dal campionato di Serie A nel gennaio 2026. Un epilogo grottesco, arrivato dopo gare disputate con roster ridotti all’osso e culminato nella sanzione da 600.000 euro e nell’annullamento di tutte le partite giocate in quella stagione. Una combinazione di necessità (in casa) e di opportunità (in Europa) troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. LO STATUS QUO DELL’EUROLEGA E GLI AMBASCIATORI DI NBA EUROPE E così il fantasma sta piano piano cercando di materializzarsi, di prendere forma, di rendersi concreto. Colonizzare l’eurobasket, però, non è cosa semplice. Certo ci sono casi come quelli di Trapani o società “piccole” come Brescia e Cremona, ma ci sono anche corazzate tra loro confederate, come il sistema Eurolega. Proprio l’Eurolega, che in questo scenario di paura si contrappone a NBA Europe, non è che l’altra faccia della medaglia. Quell’Eurolega targata Turkish Airlines che fa da sport-washing al regime di Erdogan, che dà spazio e legittimità alle squadre israeliane, che è arrivata ad accogliere la squadra Dubai Basketball, un’altra creatura mostruosa che ha preso vita dal nulla nel 2024 e che nel 2025 è già stata ammessa nell’esclusiva Eurolega, solo per avere appoggio economico dal regime degli emirati arabi. Per affrontare questi ostacoli, in Italia si sta muovendo Luka Dončić, ventisettenne giocatore sloveno in forza ai Los Angeles Lakers, arrivato a Roma per fare le veci della cordata guidata dall’ex-general manager dei Dallas Mavericks Donnie Nelson, della quale lo stesso Dončić fa parte. È proprio questo gruppo ad aver acquisito il titolo sportivo della Vanoli Cremona per trasferirlo nella Capitale e dare vita al Basketball Club Roma SPQR, con l’obiettivo dichiarato di candidarsi a entrare nella futura NBA Europe. E qui il fantasma comincia effettivamente ad assumere sembianze umane. Non quelle di un oscuro fondo d’investimento o di qualche dirigente americano sconosciuto al grande pubblico, ma quelle di uno dei giocatori più forti e riconoscibili al mondo. Dončić arriva a Roma, incontra il sindaco Roberto Gualtieri in Campidoglio, palleggia sul Centrale del Foro Italico, si concede ai tifosi e annuncia Nico Mannion come primo giocatore del nuovo progetto. Una vera e propria operazione di legittimazione mediatica: il progetto ancora non esiste nella forma definitiva, ma il suo volto sì, ed è difficilmente contestabile. La scelta non è casuale. Per entrare in un ecosistema come quello europeo, profondamente legato alla storia dei club, alle rivalità cittadine e a un’identità sportiva costruita nel corso di decenni, non basta presentarsi con un business plan e qualche centinaio di milioni di dollari. Serve costruire consenso. Serve rendere desiderabile qualcosa che, almeno per una parte del movimento cestistico europeo, potrebbe rappresentare una minaccia diretta all’assetto esistente. E allora quale corpo migliore, per il fantasma, di quello di Luka Dončić? Europeo, cresciuto cestisticamente nel Real Madrid, superstar assoluta negli Stati Uniti: praticamente la personificazione perfetta del ponte che NBA Europe vorrebbe costruire tra i due mondi. LA CAMPAGNA NO NBA EUROPE Che ruolo abbiamo noi, appassionatə del gioco del basket, attivistə dello sport popolare? Come prendiamo parola e, come entriamo in azione in questo campo di battaglia del terrore, dove si contrappongono figure mostruose? Non possiamo essere spettatori e spettatrici dell’ennesimo gioco al massacro speculativo sulla pelle del nostro amato sport. E non perché la pallacanestro sia un feticcio da difendere, ma perché tra i palleggi con la palla a spicchi e i rimbalzi sotto canestro, crescono e cambiano le vite di milioni di persone (circa 400.000 sono i tesserati FIP solo in Italia). > È proprio a partire da questa domanda che, negli ultimi mesi, abbiamo iniziato > a costruire la campagna No NBA Europe. Oggi ne fanno già parte Lokomotiv > Prenestino di