PALESTINA: COLONI SCATENATI NELLA CISGIORDANIA OCCUPATA. RAID E INCENDI AD AL-FAWAR E MASAFER YATTA
“Manterremo il controllo militare della Striscia di Gaza, dobbiamo disarmare
Hamas e comunque non ci sarà mai nessuno Stato palestinese”. A ribadirlo è il
primo ministro Benjamin Netanyahu, liquidando di fatto ogni prospettiva di
soluzione politica e sbeffeggiando, ancora una volta, la pantomima
internazionale della “fase 2″.
Il tutto mentre l’esercito di occupazione continua a colpire con arei, droni,
navi da guerra e artiglieria diverse aree della Striscia: oggi ad est di Gaza
City, Deir el Balah e Khan Younis.
Nelle ultime 24 ore si contano almeno 3 persone sono state uccise a seguito di
attacchi diretti. A questi si aggiunge la morte di un neonato di 12 giorni
all’ospedale Al-Rantisi, deceduto per ipotermia grave: sale così a 12 il numero
dei bambini morti per il freddo dall’inizio della stagione invernale.
Dall’11 ottobre, data di entrata in vigore del finto cessate il fuoco, il numero
delle persone uccise è di almeno 488 morti, 1.350 le persone ferite. Altri 714
corpi sono stati invece recuperati da sotto le macerie, in seguito a raid
israeliani precedenti.
L’aggressione israeliana prosegue anche in Cisgiordania, dove si moltiplicano le
violenze dei coloni, sostenuti politicamente da ministri dell’attuale governo
come Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Presi d’assalto il campo profughi di
Al-Fawar, a Hebron, dove un giovane di 20 anni è stato ucciso dall’esercito
israeliano, e l’area di Masafer Yatta. In entrambi i casi si segnalano incendi
di abitazioni e proprietà palestinesi.
Numerosi anche i raid dell’esercito di occupazione israeliano nei Territori
palestinesi: dai quartieri di Hazma, a nord di Gerusalemme, a Deir Dabwan, a
nord di Ramallah; da al-Kufir, nei pressi di Jenin, fino ad Aqaba, nell’area di
Tubas, e Khirbet. Qui si registrano almeno 3 feriti, mentre altri 2 sono stati
colpiti nei pressi di Tulkarem con numerosi arresti effettuati dalle forze di
occupazione.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’intervento di Fabian Odeh, cittadino
italo-palestinese e nostro collaboratore. Ascolta o scarica.