Roma, Aurora Vanchiglia di Torino, San Precario di Padova e Rete > Teste Mobili di Genova. Realtà diverse, in città diverse, accomunate però da > una convinzione molto semplice: lo sport non può essere lasciato nelle mani di > chi lo considera esclusivamente un mercato da conquistare. È da qui che dobbiamo partire, dall’accesso allo sport. Perché mentre ci raccontano che l’arrivo di NBA Europe porterà investimenti, visibilità e finalmente “grande basket” nelle nostre città, migliaia di persone fanno i conti ogni giorno con tutt’altra realtà: palestre insufficienti, impianti pubblici in condizioni precarie, costi di iscrizione sempre più alti, società di base costrette a contendersi gli spazi e famiglie che semplicemente non possono permettersi di far praticare sport ai propri figli. E ancora una volta vogliono venderci la vecchia favola della trickle-down economics: lasciate entrare i grandi investitori, lasciateli fare affari, costruire arene, spostare squadre e mettere a valore le nostre città, perché prima o poi qualcosa ricadrà anche su di noi. Qualche briciola, qualche ora di palestra, qualche iniziativa per i quartieri, qualche progetto per i giovani. E dovremmo pure ringraziare, raccogliendo le poche gocce lasciate cadere dall’alto mentre il grosso del valore viene estratto dal nostro sport, a discapito di tifosə e dei territori. È la stessa logica di sempre: privatizzare i profitti e socializzare i costi, presentando come sviluppo ciò che molto spesso è soltanto un processo estrattivo, calato dall’alto e costruito sugli interessi di chi dispone del capitale. TAPPETI ROSSI PER IL CAPITALE, PALESTRE CHIUSE PER I TERRITORI La contraddizione è enorme. Mancano soldi e strutture per garantire concretamente il diritto allo sport, ma quando si presenta un grande investitore privato le istituzioni improvvisamente trovano tempo, disponibilità, interlocutori, impianti e tappeti rossi. A Roma lo abbiamo visto in maniera plastica. Dončić, volto di una cordata imprenditoriale interessata al mercato cestistico romano, in una sola giornata incontra FIP, Sport e Salute, il ministro dell’Economia e il sindaco Roberto Gualtieri; visita gli impianti e discute del futuro della nuova società. Gualtieri definisce l’incontro «cordiale e positivo» e parla apertamente della volontà di vedere nascere un «top team di basket a Roma». > Tradotto politicamente: benvenuti, accomodatevi. Prima ancora di capire quale > sarà l’impatto di questa operazione sul basket romano, sulle società già > presenti, sull’utilizzo degli impianti pubblici e sull’intero movimento > cittadino, l’amministrazione sembra aver già scelto da che parte stare. Questa disponibilità preventiva verso chi porta capitale stride ancora di più se confrontata con le difficoltà che attraversano quotidianamente le realtà sportive territoriali. È significativo osservare quali interlocutori riescono ad avere immediatamente accesso ai luoghi del potere e quali, invece, devono lottare per ottenere qualche ora in una palestra. POLISPORTIVE POPOLARI DI TUTTA EUROPA: UNIAMOCI! Le realtà dello sport popolare esistono, sono tante, ma troppo spesso lavorano isolate. Esperienze diverse che però affrontano problemi molto simili: accesso agli spazi, concessioni, costi, scarsità di strutture, rapporti con le amministrazioni, progressiva privatizzazione dello sport. Dobbiamo metterle in rete, non soltanto per opporci a NBA Europe, ma per essere abbastanza forti da intervenire ogni volta che lo sport viene trasformato in qualcosa che esclude anziché includere. Condividere informazioni, organizzare iniziative comuni, costruire momenti pubblici, entrare nelle assemblee e nei quartieri, fare pressione sulle amministrazioni, sostenersi quando uno spazio viene messo in discussione. E soprattutto affermare una cosa molto semplice: prima delle grandi arene, dei grandi eventi e delle nuove franchigie deve venire la possibilità per tuttə di giocare. Per una volta, inoltre, abbiamo un vantaggio che raramente abbiamo avuto: ci stiamo muovendo prima. NBA Europe ancora non esiste. Il fantasma non si è ancora completamente materializzato. Il progetto ha una strategia, degli obiettivi chiari, dei primi soggetti coinvolti, ma non è ancora diventato qualcosa di inevitabile. > Ed è proprio adesso che sarebbe un errore rilassarsi, aspettare che tutto sia > definito e cominciare a protestare soltanto quando squadre, impianti, > calendari e investimenti saranno già stati decisi. Siamo abituatə troppo spesso a mobilitarci quando il danno è già fatto: quando uno spazio è stato privatizzato, quando una palestra è stata chiusa, quando una società è scomparsa, quando un progetto è stato approvato e ci viene spiegato che ormai non si può più tornare indietro. Questa volta possiamo provare a fare il contrario, prepararci prima, organizzarci prima, fare rete prima. Non sappiamo ancora quale forma definitiva prenderà questo fantasma. Proprio per questo dobbiamo continuare a seguirne ogni movimento, costruire legami tra le realtà che praticano sport popolare e farci trovare prontə nel momento in cui proverà davvero a mettere le mani sulle nostre città. Perché se NBA Europe vuole trovare davanti a sé soltanto amministrazioni disponibili, mercati da conquistare e tifosə da trasformare in clienti, dobbiamo fare in modo che trovi anche qualcos’altro: una rete organizzata di persone che considera lo sport un diritto e che non ha nessuna intenzione di consegnarglielo. per aderire alla campagna o avere più informazioni si può scrivere a no.nba.europe@tutamail.com la copertina è di Markus Spiske via Pexels Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo Lo spettro di NBA Europe e la sfida dello sport popolare proviene da DINAMOpress.
September 14, 2026
DINAMOpress
SPORT BUSINESS: DOPO IL CALCIO, BRESCIA RISCHIA DI PERDERE ANCHE IL BASKET. INTERVISTA AGLI “IRRIDUCIBILI LEONESSA”
Sport e business. Dopo il calcio, il basket: Brescia in 2 estati rischia di perdere seriamente le principali società dei due sport più seguiti e praticati. Se l’estate 2025 è stata quella del fallimento del Brescia Calcio “targato” Massimo Cellino, rimpiazzato dal trasferimento forzato della Feralpi di Pasini da Salò allo stadio Rigamonti con il nome di “Union”, oggi pomeriggio – venerdì 26 giugno – potrebbe scendere la parola fine sulla Pallacanestro Brescia, da un decennio esatto in serie A, vincitrice nel 2023 della Coppa Italia e oggi in mano al gruppo Germani, colosso bresciano nel trasporto di prodotti industriali, rifiuti e prodotti speciali, con il presidente Mauro Ferrari. Sullo sfondo delle prossime ore c’è la decisione del Consiglio federale della Fip sulla sostanziale cessione del titolo a Roma, impegnata nella corsa a prendere parte al nuovo giocattolo importato dagli Usa, pomposamente chiamato “Nba Europe”. In mezzo, però, ci sono centinaia di atleti, in particolare bambini e ragazzi, e migliaia di tifosi. Tra loro lo storico gruppo del tifo organizzato della Pallacanestro Brescia, gli Irriducibili Leonessa, nati nel 2010. Su Radio Onda d’Urto l’intervisita a Paolo, degli Irriducibili Leonessa. Ascolta o scarica
June 26, 2026
Radio Onda d`Urto
[2026-05-23] Sumud Basketball @ Quadrato Ex-Snia
SUMUD BASKETBALL Quadrato Ex-Snia - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (sabato, 23 maggio 10:30)  SABATO 23 MAGGIO dalle 10:30, al Quadrato della Ex-Snia la Lokomotiv ospiterà un gruppo di bambine e bambini profughi da Gaza che, grazie al lavoro del collettivo Arti in Sumud e del coach Vittorio Beltrami, stanno utilizzando palloni e canestri come strumento di crescita, inclusione e resistenza. Vi aspettiamo per accoglierli nella nostra comunità e condividere una mattinata di sport, gioco e amicizia. A seguire, ci fermeremo tutti insieme a pranzo. #freePalestine #ControOgniFascismo
May 22, 2026
Gancio de Roma
[2026-03-29] XII Trofeo Dario Simonetti @ Quadrato Ex-Snia
XII TROFEO DARIO SIMONETTI Quadrato Ex-Snia - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (domenica, 29 marzo 12:30) 29 Marzo 2026 Il campetto ti chiama!   Torneo 3x3 "Dario Simonetti" Domenica 29 Marzo torna l'evento di street basket più atteso della primavera romana: il 12° Torneo 3x3 - Trofeo Dario Simonetti. Come da tradizione, ci ritroveremo al Quadrato della exSNIA per onorare la memoria di Dario a colpi di crossover e tiri da tre. Il livello si alza ogni anno, quindi raduna la tua squadra e vieni a misurarti con i migliori ballers di Roma! Come sempre, la partecipazione di squadre miste è caldamente raccomandata <3. Ecco i dettagli fondamentali per non mancare:  Quando: Domenica 29 Marzo (riconoscimento giocatori e conferma entro le 13:00 sul luogo)  Dove: Playground al Parco delle Energie, Via Prenestina 175  Iscrizione: 10€ a giocatore (la quota include la t-shirt dell'evento e ci aiuta con le spese organizzative)  Extra: Come sempre, non mancheranno da bere, mangiare e tanta musica! Pronto a scendere in campo? Iscrivi la tua squadra il giorno stesso prima delle 12:30, oppure online al link sulle nostre pagine
March 17, 2026
Gancio de Roma
MILANO: PROTESTE PER IL MATCH TRA OLIMPIA E LA SECONDA SQUADRA DI TEL AVIV
In occasione della partita di basket tra le squadre dell’EA7 Olimpia Milano e Hapoel Tel Aviv che si terrà al Forum di Assago giovedì 20 novembre a Milano sono previste azioni di protesta nei confronti della presenza della squadra israeliana. Le proteste di Milano si aggiungono a quelle annunciate per venerdì 21 novembre, data del match tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv al PalaDozza di Bologna. Il gruppo ultras biancorosso Milano Brothers ha annunciato una “panolada”: verranno sventolati fazzoletti bianchi all’interno del palazzetto, in ricordo delle vittime del genocidio in corso nei confronti del popolo palestinese. La protesta dei tifosi si concentra anche contro Eurolega, che non ha escluso le squadre israeliane dalla competizione sportiva. “La speculazione che compie Eurolega facendo leva sulla passione dei tifosi per far tollerare la presenza israeliana nel torneo europeo, è qualcosa di aberrante”, affermano i Milano Brothers su Facebook.  Su questa vicenda abbiamo raccolto il commento di Luca Paladini, Consigliere regionale in Lombardia eletto nelle liste del Patto Civico e fondatore de I Sentinelli di Milano. Paladini parteciperà al match provando a entrare al Forum con una bandiera palestinese. Ascolta o scarica  
November 19, 2025
Radio Onda d`Urto
Al Qaeda entra alla Casa Bianca
Un quarto di secolo dopo l’abbattimento delle Torri Gemelle e l’avvio della “guerra infinita contro il terrorismo” (slogan di George W. Bush), AL Qaeda entra col tappeto rosso alla Casa Bianca. Ieri l’ex “terrorista” Al Jolani, tornato al suo vero nome – Ahmed al-Shara – è stato ricevuto da Dnald […] L'articolo Al Qaeda entra alla Casa Bianca su Contropiano.
November 11, 2025
Contropiano
Bologna. No Virtus–Maccabi Tel Aviv! No alla partita della vergogna
Show israel the red card: blocchiamo tutto! L’assemblea cittadina di venerdi 7 ha lanciato la mobilitazione del 21 novembre contro la partita di Eurolega di Basket col Maccabi Tel Aviv. Dopo la notte di caccia alle persone arabe ad Amsterdam, dopo il divieto di trasferta a Birmingham, a Bologna non […] L'articolo Bologna. No Virtus–Maccabi Tel Aviv! No alla partita della vergogna su Contropiano.
November 9, 2025
Contropiano
SLAM PUNK #03
SABATO 13 SETTEMBRE 20245 SLAM PUNK #3 Torna per la terza (ed ultima?) edizione l’evento che mescola basket, musica e birrette: SLAM PUNK!  La formula ormai la conoscete: TORNEO 3VS3 CHILL, CONCERTI, GOOD VIBES con Punkadeka e una crew di amici e band. Iniziate a segnarvi:  13 SETTEMBRE 2025 – ORE 15:00 (Free Entry) Parco Cittadella […]
July 26, 2025
ALLternative.it